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    Il duello India-Cina nelle Seychelles

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    Dove si trova

    Puoi leggerlo in 6 min.

    Posto strategicamente nel mezzo dell’Oceano Indiano, l’arcipelago delle Seychelles è teatro di un’intensa competizione diplomatica e commerciale tra India e Cina, ansiose di ottenere una base d’appoggio marittima per la propria espansione economica verso l’Africa orientale.La lotta alla pirateria locale offre anche alle due potenze asiatiche il pretesto per offrire aiuto militare al Governo di Victoria, ponendo le basi per un futuro rafforzamento delle rispettive forze navali nell’Oceano Indiano.

    ISOLE STRATEGICHE – Ex colonia prima francese e poi britannica, la Repubblica delle Seychelles è composta da 115 isole sparse su una superficie marittima grande quasi quanto il Sud Africa, a circa 1.500 chilometri dalle coste della Tanzania. Indipendente dal 1976, il Paese ha forti legami storici e commerciali sia con l’Africa che con l’Asia, testimoniati anche dalla vivace cultura creola della popolazione locale. In Occidente, le Seychelles sono invece conosciute principalmente come località turistica, grazie soprattutto alla bellezza delle proprie spiagge, ancora relativamente incontaminate rispetto a quelle dei vicini Kenya e Tanzania. Non a caso il turismo di tipo balneare è la maggiore attività economica della piccola Repubblica, coprendo circa il 50 per cento del PIL nazionale e portando ogni anno decine di milioni di dollari nelle casse del Governo di Victoria.
    Tuttavia le Seychelles hanno anche un’indiscutibile importanza strategica, in virtù soprattutto della loro posizione centrale nell’Oceano Indiano, quasi a metà strada tra le coste dell’Africa orientale e quelle del subcontinente indiano. La Gran Bretagna ha infatti usato l’arcipelago come rampa di lancio per la propria espansione coloniale verso l’Asia nel XIX secolo, mentre in tempi più recenti gli Stati Uniti hanno installato una base aeronautica sull’isola di Mahé, da cui vengono lanciati periodicamente attacchi di droni contro le roccaforti di al-Qaida e al-Shabab nel Corno d’Africa. Conscia dell’importanza strategica delle Seychelles, anche la Francia ha donato aiuti economici al Governo in cambio di significative concessioni navali, volte a proteggere i suoi vicini Dipartimenti d’Oltremare (DOM) di Mayotte e Réunion. Negli ultimi anni, però, sono state soprattutto India e Cina, potenze emergenti del continente asiatico, ad affacciarsi prepotentemente sulla scena politica ed economica delle Seychelles, attirate dalla prospettiva di una base di rifornimento per le proprie unità navali nell’Oceano Indiano. Allo stesso tempo New Delhi e Pechino sono anche interessate al possibile fruttamento della Zona Economica Esclusiva (EEZ) seychellese, ovvero un’area marittima di quasi 1,4 milioni di chilometri quadrati a nordest del Madagascar.  Ricca di risorse ittiche e minerarie, l’EEZ rappresenta infatti una ghiotta opportunità per l’espansione commerciale delle industrie cinesi e di quelle indiane verso l’Africa, soprattutto grazie alla vicinanza geografica con le dinamiche economie di Kenya e Tanzania.

    Mappa delle Seychelles e della EEZ (linea nera)|License: Creative Commons
    Mappa delle Seychelles e della loro EEZ (linea nera)|Licenza: Creative Commons

