utenti ip tracking
martedì 22 Settembre 2020
More

    Speciale COVID-19

    L’India e l’emergenza coronavirus

    In 3 sorsi - Oggi l'India è tra le...

    Contagi, proteste e maltempo: i tanti guai della Corea del Sud

    In 3 sorsi - Il coronavirus sembra aver esacerbato...

    Il SURE dell’Unione europea a sostegno dell’occupazione

    In 3 Sorsi – La Commissione europea ha formalizzato...

    Il lungo inverno di Melbourne

    Analisi - Secondo appuntamento con un "Caffè agli antipodi"....

    Sull’orlo del baratro?

    In breve

    Dove si trova

    Puoi leggerlo in 7 min.

    La settimana che ci attende unisce i destini delle due potenze dell’Atlantico del Nord, Europa e Stati Uniti, alle prese con le vicissitudini mondiali e con debolezze interne che minano la loro immagine verso l’esterno, con l’EU-US Summit a sintetizzare le loro posizioni. Nel resto del mondo le elezioni vanno in scena in Egitto e Congo nel pieno della violenza mentre Siria e Iran continuano a destabilizzare le sorti della pace e della sicurezza della Comunità industriale. Quello che vi serviamo oggi è un caffè bollente che chiede risposte

    EURASIA Mercoledì 30- Giornata piena per le istituzioni europee con il Consiglio per gli affari Economico-Finanziari dove sono attese aspre discussioni in merito agli aiuti alle banche dell’eurozona contro gli attacchi speculativi e ai suggerimenti sulle misure comuni per affrontare la crisi. I Ministri sono anche chiamati a formulare proposte e progetti per il prossimo Consiglio Europeo del 9 Dicembre sulla politica economica dell’Unione. Nello stesso giorno si riunisce il Consiglio sugli Affari Esteri che riunirà i Ministri della Difesa per discutere delle misure di Sicurezza Comune e Politiche di Difesa, in particolare delle strutture militari e delle missioni in corso in Somalia, nel Corno d’Africa e in Bosnia-Erzegovina.  La giornata di giovedì sarà dedicata alle situazioni di tensione in Egitto, Iran, Siria, Yemen e Kosovo, dove continuano i disordini di frontiera. Francia e Gran Bretagna appoggiate dall’Italia in secondo piano potrebbero proporre un embargo petrolifero totale sulle esportazioni di greggio da Teheran per costringere l’Iran ad abbandonare le sue mire di proliferazione nucleare. ASSE ROMA-PARIGI-BERLINO – Sembra che i tre leader più in  vista dei paesi europei abbiano portato a casa un accordo riservato con il Fondo Monetario Internazionale guidato dalla francese Christine Lagarde. Il piano riguarderebbe proprio l’Italia prevedendo aiuti per 600 miliardi ad un tasso del 5% rispetto al 7% previsto dai mercati. I fondi del FMI darebbero al governo di Mario Monti 18 mesi di tempo per attuare le riforme strutturali necessarie per garantire la ripresa economica italiana ed evitare un disastroso naufragio dell’eurozona e dell’Unione Europea. AFRICA LIBIA – Da sabato sera due motopescherecci italiani sono in consegna delle autorità portuali libiche a Misurata per aver sconfinato nella linea di base tracciata dal Governo libico per chiudere come interne le acque del Golfo della Sirte. La situazione va avanti ormai dagli anni ’70, con un provvedimento contrario alla Convenzione sul Diritto del Mare di Montego Bay e gli insuccessi della comunità internazionale nel ridurre la Libia a ragioni più miti. L’Italia che mostra un’alta soglia di sopportazione ai continui fermi di imbarcazioni non ha mai dichiarato la sua Zona Economica Esclusiva, proprio per evitare frizioni con i paesi della sponda sud del mediterraneo. Lunedì 28 – Si riunisce a Durban, in Sudafrica, fino al 5 dicembre la 17esima sessione della Conferenza degli Stati parte della Convenzione Quadro delle Nazioni Unite sul Cambiamento Climatico congiuntamente alla 7a sessione del meeting dei membri del Protocollo di Kyoto. I negoziati riguarderanno un accordo globale sulla riduzione dell’inquinamento e sugli impegni che seguiranno il 2012, anno di scadenza del Protocollo di Kyoto. Alla Polonia, che detiene la Presidenza di turno dell’Unione, il compito di rappresentare l’Europa davanti ai delegati di tutti gli Stati membri compresi U.S.A., Cina, Giappone e Federazione Russa. Lunedì 28 – Dopo un sabato di proteste finite nel sangue e una domenica senza chiusura di campagna elettorale, la popolazione della Repubblica Democratica del Congo è chiamata ad eleggere il proprio presidente nelle elezioni di lunedì, vero punto di svolta per il paese. Oltre all’eterno Joseph Kabila, erede politico del padre Laurent Désiré, l’opposizione è frammentata in 11 candidati, il più popolare dei quali appare Etienne Tshisekedi, leader morale delle manifestazioni delle scorse settimane che ha denunciato sia l’intromissione delle potenze straniere, sia la dubbia imparzialità di alcuni osservatori dell’ONU. La vittoria sembra scontata per Kabila, ma come si dice a Kinshasa “si può avere solo una piccola speranza con 31 milioni di votanti” nella seconda tornata elettorale in 51 anni di indipendenza. Lunedì 28 – In un clima surreale di tregua momentanea il popolo egiziano che da mesi occupa le piazze contro la caduta pilotata dall’esercito di Hosni Mubarak, è chiamato ad eleggere, con il sistema elettorale più complicato del mondo, un parlamento privo dei poteri essenziali delle istituzioni liberaldemocratiche. La giunta militare manterrà, comunque vadano le elezioni, il potere di scegliere il governo e un consiglio consultivo di 50 membri per supportare il Consiglio Supremo delle Forze Armate del Generale Tantawi. I numeri di questo voto: 498 seggi, 2 turni elettorali e 12 partiti maggiori. Gli attivisti e gli attori delle proteste definiscono inutili queste elezioni, mentre i Fratelli Musulmani vedono possibilità di affermarsi come il partito di maggioranza relativa.

