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    L'ultima settimana del mese di aprile si apre con la sorpresa scontata in terra di Francia dove Hollande scavalca seppur di poco l'uscente Sarkozy nella sfida per l'Eliseo, i Paesi Bassi restano senza esecutivo dopo la crisi aperta dallo scomodo Wilders, la crisi fa così la sua nuova vittima in Europa. L'America si stringe intorno a Chicago dove si riuniscono i Nebel per la Pace proprio mentre Obama darà un discorso pubblico contro il genocidio e i crimini contro l'umanità. Suu Kyi è pronta a dare battaglia per mostrare a tutti il nuovo ruolo della LND, mentre in Afghanistan si attendono le reazioni per l'accordo sulla partnership strategica. L'Africa resta in balia delle crisi tra Juba e Khartoum e il golpe in Guinea proprio quando l'Etiopia si alza in punta di piedi. Con la situazione in Siria appesa all'impegno degli osservatori ONU e l'Iran che si adatta al nuovo capitolo della crisi, riprendiamo il nostro sguardo nell'orizzonte delle relazioni internazionali

    EUROPA

    Lunedì 23 – Sembra paradossale ma nella patria della democrazia l'unica attesa nel primo turno delle presidenziali 2012 è quella per la reazione dei mercati ai risultati di Domenica notte. In sintesi, lo spoglio delle urne ha sancito la sfiducia morale a Sarkozy, la promozione provvisoria di Hollande e l'euforia dell'eroina della destra Marine Le Pen. La verità però è che niente è meno definitivo del responso di ieri dell'elettorato francese, dato che, con 2 settimane di campagna elettorale, accordi e patti di ferro, tutto potrebbe cambiare di nuovo. In ogni caso Nicolas Sarkozy dovrà guardarsi dall'ombra del Front National forte del risultato storico che getta dubbi sul futuro della società interetnica francese, mentre al moderato Bayrou si promette il ruolo di ago della bilancia. Appuntamento quindi al 6 maggio, la data in cui nessun posticipo sarà più possibile e l'Eliseo avrà finalmente il suo inquilino per i prossimi 5 anni.

    Lunedì 23 – I ministri degli esteri dei 27 membri dell'UE si riuniscono in Lussemburgo per il Consiglio degli Affari Esteri, sotto la guida di Catherine Ashton. Le voci del programma spaziano dalla situazione in Myanmar dopo le elezioni, passando dalle condizioni della Bosnia, fino agli sviluppi in Siria e in Afghanistan. Durante la cerimonia del pranzo ci sarà spazio per il piano di pace per il Medio-Oriente mentre più tardi l'attenzione sara rivolta ai negoziati sul nucleare iraniano dopo l'incontro del 14 Aprile a Istanbul.

    Lunedì 23 – Attesa e preoccupazione oscurano il lunedì nei Paesi Bassi dopo la crisi di governo aperta dal leader xenofobo Geert Wilders contro il premier Mark Rutte, protagonista di tagli drammatici e del piano d'austerità necessario ma scomodo. Naturalmente la prima reazione sarà quella degli onnipresenti mercati, che potrebbero spingersi fino al declassamento dei titoli olandesi, in attesa delle probabili elezioni anticipate. Wilders ha messo fine al pactum sceleris preoccupato dalla reazione popolare al progetto di taglio di bilancio di 16 miliardi di euro, per portare il rappoorto deficit-PIL alla soglia del 3% sponsorizzata dall'UE. "Non lasceremo scorrere il sangue dei nostri pensionati a causa di Bruxelles'' con queste parole Wilders ha sancito la fine dell'alleanza con i democristiani e i liberali, preparandosi a ricevere l'elettorato colpito dalla crisi e dall'austerità.

