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    Mentre la Siria di Assad si allontana sempre più dalla comunità internazionale con la sospensione dalla Lega Araba, l’Unione Europea vede il cambio al vertice dei Governi di Italia e Grecia, che passano sotto la guida di due ex-tecnici di Bruxelles. Il Presidente Obama continua il suo “Pacific Tour” e rispolvera i piani di Nixon per smuovere Cina e Russia dal veto sulle sanzioni a Teheran dopo il rapporto dell’AIEA, mentre in Sud-America la lotta al narcotraffico prosegue tra alti e bassi. È tempo di trattative tra i big col nostro caffè settimanale dal mondo

    EURASIA Lunedì 14 – Si riunisce a Bruxelles il Consiglio per gli Affari Esteri, presieduto dall’Alto Commissario Catherine Ashton. In primo piano le conseguenze della sospensione della Siria dalla Lega Araba e nuove sanzioni europee per il regime di Assad, ma si parlerà anche di Libia, Yemen, la situazione sempre più tesa nel Corno d’Africa tra Somalia e Kenya. L’Alto Commissario dovrà anche affrontare le questioni sollevate dai continui scontri etnici di frontiera tra Kosovo e Serbia, dove l’UE ha investito parecchio per la stabilizzazione e l’autonomia della regione a maggioranza albanese con la missione EULEX. Domenica 20 – La Spagna è chiamata alle urne dopo le dimissioni anticipate del secondo governo Zapatero, la sfida è tra Mariano Rajoy, erede di Aznár, alla guida del Partito Popolare e il socialista riformista Alfredo Rubalcalba ex-Ministro dell’Interno, vice-premier e portavoce di Zapatero di cui ha raccolto l’eredità nel maggio scorso. Intenzioni di voto e sondaggi dopo il dibattito televisivo tra i due candidati danno il Popolare Rajoy in vantaggio di circa 10 punti percentuali. Sulle elezioni spagnole pesano l’ombra del baratro finanziario e la piazza degli “Indignados” in rivolta permanente. FEDERAZIONE RUSSA – E’ di venerdì scorso la notizia dello storico ingresso della Russia di Vladimir Putin nell’Organizzazione Mondiale per il Commercio. Dopo anni di promesse e ricadute i negoziatori della Federazione hanno concluso i termini e le clausole del trattato di adesione alla WTO che sarà ratificato in Dicembre. Sembra che le elezioni parlamentari e presidenziali in vista abbiano spinto verso un’internazionalizzazione dell’economia Russa che garantirà al paese, secondo le stime, un aumento del tasso di crescita del 3% nel breve e 11% nel lungo periodo. ASIA AFGHANISTAN –  A Kabul si raduna la Loya Jirga, l’Assemblea tradizionale afghana, per discutere delle future elezioni nel paese, del ritiro delle truppe americane e delle condizioni di permanenza e collaborazione delle forze armate straniere. Secondo Gholam Jilami Zowak, capo dell’Afghanistan Research and Strategic Centre, i timori statunitensi di non poter influenzare le decisioni dell’assemblea potrebbero determinare un rinvio delle elezioni e nuove negoziazioni sul destino delle basi dell’esercito americano e sugli elementi essenziali della revisione del “Security Agreement” firmato dai due governi nel 2005. MYANMAR – Nuove speranze per il futuro democratico del paese vengono dalla notizia di una probabile partecipazione di Aung San Suu Kyi alle elezioni parlamentari di dicembre. Una modifica alla legge elettorale proposta dal Primo Ministro il Gen. Thein Sein, permetterebbe infatti la “Lega Nazionale per la Democrazia” a un ritorno ufficiale nella vita politica del paese. Mentre i militari mantengono un controllo opprimente sulla popolazione, le questioni della repressione etnica nel Nord e delle sorti dei prigionieri politici minano il processo di riconciliazione tra le minoranze. CINA – Dopo il vertice dei leader dei paesi membri dell’APEC si intensificano i contatti diplomatici tra Pechino e Washington, con gli Stati Uniti intenzionati a convincere la Cina a mediare con la Russia una possibile astensione al voto del Consiglio di Sicurezza sulle sanzioni ai progetti nucleari dell’Iran di Ahmadinejad e alle repressioni armate della Siria di Assad. I contatti tra i due “partners” potrebbero spingere Mosca su posizioni più concilianti così come avvenne nei primi anni ’70 grazie al “grand design” di R. Nixon e Kissinger. AFRICA LIBIA – In una Libia priva di una forza internazionale che vigili sul cessate il fuoco, scoppiano i conflitti tribali persino tra città confinanti, dove i blocchi stradali rappresentano il controllo del territorio da parte delle diverse fazioni. Il vero problema oltre alle fratture nelle componenti della popolazione, resta l’eccessiva reperibilità di armi pesanti che unite ai risentimenti dovuti alle varie violazioni commesse nel conflitto generano un mix esplosivo per la road-map verso una pace effettiva nel paese. EGITTO – Con l’ombra della prima tornata elettorale che incombe sulle mire di potere dell’elite militare, non si placa in Egitto lo sconforto dei movimenti che animarono Piazza Tahrir nella scorsa Primavera. La notizia della proroga di 15 giorni dell’arresto del blogger Alaa Abdel Fattah, nonostante sia caduta l’accusa di porto d’armi abusivo, non fa che aumentare il dubbio che le elezioni del dopo-Mubarak non si svolgeranno in maniera così pacifica come è avvenuto in Tunisia. La giunta militare oltre ad aver ideato quello che è stato definito il sistema elettorale più complesso del mondo, sembra disposta a tutto pur di non perdere l’influenza sulla politica che ha conquistato in questi mesi. SOMALIA – Le indiscrezioni su un possibile apporto americano nell’invasione mirata delle truppe keniote contro Al Shaabab si fanno sempre più convincenti, con l’ambasciatore di Nairobi all’ONU pronto a richiedere lo stanziamento di una forza di pace internazionale per vigilare su un possibile ritorno di fiamma del movimento qaedista, sorvegliato speciale insieme al Lord Liberation Army e  ai Boko Haram nigeriani, nella strategia per l’Africa della C.I.A e del Pentagono.

