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    Guerra e Pace

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    Più che l'agenda della politica globale per i 7 giorni a venire, il "ristretto" di oggi assomiglia ad un bollettino di guerra, tanta è la mobilitazione terroristica e militare nell'attuale condizione dell'anarchia globale. Unici santuari di pace e stabilità sembrano essere Americhe ed Europa dove l'attenzione si sposta di più a considerazioni economico-politche con i vari vertici UE in vista e il calendario incessante delle primarie statunitensi. Bruciano pesantemente Medio-Oriente e Asia, dove il binomio Afghanistan-Pakistan rappresenta la vera polveriera del continente. Niente di nuovo sulla via di Damasco da cui anche Kofi Annan torna con le tasche piene di parole e promesse, mentre la guerra civile continua incontrastata.

    EUROPA

    Lunedì 12-Martedì 13 – Ritorna la consueta doppietta europea con i vertici dell'Eurogruppo e del Consiglio per gli affari Economico-Finanziari. I ministri europei dell'economia e delle finanze sono chiamati ad intraprendere lavori consultivi per arrivare all'implementazione dell'ormai nota Tobin Tax. La tassazione delle transazioni finanziarie ha già provocato la resistenza del governo britannico di David Cameron, considerato dagli osservatori come l'espressione degli interessi della City londinese. Occorrerà anche instaurare il dibattito preliminare su alcune questioni incombenti di politica economica che saranno al centro di un meeting ECOFIN previsto per maggio-giugno. I 27 membri sarnno inoltre chiamati ad esprimersi sul primo report del meccanismo d'allerta della Commssione dopo le nuove disposizioni in materia di governance fiscale.

    Lunedì 12-Sabato 17 – Sarà Marsiglia ad ospitare quest'anno il sesto World Water Forum, il summit più importante riguardo all'accesso alle fonti idriche. La Commissione Europea sarà presente con ben 4 rappresentanti, a testimonianza del suo costante impegno nei confronti delle sfide che il Mondo deve affrontare in materia. Quest'anno ricorre inoltre il 10 anniversario dell'Iniziativa Europea per l'Acqua (EUWI), una partnership politico-internazionale che ha garantito a milioni di persone il loro diritto, sancito dall'Assemblea Generale ONU, di accesso alle risorse idriche. Dal 2004 l'attenzione della Comunità Internazionale sull'argomento ha garantito a 32 milioni di persone l'accesso all'acqua potabile. L'iniziativa di Bruxelles lanciata a Johannesburg nel 2002 si è dimostrata un eccellente esempio di come la cooperazione allo sviluppo possa integrare l'impegno dei governi e sistemi innovativi di finanziamento.

    Venerdì 16 – I Ministri per il Commercio Internazionale si riuniscono nella formazione del Consiglio per gli Affari Esteri, per discutere e trovare un consenso generale sulla firma di accordi di libero scambio con il Perù e la Colombia. Sarà anche analizzata la questione se raggiungere o meno un accordo simile con Singapore, partner strategico per la presenza in Asia Orientale. Il Consiglio dovrà anche occuparsi della transizione morbida dall'attuale sistema degli accordi Bilaterali d'Investimento (BIT) con i paesi terzi e il futuro degli EU BITs, accordi negoziati direttamente dalla Commissione secondo quanto previsto dal Trattato di Lisbona. L'art. 207 infatti apporta un'ulteriore spinta alla politica commerciale comune, uno dei pilastri fondamentali del processo integrativo. Infine ci sarà spazio anche per una revisione dello Schema Generalizzato di Preferenze Tariffarie (GSP) che dovrà soddisfare le nuove direttive in materia di sviluppo sostenibile e governance oculata nel supporte ai paesi più bisognosi.

    AMERICHE

    Lunedì 12 – Si abbatte anche su Brasilia la fantozziana nube diplomatica che mina la credibilità internazionale del governo italiano di Mario Monti. Dopo la vicenda dei marò detenuti in Kerala, le polemiche sul blitz degli SBS britannici fallito in Nigeria, è il Tribunale di Arezzo a suscitare scalpore con il blocco degli stipendi dei diplomatici verdeoro presenti in Italia. L'esecuzione forzata sulla filiale milanese del Banco do Brasil ammonta a circa un milione di euro diretti nelle casse dell'impresa nostrana Italplan, che vanta un credito di oltre 200 milioni nei confronti del gigante sudamericano, per un progetto poi abortito di ferrovia ad alta velocità. In giornata arriverà a Roma l'ambasciatore Ruy Noguera, il numero due del Ministero per gli Affari Esteri brasiliano, per cercare una soluzione diplomatica al provvedimento che rischia di far precipitare i rapporti bilaterali tra Roma e Brasilia.

