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    I 7 giorni che ci accompagnano verso il mese di Aprile si concentrano principalmente attorno al Summit per la Sicurezza Nucleare che si apre oggi a Seul con la partecipazione di capi di Stato e di governo da tutto il mondo. A margine l'UE torna ai suoi vertici economici per cercare nuove vie d'uscita dalla crisi, con Angela Merkel forte di un altro successo elettorale, mentre in Sud America tiene banco la visita di Papa Benedetto XVI. Attesa in Myanmar e Senegal sul fronte elezioni, mentre in Libia ci si interroga sull'effettivita del governo del CNT. La Turchia resta stretta tra Iran e mondo occidentale, niente di meglio di una tappa a Teheran per Erdogan in vista di una decisione finale sull'embargo petrolifero e sul destino del programma nucleare iraniano.

    EUROPA

    Lunedì 26 – Si riunisce a Bruxelles il Consiglio dell'Unione in formazione Affari Generali per discutere alcune questioni importanti riguardanti il nuovo Framework Finanziario Pluriennale. Tra le materie soggetto ad approfondimento troveranno sicuramente spazio temi quali "Crescita economica inclusiva", "Previdenza sociale e flessibilità neòl mondo del lavoro", già ribaditi durante il Consiglio Europeo dell'1 e 2 Marzo. L'appuntamento sarà sicuramente l'occasione per discutere a livello europeo la riforma del mercato del lavoro intrapresa dal governo italiano secondo le linee guida dettate dalla BCE nell'agosto scorso.

    Lunedì 26 – Si attendono con ansia i risultati definitivi delle elezioni elettorali tenutesi domenica nella Saarland, dove la CDU di Angela Merkel era data al testa a testa con i socialisti dell'SPD. In realtà la strategia difensiva dei cristiano-democratici dovrebbe essere riuscita ad arginare la perdita di consensi grazie all'annuncio della formazione di una grande coalizione di centro-sinistra. Gli exit-poll danno la CDU al 35%, l'SPD al 30% e Die Linke al 16%, con un bell'exploit del Partito Pirata, stimato intorno all'8%. Angela Merkel potrebbe quindi arrivare serena alle elezioni dell'anno prossimo, se è vero che l'aura di consenso che la sosteneva si è affievolita nel corso del mandato, i risultati di oggi non sembrano proiettare alcuna ombra sul futuro.

    Venerdì 30-Sabato 31 – Meeting informale per il Consiglio dell'Unione, stavolta riunito sotto le insegne degli Affari economico-finanziari. Sull'agenda oltre a numerosi meeting bilaterali tra i vari Ministri europei ci sarà spazio per discussioni generali sull'opportunità di introdurre o meno la tanto bistrattata Tobin Tax, che da mesi viene rinviata per motivi prettamente politici. Al vaglio del Consiglio anche l'attuale situazione di stallo dei mercati sugli outlook delle varie economie a rischio: Grecia, Spagna e Italia in primis. Nonostante la situazione sui mercati si fosse allentata grazie agli interventi dei vari governi coordinati da Bruxelles e Francoforte, la crisi dell'Eurozona è ben lontana da essere un triste ricordo e continuerà a tenere alle corde l'Unione ancora a lungo.

    AMERICHE

    Lunedì 26 – Attesa logorante quella che attanaglia Cuba in queste ore per la visita imminente di Papa Benedetto XVI, dopo la controversa tappa in messico del suo viaggio in America Centrale. Intanto Amnesty International ammonisce la Comunità Internazionale sull'incremento esponenziale di casi di censura e imprigionamento arbitrario di giornalisti indipendenti sull'isola, 65 gli episodi registrati nel solo mese di marzo. Dal canto loro le autorità de l'Avana si dicono vittime di complotti propagandistici degli Stati Uniti, con il Ministro degli esteri Bruno Rodrigues sicuro che "Il tentativo di chi vuole disturbare questa visita apostolica con manipolazioni politiche e' destinato a fallire". Nemmeno il Papa si è fatto attendere sul fronte delle dichiarazioni, anticipando l'arrivo nell'isola con queste parole, "l'ideologia marxista come era concepita non corrisponde più alla realtà, devono trovarsi nuovi modelli con pazienza e in modo costruttivo. Questo processo richiede pazienza e decisione e vogliamo aiutarlo con spirito di dialogo per evitare traumi".

