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martedì 20 Aprile 2021

Kirghizistan, Zhaparov tra politica estera e interna

In breve

  • Nelle sue prime visite all’estero da Presidente, Zhaparov ha incontrato sia Putin che i vertici politici del Kazakistan.
  • Zhaparov sa che se vuole mantenere il potere deve rilanciare lo sviluppo economico del Paese.
  • Nonostante le intese con Russia e Kazakistan, il Kirghizistan deve però fare i conti con la Cina e il suo crescente peso economico in Asia Centrale.

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In 3 sorsiIl nuovo Presidente kirghiso Zhaparov ha inaugurato il mandato con una visita ufficiale a Mosca e una a Nur-Sultan. Pur essendo la Russia il partner storicamente più importante, Zhaparov deve fare i conti anche con la Cina e, in maniera minore, con il Kazakistan.

1. LE VISITE DI ZHAPAROV

Il Presidente del Kirghizistan Sadyr Zhaparov ha iniziato un giro di visite di Stato tra i principali alleati e partner del Paese. La prima di queste visite è stata a Mosca il 24 febbraio. Durante l’incontro con Vladimir Putin il neopresidente ha cercato di tranquillizzare la Russia sulle intenzioni di Bishkek in politica estera e sulla stabilità del Governo. La folta delegazione guidata da Zhaparov era composta dal nuovo ambasciatore del Kirghizistan a Mosca e dai Ministri della Difesa, degli Esteri, dell’Agricoltura e dell’Energia, oltre al capo dell’Agenzia per lo Sviluppo del Paese centro-asiatico. Dopo la visita a Mosca, Zhaparov ha incontrato nei primi giorni di marzo anche il Presidente del Kazakistan Tokayev e l’ex Presidente Nazarbayev a Nur-Sultan. In questo viaggio Zhaparov è stato accompagnato da una delegazione ristretta a pochi membri del Governo. Secondo Catherine Putz della rivista The Diplomat il primo viaggio di un nuovo Presidente in Russia rappresenta una semplice consuetudine già seguita dai suoi predecessori, mentre la visita in Kazakistan mirava invece a rafforzare le relazioni tra due Paesi, che negli ultimi anni hanno avuto un rapporto a dir poco altalenante. 

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Fig. 1 – Sadyr Zhaparov (a destra) con il Premier russo Mikhail Mishustin, 25 febbraio 2021

2. I NUOVI AIUTI DA MOSCA

Durante le proteste che hanno portato al potere Zhaparov la Russia ha osservato con molta attenzione lo svolgimento degli eventi: dopo Bielorussia e Nagorno-Karabakh voleva evitare che si creasse un’altra crisi difficile da gestire nello spazio post-sovietico. Lo stesso Putin in quei giorni espresse il proprio disappunto per i cambiamenti politici a Bishkek. Oltre agli aspetti politici l’incontro con Zhaparov si è concentrato sullo sviluppo della cooperazione economica discussa nella prima chiamata tra i due Presidenti lo scorso novembre. Alla fine della visita la delegazione kirghisa ha ottenuto ulteriori aiuti finanziari da Mosca (si parla di circa 8 milioni di dollari per la lotta alla contraffazione, che si aggiungono agli aiuti ricevuti negli ultimi due mesi per la lotta al narcotraffico e per il budget nazionale per più di 20 milioni di dollari) e allo stesso tempo si è accordata per facilitare le procedure per l’importazione del vaccino anti-Covid Sputnik V (il programma vaccinale in Kirghizistan inizierà nelle prossime settimane). Di stampo differente è stata invece la visita in Kazakistan, che al momento presiede l’Unione Eurasiatica. I colloqui con Tokayev e Nazarbayev hanno portato alla firma di sette documenti, tra i quali spiccano il protocollo d’intesa tra i Ministeri degli Esteri dei due Paesi e gli accordi di cooperazione nel settore militare.

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Fig. 2 – Zhaparov durante la sua visita a Mosca, 25 febbraio 2021

3. L’INCOGNITA PECHINO

Apparentemente Zhaparov non sembra avere problemi di politica interna. Il prossimo 11 aprile si terranno infatti sia le elezioni amministrative che il referendum costituzionale e in entrambi i casi sembra scontato che gli esiti delle consultazioni gli saranno favorevoli. Ma in politica estera invece la situazione è differente. Il Kirghizistan deve destreggiarsi tra Russia, Kazakistan e Cina. Specialmente con quest’ultima la situazione è considerata preoccupante, perché il nuovo Governo deve ripagare i prestiti ricevuti da Pechino e l’attuale situazione economica non lo permette (perfino gli interessi rischiano di non essere saldati). Il Governo cinese si è detto disponibile a estendere le scadenze, ma ha già iniziato a chiedere asset nazionali per saldare i debiti, come i giacimenti ferriferi di Dzhetim-Too. Non è un caso che prima dell’incontro con Putin Zhaparov abbia avuto una telefonata con Xi Jinping su questioni prettamente economiche. Le prime mosse di Zhaparov in politica estera sono quindi incentrate a sostenere l’economia per rafforzare il suo potere. Mosca deve rimanere il principale partner internazionale perché le rimesse degli immigrati kirghisi in Russia contano un quarto, se non di più, dell’economia. Anche la Cina, diventata negli ultimi anni un partner imprescindibile grazie alla BRI, deve essere accontentata, ma tenendo conto del sentimento anticinese della popolazione kirghisa.

Cosimo Graziani

EX-85718 TU-154M Kyrgyzstan Airlines/ Altyn Air DME 22.7.06” by Colin Cooke Photo is licensed under CC BY-SA

Cosimo Graziani
Cosimo Graziani

International Master in Eurasian Studies presso l’Università di Glasgow e l’Università di Tartu in Estonia. La mia area di interesse riguarda la politica estera dei paesi dell’Asia Centrale, per questo durante il mio master ho trascorso anche un semestre in Kazakistan. Tifoso bianconero, se non parlo di politica mi piace parlare di storia e leggere libri.

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