    Martedì 13 – Dopo la vittoria risicata in Ohio e il naufragio elettorale in Kansas, dove il suo diretto avversario Rick Santorum si è attestato al 51%, la strada verso la casa Bianca si fa sempre più ripida e scivolosa per Mitt Romney. Martedì toccherà agli stati meridionali della "Bible belt", la zona più devota degli Stati Uniti, esprimere la propria preferenza tra i candidati del Grand Old Party. Sembra scontata un'altra vittoria dell'idolo delle chiese conservatrici, l'italoamericano Santorum, con Romney incapace di incalzarlo su temi quali la laicità e la libertà di culto e fede. La verità è che il decisivo super tuesday, non ha in realtà deciso proprio nulla in merito alle sorti dei vari candidati, nessun ritiro, nessun k.o., nessuna figura di punta per i repubblicani. Sembra probabile che Romney cercherà di limitare le perdite accontentandosi del vantaggio risicato e sperando che la divina provvidenza porti il suo avversario sulla cattiva strada.

    CUBA – Dopo l'apertura alle multinazionali petrolifere per le trivellazioni marittime nell'estremo oriente dell'isola, la Cuba di Raul Castro sembra pountare forte sulla revolución energetica. Proprio durante il summit di martedì del Board of Governors dell'Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica (AIEA) il rappresentante cubano ha confermato il forte interesse del paese per lo sviluppo di impianti nucleari ad uso civile. Intanto sul piano internazionale la pressione americana continua a costringere l'isola caraibica all'isolamento politico-diplomatico, dopo la decisione del Presidente colombiano Juan Manuel Santos di non invitare il governo di L'Avana al Summit delle Due Americhe. L'evento in programma a metà aprile ha già suscitato alcune tensioni tra il blocco bolivariano a guida venezuelana dei paesi dell'ALBA e gli Stati del Nord America. Castro sembra aver incassato dignitosamente l'ultimo degli innumerevoli "colpi", soddisfatto tuttavia di ricevere a breve la visita ufficiale di Papa Benedetto XVI.

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    ASIA

    AFGHANISTAN – Il termine exit-strategy ha sempre rivestito un'importanza fondamentale nel dispiegamento internazionale delle truppe americane, ma, dopo la notizia dell'eccidio compiuto da uno o più soldati statunitensi nei pressi di Kandahar, rischia di diventare una questione di urgenza impellente. 16 morti e almeno tre feriti, testimoni preziosi, le vittime innocenti di un gesto folle ed ingiustificabile compiuto probabilmente da una o più schegge impazzite che hanno anche tentato di dare fuoco ai cadaveri, compiendo, se possibile, un'offesa gravissima al popolo afghano di fede islamica. Toccare cadaveri musulmani è infatti assolutamente vietato ai non-musulmani, la fede continua a restare un problema per la missione ISAF e dopo i video che testimoniano l'offesa agli insorgenti uccisi e il corano dato alle fiamme è probabile che l'escalation di proteste popolari raggiunga un gradino più alto. Il Presidente Karzai ha già ricevuto telefonate di scuse da Obama, dal Segretario alla Difesa Panetta e dal Comandante delle Forze NATO in Afghanistan, ma sembra pronto a sfruttare l'evento come una fiche preziosa al tavolo delle trattative.

    CINA – Il morso della crisi dei consumi colpisce indirettamente anche l'economia cinese, tanto che il deficit commerciale ha raggiunto il suo livello massimo dal 1989, ponendo un altro punto di domanda sulle previsioni di crescita a lungo periodo. Le importazioni verso il dragone orientale supererebbero di circa 31 miliardi di dollari le esportazioni, un problema a doppia lama vista la contrazione dei consumi in Europa e l'aumento esponenziale dei prezzi di materie prime vitali come rame, ferro e petrolio. Rispetto al 2011 le importazioni sono aumentate del 40% mentre le esportazioni hanno registrato quota -19%, dimostrando chiaramente i moniti del Ministro per il Commercio Cheng Deming. Il provvedimento più rapido per non compromettere le stime della crescita del commercio estero potrebbe essere un'ulteriore svalutazione dello yuan, atta a sostenerel'attività economica rendendo più appetibili i prodotti cinesi all'estero.

