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venerdì 14 Agosto 2020
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    Dopo la quiete della Pasqua rotta dall'attentato in Nigeria della setta islamica Boko Haram, i venti di guerra tornano a sferzare in quasi tutti i continenti, senza che l'onnipresente Iran sia particolarmente coinvolto. Spetta invece ad un altro componente dello scomparso asse del male il palcoscenico della crisi internazionale della settimana, ovvero la Corea del Nord. In Africa il Mali si conferma al centro delle attenzioni dell'ECOWAS, mentre l'Unione Africana tenta l'ennesima mediazione tra Giuba e Khartoum. E poi ancora Siria, India e Colombia. Buona lettura

    EUROPA

    Martedì 10 – Il capo della Presidenza tripartita della Bosnia Erzegovina Bakir Izetbegovic sarà martedì a Mons per visitare il Quartiere Generale della NATO, dove terrà una conferenza stampa con il Segretario Generale Anders Fogh Rasmussen. La Bosnia è il più giovane membro dell'iniziativa strategica Partnership for Peace, e grazie al Dialogo Intensificato con i membri dell'alleanza atlantica è stata integrata nel MAP, il Membership Action Plan. La questione dell'adesione alla NATO resta vincolata alla controversia sulla proprietà immobiliare delle basi militari, ancora sotto il controllo delle due entità federali principalmente a causa delle resistenze della Republika Srpska. In attesa di una soluzione pacifica dell'eterno conflitto simbolico, un contingente bosniaco partecipa dal 2009 alla missione ISAF in Afghanistan dando un segno tangibile nella gestione delle crisi internazionali.

    Martedì 10-Mercoledì 11 – Il premier inglese David Cameron sarà a Tokyo per una visita ufficiale in cui sarà ricevuto dall'Imperatore Akihito e dal suo pari, il premier Yoshihiko Noda, nel mezzo di una crisi internazionale che coinvolge Giappone e Coree. I due hanno in agenda un accordo per un programma congiunto di sviluppo d'armamenti in seguito alla liberalizzazione giapponese delle leggi sull'export di sistemi difensivi. Le trattative seguiranno di poco il Summit Trilaterale tra Giappone, Cina e Corea del Sud tenutosi nel week-end nella città cinese di Ningbo. Mentre le fregate della Marina nipponica solcheranno il Mar Cinese in vista di un'escalation di tensioni e i ciliegi si mostreranno all'ospite nella capitale, stavolta tè e gentili inchini davanti ai fotografi potrebbero non essere al centro dell'importante incontro tra i due leader. Terminati i dialoghi in Giappone, Cameron farà tappa in Malaysia, ex colonia britannica, legata all'antica madrepatria da vincoli strategico-militari nel mantenimento dell'influenza nel Pacifico.

    Lunedì 9-Venerdì 13 – Sarà una settimana di tour de force diplomatico per il Presidente turco Recep Tayyip Erdogan, per assicurare alla Turchia il posto che le spetta nell'attuale scenario internazionale. Prosegue così la visita di 5 giorni in Cina iniziata venerdì scorso, all'insegna di promesse di partnership strategica tra le due promettenti economie agli antipodi del continente eurasiatico. Proprio nel corso del viaggio di Erdogan, Zhou Tienong, vice presidente dello Standing Committee dell'Assemblea Nazionale del Popolo, sarà in Turchia per ricambiare l'impegno ufficiale del governo di Ankara. Come se non bastasse entro venerdì Erdogan sarà nuovamente in patria per accogliere il Primo Ministro del Bangladesh Sheikh Hasina e il Presidente di Cipro del Nord, Dervis Eroglu, di ritorno da un viaggio in Arabia Saudita. Nel corso della scorsa settimana gli incaricati del governo ai negoziati per l'adesione all'Unione Europea si sono detti ormai fortemente scettici di una prossima conclusione delle trattative. L'esternazione lascia intendere un sensibile calo di attrazione verso Bruxelles dopo la crisi dell'Eurozona e il balzo in avanti dell'economia di Ankara.

