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    Un recente rapporto del centro studi IHS Jane's ha rivelato che il budget per la Difesa speso dalla Cina potrebbe addirittura raddoppiare entro il 2015. Il continuo ammodernamento dei propri armamenti è in linea con la straordinaria crescita economica del Paese, ma non può non far pensare alla volontà cinese di aumentare sempre più la propria influenza nell'Oceano Pacifico. Con uno sguardo anche allo spazio

    PECHINO RADDOPPIA – Il bilancio per la difesa della Cina potrebbe raddoppiare entro il 2015. La corsa all'aumento delle spese militari potrebbe essere un incentivo per le nazioni della regione a fare altrettanto. Anche in previsione di dispute per il controllo delle risorse naturali del Mar cinese meridionale e orientale. La Cina raddoppierà il proprio budget per la difesa entro il 2015. È quanto si legge nell'ultimo rapporto del centro studi IHS Jane's, specializzato in tematiche sulla sicurezza. Entro tre anni Pechino arriverà a spendere 238 miliardi di dollari superando i budget di tutti gli altri Paesi della regione messi assieme, che si attestano intorno ai 232 miliardi. Per dare una proporzione basti pensare che il bilancio cinese sarà quattro volte superiore a quello del Giappone, il secondo più consistente dell'area.

    XI VA DA OBAMA – Previsioni diffuse nel giorno in cui il vicepresidente cinese, Xi Jinping (foto sotto) ha incontrato a Washington il presidente Barack Obama. Un appuntamento di San Valentino con cui l'amministrazione statunitense vuole capire chi sia realmente il politico che in autunno, salvo improbabili sorprese, prenderà le redini della Repubblica popolare. Tolti gli abiti da futuro capo di Stato e indossati quelli da vicepresidente della Commissione militare centrale, Xi avrà in agenda anche una visita al Pentagono, accompagnato dal segretario alla Difesa, Leon Panetta. Alla vigilia funzionari cinesi citati dal South China Morning Post avevano espresso la propria preoccupazione per la nuova strategia militare americana che pur riducendo le spese, concentrava la propria attenzione sull'Asia, provocando negli interlocutori un “calo di fiducia”. E di fatto entrando in competizione con Pechino, schierandosi accanto agli altri Paesi – Vietnam, Filippine su tutti- che si contendono con la Cina le risorse naturali del Mar cinese meridionale e orientale. La Cina ha sempre sostenuto che le proprie spese militari non costituiscono una minaccia per la sicurezza e al contrario rappresentano soltanto una piccola frazione del bilancio Usa, tre volte superiore. Sui numeri tuttavia non c'è uniformità di vedute.

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    I NUMERI – Pechino ha annunciato che il bilancio per la difesa nel 2011 è aumentato del 12,7 per cento, arrivando a 91 miliardi. Aumenti che, ripetono i funzionari cinesi, riflettono l'andamento del Prodotto interno lordo. Gli esperti sospettano tuttavia che la somma sia molto più alta. Secondo IHS Jane's dovrebbe stimarsi attorno ai 119 miliardi e crescerà del 18,7 per cento annuo nei prossimi trentasei mesi. “Pechino può allocare una parte consistente del proprio budget nella difesa. Negli ultimi vent'anni lo sviluppo della propria capacità militare è stato costante”, ha detto Rajiv Biswas, capo economista per l'Asia e il Pacifico di IHS Global Insight, “Tutto questo continuerà finché non ci sarà una qualche catastrofe economica”. Gli investimenti sono in aumento in diversi programmi, sopratutto per quanto riguarda i mezzi e le attrezzature, come lo sviluppo degli aerei da combattimento Cheng J.10B, che ha drenato ingenti risorse. Un'altra grossa fetta va invece al programma spaziale, coronato con il lancio lo scorso settembre dello Shenzhou 8, primo tassello della futura stazione spaziale cinese, che a novembre ha poi effettuato con successo l'aggancio al modulo Tiangong-1. “La modernizzazione della difesa è indispensabile per la salvaguardia dell'unità e della sicurezza nazionale”, ha commentato lo Huanqiu Shibao, edizione in cinese del Global Times, espressione nazionalista del Quotidiano del popolo, organo ufficiale del Partito comunista. Che pur non contestando le previsioni di IHS Jane's, ha messo in guardia le potenze occidentali dal utilizzare i bilanci per sventolare lo spauracchio della minaccia cinese. Allargando lo sguardo, la corsa all'aumento del budget cinese potrebbe spingere gli altri Paesi dell'area a fare altrettanto, sempre per il controllo delle risorse naturali.

    E GLI ALTRI? – L'India si dovrebbe attestare su un più 6,14 %. Mentre Vietnam e Indonesia, sottolinea il rapporto hanno già spese che superano il tasso di crescita del Pil. Nessuna delle nazioni del Sudest asiatico riuscirà invece a raggiungere la piccola e ricca  Singapore che nel 2015 spenderà per la difesa 12 miliardi di dollari. Ma per quella data a superare la città-Stato potrebbe essere Taiwan.

    Andrea Pira redazione@ilcaffegeopolitico.net

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    Il Caffè Geopolitico è una Associazione di Promozione Sociale. Dal 2009 parliamo di politica internazionale, per diffondere una conoscenza accessibile e aggiornata delle dinamiche geopolitiche che segnano il mondo che ci circonda.

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