    SFERA D’INFLUENZA INDIANA – Nella corsa alle Seychelles, l’India sembra essere in netto vantaggio rispetto alla Cina, anche se il distacco tra le due potenze si è abbastanza ridotto nel corso degli ultimi anni. L’India vanta infatti un rapporto stretto con le Seychelles sin dai tempi dell’Impero britannico, quando l’arcipelago faceva parte della sfera d’influenza del Governo coloniale di New Delhi. Questo legame speciale è poi continuato nel periodo post-coloniale, con pesanti interferenze del Governo indiano nella vita politica seychellese, incluso un intervento armato a sostegno del presidente France-Albert René nel 1986. Nemmeno l’entrata delle Seychelles nell’Unione africana ha modificato la sostanziale subordinazione di Victoria agli interessi strategici ed economici dell’India, anche se tali interessi sono rimasti abbastanza periferici per buona parte degli anni Ottanta e Novanta, garantendo una certa libertà d’azione al regime socialista di René. La lontananza geografica e la debolezza economica indiana hanno anche giocato un ruolo importante in tale fenomeno, rafforzando il disimpegno di New Delhi dall’area occidentale dell’Oceano Indiano. Ancora nei primi anni Duemila il tentativo di stabilire voli commerciali regolari tra le Seychelles e Mumbai è fallito miseramente proprio per via dello scarso interesse delle Autorità indiane verso l’iniziativa, vista come secondaria rispetto al potenziamento delle rotte aeree verso i Paesi dell’Asia orientale e del Sudest asiatico.

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    Fig. 3 – Visita del presidente seychellese James Michel a New Delhi (giugno 2010)

    A partire dal 2007, però, l’India ha gradualmente abbandonato il proprio atteggiamento disimpegnato verso le Seychelles, spinta dalla penetrazione politico-economica della Cina nell’Oceano Indiano e dalle necessità della lotta internazionale alla pirateria somala. Inoltre, la presenza di una ricca diaspora indiana nei Paesi dell’Africa orientale ha incoraggiato un rafforzamento delle relazioni commerciali e culturali con tali Stati, proiettando l’influenza politica di New Delhi al di fuori del suo tradizionale “cortile di casa” in Asia meridionale. Viste come un fondamentale punto di contatto con il continente africano, le Seychelles hanno beneficiato notevolmente di tale cambiamento politico, ricevendo cospicui investimenti per il proprio sviluppo economico e aiuti militari per la lotta ai pirati somali, sempre più attivi nelle acque della EEZ. Dal punto di vista economico, per esempio, la Air Seychelles ha finalmente stabilito una serie di voli diretti con Mumbai, trasformando l’aeroporto di Victoria in un promettente hub commerciale tra Asia e Sud Africa, mentre la compagnia Bharti Airtel sta investendo milioni di dollari per estendere i propri servizi wireless e mobile nell’arcipelago, creando un unico grande internet network attraverso l’Oceano Indiano. Da alcuni anni Tata Motors fornisce anche regolarmente macchine e autobus alle aziende di trasporto locali, contribuendo al miglioramento della mobilità interna delle isole seychellesi.
    Dal punto di vista militare, invece, l’Aeronautica indiana ha cominciato a tenere regolari corsi di addestramento per il personale della Seychelles Air Force, volti a familiarizzare i piloti seychellesi con le più moderne tecniche di rilevazione radar e pattugliamento aereo. Allo stesso tempo la Marina indiana fornisce costantemente elicotteri e vascelli leggeri per la lotta alla pirateria, organizzando anche operazioni congiunte con le Forze navali seychellesi all’interno della EEZ.  Nel novembre 2014 l’arcipelago è stato visitato dal Capo di Stato Maggiore della Marina indiana, l’ammiraglio Robin K. Dhowan, che ha consegnato personalmente al presidente James Michel la nave pattuglia Constant, destinata a diventare la principale unità della Marina seychellese per la lotta alla pirateria. Nel corso della visita Dhowan ha promesso un ulteriore rafforzamento della cooperazione navale tra i due Paesi nel prossimo futuro, confermando il crescente interesse strategico dell’India verso la piccola Repubblica oceanica.

