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lunedì 21 Settembre 2020
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    Il nuovo anno si apre con alcune delle tematiche principali che ci hanno accompagnato per gran parte del 2011 a fianco a nuovi sviluppi nel panorama mondiale, che rendono la settimana che ci attende ricca di appuntamenti. Con i leader europei a caccia della formula magica per il futuro del vecchio continente, gli Stati Uniti alle prese con il ripensamento strategico e il Medio Oriente minacciato dai venti di guerra, riprende l'appuntamento che vi serve i prossimi 7 giorni della settimana condensati nel primo "ristretto" dell'anno

    EUROPA

    Lunedì 9 – Il Presidente francese Nicolas Sarkozy sarà a Berlino in mattinata per un incontro bilaterale con la Cancelliera tedesca Angela Merkel. I due metteranno a confronto le rispettive posizioni in vista della trilaterale di Roma del prossimo 20 Gennaio e in seguito all'incontro del week end scorso tra Monti e lo stesso Sarkozy. Italia, Francia e Germania hanno in mano il futuro dell'Unione ma si trovano in disaccordo su diversi punti: euro-bond o project-bond, fondo salva stati efficiente o mera istituzione di facciata, tobin tax europea o variante nazionale, entro la fine del mese avremo probabilmente tutte le risposte.

    Mercoledì 11 – Anche il Primo Ministrio italiano Mario Monti raggiunge Berlino per terminare la girandola di summit tra i leader europei di spicco. Proprio il nuovo governo di Roma, reintegrato nelle stanze dei bottoni europee, sembra essere ora il maggiore alleato di Parigi contro ulteriori irrigidimenti del Fiscal Compact voluto dal presidente della BCE Draghi e dalla stessa Merkel. La credibilità europea e la competenza tecnica del premier italiano dovranno portare Berlino a più miti posizioni per la salvezza del cammino comune dell'Unione.

    Il Primo Ministro Helle Thorning Schmidt aprirà a Copenhagen il semestre di presidenza danese del Consiglio Europeo, ci sarà spazio per tirare le somme del lavoro svolto dalla Polonia nella seconda metà del 2011 e per presentare le linee d'azione per un 2012 che si preannuncia ricco di sfide e di punti di svolta. La cerimonia inaugurale sancirà il culmine della visita in Danimarca del Collegio dei Commissari che resteranno nel paese fino a Giovedì.

    Giovedì 12 – Primo meeting dell'anno per il Consiglio di Governo della Banca Centrale Europea presieduta da Mario Draghi che terrà una conferenza stampa alla fine dell'incontro. I temi principali dell'agenda riguardano gli obiettivi per la crescita, lo sviluppo e la stabilità dell'area euro e i preparativi per l'Eurogruppo del 23 e il Consiglio ECO-FIN del 24 Gennaio. Non mancheranno focus sulla situazione disperata dell'economia ungherese, esterna all'eurozona ma ad essa strettamente legata.

    AMERICHE

    Martedì 10 – Si tiene in New Hampshire la seconda tappa per le primarie del Partito Repubblicano che dovranno portare alla nomina dello sfidante di Barack Obama alle Presidenziali. Nell'ultimo dibattito televisivo tutti gli sfidanti si sono coalizzati contro l'ormai favorito Mitt Romney, attaccato via twitter dallo stesso Obama. Nonostante l'endorsement di Fox News il creazionista Nick Santorum sembra condannato a decadere dal secondo posto nel caucus dello stato con il più alto numero di laici e agnostici, mentre sono in ascesa le quotazioni del populista Gringrich e dell'anti statalista Ron Paul. Il Governatore Rick Perry invece guarda già alla tappa del 21 Gennaio in South Carolina.

    Il Console Generale venezuelano a Miami Livia Acosta Noguera dovrà lasciare entro martedì il territorio degli Stati Uniti in quanto persona non grata, dopo che il mese scorso alcune indiscrezioni confermate la segnalavano tra i cervelli di un attacco di cyber-warfare congiunto tra Venezuela e Iran contro strutture statunitensi. Tra i primi a segnalarvi la notizia, restavamo tuttavia scettici sulla veridicità delle fonti, il provvedimento del Dipartimento di Stato scioglie a distanza di un mese ogni dubbio. Il ricorso all'articolo 23 della Convenzione di Vienna sulle Relazioni Consolari dimostra quanto Washington prenda sul serio il nuovo fronte della guerra tecnologica destinata a dominare il futuro della strategia militare.