    AMERICHE

    Lunedì 9-Martedì 10 – Dilma Rousseff, Presidente del Brasile, sarà negli Stati Uniti per una visita di due giorni in cui incontrerà Barack Obama, Joe Biden e le alte cariche istituzionali di Washington, per una revisione dei rapporti bilaterali tra i due paesi. L'incontro servirà inoltre a coordinare le posizioni reciproche in vista del Summit of Americas, al quale entrambi i capi di governo presenzieranno quali grande potenze della regione. Ufficialmente assente dall'agenda dei lavori, lo tsunami monetario in corso in sud america rischia di diventare lo spettro del colloquio così come sottolineato da Tovar Nunes portavoce del Ministero degli Esteri di Brasilia. "Nel quadro della crisi generale, sarà analizzato l'eccesso di liquidità, così come la necessità di lavorare insieme, Stati Uniti e Brasile, ad una soluzione"

    Mercoledì 11-Giovedì 12 – Due progetti estrazione mineraria rischiano di paralizzare il Perù, mentre lo scontro si fa sempre più duro nei distretti limitrofi alla città di Chumbivilcas, futura sede dell'enorme miniera ANABI. Sull'altro fronte caldo il Fronte Regionale per lo Sviluppo La Libertad terrà invece una marcia di solidarietà presso Trujillo a sostegno delle proteste contro il progetto CONGA della compagnia americana Newmont. CONGA è stato ideato per sfruttare in maniera intensiva una venatura porfidica di rame e oro di 24 km nella regione di Cajamarcas, tuttavia le esplosioni pilotate hanno causato danni alle abitazioni nelle aree limitrofe e all'ambiente, intaccando pesantemente l'ecosistema naturale. Il Ministro dell'Energia Jorge Merino Tarfur sarà perciò a Chumbivilcas per tentare una mediazione con le autorità locali ed evitare che ulteriori proteste mettano in imbarazzo il già traballante Presidente Ollanta Humala.

    Sabato 14-Domenica 15 – Cartagena e la Colombia ospiteranno nel fine settimana l'attesissimo Summit of Americas, il vero forum intercontinentale di discussione per le tematiche dell'emisfero occidentale del pianeta. Sotto l'insegna “Connecting the Americas: Partners for Prosperity” i 33 capi di stato avranno il duro compito di gestire le assenze di Cuba ed Ecuador in modo da non compromettere la riuscita dell'incontro. Non mancheranno momenti di tensione e di scontro nell'avvicinare tematiche sensibili quali la condizione delle Isole Falklands e la presenza ingombrante di Hugo Chávez. A margine dell'importante evento avrà luogo la solita girandola d'incontri bilaterali tra i quali spicca il meeting tra il Presidente USA Barack Obama e il collega guatelmateco Otto Perez Molina che ha recentemente accusato Washington di aver abbandonato la lotta al narcotraffico.

    AFRICA

    Lunedì 9 – E' ormai data per certa la transizione di potere dal Capitano Amadou Sanogo allo speaker del Parlamento Diouncounda Traore, rifugiatosi in Burkina Faso dopo il coup del 22 Marzo. L'annuncio dell'accordo tra Unione Africana, ECOWAS e giunta militare provvisoria è arrivato dopo una settimana di sanzioni economiche che hanno messo a dura prova la già deblitata economia maliana. Proprio nella giornata di venerdì la leadership del MNLA, i ribelli tuareg del Nord, ha annunciato l'indipendenza da Bamako del territorio dell'Azawad, la parte settentrionale del paese diviso geograficamente in due da una strozzatura centrale delle frontiere. L'accordo politico prevede già un cessate il fuoco tra governo e ribelli con relativa interposizione tra le parti di una forza di peace-keeping ECOWAS, che potrebbe lottare al fianco dell'esercito qualora i ribelli rifiutassero una tregua. Nonostante le dimissioni dello spodestato Toure, un atto dovuto in un momento di crisi, tutti gli scenari restano sul tavolo del Presidente ivoriano Ouattara, a capo dell'organo decisionale dell'ECOWAS.