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    AMERICHE Martedì 15- Dopo il vertice dei paesi dell’Apec tenutosi alle Hawaii continua il tour Asiatico di Barack Obama con la visita in Australia, paese amico e alleato strategico nella regione e l’ultima tappa a Bali in Indonesia. La missione del Presidente è principalmente quella di rassicurare gli alleati sulla continuità dell’impegno americano nella zona del Pacifico posta al primo posto dell’agenda in seguito alle decisioni di ritiro dall’Iraq e dall’Afghanistan. BRASILE – In vista dei mondiali di calcio e le olimpiadi che innalzano Rio de Janeiro agli occhi della stampa globale, si moltiplicano le iniziative di ordine pubblico nelle favelas in mano ai signori del narcotraffico. Dopo l’arresto di Antonio Bonfim Lopes, vero padrone della favela Rocinha, nel week-end una task-force di 3000 uomini, 18 mezzi blindati della marina e 7 elicotteri da combattimento ha ridato respiro, in sole 3 ore di operazioni, agli abitanti della zona, oppressi dall’illegalità e dai soprusi delle bande criminali. MESSICO – E’ un colpo al cuore della lotta contro i narcos e la corruzione la morte del Ministro dell’Interno Francisco Blake Mora, precipitato con il suo staff in seguito all’avaria dell’elicottero che lo trasportava. Nel novembre di tre anni fa un incidente simile colpì un altro Ministro dell’Interno, Juan Camilo Moreno che precipito con  l’allora più importante investigatore antidroga José Luis Vasconcelos. Il varo della legge a tutela della libertà di stampa che protegge blogger e giornalisti concedendo più poteri allo Stato federale nelle indagini e la mappatura dei cartelli della droga che ha sancito Veracruz come capitale del narcotraffico, sono provvedimenti che vanno nella giusta direzione in un paese in bilico tra legge e criminalità. MEDIO-ORIENTE SIRIA – Mentre continuano incessantemente le repressioni armate delle manifestazioni contro il regime di Assad, e il veto di Cina e Russia blocca il Consiglio di Sicurezza dell’ONU è la Lega Araba a fare il primo passo di contrasto diplomatico contro le violenze che hanno generato migliaia di vittime. Sabato la Siria è stata sospesa dall’organizzazione con il voto contrario di Iran, Libano e l’astensione dell’Iraq. L’iniziativa del Qatar, sostenuta ufficialmente dal Segretario Generale ONU Ban Ki Moon, segue l’accettazione e la violazione sistematica del piano di pace proposto alla Siria dal Mondo Arabo. ARABIA SAUDITA – L’agenzia di stampa nazionale SPA ha confermato l’irruzione nell’Ambasciata saudita a Teheran e le violenze sul personale diplomatico compiute dai manifestanti fedeli a Bashar al-Assad, scatenatisi dopo la sospensione della Siria dalla Lega Araba.  Gli sgradevoli avvenimenti accomunano l’alleato più fedele degli Stati uniti in Medio-Oriente con la Turchia, membro della NATO, che ha evacuato le famiglie dei suoi diplomatici stanziati a Teheran dopo le aggressioni dei lealisti. Fabio Stella redazione@ilcaffegeopolitico.net

    Fabio Stella
    Fabio Stella

    Fresco di laurea in relazioni internazionali, con il sogno della carriera diplomatica nel cassetto, la voglia di nuovo e la curiosità l’hanno spinto per fare le valigie per l’estremo Oriente, da dove non sembra voler più tornare. Autore del “7 giorni in un ristretto” redige per voi il calendario della Comunità Internazionale ogni lunedì anticipandovi curiosità, scandali, intrighi e retroscena della geopolitica in ogni angolo del pianeta. Citazioni altisonanti e frasi ad effetto le sue armi “preferite” insieme all’ambizione di rimanere perennemente in equilibrio sul filo del rasoio delle previsioni “da sfera di cristallo”, con una tazzina di “caffè” rigorosamente “espresso” in mano.

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