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venerdì 30 Ottobre 2020
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    Speciale COVID-19

    La nebbia dell’incertezza

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    Da sempre la comunità internazionale è il regno dell'anarchia, ma le attuali tendenze, gli scontri e i punti di tensione affiancati dagli sconvolgimenti politici in corso costituiscono i caratteri fondamentali dell'attuale paradigma, su cui è difficile esprimere giudizi di lungo periodo. I nuovi sviluppi della telenovela iraniana, la rottura tra Lega Araba e Siria, la situazione preoccupante in Somalia e Nigeria accompagnano le primarie repubblicane negli Stati Uniti e una serie di vertici in Europa. Intanto l'America Latina riscopre il conflitto dimenticato delle Falklands, il Messico raggiunge livelli inauditi di violenza e la Cina festeggia l'inizio dell'anno del dragone.

    EUROPA

    Lunedì 23 – I Ministri degli Esteri dei 27 paesi membri si riuniscono a Bruxelles, dove l'Alto Rappresentante Catherine Ashton proporrà un'implementazione delle misure restrittive contro Teheran. Il Consiglio per gli Affari Esteri affronterà altre tematiche scottanti per la sicurezza e lo sviluppo democratico come la situazione in Siria e il processo elettorale in corso in Egitto. I ministri discuteranno anche dei possibili sviluppi del dialogo per la pace in Medio-Oriente, delle recenti aperture in Myanmar, della tensione tra Serbia e Kosovo e delle condizioni critiche in Bielorussia e Sud Sudan. Nella stessa occasione si terrà anche un Consiglio di Stabilizzazione ed Associazione con i rappresentanti della Macedonia. Martedì 24 – Preceduto come d'abitudine dall'Eurogruppo, si riunisce il Consiglio per gli Affari Economici e Finanziari, dove i Ministri saranno chiamati a fare il punto su crescita e crisi dell'economia europea. Contemporaneamente la Presidenza di turno danese enuncerà i punti del programma economico che intende portare avanti nei prossimi 6 mesi e verrà rivisto il patto di stabilità e crescita nei confronti di Belgio, Cipro, Ungheria, Malta e Polonia. Ci sarà spazio anche per la stesura di regolamenti sul mercato finanziario e per l'approvazione dei due progetti sulla governance economica. Dalle ultime indiscrezioni sembra che Francia e Germania concordino nel proporre un ammorbidimento delle regole sulle banche, una misura che dovrebbe svincolare nuovi capital per il rilancio del credito all'economia reale. Mercoledì 25-Domenica 29 – Come di consueto Davos ospita il meeting annuale del World Economic Forum che raccoglie i rappresentanti dei governi e delle multinazionali provenienti da tutto il mondo. Lanciata nel 1971 su iniziativa del professor Klaus Schwab, dell'Università di Ginevra, l'organizzazione internazionale promuove il progresso globale cercando di indirizzare e modellare le agende politco-economiche. Il tema fissato per quest'anno è la "Grande Trasformazione", un maggiore impegno dei leader mondiali per le future generazioni e per un'efficace redistribuzione delle ricchezze tra Nord e Sud del mondo.