    AMERICHE

    Lunedì 23 – In attesa dell'evento del 20-21 maggio del Summit NATO 2012, Chicago ospita il dodicesimo summit mondiale dei Nobel per la Pace per la risoluzione pacifica dei conflitti internazionali. Tra gli altri Mikhail Gorbacev, Jimmy Carter, Lech Walesa e Frederik Willem de Klerk si ritroveranno nella città di Obama per dibattere sul tema "Speak Up, Speak Out for Freedom and Rights.” . In giornata sono attesi eventi sponsorizzati da Amnesty International e da International Physicians contro le mine antiuomo e la guerra nucleare. Nonostante l'assenza pesante all'evento di Barack Obama, il presidente terrà lunedì un importante discorso pubblico al museo dell'olocausto, dove sarà introdotto da Elie Wiesel, per confermare l'impegno statunitense contro le atrocità e i crimini di massa.

    Lunedì 23 – E' atteso nelle prossime 24 ore una direttiva presidenziale per garantire la base legale alle sanzioni americane contro l'uso delle tecnologie moderne nell'attuazione di abusi e crimini contro l'umanità. Niente più invenzioni tecnologiche verso Siria, Iran e Nord Africa, se non con il nullaosta di Washington, dato che le sanzioni mirate contro gli individui e i privati sembrano le uniche a funzionare. L'annuncio sarà dato dallo stesso Obama durante il discorso al museo dell'olocausto, per confermare l'attualità della lotta al genocidio in tutti gli angoli del pianeta. Ultimamente il Presidente USA ha inoltre richiesto un National Intelligence Estimate, un rapporto consensuale delle varie agenzie, per stimare la potenzialità dei crimini di massa e gli interessi nazionali in gioco.

    ARGENTINA – L'annuncio dell'esproprio e della nazionalizzazione dei pozzi petroliferi della società YPF Gas, una controllata REPSOL lasciata a mani vuote in Argentina a causa del nuovo piano di nazionalizzazione di 1000 siti estrattivi. Sembra scontato il ricorso di REPSOL presso un arbitrato internazionale a causa del netto rifiuto del viceministro per l'economia di Axel Kicillof per quanto riguarda il pagamento dell'indennizzo. In pochi però nella terra dell'argento sembrano aver fiutato la nuova partnership strategica del governo della Casa Rosada con la multinazionale cinese del greggio SINOPEC, cui YPF Gas era già stata offerta. Anche l'italiana ENI si è detta pronta ad investire in Argentina, ma solo a patto di ricevere contributi statali per la ricerca e la stima delle fonti ad alta tecnologia, vitali soprattutto per la ricerca dello shale gas.

    AFRICA

    Lunedì 23 – Giornata decisiva quella di oggi per il destino della Guinea Bissau, il piccolo stato occidentale base preferita del narcotraffico internazionale verso i poorti europei, dopo il colpo di stato che ha seguito le elezioni di aprile. La Banca Mondiale ha giò sospeso fondi e aiuti al paese, che è stato provvisoriamente sospeso dall'Unione Africana e a breve anche dall'ECOWAS. Giovedì le nazioni di lingua portoghese rappresentate da Georges Chikoti, ministro deglu esteri angolano, hanno iniziato i preparativi presso l'ONU per discutere il dispiegamento di una forza di peace-keeping. "Il tempo è di importanza essenziale, non possiamo permetterci di aspettare e lasciare i civili in balìa dei militari" con queste parole sono state accolte le minacce di sanzioni da parte del Consiglio di Sicurezza e dell'ECOWAS, mentre si attende la reazione della junta ad interim.