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    Fig. 4 – L’Ammiraglio Robin K. Dhowan, Capo di Stato Maggiore della Marina indiana

    TURISTI E NAVI CINESI – L’India dovrà però fare i conti con la presenza economica e militare cinese nell’arcipelago, sempre più marcata dopo la storica visita a Victoria del premier Hu Jintao nel 2007. Pechino ha un grande asso nella manica soprattutto nel turismo, che sta rafforzando notevolmente le relazioni diplomatiche e commerciali tra i due Paesi dopo decenni di relativa indifferenza. Nel 2014 le Seychelles sono state infatti visitate da oltre 10mila turisti cinesi, spingendo il Seychelles Tourism Board (STB) a intensificare i propri sforzi promozionali verso il promettente mercato della Cina continentale. L’obiettivo delle Autorità di Victoria è di portare quest’anno il numero di visitatori cinesi a 25mila unità, trasformando di fatto Pechino in uno dei principali partner turistici dell’arcipelago. Inutile dire che tale flusso turistico eccezionale, favorito dal declino della tradizionale clientela occidentale a causa della crisi dell’eurozona, sta portando anche investimenti economici e attenzioni politiche, rafforzando l’influenza di Pechino sulla Repubblica seychellese.  Non a caso il Governo cinese ha recentemente nominato un nuovo ambasciatore a Victoria, Yin Lixian, con il compito di aprire trattative con le Autorità locali per lo sfruttamento commerciale delle risorse della EEZ.

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    Fig. 5 – La storica visita del premier cinese Hu Jintao a Victoria (febbraio 2007)

    Ma Pechino è anche attiva nelle Seychelles a livello militare, partecipando con altre Marine internazionali nella lotta alla pirateria somala e fornendo vascelli di pattuglia alla Guardia costiera seychellese. Poche settimane prima della visita dell’ammiraglio Dhowan, infatti, l’ex ambasciatore Shi Zhongjun ha presentato in dono al ministro degli Esteri Jean-Paul Adam una nuova cannoniera Shanghai classe II per le operazioni anti-pirateria della Marina seychellese, confermando l’impegno militare della Cina per la sicurezza nell’Oceano Indiano. Nel 2011 Pechino ha anche cercato di ottenere una vera e propria base navale per la sua flotta nelle Seychelles, ma ha poi preferito ripiegare su un semplice molo di rifornimento, sia per ragioni economiche che per le vibranti proteste dell’India, preoccupata dall’eccessiva espansione cinese nella propria sfera d’influenza regionale. A ogni modo, tale iniziativa ha finito inevitabilmente per intensificare la competizione tra i due giganti asiatici nella piccola Repubblica oceanica, secondo uno schema già visto all’opera in Sri Lanka e nelle Maldive. Resta da vedere se tale competizione resterà prevalentemente pacifica o se prenderà invece una piega più turbolenta, mettendo a rischio il fragile equilibrio geopolitico dell’Oceano Indiano.

    Simone Pelizza

    [box type=”shadow” ]Un chicco in più

    Indipendenti dal 1976, le Seychelles sono state governate con pugno di ferro dal presidente socialista France-Albert René per quasi trent’anni, subendo anche svariati tentativi di colpo di Stato organizzati dai servizi segreti americani e sudafricani. Famoso è soprattutto il tentato golpe del novembre 1981, guidato dal mercenario irlandese Mike Hoare, che portò addirittura alla formazione di una commissione d’inchiesta internazionale patrocinata dall’ONU. Un altro tentativo di abbattere il regime di René nel 1986 condusse invece a un intervento diretto della Marina indiana a Victoria, accompagnato da minacce di bombardamento del porto locale. Sopravvissuto a tutti questi eventi tempestosi, René si è ritirato dalla vita politica nel 2004, lasciando le redini del Paese al suo collaboratore James Michel. [/box]

    Simone Pelizza
    Simone Pelizzahttp://independent.academia.edu/simonepelizza

    Piemontese doc, mi sono laureato in Storia all’Università Cattolica di Milano e ho poi proseguito gli studi in Gran Bretagna. Dal 2014 faccio parte de Il Caffè Geopolitico dove mi occupo principalmente di Asia e Russia, aree al centro dei miei interessi da diversi anni.
    Nel tempo libero leggo, bevo caffè (ovviamente) e faccio lunghe passeggiate. Sogno di andare in Giappone e spero di realizzare presto tale proposito. Nel frattempo ho avuto modo di conoscere e apprezzare la Cina, che ho visitato recentemente per lavoro.

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