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    E’ qui l’Europa!

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    Puoi leggerlo in 3 min.

    Caffè Europeo – Inizia oggi la nuova rubrica “Caffè Europeo”: ogni giorno vi presenteremo una squadra, e il rispettivo Paese, partecipante ai Campionati Europei di Calcio che si svolgeranno dall’8 giugno in Polonia e Ucraina. Cominciamo proprio da una delle nazioni ospitanti, facendo tappa a Varsavia. Un’economia in crescita che non sembra però corrisposta in campo da una squadra altrettanto promettente… o forse no? Buona lettura!

     

    SI STAVA MEGLIO QUANDO SI STAVA PEGGIO... – E’ un luogo comune abbastanza diffuso, tra i nostalgici delle dittature di vari colori che popolarono l’Europa nel corso del XX secolo. Per quanto riguarda i Paesi dell’ex Unione Sovietica generalmente il riferimento va a quel poco di benessere economico, che secondo alcuni sembra sia andato perduto in seguito alle liberalizzazioni e privatizzazioni “selvagge” che ebbero luogo in Russia e in molte ex repubbliche ex sovietiche dopo la caduta del Muro di Berlino. Fermi un attimo: questa espressione si può riferire anche ai successi nello sport? Per la Polonia, paese ospitante insieme all’Ucraina di Euro 2012, la risposta potrebbe essere affermativa.

     

    UN PASSO INDIETRO – Andiamo indietro nel tempo di quasi quarant’anni, nel 1973. Siamo a Wembley, il mitico stadio di Londra, e l’attaccante polacco Jan Domarski segna il gol che qualifica la Polonia ai Mondiali del 1974, condannando l’Inghilterra ad una umiliante esclusione. L’ “undici” proveniente da Varsavia terminò il campionato disputato in Germania Ovest al terzo posto: un risultato strepitoso, che fu addirittura ripetuto nel 1982, quando i polacchi furono eliminati ad un passo dal sogno proprio dall’Italia. Fu questo l’apice del calcio locale, per una bizzarra coincidenza proprio in concomitanza con l’inizio del declino del potere politico del regime socialista e l’ascesa irresistibile del sindacato di Lech Walesa ,Solidarnosc che, insieme al ruolo giocato da Papa Giovanni Paolo II, fu determinante nell’aprire una crepa nel dominio sovietico.

     

    IL CALCIO NON E’ DI CASA – Da allora la nazionale polacca non ha mai più registrato nessun acuto, eccezion fatta per la partecipazione (a dire il vero passata quasi sotto silenzio) ai Mondiali tedeschi del 2006: basti citare il fatto che i giocatori biancorossi si trovano al 65esimo posto del ranking FIFA, dietro a nazionali non proprio “blasonate” come Sierra Leone e Honduras. Inoltre, il gioco del pallone da queste parti non sembra essere così popolare, essenzialmente per due motivi. Da una parte, le strutture sportive spesso fatiscenti (a differenza dei Paesi dell’ex-Jugoslavia, che si trovarono in una condizione migliore al termine del periodo socialista) disincentivarono i giovani ad accostarsi a questa disciplina; dall’altra, la massiccia emigrazione verso Paesi più ricchi come la confinante Germania privò la Polonia di giovani “virgulti” che hanno poi fatto parecchia strada in altre nazionali, come ad esempio Miroslaw Klose. L’organizzazione degli Europei, seppur in coabitazione con l’Ucraina, può tuttavia fornire nuovi stimoli, sia per quanto riguarda l’economia che per la passione sportiva. La spesa per la costruzione dei nuovi quattro stadi ammonta a poco più di un miliardo di euro, ma si pensa che gli introiti derivanti da incassi e turismo da qui fino al 2020 potrebbero toccare i sei miliardi di euro, garantendo una crescita aggiuntiva del PIL misurata nell’ordine del 2%. Inoltre, il Governo ha deciso di costruire in giro per il Paese oltre duemila campi da calcio, al fine di sensibilizzare la popolazione all’amore per il calcio e lo sport più in generale.

     

    LA NAZIONALE OGGI… LA SPERANZA E’ GIALLONERA – La squadra che si presenta all’europeo sembra fatta di onesti giocatori che giocano per la maggior parte in club stranieri. Il portiere titolare, Wojciek Szczesny, milita nell’Arsenal, mentre Damien Perquis è un difensore del Sochaux che è stato naturalizzato polacco. L’undici di Varsavia, tuttavia, può vantare un vero e proprio spauracchio: Robert Lewandowski, attaccante che a suon di gol e assist (30 reti e 9 passaggi vincenti) ha portato il Borussia Dortmund a vincere l’ultima Bundesliga. Alle sue spalle, il difensore Lukasz Piszczek, suo compagno di squadra nella formazione tedesca dai colori sociali gialloneri.

     

    UN PRONOSTICO DIFFICILE – La Polonia riuscirà a passare il turno? Difficile dirlo: il gruppo A sembra essere abbastanza equilibrato (ne fanno parte anche Russia, Grecia e Repubblica Ceca), in più la spinta dei tifosi di casa potrebbe fornire un’arma in più. Per scoprire come si comporterà la Polonia, dunque, non vi è che attendere ancora pochi giorni: l’esordio sarà l’8 giugno contro la Grecia. L’Europa che cresce e riesce ancora a svilupparsi contro quella sull’orlo del baratro economico e sociale: a volte lo sport riesce a riprodurre in campo le dinamiche in atto al di fuori. Sarà un Europeo strano, in un momento cruciale per le sorti politico-economiche del nostro continente gli intrecci tra geopolitica e pallone potrebbero essere molteplici ed inaspettati.

     

    Davide Tentori

    Davide Tentori
    Davide Tentori

    Sono nato a Varese nel 1984 e sono Dottore di Ricerca in Istituzioni e Politiche presso l’Università “Cattolica” di Milano con una tesi sullo sviluppo economico dell’Argentina dopo la crisi del 2001. Il Sudamerica rimane il mio primo amore, ma ragioni professionali mi hanno portato ad occuparmi di altre faccende: oggi infatti lavoro a Roma presso l’Ambasciata Britannica in qualità di Esperto di Politiche Commerciali. In precedenza ho lavorato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri dove mi sono occupato di G7 e G20, e a Londra come Research Associate presso il dipartimento di Economia Internazionale a Chatham House – The Royal Institute of International Affairs. Sono il Presidente del Caffè Geopolitico e coordinatore del Desk Europa

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