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mercoledì 2 Dicembre 2020
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    Le lacrime dei vinti, il sangue del dittatore

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    Con le immagini della cattura e dell’esecuzione pubblica di Muhammar Gheddafi si conclude la pars destruens della Rivoluzione libica targata CNT-NATO, le lacrime di Hosni Mubarak davanti alle immagini della caduta speculare del suo alleato e le elezioni ad alta partecipazione in Tunisia segnano la nuova rotta del Maghreb, che risente fortemente del passato duro da dimenticare. Gli Stati Uniti sembrano costretti ad una revisione strategica della loro influenza nel “Grande Medio-Oriente” lasciando prematuramente l’Iraq. C’è aria nuova nel nostro Caffè settimanale

    EUROPA – Martedì 25- Nuove tensioni in vista tra l’Autorità Palestinese e gli Stati Uniti all’Assemblea UNESCO che si terrà a Parigi. Infatti una legge di più di quindici anni fa che impone il taglio dei fondi governativi a per qualsiasi Organizzazione Internazionale che accetti la Palestina come membro a pieno titolo, rischia di dover essere applicata proprio nei confronti dell’UNESCO i cui membri voteranno una mozione per il riconoscimento del 194esimo membro ufficiale.

    Mercoledì 26- Nuovo incontro dei Capi di Stato e di Governo dei paesi dell’area euro, i leader sono chiamati a decidere sull’importo da destinare al “fondo salva-Stati”, l’ultima spiaggia per le economie al tracollo, a verificare le misure di riforma pensionistica e per lo sviluppo economico, quasi dettate al Presidente Berlusconi dal duo Merkel e Sarkozy. Entrerà in gioco la nuova figura di “Mr. Euro”, la carica destinata a guidare i meetings dell’Eurogruppo e che verrà scelta una volta decaduta la Presidenza del Consiglio di H. Van Rompuy.

    Varsavia – Si apre martedì la Conferenza sul traffico di stupefacenti tra paesi europei e Europa dell’est. Federazione Russa, Bielorussia, Ucraina e Moldavia discuteranno con funzionari di Interpol e dell’Organizzazione delle Nazioni Unite sulla Droga e il Crimine sulle rotte delle sostanze stupefacenti verso il mercato europeo e sulle misure multilaterali utili a combatterle.

    AMERICHE – Stati Uniti – Le sfide internazionali aperte rubano letteralmente spazio e tempo alla debacle per le presidenziali del 2012. B. Obama ha accolto con gioia l’annuncio della fine delle operazioni della Nato in Libia per il 31 Ottobre e ha tentato di segnare un punto a suo favore nell’approccio con l’opinione pubblica dichiarando il ritiro di tutte le truppe USA dall’Iraq entro il prossimo Dicembre. Il vero problema sono i conti pubblici e la ripresa economica, su cui si giocheranno le primarie e la campagna elettorale, che impongono una revisione generale dei piani dell’Amministrazione Obama per Iraq ed Afghanistan.

    Venezuela – Potrebbe non essere il cancro, forse sconfitto, l’unico scoglio in vista per il carismatico lìder venezuelano Hugo Chavez. Leopoldo Lopèz, un economista laureato ad Harvard, discendente diretto del revolucionario Simon Bolìvar, sembra guadagnare sempre più la simpatia della popolazione e il sostegno della Comunità Internazionale mentre si avvicinano le presidenziali del 2012. Non è servito a nulla il tentativo di precludere la candidatura all’attivista dato che la Corte Inter-Americana per i Diritti Umani ha sancito l’illiceità della misura.

    Argentina – Come anticipato nello scorso Caffè, mai vittoria fu più scontate nelle elezioni argentine che hanno incoronato Cristina Kirchner Capo di Stato per la seconda volta. Dopo la dovuta dedica al marito, la conferma dei piani economici, volti al “Kirchnerismo”, da parte degli elettori, rimane da svelare la composizione delle Camere per scoprire se l’ampia maggioranza potrà garantire nuova vita al motto “più industria, più inclusione sociale, più patria”.

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    AFRICA – Lunedì 24- Attesa e trepidazione per i risultati delle prime elezioni libere in Tunisia, dove nonostante le previsioni, una folla festante ha letteralmente assalito i seggi sin dalle prime ore del mattino. Con 100 partiti in lizza, la paura occidentale per l’estremismo islamista e un favorito su tutti, il partito islamista-riformista Ennhahda, le elezioni tunisine si affermano come il vero test per l’evoluzione della Primavera Araba nel Maghreb.

