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martedì 14 Luglio 2020
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    Dottor Stranamore a Teheran

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    La soluzione diplomatica della questione nucleare iraniana potrebebre essere alle porte con il doppio incontro Teheran-Baghdad in grado di sancire la svolta definitiva verso un approccio più razionale e meno dogmatico alla situazione attuale. Intanto nel mondo si traccia il bilancio della serie di eventi internazionali del week-end, con la linea economica per l'europa del G8 al vaglio di Bruxelles e la questione Afghanistan ancora sul tavolo a Chicago. Chissà che proprio in questi "7 giorni" il mondo non possa imparare come Stanley Kubrick "a non preoccuparsi e ad amare la bomba" anche se iraniana e probabilmente virtuale

    EUROPA

    Mercoledì 21 – Non si contano più i pranzi europei ormai noti per il loro livello informale in cui i capi di stato e di governo dell'UE sono chiamati a discutere le linee generali dell'azione del Consiglio Europeo presieduto da Herman van Rompuy. Il meeting di mercoledì avrà però il sapore della "prima volta" rappresentando il banco di prova a Bruxelles della nuova triade franco-italo-tedesca vista in azione a Camp David e Chicago. Se da una parte il nuovo Presidente francese François Hollande ha smentito le voci che davano per certo uno stravolgimento totale della politica europea di Parigi, dall'altra proprio Hollande sembra intenzionato a stringere un patto di ferro per la crescita con Mario Monti. La palla passa ora alla Germania, con la Grecia che galleggia veleggiando verso l'orizzonte incerto di nuove elezoni a giugno, riuscirà il timone dell'austerità a spostarsi di qualche grado verso una rotta meno pericolosa?

    SERBIA"Da stasera, la Serbia ha un nuovo presidente". No, non si tratta del peggior incubo del premier uscente Boris Tadic, ma il risultato del ballottaggio elettorale di domenica, in cui il candidato conservatore Tomislav Nikolic ha di fatto scalzato il collega dal progetto per una nuova Serbia. Tadic non è riuscito a riconfermarsi a premier di Belgrado nonostante le intenzioni di voto gli attribuissero circa il 60% delle preferenze, neanche l'appoggio informale del partito socialista di Ivica Dadic è riuscito a sconfiggere la paura del salto nel vuoto verso Bruxelles. Quello che sembra aver influito di più nello stravolgimento delle previsioni delle urne sembra essere l'attuale politica economica dell'UE, i cui effetti sulla vita quotidiana sono ormai chiari anche ai cittadini dei c.d. "candidati". Quello di domenica è stato sicuramente "un referendum per l'Unione Europea", resta ora da vedere se la Serbia tornerà indietro sui suoi passi mettendo in discussione anche la linea morbida nei confronti della questione kosovara e delle minoranze in Bosnia.

    AMERICHE

    Lunedì 21 – Continua l'evento del NATO Summit, apertosi domenica con un focus sulla situazione afghana, occhi puntati dunque sull'incontro e la conferenza stampa del Presidente Obama e del suo collega di Kabul Karzai. L'intento, in parte raggiunto, era quello di distogliere l'attenzione dai recenti fallimenti delle trattative diplomatiche con la controparte talebana, Karzai e Obama hanno inoltre mostrato un fronte più compatto del solito sostenendo la bontà di fondo dell'intervento delle truppe ISAF e americane nella regione. Dubbi ed incertezze avvolgono invece l'accordo per la riapertura delle linee di rifornimento pakistane verso l'Afghanistan, l'unico vero motivo per cui il capo di stato di Islamabad, Asif Ali Zardari, è stato invitato a Washington. Obama ha chiarito ai suoi negoziatori che in caso di mancato accordo non sarà disposto ad incontrare ufficialmente Zardari, rendendo la missione a Chicago del Presidente ultra contestato in patria, un altro fiasco.

    CUBA – Non bastava la tegola argentina alla voce "YPF" per il colosso petrolifero spagnolo Repsol, ora anche Cuba potrebbe rivelarsi meno promettente del previsto dopo che il primo lotto al largo della capitale si è rivelato privo di greggio e gas naturale. Come ha dichiarato il portavoce di Repsol "il pozzo di Repsol in Cuba non ha dato l’esito sperato e che stiamo procedendo nel chiudere ed abbandonare il lotto”. Le sorti delle trivellazioni spagnole a Cuba riguardano però anche l'ENI e quindi l'Italia dato che la piattaforma Scarabeo-9 utilizzata per le esplorazioni è parte di un accordo tra Saipem e Repsol che ne sancisce l'affitto da parte di quest'ultima per la cifra di 15 milioni di dollari al mese. Qualora le stime dei presunti giacimenti petroliferi al largo della costa cubana, le basi delle recenti aperture parziali nell'economia socialista dell'isola potrebbero subire un duro contraccolpo, mettendo in discussione il futuro della liberalizzazione avviata da Raùl Castro.