    Martedì 10-Giovedì 12 – L'ex presidente sudafricano e attuale mediatore dell'Unione Africana per la crisi tra Sudan e Sudan del Sud Thabo Mbeki farà la spola tra Giuba e Khartoum per tentare l'ennesima ricomposizione sulla frattura per le dispute di confine. Dopo il fallimento del colloquio della scorsa settimana ad Addis Abeba, che Omar Bashir e Salva Kir hanno disertato a causa dei recenti scontri di frontiera, il ping pong tra le due capitali resta l'unica soluzione possibile. La controversia oltre a continuare a mietere vittime tra il Kordofan e l'Unity, si lega a doppio filo alla suddivisione delle risorse petrolifere tra i due paesi, con Giuba a controllare i giacimenti e Khartoum a gestire gli oleodotti e le raffinerie

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    ASIA

    Mercoledì 11 – Sarà una settimana tutt'altro che piacevole per il Presidente sud-coreano Lee Myung Bak letteralmente stretto all'angolo tra l'ascesa dell'opposizione e la promessa di lancio missilistico made in Pyongyang. Mercoledì il Partito della Nuova Frontiera, attualmente al governo, si giocherà con il Partito Democratico Unito la maggioranza del Parlamento nelle elezioni legislative che anticipano le Presidenziali di Dicembre. La Nuova Frontiera del Partito di Lee sembra in realtà quella degli scandali politico-giudiziari dopo che lo speaker del Parlamento si è dimesso in Febbraio dopo le accuse di voto di scambio. Già in Dicembre tuttavia l'NFP era rimasto decapitato in seguito alle dimissioni del segretario a causa del coinvolgimento del suo consigliere in un attacco cibernetico ai server della Commissione Elettorale Indipendente. Gli elettori coreani devono aver pensato al solito pesce d'aprile quando il primo giorno del mese la magistratura ha annunciato l'apertura di un'inchiesta su una serie di intercettazioni illegittime messe in atto dal governo contro cittadini e mebri del Parlamento. In realtà con i sondaggi effettuati prima dell'ennesimo scandalo che davano al 9% la distanza tra NFP e DUP, l'unico scherzo sembra essere la possibile elezione di un Presidente NFP a Dicembre.

    Giovedì 12-Domenica 15 – Il popolo ridotto alla fame della Corea del Nord sarà chiamato a riempire le piazze durante i festeggiamenti per il centenario della nascita del fondatore della patria Kim Il Sung, il patriarca della dinastia schizofrenica al potere da più di 50 anni. Intanto è prevista per Martedì la riunione dell'Assemblea Suprema del Popolo che dovrebbe portare ufficialmente al potere il giovane Kim Jong Un. Gli analisti di Seul scommettono sulla nomina a Capo della Commissione per la Difesa Nazionale, che fu del padre Kim Jong Il, o su una riforma costituzionale che lasci quel posto vacante in eterno in onore del predecessore recentemente scomparso. La nomina potrebbe così coincidere con il lancio di un missile intercontinentale per l'osservazione terrestre verso l'Oceano Pacifico, il cui secondo stadio potrebbe sorvolare le regioni giapponesi di Okinawa. I missili intercettori giapponesi sono pronti ad entrare in azione su ordine del Ministro della Difesa Naoki Tanaka, per evitare il rischio di caduta sul territorio, mentre Seul si dice pronta a rovinare la festa di Pyongyang qualora l'ICBM ne sorvoli lo spazio aereo. Il 12 Aprile si apriranno inoltre i lavori del settimo meeting ministeriale della Shanghai Cooperation Organization a Pechino, la questione nord-coreana sarà sicuramente tra i temi sul tavolo del gruppo regionale eurasiatico.

    Martedì 10 Giunge al termine la visita ufficiale dell'onnipresente emiro del Qatar Sheikh Hamad bin Khalifa al-Thani, fresco plenipotenziario della Costa Smeralda, in India svoltasi in un clima surreale a causa dei vari fronti diplomatici aperti nel paese. Al-Thani ha confermato l'impegno del Qatar a rifornire New Delhi di gas liquido naturale e greggio in cambio del diritto del Presidente indiano Pratibha Patil e del premier Manmohan Singh di lagnarsi dell'apertura a Doha di una sede ufficiale dei talebani. Ma martedì non passerà alla storia per tale accordo tacito bensì per la sorte dell'italiano Paolo Bosusco e del deputato tribale Jhina Hikaka, da giorni nelle mani dei guerriglieri naxaliti dell'Orissa. Il leader maoista Sabyasachi Panda si è detto deluso della gestione della crisi da parte del Chief Minister federale Naveen Patnaik, accusato di scarsa credibilità e affidabilità. La leadership dei guerriglieri ha promesso l'eliminazione dei due ostaggi in caso di mancata consegna dei 30 prigionieri naxaliti, tra cui è compresa anche la moglie di Panda, mentre le autorità indiane si dicono incerte sul profilo giudiziario dell'accordo.