    PAKISTAN – Se la tensione sale in Afghanistan, il Pakistan permane in una situazione di conflitto latente confermato dall'ennesimo attacco suicida condotto dal famigerato movimento estremista Tehreek-e-Taliban Pakistan (TTP). 15 i morti e circa 40 i feriti causati da un kamikaze infiltratosi in una cerimonia funebre per colpire un esponente politico provinciale dell'ANP, l'Awami National Party. L'obiettivo, Khushdil Khan, aveva più volte criticato in passato i gruppi terroristici che dominano l'Area Tribale al confine con l'Afghanistan. Brutte notizie invece per il maggiore gruppo estremista islamico del paese “Ahle Sunnah Wal Jamaat”, noto anche come “I compagni del Profeta", dichiarato fuorilegge dal governo di Islamabad, dopo anni di violenze, eccidi e sequestri. La verità è che servizi segreti e forze di sicurezza continuano a coltivare rapporti ambigui con le svariate cellule terroristiche della regione, sia come deterrenza contro l'eterno nemico indiano, sia per influenzare le sorti dell'impegno americano in Afghanistan.

    MEDIO-ORIENTE

    SIRIA – L'inviato speciale di ONU e Lega Araba Kofi Annan ha lasciato Damasco pieno di speranze ma senza alcun accordo sul cessate il fuoco quotidiano richiesto dal Comitato Internazionale della Croce Rossa. Intanto a New York è data per imminente la discussione di una nuova bozza di risoluzione del Consiglio di Sicurezza per fermare la repressione armata del regime di Assad sulla popolazione civile. Nel week-end, durante la visita di Annan a Damasco, ben 47 civili sono morti per il fuoco incrociato tra Esercito Siriano Libero e Forze di Sicurezza nella città di Idlib, nuovo epicentro delle violenze. Il Ministro degli Esteri russo Serghiej Lavrov sembra aver raggiunto un'intesa di massima con i paesi arabi per la risoluzione della crisi in corso. Il progetto dovrebbe prevedere il cessate il fuoco di tutti gli attori in campo, la messa a punto di un meccanismo di monitoraggio, aiuti umanitari per la popolazione e il sostegno alla missione dell'inviato speciale.

    ISRAELE – Prove generali di strike aereo dopo che circa un centinaio di razzi lanciati dai territori palestinesi hanno colpito alcune città del sud di Israele. Fonti mediche attestano a 18 morti e dozzine di feriti il bilancio degli scontri. Tra questi oltre al leader dei Comitati di Resistenza Popolare Zuhair al-Qaisi e 7 membri delle Brigate Jihadiste al-Quds, numerosi civili innocenti tra cui un bambino di 12 anni. L'attacco aereo delle IAF è stato affiancato dall'utilizzo intenso dei droni e missili a guida intelligente per colpire i diretti responsabili del lancio di missili sorpresi a bordo di automobili e motociclette. Oltre a costituire una risposta efficace alla minaccia terroristica, l'attacco israeliano potrebbe rappresentare un messaggio subliminale alla leadership iraniana, per dimostrare l'effettiva superiorità militare e la capacità di colpire in ogni momento minacce incombenti.

    BAHRAIN – La primavera araba sembra rivivere un anno dopo per le strade di Manama dopo la fine dell'intervento militare saudita e il silenzio complice degli Stati Uniti sulla repressione delle proteste da parte della famiglia regnante degli Al Khalifa. Proprio in Bahrain apparvero per prime le attuali caratteristiche dei sommovimenti del medio-oriente, infatti, le dimostrazioni di piazza hanno sempre assunto un carattere etnico-religioso sancendo la fine della convivenza pacifica tra sunniti e sciiti. La scarsa attenzione dei media internazionali, concentrati solo sulla sospensione del Grand Prix locale di Formula 1, e la presenza della base della quinta flotta statunitense sono un binomio ostile al successo delle richieste popolari. Notevole anche il ruolo geopolitico del paese, vero cuscinetto contro l'influenza sciita di Teheran nella regione e avamposto insulare nel Golfo Persico degli alleati sauditi e statunitensi.

    Fabio Stella redazione@ilcaffegeopolitico.net

    Fabio Stella
    Fabio Stella

    Fresco di laurea in relazioni internazionali, con il sogno della carriera diplomatica nel cassetto, la voglia di nuovo e la curiosità l’hanno spinto per fare le valigie per l’estremo Oriente, da dove non sembra voler più tornare. Autore del “7 giorni in un ristretto” redige per voi il calendario della Comunità Internazionale ogni lunedì anticipandovi curiosità, scandali, intrighi e retroscena della geopolitica in ogni angolo del pianeta. Citazioni altisonanti e frasi ad effetto le sue armi “preferite” insieme all’ambizione di rimanere perennemente in equilibrio sul filo del rasoio delle previsioni “da sfera di cristallo”, con una tazzina di “caffè” rigorosamente “espresso” in mano.

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