    STATI UNITI-CINA – Il triste esilio dell'attivista fuggitivo Cheng Guangcheng sembra rappresentare l'esito della vicenda che ha messo a dura prova la tenuta della partnership di massima tra Washington e Pechino, in cui il ruolo della questione "diritti umani" resta sospesa. Cheng è arrivato nella tarda serata di domenica a Newark, in New Jersey, studierà a Manhattan presso la New York University dove ha annunciato che continuerà la sua battaglia per la giustizia e l'equità. Formalmente gli States escono vincenti dal confronto diplomatico con la Cina, portata alla ribalta delle cronache internazionali come attore insensibile alla causa dell'attivismo per i diritti umani, insensibilità se possibile aumentata dal fatto che il caso in questione riguardasse un non-vedente dalla nascita. Pechino d'ora in poi sarà ancora più accorta nel continuare a "lavare i panni sporchi in casa" visti i risultati delle temute ingerenze internazionali in questioni che competono alla sovranità territoriale.

    AFRICA

    CONGO – I fantasmi della guerra civile fanno il loro ritorno anche nella problematica provincia congolese del Kivu, dove i ribelli del CNDP sono tornati alle armi in seguito a voci e rumours a proposito di un'imminente consegna del loro leader Bosco Ntaganda alla CPI dove risulta tra i ricercati. Ntaganda era riuscito nel 2009 ad assicurare ai ribelli del CNDP un ruolo rilevante nell'esercito ufficiale congolese, inquadrati nelle truppe regolari avrebbero garantito la sicurezza della provincia di Kivu, diventando così una base istituzionale di potere. Quando ad Aprile il governo centrale ha minacciato di annullare lo stanziamento provinciale degli ex-ribelli la protesta è esplosa riattizzando le ceneri di un conflitto che risale ai primi anni '90. Secondo l'UNCHR più di 40 mila persone hanno abbandonato le loro case in seguito ai recenti scontri, che promettono di estendersi anche al territorio ugandese, usato dai ribelli come rifugio di ultima istanza.

    GUINEA BISSAU – Il Consiglio di Sicurezza dell'ONU e l'organizzazione regionale ECOWAS attendono le reazioni dei militari golpisti responsabili del colpo di stato in Guinea Bissau del 12 Aprile scorso. Riunitosi venerdì il massimo organo delle Nazioni Unite aveva approvato all'unanimità le sanzioni economico-diplomatiche alla leadership militare al potere proibendo loro spostamenti internazionali e promettendo ulteriori passi drastici tra cui l'embargo sugli armamenti. Proprio giovedì scorso l'Ecowas aveva dato inizio al dispiegamento di una forza regionale di 600 effettivi per la riforma del braccio militare e la gestione dell passaggio di potere verso una leadership civile. Anche il Segretario Generale Onu Ban Ki-moon è intervenuto sulla questione intimando ai militari di "tornare alle caserme, tenersi lontani da ogni coinvolgimento politico rispettando l'autorità civile e lo stato di diritto".

    LIBIA – I risultati delle elezioni locali della culla della Primavera Araba libica potrebbero sancire il futuro dell'unità tra Cirenaica e Tripolitania, dopo il dibattito federalista che ha colpito la regione orientale e la città di Bengasi. Il Congresso della Cirenaica, la formazione politica che aveva dato il via alle polemiche sulla secessione, ha già promesso il boicottaggio delle elezioni politiche in programma il 19 giugno. I risultati delle comunali di Bengasi sono attesi per la fine della settimana, mentre il pensiero fisso dei votanti era rivolto al ritorno alla pace e alla tranquillità nella vita quotidiana, un lusso dopo la caduta di Gheddafi e l'imperversare delle milizie armate. Da Bengasi a Tripoli, dove domenica è deceduto Abdel Basset el-Megrahi, responsabile dell'attentato di Lockerbie del 1988, dove morirono 270 persone. Dubbi, complotti e incertezze hanno accompagnato il verdetto sull'ex agente dei servizi segreti libici, dopo che si erano levati dubbi sul testimone principale dell'accusa, ritenuto inaffidabile. 

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    ASIA

    Lunedì 21 – Torna l'incubo contaminazione/tsunami in Giappone, in una combinazione di eventi nefasti susseguitisi nel week-end, tra cui una serie di scosse telluriche con picchi di magnitudo 6.2 nelle regioni nord-occidentali, le stesse coinvolte dal disastro del 2011. Sempre nel week-end circa 330 mila persone si sono viste privare dell'acqua corrente nella zona di Tokyo dopo che nei sistemi di filtraggio di tubature e acquedotti sono state rinvenute concentrazioni allarmanti di formaldeide, sostanza tossica e potenzialmente letale. Grande attesa e sollievo per uno degli eventi astronomici più rari, circa 80 milioni di giapponesi potrebbero infatti godere dello spettacolo dell'eclissi anulare, il fenomeno che contrappone lòa luna al sole lasciando scoperta solo una sottile circonferenza della sfera solare. Da ben altra eclisse è invece colpita l'economia giapponese che ha festeggiato tuttavia la notizia di un'inversione di tendenza tale da permettere al PIL nazionale di raggiungere un picco di crescita del 4.2% su base annua.