    MEDIO-ORIENTE

    Lunedì 9-Martedì 10 – Qualunque sia il destino dell'attuale governo tecnico-breve italiano, il suo impegno sugli scenari internazionali e nella ridefinizione della politica estera ha dell'incredibile, come testimoniano gli incessanti tour del Presidente del Consiglio Mario Monti. Dopo aver visitato il Libano e il contingente italiano stanziato nel sud del paese nella missione di peace-keeping UNIFIL, l'Italia è tornata a trattare da vicino la questione palestinese e quella iraniana stavolta senza atteggiamenti faziosi o personalistici. La domenica pasquale ha visto infatti Mario Monti a colloquio con le teste coronate di Gerusalemme: Peres, Netanyahu ma anche i titolari di Esteri e Finanze Lieberman e Steinitz. Nel tardo pomeriggio tappa a Ramallah, quartiere generale dell'ANP per l'incontro con il Presidente Abu Mazen. Il tour mediorientale si sposta ora in Egitto dove lo scontro di piazza tra salafiti e laici ha ormai raggiunto il culmine mentre la giunta Tantawi si appresta a ricevere l'uomo nuovo di Roma.

    Martedì 10-Giovedì 12 – Dopo più di un anno di proteste, violenze, defezioni e guerra, il futuro della situazione in Siria sarà determinato da due scadenze congiunte, rispettivamente Martedì e Giovedì. Come comunicato alla stampa dall'inviato speciale ONU-Lega Araba Kofi Annan, le forze di sicurezza di Damasco dovranno ritirarsi da città e villaggi entro martedì. Qualora tale punto del piano venisse rispettato, governo e ribelli avranno altre 48 ore, fino alle 6 di giovedì per cessare definitivamente il fuoco e dare spazio alla tregua e alle trattative. Nel week-end il governo di Bashar al-Assad ha messo in campo tutto il suo arsenale offensivo per giungere all'ultimatum con un vantaggio decisivo sull'Esercito Libero Siriano, fino all'eliminazione fisica di circa duecento tra attivisti e civili. Secondo indiscrezioni le forze di sicurezza sarebbero pronte a ritirarsi effettivamente entro martedì per poi riguadagnarsi le posizioni sgomeberate durante tregua, in attesa dell'incerta posizione del Consiglio di Sicurezza.

    Venerdì 13 – Probabilmente il venerdì di questa settimana sarà una delle date più attese dell'anno, visto che solo allora la leadership politica di Teheran e il negoziatore ufficiale in materia nucleare, comnicheranno le modalità di svolgimento dei P-5+1 nuclear talks. Il tutto giunge in seguito alle recenti vicissitudini che hanno visto il Ministro dell'Interno israeliano dichiarare Gunter Grass persona non grata per aver pubblicato una poesia sulla crisi tra Gerusalemme e Teheran. Da parte sua Washington inizia a preparare il tavolo delle trattative comunicando ufficialmente all'Ayatollah Khamenei la disponibilità a far da garante ad un programma nucleare esclusivamente civile made in Iran. Nelle ultime settimane la CIA e le altre agenzie d'intelligence americane hanno potenziato le proprie capacità di raccolta d'informazioni satellitari sui siti sospetti nell'altopiano iranico, gettando le basi per un sistema di controllo integrato a gestione della questione iraniana.

    Fabio Stella redazione@ilcaffegeopolitico.net

    Fabio Stella
    Fabio Stella

    Fresco di laurea in relazioni internazionali, con il sogno della carriera diplomatica nel cassetto, la voglia di nuovo e la curiosità l’hanno spinto per fare le valigie per l’estremo Oriente, da dove non sembra voler più tornare. Autore del “7 giorni in un ristretto” redige per voi il calendario della Comunità Internazionale ogni lunedì anticipandovi curiosità, scandali, intrighi e retroscena della geopolitica in ogni angolo del pianeta. Citazioni altisonanti e frasi ad effetto le sue armi “preferite” insieme all’ambizione di rimanere perennemente in equilibrio sul filo del rasoio delle previsioni “da sfera di cristallo”, con una tazzina di “caffè” rigorosamente “espresso” in mano.

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