    Libia – Mentre la Comunità Internazionale si interroga sui metodi utilizzati nell’esecuzione a sangue freddo del Col. Gheddafi e sulle transizioni democratiche, in una Bengasi in festa il CNT e il suo Presidente Mustafa Abdel Jalil ha dichiarato la liberazione del paese intero “dal deserto ai cieli tutti”. Intanto non mancano le preoccupazioni per l’evoluzione di una ribellione iniziata sull’onda di manifestazioni contro le vignette satiriche su Maometto e culminata con l’eliminazione del tiranno e il martirio del suo cadavere, una scena già vista troppe volte e che conferma la natura primordiale della lotta per la libertà. A detta del Ministro della Giustizia Jibril, sarà la shaarìa a guidare la Libia verso un futuro ancora poco chiaro agli occhi di tutti.

    Algeria – L’ennesimo rapimento, stavolta di una cooperante italiana e due spagnoli, in territorio algerino, alza l’attenzione dei media sulla situazione del paese del Maghreb più interessato dalle infiltrazioni di movimenti jihadisti islamici. L’Al Qaeda del Mali, ha rivendicato il sequestro compiuto nella zona algerina dell’autoproclamatasi Repubblica del Sahraoui e avvenuto con un blitz armato in un campo profughi della provincia.

    MEDIO-ORIENTE – Turchia – Il sisma di 7.2 gradi Richter che ha colpito la Turchia nella zona orientale al confine con l’Iran Domenica potrebbe paradossalmente raffreddare le tensioni tra Ankara e Israele, alle stelle da alcuni mesi. Il Governo di Tel Aviv ha infatti optato per un invio di aiuti senza condizioni confermando la svolta verso la pacificazione dei conflitti aperti. Secondo le prime stime, quanto mai approssimate e indicative, le vittime del sisma potrebbero essere più di mille a causa della scarsa applicazione di misure preventive in una delle zone più soggette ai terremoti.

    Iran – Seguendo l’antico motto che vuole il nemico del tuo nemico un tuo alleato, il Governo iraniano sembra aver appoggiato il piano di invasione limitata attuata dalle forze armate turche nell’Iraq del nord. La minoranza curda, che sembrava aver ottenuto un regime d’autonomia più ampio grazie all’influenza americana, è stretta tra i due paesi che lottano per l’egemonia di potere e prestigio nella regione mediorientale. Turchia e Iran, così lontani politicamente hanno dimostrato che una loro alleanza a difesa dell’identità nazionale non è poi così irrealizzabile.

    Pakistan – Un incidente di frontiera conclusosi in poche ore sembra confermare il percorso comune verso la pace e il progresso di India e Pakistan. Domenica verso le 13:00 un elicottero “Lama” dell’Esercito Indiano, modificato per il volo ad alta quota, è penetrato 25 km all’interno dello spazio aereo pakistano violando la zona di separazione istituita in Kashmir. Costretto ad atterrare nell’aeroporto di Skardu, il velivolo è stato restituito 4 ore dopo grazie a colloqui di alto livello tra i due eserciti. Un incidente di frontiera, dovuto peraltro al maltempo, potrebbe aver condotto all’ennesimo scontro nella zona, ma i nuovi rapporti economici e la lotta al terrorismo comune hanno evitato che la situazione degenerasse.

    ASIA – Thailandia – In una Bangkok sommersa dalle acque provenienti dalle regioni circostanti, il Governo stila un bilancio provvisorio della più grave alluvione degli ultimi sessant’anni. 500 morti, 10 milioni di sfollati e milioni di metri cubi d’acqua che giungono quotidianamente verso la capitale hanno messo in ginocchio i parchi industriali delle produzioni high-tech, fiori all’occhiello dell’economia thailandese. Una sfida decisamente dura aspetta la neo-eletta premier Yingluck Shinawatra nei prossimi giorni quando le stime saranno definitive e il paese martoriato, in attesa di una ricostruzione inevitabile.

    Cina – Mentre le tensioni in Tibet raggiungono l’apice della violenza dopo mesi di relativa calma, l’attenzione del Governo Centrale sembra rivolta all’Europa, dove la crisi economica sembra riservare per gli accorti investitori istituzionali occasioni ghiotte per espandere l’influenza cinese nel mercato europeo. È la Grecia l’obiettivo principe, con impegni e scadenze da rispettare il Governo di Atene potrebbe essere costretto a cedere fette di sovranità in cambio di liquidi.

    Fabio Stella redazione@ilcaffegeopolitico.net

    Fabio Stella
    Fabio Stella

    Fresco di laurea in relazioni internazionali, con il sogno della carriera diplomatica nel cassetto, la voglia di nuovo e la curiosità l’hanno spinto per fare le valigie per l’estremo Oriente, da dove non sembra voler più tornare. Autore del “7 giorni in un ristretto” redige per voi il calendario della Comunità Internazionale ogni lunedì anticipandovi curiosità, scandali, intrighi e retroscena della geopolitica in ogni angolo del pianeta. Citazioni altisonanti e frasi ad effetto le sue armi “preferite” insieme all’ambizione di rimanere perennemente in equilibrio sul filo del rasoio delle previsioni “da sfera di cristallo”, con una tazzina di “caffè” rigorosamente “espresso” in mano.

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