    SUDAN-SUDAN DEL SUD – Continua lo stallo dilomatico militare tra lo stato più giovane del sistema internazionale e l'ex patria comune, mentre la Comunità Internazionale si propone come arbitro in caso di una vera e propria escalation. Vernerdì il Presidente americano Barack Obama ha avvertito i duellanti delle piaghe della guerra invitandoli al negoziato e ad una soluzione pacifica della controversia sui giacimenti e sugli oleodotti. Nel frattempo anche il Capo di Stao Maggiore dell'Esercito ugandese Aronda Nayakairima ha promesso il suo sostegno a Juba in caso di guerra vera e propria, con Nairobi alla finestra dopo l'uccisione di un connazionale nel corso dei bombardamenti. L'alto ufficiale ugandese ha inoltre proposto a Kampala un progetto per un'armata integrata della regione dei grandi laghi, per coordinare gli sforzi di Uganda, Kenya ed Etiopia contro le minacce latenti. Per ora l'offensiva di domenica lanciata di Khartoum per 9 km all'interno del territorio di Juba sembra concentrarsi attorno agli oleodotti, in particolare nella zona di Heglig. La guerra toale è dietro l'angolo, non resta che attendere le risposte dei due guerrieri.

    ETIOPIA – Nell'instabilità geenrale dell'Africa orientale, il Sud Sudan e la Repubblica di Somalia hanno recentemente richiesto l'adessione all'EAC, la comunità integrata sponsorizzata dall'Etiopia per mettere in atto le aspirazioni verso l'egemonia regionale. La vicenda è legata a doppio filo al progetto LAPSSET, un megaporto da 26 miliardi di dollari in grado di ricevere un autostrada, una ferrovia, un sistema a fibra ottica e un oleodotto dal Sudan del Sud. L'accordo si propone inoltre di estendere l'ombrello della pace e della sicurezza regionale contro le nubi con Khartoum e le iniziative dell'Eritrea in Somalia. Sembra dunque scontato il fluire di potrere e prestigio dagli attori tradizionali come Kenya, Uganda e Tanzania verso Addis Abeba con l'impegno verso la Somalia come spettro d'interpretazione del fenomeno.

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    ASIA

    AFGHANISTAN – Nonostante l'ennesimo, inscusabile ed imbarazzante scandalo mediatico sui soldati americani in Afghanistan, i negoziatori per la partnership strategica tra Kabul e Washington hanno raggiunto una bozza finale nella serata di domenica. L'accordo per le condizioni della permanenza dei militari americani dopo la fatidica scadenza del 2014 contiene tuttavia molti punti delicati, tra cui lo status delle basi e le regole d'ingaggio. Toccherà così ai processi nazionali di ratifica portare a galla le incertezze e le ombre del nuovo passo della standing army statunitense, mentre continua nell'est l'avanzata 2012 dei taliban. La palla passa ora al Summit NATO di Chicago in programma a Maggio, dove verrà discusso il sostegno finanziario ai 352mila membri delle forze di sicurezza. La cifra potrebbe aggirarsi attorno ai 4 miliardi di dollari all'anno con un contributo di 500 milioni da parte del governo di Kabul.

    HONG KONG – Altro capitolo dell'abituale appuntamento con gli scandali diplomatico-internazionali, stavolta il set è Hong Kong, dove il vice-console dei Paesi Bassi Raymond Poeteray avrebbe condotto attività di spionaggio per la Federazione Russa dal 2008. Il caso è legato a doppio filo alla tragicommedia della spia russa Anna Chapman, che ora conduce una nuova vita da star delle copertine glam. Tuttavia non è il primo lampo a gettare ombre si Poeteray che nel 2004 avrebbe adottato e poi abbandonato una minore sudcoreana, a causa della sua freddezza emozionale. La notizia è giunta solo ora ad Hong Kong, pubblicata dal South China Morning Post dopo le prime fasi del processo proiettando lo scompiglio generale nella rete diplomatica della città.

    Lunedì 23 – Il futuro della road-map democratica in Myanmar dipende da una parola del giuramento che i nuovi membri del parlamento nazionale sono obbligati a pronunciare nella prima seduta. La Lega Nazionale della Democrazia ha richiesto formalmente che il termine "proteggere la Costituzione" venga cambiato in "rispettare la Costituzione", con la minaccia di disertare la sessione qualora la formula dovesse restare così com'è. Secondo gli esperti della rinascita di Suu Kyi la richiesta formale al premier Thein Sein, ieri in visita a Tokyo, non metterebbe in discussione l'impegno della LND per una riforma del paese. E' quindi probabile che la minaccia di boicottaggio sia solamente la prima di una lunga serie di azioni dimostrative per manifestare pubblicamente la presenza nell'Assemblea Nazionale.