    Lunedì 26 – E' una lotta senza fine quella di Hugo Chávez contro il cancro, nonostante le svariate operazioni e i periodici cicli chemioterapici nel buèn retiro ospedaliero cubano. Domenica il Presidente venezuelano ha fatto ritorno a l'Avana, in preda all'emozione generale per l'imminente visita del Papa, da lunedì sarà sottoposto ad un ulteriore ciclo di cure anti-tumorali per cercare di realizzare il progetto di correre per le elezioni del 7 ottobre. Strana presenza quella che Benedetto XVI dovrà subire, se già hanno fatto scalpore le sue dichiarazioni sul marxìsmo révolucionario, chissà che non abbia qualcosa da dire anche sul socialismo bolivariano, l'ideologia madre dell'uomo di Caracas.

    ARGENTINA-REGNO UNITO – Sembrava aver raggiunto il suo climax la continua crisi politico-diplomatica tra Londra e Buenos Aires, in reltà invece di calmarsi la situazione continua a montare grazie ai continui gesti eclatanti su entrambe le sponde. In settimana è toccato al Perù di Ollanta Umala a prestarsi alla solidarietà tutta latina rifiutando alla fregata inglese HMS Montrose l'attracco al porto di Callao, non prima di annullare una visita ufficiale a Londra prevista per Maggio. Da pochi giorni è invece online il "Rapporto Rattenbach", memorandum scritto nel 1982 dall'omonimo Generale per tirare le somme sulla disastrosa guerra per le Malvinas. La stessa Presidenta Cristìna Kirchner ha presentato l'iniziativa in vista dell'anniversario del conflitto, che si celebra il 2 Aprile, descrivendola nell'intenzione "di voler mostrare una reale storia di sangue degli argentini''.

    AFRICA

    Lunedì 26 – Le difficoltà del governo centrale della Libia post Gheddafi passano anche per la sicurezza e la sorveglianza dell'aeroporto internazionale di Tripoli, lasciato sguarnito da una potente milizia proveniente da Zintan in seguito a polemiche e dibattiti. Khaled al-Zintani, il portavoce dei ribelli, ha confermato che l'aeroporto è ora senza alcun regime di protezione, in segno di protesta nei confronti del governo del CNT. Già in passato, la proliferazione di missili a corto raggio e gli svariati attentati nelle zone limitrofe alla struttura aveva gettato ombre inquietanti sugli uomini incaricati della sicurezza intorno alle piste. E' attesa al più presto una risoluzione della questione, intanto è bene interrogarsi sull'effettività del controllo del territorio da parte del governo, proprio nel periodo che precede le elezioni di giugno.

    Martedì 27-Mercoledì 28 – Si sono chiusi domenica i seggi per il ballottaggio presidenziale in Senegal tra i due candidati maggioritari: Abdoulaye Wade e Macki Sall. Mentre sono attesi per martedì o mercoledì i primi risultati ufficiali, fa scalpore lo spoglio delle prime schede giunte dai seggi all'estero, in ogni stock registrato Wade avrebbe subito la rimonta dell'ex protegé Sall. Circa un mese fa al primo turno, era stato l'85enne Presidente uscente a godere della frammentazione delle forze d'opposizione, stavolta potrebbe proprio essere il fronte unito di chi si attende un cambiamento, la carta vincente dell'ex Ministro e Presidente del Parlamento. Quello che è certo, in queste caotiche elezioni, è che chiunque verrà eletto Presidente del Senegal, avrà davanti l'arduo compito di garantire un futuro migliore all'economia del paese, stroncata dall'alto tasso di disoccupazione, dai fallimenti e dall'inflazione arrembante.