    AMERICHE STATI UNITI – Ancora stordito dalla batosta elettorale subita da Newt Gingrich nelle primarie in Sud Carolina, Mitt Romney, tra i candidati più ricchi nella storia del G.O.P., corre ai ripari promettendo di rendere pubblica entro mercoledì la sua dichiarazione dei redditidel 2010 e una stima di quella del 2011. Il mormone ex-governatore del Massachussets parteciperà anche ai dibattiti per la tappa in Florida delle primarie, cui aveva deciso di sottrarsi. Se è vero che per la prima volta tre volti diversi hanno vinto nelle prime tre tornate, resta ineguagliato il divario tra la macchina propagandistica di Romney e quella degli sfidanti, costretti a continui appelli per la raccolta fondi. Inoltre nonostante le sconfitte subite il milionario resta l'unico che si è impegnato veramente nella critica strutturale al programma dell'amministrazione uscente. Solo il tempo potrà dirci chi sarà lo sfidante di Barack Obama, per un giudizio complessivo che esuli dagli esiti altalenanti che hanno contraddistinto le scorse settimane. ISOLE FALKLANDS – L'arcipelago conteso rimane al centro della tensione tra Londra e Buenos Aires dopo la chiusura dei porti di Brasile e Uruguay alle navi battenti bandiera britannica in servizio da e verso le isole. La sfida era stata lanciata dal premier David Cameron con l'accusa rivolta alla Presidenta Christina Kirchner di condurre una politica colonialista nei confronti del territorio britannico. La guerra del 1982, un' autentica onta nella storia argentina, ha sancito la militarizzazione di un conflitto politco-diplomatico in corso da anni e i 2000 soldati britannici tra esercito, marina e aviazione stanziati nell'arcipelago sono considerati un insulto alla sovranità dell'intero Sud America. Più volte il Governo inglese ha rifiutato trattative per una pacifica conclusione dell'occupazione che dura dal 1833, quasi a vendicare l'offesa incaccellabile sancita dall'aggressione armata da parte della dittatura militare del Generale Leopoldo Galtieri. MESSICO – Mentre stime non ufficiali segnalano nello stato settentrionale di Chihuahua una mortalità della popolazione civile superiore a quella in Afghanistan nel periodo gennaio settembre 2011, continua la sanguinosa guerra tra Stato centrale e Cartelli della droga. E' di domenica la scioccante notizia dell'ultimo di una serie infinita di atti di efferata violenza, tre uomini armati avrebbero fatto irruzione in un oratorio dello stato di Guerrero nel sud del paese. 7 le vittime tra i fedeli che recitavano il rosario, i feriti sarebbero 5 ma versano in condizioni gravissime, altro elemento poco rassicurante è la telefonata anonima con cui i responsabili dell'azione hanno informato la polizia, quasi a lanciare una sfida alle istituzioni per il controllo del territorio. Intanto nello stato agricolo del Chiapas, già instabile per le tensioni sociali tra governo e contadini, è stato registrato un sisma di magnitudo 6.2 che ha interessato anche lo stato limitrofo di El Salvador senza però provocare perdite ingenti.

    AFRICA

    SOMALIA – I droni, i gioielli della CIA e dell'esercito americano, sono ormai una visione comune anche sopra i cieli della Somalia da quando la missione dell'Unione Africana AMISOM a Mogadiscio è stata affiancata dall'invasione kenyota nel sud-ovest del paese. Nell'ultimo degli attacchi mirati è rimasto ucciso il leader di Al Qaeda libanese ma con passaporto britannico Bilal Al Barjawi, mentre si spostava in auto da Almada. Il contrasto all'estremismo islamico nel continente africano è infatti al centro della strategia americana di contrasto al terrorismo globale. Intanto fonti locali rivelano il rapimento da parte di Al-Shabaab di circa 200 bambini a soli 30 kilometri dalla capitale, i minori, destinati con ogni probabilità ad imbracciare kalashnikov sono stati prelevati dalla città di Afgoye, sotto il pieno controllo delle milizie. NIGERIA – Continua la guerriglia efferata del movimento islamico dei Boko Haram nel nord del paese, l'attacco nella città di Kano ha infatti causato 160 vittime sancendo la militarizzazione definitiva della lunga campagna terroristica. Proprio il nord, dedito alle pratiche musulmane, è diventato il crogiolo delle alleanze e delle infiltrazioni tra politica, forze dell'ordine e terroristi, che hanno beneficiato dell'odio profondo per il presidente cristiano Goodluck Jonathan. Gli appoggi internazionali al movimento che si batte contro l'educazone occidentale, provenienti dall'algerina AQMI dai somali di Al-Shabaab e dall'area tribale tra Pakistan e Afghanistan fanno pensare ad un incremento delle violenze contro lo Stato nei prossimi mesi. Intanto è riuscito a fuggire uno degli arrestati per la Strage di Natale in cui morirono 37 cristiani, secondo la stampa locale sempre a causa di connivenze con gli apparati di sicurezza. Se la guerra al terrorismo islamico sembra aver lasciato i progetti strategici degli Stati Uniti, in Nigeria è appena iniziata. MADAGASCAR – E' bastato che l'ex Presidente Marc Ravalomanana annunciasse il proprio rientro nell'isola per scatenare nuovamente tensioni nella giunta militare che appoggia l'attuale "Presidente ragazzino" Andry Rajoelina, ex sindaco della capitale Antananarivo. Ravalomanana venne condannato nel 2009 per l'uccisione di una trentina di manifestanti davanti al palazzo presidenziale ai lavori forzati a vita, il suo ritorno in patria è sancito da un accordo, ma non gli è stata garantita alcuna amnistia. Il governo della quarta isola più grande del mondo è fortemente osteggiato dall'Unione Europea, Unione Africana e Nazioni Unite che criticano l'eliminazione o l'arresto di tutti gli oppositori del giovane Rajoelina e la propensione politica delle forze armate che gestiscono de facto il governo del paese. Anche Francia e Stati Uniti stanno a guardare, la politica estera di Ravalomanana aveva sancito infatti un pieno allineamento del Madagascar alle istanze occidentali, favorendo l'ingresso del paese nel libero mercato internazionale.