    content_935_2

    AMERICHE Lunedì 28 – Il presidente Barack Obama riceverà alla Casa Bianca lo stato maggiore europeo durante l’EU-US Summit. Manuel Barroso, Herman Van Rompuy, Catherine Ashton e il commissario al commercio K. De Gucht discuteranno con i rispettivi statunitensi dell’economia globale, delle relazioni bilaterali e di misure comuni per promuovere la crescita e l’occupazione. L’incontro sarà anche l’occasione per sviluppare linee comuni sulle relazioni internazionali e sugli ultimi sviluppi in Nord Africa e Medio Oriente, così come sul progresso della democrazia e dello sviluppo nel vicinato europeo e in tutte le regioni del mondo. Il Consiglio di Sicurezza dell’ONU si riunisce a New York per affrontare le sfide poste dalle dimissioni del Presidente yemenita Saleh e dal progetto di road map democratica per il paese, nel pomeriggio verrà discussa in maniera dettagliata la situazione dopo la fine del conflitto civile in Libia e del sostegno alle nuove istituzioni democratiche. Lunedì 28 Tempo di elezioni in due paesi caraibici, Saint Lucia, governatorato britannico e Guyana che ha ottenuto l’indipendenza in ambito Commonwealth nel 1970, che mantengono forti legami con la madrepatria. 28 e 65 sono rispettivamente i seggi che i due popoli sono chiamati ad eleggere. ASIA ORIENTALE PAKISTAN – Dopo un attacco condotto venerdì notte da droni NATO che ha causato la morte di ventisei soldati pakistani e il ferimento di altri tredici, il Ministro degli Esteri di Islamabad ha convocato l’Ambasciatore americano Cameron Munter e intimato lo sgombero della base aerea di Shamsi. Le stesse misure furono adottate dal governo pakistano in maggio, in seguito all’uccisione di Osama Bin laden ad Abbotabbad. Il Pakistan e le sue aree tribali sono il passaggio vitale per i rifornimenti all’esercito americano in Afghanistan, ma nel giro di pochi mesi le relazione tra i due paesi sono precipitate ai minimi storici creando preoccupazioni per la stabilità dell’alleanza. Lunedì 28 Un discorso del Dalai Lama in programma a Nuova Delhi per mercoledì alla Congregazione Mondiale Buddhista è bastato ai diplomatici cinesi per denunciare ed annullare un incontro con i colleghi indiani previsto da tempo e fissato per lunedì. Le parti avrebbero dovuto discutere di questioni di frontiera, in particolare delle zone del Sikkim e dell’Assam confinanti con il Tibet. La cancellazione segue le numerose immolazioni da parte di monaci e monache tibetane contro l’autorità centrale di Pechino, in India inoltre sono rifugiati numerosi esuli tibetani, tra cui dal 1959 il Dalai Lama stesso. MEDIO ORIENTE SIRIA – La Lega Araba ha approvato le misure di embargo dei voli commerciali e blocco delle transazioni con la Banca Centrale di Damasco approvate Sabato sera dal Consiglio Economico con la sola opposizione di Libano e Iraq. Le violenze continuano e le sanzioni se applicate con efficacia causerebbero un ulteriore irrigidimento delle condizioni della popolazione. Da parte sua il regime di Assad ha denunciato le sanzioni come “la luce verde per un intervento militare internazionale” che diventa giorno per giorno più probabile, mentre i disertori del