    MALI – Il Capitano Amadou Haya Sanogo, leader della giunta militare protagonista del colpo di Stato di mercoledì, potrebbe interpretare a breve la parte di Giano bifronte. Dopo aver guidato i militari di carriera che chiedevano più mezzi per combattere la minaccia settentrionale del Fronte per la Liberazione dell'Azawad, si è infatti lanciato nel week-end in un sostegno alla tregua e al negoziato. "Il popolo Tuareg e quello Arabo, sono nostri fratelli. Chiedo loro di raggiungermi immediatamente e di sedersi con me al tavolo dei negoziati, la mia porta è aperta, abbiamo bisogno di parlare del processo di pace". La calma relativa sembra essere tornata nella capitale Bamako, le sparatorie sono cessate e i negozi hanno ripreso le normali attività, ma i ribelli Tuareg hanno sfruttato il caos conquistando tre città al confine con l'Algeria. Stati Uniti, Unione Europea, Banca Mondiale e Unione Africana hanno momentaneamente sospeso ogni sorta di aiuti verso il paese, resta ora da vedere se Sanogo confermerà o meno l'alleanza con l'occidente per la lotta all'estremismo islamico nella regione.

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    ASIA

    Lunedì 26-Martedì 27 – Si aprono a Seul i lavori del Nuclear Security Summit, un forum informale lanciato nel 2010 a Washington per riunire i leader mondiali impegnati a garantire il contrasto alle minacce della proliferazione nucleare. Tre i grandi temi al centro del dibattito: prevenire la proliferazione e il traffico di armi nucleari verso il terrorismo internazionale, nuclear safety all'interno di strutture e depositi di stoccaggio, prevenzione nel traffico illecito di scorie e materiali nucleari. Sono attesi più di 50 tra capi di stato e di governo, Organizzazioni Internazionali, tra cui l'UE con Barroso e Van Rompuy, che avranno a disposizione un'ampia tribuna per dibattere questioni d'attualità come il programma nucleare iraniano e i recenti sviluppi relativi a Pyongyang.

    Lunedì 26 – Non c'è ancora la conferma ufficiale di Washington ma sembra ormai sicuro che Barack Obama incontrerà, a margine del Summit di Seul, il primo ministro pakistano Yousuf Raza Gilani. La prima visita d'alto profilo tra i due leader dopo l'uccisione di Osama Bin Laden ad Abbottabbad e in seguito all'incidente di frontiera tra elicotteri NATO e i 24 soldati pakistani, arriva nel periodo più teso per Islamabad. Lo stesso premier, confidandosi in settimana con un cronista, avrebbe gettato delle ombre sulle future elezioni politiche in Pakistan, dove nessun partito potrebbe raggiungere la maggioranza utile a formare un governo. L'incontro tra Obama e Gilani potrebbe sbloccare i valichi di frontiera con l'Afghanistan, chiusi in seguito ai bombardamenti NATO, da ottobre infatti i rifornimenti per le truppe ISAF giungono solo per via aerea, alzando fino a 6 volte i costi logistici della missione.

    Domenica 1 Aprile – L'ora di Aung San Suu Kyi è giunta, ma la paladina della democrazia in terra birmana sembra aver accusato il peso di una campagna elettorale senza soste in ogni regione del paese. Nel round elettorale di domenica, in realtà una pura formalità di parziale apertura democratica, sono in ballo 6 seggi su 224 della Camera della Nazione e 40 su 440 della Camera dei Rappresentanti. L'elite militare al comando detiene il controllo di tutte le istituzioni para-democratiche della nazione tramite il suo braccio politico, il Partito per lo Sviluppo e l'Unione Solidale, ma nemmeno il Presidente e Generale Thein Sein è l'uomo forte di Naypyidaw. Solo Than Swe, Capo del Consiglio di Stato per la Pace e lo Sviluppo, ha l'ultima parola sulla vita politica in Myanmar, è stata sua la decisione di aprirsi alle richieste di democratizzazione provenienti dal mondo occidentale, con l'obiettivo di scansarsi dalla montante influenza di Pechino sul paese.