    VENEZUELA – Mentre l'attesa per le presidenziali di Ottobre si fa sempre più pressante il Presidente Hugo Chàvez dà il via alle danze sostituendo figure di spicco del suo cerchio magico. Dopo la nomina di Diosdado Cabello, uno dei leader del partito di Chàvez, a Presidente dell'Assemblea Nazionale, il vero colpo di genio rimane la nomina a Ministro della Difesa del Generale Henry Rangel Silva, ex capo dei servizi segreti, da sempre fedele alleato nelle forze armate. Ma Rangel Silva figura soprattutto in un rapporto del Dipartimento del Tesoro statunitense del 2009 come uno dei principali alleati a Caracas del movimento marxista delle Farc per il sostegno al trasporto di cocaina dalla Colombia al Venezuela.

    AFRICA

    SUDAFRICA – Conclusesi con successo le festose manifestazioni per la celebrazione dei 100 anni dalla nascita dell'African National Congress (ANC) restano le tensioni e le fratture tra la leadership politica del paese e l'opinione pubblica dei ceti medi e delle township. Apparso a fianco dell'ex Presidente Thabo Mbeki, Jacob Zuma è insidiato all'interno del suo stesso partito dall'opposizione del leader della Lega giovanile Julius Malema. Il giovane carismatico rimprovera a Zuma una politica sociale troppo moderata e incline al compromesso liberista incarnando il malcontento dei poveri e degli abitanti delle baraccopoli il cui tenore di vita non sembra aver tratto beneficio dalla fine del'apartheid.

    SOMALIA – Il raid dell'aviazione kenyota nel distretto di Burdubo, nella regione di Gedo ha provocato numerose vittime tra i militanti di Al Shabaab che si sono rifugiati nella confinante regione di Bay dove detengono un controllo quasi totale del territorio. Nonostante l'invasione corazzata da parte del Kenya, che dura ormai da due mesi, la cellula qaedista somala sembra godere dell'appoggio delle tribù della parte sud-occidentale del paese che le garantisce la sopravvivenza ai ripetuti attacchi armati. Intanto sul fronte della pirateria, l'Unione Europea, tramite la missione Atlanta, starebbe studiando interventi risolutivi che concludano una volta per tutte il ripetersi degli assalti e dei rapimenti. Niente occupazione militare in vista però, si punta piuttosto a blitz di search&destroy affiancati ad un progetto per la costituzione di un sistema giuridico internazionale per la lotta alla pirateria marittima.

    NIGERIA – Per quanti non fosse bastato il paragone tra la situazione attuale e la guerra civile degli anni '60 il Presidente nigeriano Goodluck Jonathan ha ventilato nuove rivelazioni sul movimento islamico Boko Haram. Sarebbero proprio complicità profonde con le Istituzioni, con il sistema giudiziario, la polizia, le forze armate e addirittura il Governo stesso a garantire alla setta estremista la sopravvivenza nel paese. Intanto sale a 49 il numero delle vittime degli attacchi ai cristiani con lo spettro di una nuova guerra civile che avanza in una delle nazioni africane con i tassi di crescita più elevati.

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    ASIA ORIENTALE

    CINA – Il Governo di Pechino ha accolto con freddezza la pubblicazione del nuovo Scenario Strategico americano che sancisce come fondamentale il contesto dell'Asia-Pacific. Per Washington la regione del Sud-Est Asiatico rivestirà la stessa importanza che aveva l'Europa nel ventesimo secolo e l'America dovrà impegnarsi contro le potenze regionali emergenti piuttosto che in lunghe guerre di counter-insurgency. Ai leader del PCC saranno sicuramente fischiate le orecchie dato che Barack Obama ha sempre sostenuto l'importanza del livello delle grandi potenze rispetto agli obiettivi dell'antiterrorismo. Con il ritiro completato dall'Iraq e quello preannunciato dall'Afghanistan saranno Taiwan, Myanmar, Giappone e Corea i banchi di prova del concetto di coevoluzione coniato da Henri Kissinger nel suo ultimo libro sulla Cina.

    FILIPPINE – Aumenta la tensione nel Pacifico con uno degli alleati storici degli Stati Uniti, Manila, che accusa Pechino di aver sconfinato nelle acque territoriali nazionali. Già la settimana scorsa il Ministero degli Esteri aveva segnalato la presenza di tre navi della marina cinese intorno agli isolotti dell'arcinoto arcipelago delle Spratly. Insignificanti dal punto di vista territoriale sorgono su fondali marini ricchi di gas e giacimenti petroliferi che fanno gola a quasi tutte le nazioni bagnate dal Pacifico. Cina, Filippine, Malaysia, Taiwan e Brunei si contendono i diritti di sfruttamento delle risorse energentiche con periodici scontri navali e dimostrazioni simboliche. Curiosamente proprio lo scorso novembre Stati Uniti e Filippine hanno tenuto esercitazioni congiunte simulando sbarchi anfibi in territori inospitali contro una potenza occupante.