    CINA-FILIPPINE – Continuano questa settimana i negoziati tra le controparti di Pechino e Manila per la soluzione della controversia marittima per il controllo e la giurisdizione sulla tristemente famosa "Secca di Scarborough" la prima di una lunga lista di scogli, isolotti e banchi sabbiosi del Mar Cinese meridionale coinvolti in dichiarazioni plurime di sovranità. L'intento di Pechino è ormai chiaro anche agli osservatori filippini, che hanno evidenziato il tentativo sotterraneo di risolvere le varie questioni territoriali in via bilaterale invece che pervenire ad una conclusione concertata su base multilaterale come prescritto dagli accordi tra l'Asean e la Cina. Il testo di riferimento è proprio la Dichiarazione sul Codice di Condotta nel Mar Cinese Meridionale che richiederebbe la convocazione di un panel in cui tutti gli attori della regione marittima fossero rappresentati equamente, lasciando la Cina in minoranza rispetto al blocco più o meno compatto dell'ASEAN, appoggiato dagli Stati Uniti.

    MEDIO ORIENTE

    Lunedì 21 – Il Capo dell'Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica Yukiya Amano s'incontrerà nella mattinata di lunedì con il negoziatore iraniano in materia nucleare Saeed Jalili, nel primo incontro del vertice dell'AIEA a Teheran dal 2009. La maggior parte delle fonti ha affermato che Amano non si sarebbe spinto in quel di Teheran se l'accordo per un nuovo round di ispezioni non fosse nell'aria. Il Ministro degli esteri iraniano Ali Akbar Salehi ha affermato che la visita è vista come un gesto di buona volontà dalla leadership di Teheran, nell'intento di scongiurare la morsa finale delle sanzioni economiche o addirittura l'ipotesi di uno strike preventivo. A conclusione del Summit G8 a Camp David, anche il Presidente americano Obama ha confermato la priorità dell'approccio diplomatico: "Samo tutti impegnati nel continuare con l'approccio delle sanzioni e della pressione in combinazione con le discussioni diplomatiche".

    Lunedì 21 – Prosegue senza sosta l'esercitazione strategica di cooperazione di teatro Eager Lion 2012, un evento consueto organizzato dall'US Central Command in Giordania che quest'anno ha assunto proporzioni incredibili con forze e mezzi militari provenienti da 17 nazioni. Il "gioco" di quest'anno riguarda guerriglia asimmetrica, operazioni speciali, contro-insorgenza e risposta a situazioni di crisi ed emergenza. Oltre a permettere lo stanziamento di forze d'elite fino al 29 maggio nello scenario mediorientale, proprio ai confini della crisi siriana, l'evento permette al Regno di Giordania di assicurarsi contro possibili sconfinamenti delle truppe di Assad, come già accaduto in Turchia e Libano. Recentemente la Giordania è stata interessata da pesanti traffici di armi verso la Siria, mettendo alla prova lo status quo instabile dopo la Primavera Araba che ha provocato ad Amman la sostituzione del primo ministro e di parte del governo.

    Mercoledì 23 – Dopo l'incontro di Teheran con Amano, il negoziatore iraniano per il nucleare Saed Jalili farà scalo a Baghdad, per il nuovo appuntamento con il negoziato che vede Cina, Francia, Germania, Regno Unito, Russia e Stati Uniti e l'Unione Europea da una parte e l'Iran dall'altra. L'Alto Rappresentante per la politica estera dell'UE Caterine Ashton coordinerà i lavori anche se nelle ultime settimane il flusso di notizie si è orientato più verso la soluzione diplomatica che verso i venti di guerra paventati da Gerusalemme. L'embargo totale di Bruxelles sul greggio iraniano è ormai alle porte, con la data fatidica fissata ai primi di luglio, sviluppi in senso positivo durante la settimana potrebbero però sbloccare la "pressione" prima dell'entrata in vigore.

    Fabio Stella redazione@ilcaffegeopolitico.net

    Fabio Stella
    Fabio Stella

    Fresco di laurea in relazioni internazionali, con il sogno della carriera diplomatica nel cassetto, la voglia di nuovo e la curiosità l’hanno spinto per fare le valigie per l’estremo Oriente, da dove non sembra voler più tornare. Autore del “7 giorni in un ristretto” redige per voi il calendario della Comunità Internazionale ogni lunedì anticipandovi curiosità, scandali, intrighi e retroscena della geopolitica in ogni angolo del pianeta. Citazioni altisonanti e frasi ad effetto le sue armi “preferite” insieme all’ambizione di rimanere perennemente in equilibrio sul filo del rasoio delle previsioni “da sfera di cristallo”, con una tazzina di “caffè” rigorosamente “espresso” in mano.

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