    ASIA

    CINA – Dopo lo storico sorpasso degli abitanti delle città nei confronti di quelli delle campagne, la Cina arriva al capodanno rituale, in programma proprio lunedì tra tensioni sociali e nuovi timori. É ancora lo sfruttamento nelle fabbriche il tema che infiamma la cronaca interna, a Wuhan, la Chicago cinese, 150 operai hanno minacciato di suicidarsi nel caso non ottenessero miglioramenti nelle condizioni di lavoro. Intanto sale la paura per il famigerato virus H1N1, l'influenza aviaria, che nel weekend ha causato la morte del secondo infetto in meno di un mese. Infine sembra finita per sempre la corsa verso la ricchezza della tycoon cinese Wu Jing, proprietaria del gruppo Zhejiang Bense Holding e responsabile della distrazione di fondi per un totale di 122 milioni di dollari. L'enorme numero di fallimenti e di suicidi causato dalla maxi-frode ha portato l'alta Corte dello Zhejiang a emettere una sentenza capitale che costituisca una pena esemplare nella lotta alla corruzione. PAKISTAN – Nonostante le spre tensioni tra Washington e Islamabad i droni continuano a sfrecciare nei cieli del Waziristan, l'area tribale crogiolo dell'ideologia talebana. E' della tarda nottata la notizia dell'ennesimo attacco ad un convoglio che avrebbe causato 4 morti tra le fila dei ribelli islamici. Intanto permane il blocco dei rifornimenti ai contingenti in Afghanistan grazie all'accordo temporaneo tra il Presidente Asif Ali Zardari e il capo delle forze armate Ashfaq Parvez Kayani che intendono proporre in Parlamento una votazione sulla questione. Anche l'area del Baluchistan solleva preoccupazioni dopo la notizia del rapimento dei due cooperanti internazionali, è probabile un'imminiente richiesta di riscatto, vero movente del gesto che rende gli stranieri nelle aeree a rischio vere occasioni di finanziamento al terrorismo. INDIA – Nonostante il probabile inasprimento delle sanzioni nei confronti di Teheran, Nuova Delhi sembra decisa a continuare a ricevere i rifornimenti di crude oil dall'Iran, che garantiscono il 12% del suo fabbisogno interno. Un nuovo accordo tra i ministri dell'energia ha sancito che il pagamento delle forniture di greggio avverrà d'ora in poi in rupie e non in dollari, a causa dei provvedimenti contro la proliferazione nucleare degli Ayatollah e delle difficoltà di compensazione tra le due valute. Anche Ankara figura nell'accordo grazie alla mediazione della banca turca "Halkbank" che garantisce il pagamento dei lavoratori delle raffinerie. Intanto l'Iran ha accettato di aumentare le importazioni indiane di beni primari come farina, oli vegetali, riso e the per pareggiare almeno in parte la bilancia commerciale. Potrebbe proprio essere il mercato indo-cinese del petrolio la salvezza dei giacimenti iraniani se, come si annuncia da tempo, entro l'estate dovesse essere varato dall'occidente l'embargo sul greggio degli ayatollah.