    MYANMAR – Con l'avvicinarsi della scadenza per le elezioni politiche di Aprile si fanno sempre più forti le indiscrezioni che vorrebbero Suu Kyi, leader ed eroina della Lega Nazionale per la Democrazia, parte del governo civile di Naypyidaw. La logica della cooptazione sembra l'uncia possibile affinchè l'elite militare riesca a sventare il ripetersi del crack down elettorale che nel 1990 attribui alla LND l'80% dei seggi disponibili. La legalizzazione del Partito garantita in Dicembre dal Gen. Thein Sein conferma la volontà del regime di garantire spazi politici all'opposizione che nel 2010 si ere ritirata prima delle elezioni.

    MEDIO ORIENTE

    IRAN – Dopo l'annuncio della produzione della prima barra di uranio arricchito al 20%, soglia per la produzione energetica in reattori sperimentali, il capo dell'Organizzazione per l'energia atomica di Teheran ha annunciato l'avvio della produzione di combustibile nucleare arricchito nello stabilimento sotterraneo di Fordow, a nord di Qom. Fereydoun Abbasi Davani ha inoltre annunciato in un incontro con alti ufficiali del regime che l'Iran è disponibile a fornire tecnologie e know how a qualunque paese sia interessato alla proliferazione nucleare, in particolare alle nazioni del continente africano ricche di uranio come Niger e Namibia. Continuano dunque le provocazioni alle politiche di disarmo e non proliferazione nucleare mentre i pasdaran hanno già programmato nuove esercitazioni nello stretto di Hormuz in febbraio, promettendo novità mai mostrate prima d'ora.

    SIRIA – La Lega Araba riunitasi a Il Cairo nella serata di Domenica ha sancito la continuazione e il rafforzamento della missione dei suoi osservatori in Siria che conterà da domani 300 membri secondo il Qatar. Nell'audizione del capo degli inviati, il generale somalo Mohammed Ahmed Moustafa al-Dabi, sono emerse violazioni a tutti i punti del diktat imposto a Damasco il 26 Dicembre: repressione violenta contro proteste pacifiche, assedio di quartieri e città con blindati, segregazione dei prigionieri politici. Nonostante i ripetuti appelli del Consiglio Nazionale Siriano per l'ingresso di personalità delle Nazioni Unite nel paese la Lega Araba continua a mantenere il monopolio nella gestione della crisi, spalleggiata dal veto della Russia al Consiglio di Sicurezza. In risposta alle manovre militari della marina statunitense Mosca ha inviato una fregata e un'unità antisottomarini nel porto siriano di Tartus, dove sono stati accolti in pompa magna dai lealisti e dalla stampa locale.

    IRAQ – E' giunto a 73 il conteggio dei morti in seguito ai molteplici attacchi esplosivi contro gli sciiti in seguito al tentativo del premier Nuri al Maliki, sciita anch'egli, di far dimettere due politici sunniti in seguito al ritiro delle truppe americane. Sadr City, Khadmiya, Kerbala e Nassiriya, i nomi che un tempo richiamavano i caduti della coalizione contro Saddam Hussein oggi subiscono l'ondata dell'odio fratricida tra le due fazioni dell'islam iracheno, inaspritosi durante l'occupazione straniera. Nonostante la crisi politica che dura ormai da mesi, la società divisa e terrorizzata dalla campagna di attentati la produzione petrolifera ha superato per la prima volta in vent'anni i 3 milioni di barili al giorno ed è destinata a giungere ai 5-6 mbg nel 2017. Ottime notizie per gli esportatori europei in vista del futuribile embargo sul greggio di Teheran.

    Fabio Stella redazione@ilcaffegeopolitico.net

    Fabio Stella
    Fabio Stella

    Fresco di laurea in relazioni internazionali, con il sogno della carriera diplomatica nel cassetto, la voglia di nuovo e la curiosità l’hanno spinto per fare le valigie per l’estremo Oriente, da dove non sembra voler più tornare. Autore del “7 giorni in un ristretto” redige per voi il calendario della Comunità Internazionale ogni lunedì anticipandovi curiosità, scandali, intrighi e retroscena della geopolitica in ogni angolo del pianeta. Citazioni altisonanti e frasi ad effetto le sue armi “preferite” insieme all’ambizione di rimanere perennemente in equilibrio sul filo del rasoio delle previsioni “da sfera di cristallo”, con una tazzina di “caffè” rigorosamente “espresso” in mano.

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