    MEDIO-ORIENTE

    Mercoledì 28-Giovedì 29 – Sa di appuntamento cruciale la visita ufficiale del premier turco Recep Tayyip Erdogan a Teheran, di ritorno dal Nuclear Security Summit di Seul. Negli incontri ufficiali con la leadership iraniana ci sarà spazio per una ridiscussione dei rapporti bilaterali, il progetto di una partnership strategica in campo energetico e i recenti sviluppi internazionali nell'area mediorientale. Proprio a Seul toccherà a Barack Obama tentare di convincere Erdogan ad applicare efficacemente le sanzioni dirette contro Teheran e il suo programma nucleare, anche se il leader turco sembra intenzionato a dare una chance alle controparti iraniane. Da non sottovalutare l'aspetto simbolico-provocatorio della visita persiana, un vero e proprio messaggio diplomatico lanciato ad Israele dopo la rottura di qualche mese fa.

    Giovedì 29 – Appuntamento storico per l'Iraq del dopo Saddam Hussein e del futuro, con Baghdad pronta ad ospitare il 23esimo Summit della Lega Araba, nonostante le recenti falle nella sicurezza interna del paese. Più di 30mila gli appartenenti alle varie forze di sicurezza che presiederanno la capitale, prevista anche la chiusura dello spazio aereo sopra Baghdad per permettere l'efficienza totale dell'aeroporto internazionale e la sicurezza della famigerata Irish Route, la strada verso il centro-città nota per i numerosi agguati ed attentati. I temi sul tavolo riguardano principalmente il progetto di formare al più presto l'Unione Araba e la situazione in Siria, dove la Lega Araba è impegnata direttamente tramite la missione dell'inviato Kofi Annan. Tra gli assenti illustri figurano il Bahrein, soprattutto per le proteste dei manifestanti, e naturalmente la Siria, sospesa dai lavori dell'organizzazione regionale.

    Sabato 1 Aprile – Nuovo meeting per gli organizzatori della Conferenza degli Amici della Siria, riunitasi il mese scorso a Tunisi per discutere sanzioni e misure contro il regime di Assad. Stavolta l'incontro avrà luogo ad Istanbul e sarà il Ministro degli Esteri turco Ahmet Davutoglu a tenere le redini delle trattative politico-diplomatiche. La Turchia è infatti seriamente impegnata nel sostegno dell'opposizione al regime di Damasco, tramite il supporto logistico all'Esercito Libero Siriano e l'accoglienza riservata al confine ai profughi degli scontri armati. La dichiarazione del Consiglio di Sicurezza di martedì, offrirà stavolta un barlume di copertura politica alla riunione che ricorda fin troppo la serie di coalition of the willings già viste all'opera nelle crisi internazionali più recenti.

    Fabio Stella redazione@ilcaffegeopolitico.net

    Fabio Stella
    Fabio Stella

    Fresco di laurea in relazioni internazionali, con il sogno della carriera diplomatica nel cassetto, la voglia di nuovo e la curiosità l’hanno spinto per fare le valigie per l’estremo Oriente, da dove non sembra voler più tornare. Autore del “7 giorni in un ristretto” redige per voi il calendario della Comunità Internazionale ogni lunedì anticipandovi curiosità, scandali, intrighi e retroscena della geopolitica in ogni angolo del pianeta. Citazioni altisonanti e frasi ad effetto le sue armi “preferite” insieme all’ambizione di rimanere perennemente in equilibrio sul filo del rasoio delle previsioni “da sfera di cristallo”, con una tazzina di “caffè” rigorosamente “espresso” in mano.

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