    MEDIO-ORIENTE

    SIRIA – Il piano della Lega Araba per mettere fine alla situazione che scuote Damasco da mesi è stato rifiutato con decisione dal governo del Presidente siriano Bashar al-Assad. La richiesta di fermare le violenze sui manifestanti, indire elezioni politiche e formare un gabinetto emergenziale hanno fomentato i timori di violazioni della sovranità del regime di Damasco, cui restano solo Teheran e Mosca come alleati fidati. Intanto la Lega Araba riunitasi nella serata di domenica a Il Cairo ah approvato la risoluzione dell'emiro del Qatar Al-Thani per il coinvolgimento del Consiglio di Sicurezza ONU nella questione araba. La missione degli osservatori sotto la guida del generale sudanese al-Dhabi è stata prorogata per un altro mese con la promessa di ispezionare altre località. Proprio durante la riunione dell'organizzazione è giunta la notizia del ritiro degli inviati sauditi dalla missione a causa dei continui e ripetuti inadempimenti di Damasco che secondo il Ministro degli Esteri di Ryadh, Saul el Feisal, fanno temere per la sicurezza della missione. IRAN – Nonostante le minacce di chiusura, il passaggio inoffensivo della portaerei americana USS Abraham Lincoln non ha suscitato né aggressioni né proteste, mentre continuano le esercitazioni militari congiunte tra pasdaran e marina nello stretto di Hormuz. Fonti locali riferiscono che il passaggio di navi militari statunitensi è considerato mera routine data l'influenza regionale dell'eterno nemico, le indiscrezioni sembrerebbero confermare l'attuale tendenza verso il raffreddamento dello scontro grazie all'apertura di canali diplomatici non-ufficiali. Il Presidente Mahmud Ahmadinejad si è detto sicuro dell'ineffettività delle sanzioni in arrivo da Bruxelles e promette provvedimenti di rappresaglia economica mentre si dice sicuro della soglia di sopportazione dei suoi cittadini, abituati a vivere nelle difficoltà. Sia Barack Obama che il suo avversario si giocheranno la riconferma sulla questione che raccoglie al suo interno implicazioni geopolitiche, strategiche e di propaganda, mentre potrebbe essere la mediazione del Ministro degli Esteri turco Ahmet Davutoglu portare i paesi rivali al tavolo negoziale. YEMEN – Il Presidente uscente Ali Abdallah Saleh ha lasciato ieri il paese diretto verso l'Oman dove era atteso dal figlio, comandante della Guardia Repubblicana e da altri famigliari. Nonostante il viaggio, che dovrebbe terminare negli Stati Uniti per delle cure cardiache, fosse in programma da tempo, la coincidenza con l'approvazione dell'amnistia per il vertice politico potrebbe sancire denitivamente l'uscita di scena di Saleh dal futuro del paese. Sembra essersi concluso con successo l'intervento diplomatico congiunto di Washington e Ryadh per la soluzione della situazione politica nel paese anche grazie ai buoni uffici dell'inviato speciale dell'ONU Jamal Bin Omar che ha già lasciato il paese. Resta solo la guerriglia islamico-secessionista a turbare il percorso yemenita verso le elezioni presidenziali in programma per il 21 Febbraio, mentre sale a quattro il numero di dittatori estromessi dal potere sull'onda della Primavera Araba.

    Fabio Stella redazione@ilcaffegeopolitico.net

    Fabio Stella
    Fabio Stella

    Fresco di laurea in relazioni internazionali, con il sogno della carriera diplomatica nel cassetto, la voglia di nuovo e la curiosità l’hanno spinto per fare le valigie per l’estremo Oriente, da dove non sembra voler più tornare. Autore del “7 giorni in un ristretto” redige per voi il calendario della Comunità Internazionale ogni lunedì anticipandovi curiosità, scandali, intrighi e retroscena della geopolitica in ogni angolo del pianeta. Citazioni altisonanti e frasi ad effetto le sue armi “preferite” insieme all’ambizione di rimanere perennemente in equilibrio sul filo del rasoio delle previsioni “da sfera di cristallo”, con una tazzina di “caffè” rigorosamente “espresso” in mano.

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