Free Syrian Army dimostrano di essere più organizzati e determinate di quanto li si ritenesse. YEMEN – Il vicepresidente yemenita Abdo Rabbo Mansour Hadi, cui Saleh aveva consegnato le proprie dimissioni, ha nominato domenica il nuovo capo del governo. Si tratta del leader dell’opposizione Mohammed Basindwa, a lui il compito di calmare le piazze e guidare la riconciliazione del paese minata dal conflitto civile del Nord in cui ribelli sciiti Houtni si oppongono con armi pesanti ai Salafiti sunniti. Con il ritorno di Saleh da Riyadh, protetto dall’immunità accordatagli per negoziato, inizia a delinearsi il futuro percorso verso la democrazia di Sana'a, con le prime elezioni yemenite  fissate il 21 febbraio 2012. IRAN – Il Parlamento della Repubblica Islamica ha approvato domenica con una larghissima maggioranza un progetto di legge per ridurre i rapporti diplomatici con il Regno Unito al livello di incaricati d’affari e le relazioni economiche al minimo indispensabile, la palla passa ora al consiglio dei Guardiani che ha potere di veto sulle leggi della consulta. Mentre Londra denuncia il provvedimento come un suicidio del regime degli Ayatollah e minaccia l’uso della forza, il governo di Ahmadinejad ha ora 15 giorni per attuare il provvedimento seguito alle sanzioni adottate congiuntamente da Stati Uniti, Canada e Gran Bretagna. Alcuni parlamentari iraniani dopo il voto hanno ventilato l’ipotesi di una assalto al “covo di spie” simile a quello del 1979 che portò al sequestro per 444 giorni del personale tecnico e diplomatico dell’Ambasciata americana a Teheran. IRAQ – Il Ministro della Difesa iracheno negli scorsi giorni ha tirato le somme del ritiro delle forze statunitensi presenti nel paese, restano 17000 effettivi dislocati in 7 basi militari, entro il 2012 solo 740 rimarranno in Iraq per fornire addestramento e assistenza logistica all’esercito iracheno. Intanto, sul fronte economico-energetico le multinazionali Shell e Mitsubishi intascano un accordo epocale con la società estrattiva statale Sud Gas per lo sfruttamento del gas naturale degli impianti meridionali. Le eccedenze rispetto al fabbisogno interno iracheno saranno vendute con un valore commerciale di circa 17 miliardi con una validità di 25 anni. Fabio Stella redazione@ilcaffegeopolitico.net

    Fabio Stella
    Fabio Stella

    Fresco di laurea in relazioni internazionali, con il sogno della carriera diplomatica nel cassetto, la voglia di nuovo e la curiosità l’hanno spinto per fare le valigie per l’estremo Oriente, da dove non sembra voler più tornare. Autore del “7 giorni in un ristretto” redige per voi il calendario della Comunità Internazionale ogni lunedì anticipandovi curiosità, scandali, intrighi e retroscena della geopolitica in ogni angolo del pianeta. Citazioni altisonanti e frasi ad effetto le sue armi “preferite” insieme all’ambizione di rimanere perennemente in equilibrio sul filo del rasoio delle previsioni “da sfera di cristallo”, con una tazzina di “caffè” rigorosamente “espresso” in mano.

    Ti potrebbe interessareCORRELATI
    Letture suggerite

    LASCIA UN COMMENTO

    Inserisci qui il tuo commento
    Inserisci il tuo nome