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    L’operazione cui si è appena sottoposta la Presidenta Cristina Fernández de Kirchner e la conseguente convalescenza lancia come Capo provvisorio del Governo colui che si augura di raccogliere l’eredità della dinastia Kirchner, Amado Boudou. Il Vicepresidente si trova a dirigere le operazioni in un momento particolarmente delicato, in cui verranno resi operativi i tagli alla spesa pubblica. E le prime proteste vanno già in scena

    PAESE COL FIATO SOSPESO – E probabilmente non poteva essere altrimenti. Poco più di un anno dopo la morte per cause naturali di suo marito Néstor Kirchner, la notizia dell’operazione cui si sarebbe dovuta sottoporre anche la sua consorte, nonché nuovo Presidente del paese, è stata un vero shock nel paese. Tutto è andato per il meglio: la mattina del 4 gennaio è stata effettuata, con pieno successo, l’operazione chirurgica per asportare un carcinoma papillare alla tiroide. E al bollettino medico reso noto dal suo portavoce Alfredo Scoccimarro è potuta esplodere la gioia dei sostenitori della Kirchner, accampati da giorni appena fuori dall’ospedale e muniti con tanto di striscioni e immagini sacre. Il corso degli eventi è stato seguito con un’attenzione quasi spasmodica dall’intero spettro dei media argentini e non solo, in un periodo in cui l’intera regione sudamericana sembra colpita da una vera e propria maledizione: la Kirchner è infatti il sesto Presidente o ex Presidente a cadere vittima di un tumore, preceduta da Lula, Dilma Rousseff, Hugo Chavez, Fernando Lugo e Alvaro Uribe. LA REGGENZA DI AMADO BOUDOU – A fare le veci della Kirchner alla guida del paese nel periodo di inevitabile convalescenza (stimato in almeno una ventina di giorni) sarà il suo vice, Amado Boudou, che ha già fatto sapere di voler mantenere un profilo il più basso e defilato possibile. Proprio nei giorni immediatamente antecedenti il ricovero, la Presidente si è ripetutamente intrattenuta in colloqui formali con Boudou, e sebbene non siano state rilasciate comunicazioni ufficiali si vocifera che la Kirchner sia stata molto chiara nel lasciar intendere al suo vice come questi debba limitarsi a svolgere le mansioni ordinarie che la carica richiede, e a seguire alla lettera le indicazioni dei suoi più fedeli collaboratori. Ciò nel timore, neppure troppo velato, che si ripeta quanto verificatosi nel 2008, col precedente Vice, il radicale Julio Cobos, che “tradì” la Kirchner opponendosi all’aumento delle trattenute statali sulle esportazioni agroalimentari. Ecco, dunque, che per Boudou questo periodo può essere interpretato come un vero e proprio test di fedeltà verso il leader incontrastato del paese, test dal quale lo stesso Boudou ha tutto l’interesse ad uscire indenne se davvero vuole, in futuro, raccogliere l’eredità della Kirchner e presentarsi come suo successore alle prossime elezioni presidenziali.

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    TAGLI IN ARRIVO – Proprio l’inizio del nuovo anno, peraltro, segnerà l’entrata in vigore di alcune delle misure più delicate del nuovo mandato della Kirchner, vale a dire i cospicui tagli alla spesa sociale e ai sussidi, che comporteranno un sensibile rialzo delle bollette e delle tariffe dei mezzi pubblici.   Al centro del dibattito è stato in particolare il passaggio della gestione del servizio di metropolitana (foto a destra) di Buenos Aires (unica città del paese ad esserne dotata), passata proprio lo scorso 3 gennaio dal governo nazionale all’amministrazione cittadina. La prima conseguenza del trasferimento di competenze è presto detta: dimezzamento dei sussidi statali (che verranno completamente meno entro un anno) ed aumento in vista delle tariffe di un sonoro 127%, vale a dire da 1,10 a 2,50 pesos. Certo non un provvedimento che renderà felici gli 1,6 milioni di persone che quotidianamente si affidano alla metropolitana per spostarsi nell’enorme territorio della Capital Federal. Quanto all’aumento delle bollette, questo investirà interi quartieri della Capitale, considerati “benestanti” e per i quali verranno interamente tagliati i sussidi. Si parla, fra gli altri, dei famosi barrios di Belgrano, Recoleta, Palermo e Puerto Madero. Ma saranno in generale le famiglie più abbienti del paese a vedersi private di questo prezioso supporto, e a dover contare unicamente sulle proprie risorse per far fronte a tali spese. SI INVOCA LA GIUSTIZIA SOCIALE, MA INTANTO… – A difendere i tagli ci ha pensato pochi giorni fa Alicia Kirchner, Ministro dello Sviluppo Sociale (nonché sorella di Nestor), che ha spiegato come “garantire sussidi esclusivamente a coloro che ne hanno davvero bisogno è un atto di giustizia sociale da parte del Governo”. Permangono, tuttavia, forti dubbi su come l’opinione pubblica argentina reagirà a tali misure, anche alla luce di quanto avvenuto recentemente nella provincia di Santa Cruz, fortino elettorale e terra di provenienza proprio di Cristina Fernández. Qui la notizia dell’entrata in vigore di un piano fiscale di austerità per ridurre il deficit di bilancio ha scatenato la rabbia della popolazione, manifestatasi in violenti scontri con la polizia e le forze dell’ordine. Ne è seguita una vera e propria crisi istituzionale, con tanto di dimissioni di alcune figure politiche di spicco della regione. L’enorme sostegno popolare di cui gode la Kirchner, ad ogni modo, lascia ben sperare l’establishment in vista di altre e più incisive misure che possano portare finalmente stabilità finanziaria in un paese che vive una situazione ancora sin troppo fluida ed instabile. Antonio Gerardi redazione@ilcaffegeopolitico.net

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    Il Caffè Geopolitico è una Associazione di Promozione Sociale. Dal 2009 parliamo di politica internazionale, per diffondere una conoscenza accessibile e aggiornata delle dinamiche geopolitiche che segnano il mondo che ci circonda.

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