    MEDIO-ORIENTE

    EGITTO-ISRAELE – Illeso eccellente della primavera araba di piazza Tahrir, l'accordo per il commercio di gas tra Il Cairo e Gerusalemme è stato annullato nella serata di domenica dalla Egyptian Natural Gas Holding Company. Anche se la carica massima dell'istituzione Mohamed Shoeb ha parlato di motivazioni commerciali e non politiche, risulta difficile credere che Israele, dipendente dal gas egiziano per circa il 40% del fabbisogno interno, non abbia pagato negli ultimi 4 mesi. Con questa giustificazione la questione è stata sottoposta ad arbitrato internazionale per evitare una guerra di parole inutile e rischiosa vista la situazione in Medio-Oriente. Si attendono ora nuovi sviluppi in quel dell'eastern basin, il giacimento al largo di Israele conteso con Ankara per la presenza a Cipro Nord.

    IRAN – Niente sembra più come prima dopo i negoziati di Istanbul del 14 Aprile del gruppo 5+1 sulla proliferazione made in Teheran, dove il capo negoziatore iraniano Saed Jalili ha promesso un impegno personale verso la soluzione diplomatica della questione. Intanto abbiamo un nuovo appuntamento sull'agenda, con i colloqui di Baghdad del mese prossimo a sancire se e come le parole potranno rimpiazzare la minaccia dei fatti. La pressione elettorale su Barack Obama continua intanto con l'annuncio della messa in produzione del primo drone iraniano ricavato dai dati dell' RQ-170 Sentinel atterrato in Iran mesi fa per sbaglio. Il piano americano per la bomba degli Ayatollah sembra ora dirigersi verso il riconoscimento del ruolo regionale di Teheran, con un occhio vigile sull'opinione pubblica di Gerusalemme in vista delle elezioni di novembre.

    SIRIA – Si dividono gli 8 osservatori della missione esplorativa dell'ONU per il dispiegamento di 300 membri incaricati di vigilare sul cessate il fuoco tra forze di sicurezza ed Esercito Libero Siriano. Due ufficiali hanno accettato di restare ad Homs, capitale delle violenze, in qualità di garanti della tregua vacillante che dopo 2 mesi ha garantito la prima giornata senza morti e bombardamenti. Lunedì il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite si riunisce a New York per stabilire le modalità di dispiegamento del corpo di osservatori, dopo il feedback degli 8 in prima linea. Rimangono tuttavia dubbi ed incertezze sulle misure messe in atto dato che il metodo di guerriglia adottato dall'ESL prevede ritirate improvvise ed attacchi terroristici, rendendo quasi impossibile la definizione di linee di contenimento e zone cuscinetto. L'ONU cerca in realtà di istituzionalizzare una guerra senza quartiere, senza un controllo univoco e un'organizzazione compatta, rischiando così di regalare tempo prezioso a Bashar al Assad.

    Fabio Stella redazione@ilcaffegeopolitico.net

    Fabio Stella
    Fabio Stella

    Fresco di laurea in relazioni internazionali, con il sogno della carriera diplomatica nel cassetto, la voglia di nuovo e la curiosità l’hanno spinto per fare le valigie per l’estremo Oriente, da dove non sembra voler più tornare. Autore del “7 giorni in un ristretto” redige per voi il calendario della Comunità Internazionale ogni lunedì anticipandovi curiosità, scandali, intrighi e retroscena della geopolitica in ogni angolo del pianeta. Citazioni altisonanti e frasi ad effetto le sue armi “preferite” insieme all’ambizione di rimanere perennemente in equilibrio sul filo del rasoio delle previsioni “da sfera di cristallo”, con una tazzina di “caffè” rigorosamente “espresso” in mano.

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