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domenica 19 Settembre 2021

Un bilateralismo perfetto: cosa (ci) dicono i colloqui strategici tra Russia e Cina

In breve

  • In occasione della ricorrenza ventennale del Trattato di buon vicinato, il 22 e 23 marzo si sono tenuti colloqui strategici fra il Ministro degli Esteri russo Lavrov ed il suo omologo cinese Wang Yi
  • L’unicità delle relazioni strategiche sino-russe sembra minacciare il rituale assetto occidentalcentrico a favore di un nuovo policentrismo sotto l’egida della Carta delle Nazioni Unite e del diritto internazionale
  • Lavrov e Wang Yi dichiarano la rottura: climax di tensioni diplomatiche con l’UE e gli Stati Uniti in seguito alle sanzioni unilaterali imposte ad entrambi i Paesi

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In 3 sorsi Nelle giornate del 22 e 23 marzo si sono tenuti colloqui strategici fra il Ministro degli Esteri russo Lavrov e il suo omologo cinese Wang Yi. A quasi 20 anni dal Trattato di buon vicinato e cooperazione amichevole, l’alleanza bilaterale sino-russa si rinvigorisce sfidando l’occidentalcentrismo. Crescenti le tensioni diplomatiche con Unione Europea e Stati Uniti.

1. COLLOQUI STRATEGICI TRA LAVROV E WANG YI

A Guilin, nelle giornate del 22 e 23 marzo, il Ministro degli Affari Esteri russo Sergei Lavrov ha fatto visita al corrispettivo Ministro della Repubblica Popolare cinese Wang Yi.
In concomitanza con il ventesimo anniversario del Trattato di buon vicinato e cooperazione amichevole, la natura dell’incontro sembra rinvigorire e confermare lo stato dell’arte dell’alleanza strategica sino-russa, oggi paradigma di amicizia, ieri caratterizzata da accese tensioni ideologiche (ricordiamo, ad esempio, la crisi sino-sovietica che ha visto coinvolti Chruščëv e Mao durante gli anni Sessanta).
La forza unificante del Trattato, firmato il 16 luglio 2001 dal Presidente russo Vladimir Putin e dal Presidente della Repubblica Popolare Cinese Jiang Zemin, porta con effetto additivo alla firma del Memorandum di Intesa e Amicizia tra i due Paesi nel 2014, un momento che sancisce la cortina di ferro sino-russa a livello politico-diplomatico.
L’agenda dell’incontro ha visto colloqui circa lo stato attuale della cooperazione strategica russo-cinese, il coordinamento delle azioni dei due Paesi per fronteggiare la pandemia, futuri colloqui di alto livello e la preparazione di eventi bilaterali per celebrare la ricorrenza ventennale del Trattato.

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Fig. 1 – Il Ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov e il Ministro degli Esteri cinese Wang Yi, 22 marzo 2021

2. VENT’ANNI DI TRATTATO DI BUON VICINATO: COSA È CAMBIATO

Di certo l’interpolazione di un sigillo diplomatico come il Trattato, ratificato il 28 febbraio 2002, ha posto le basi per un giustificato sviluppo della cooperazione dei due Paesi in ambito economico, finanziario, tecnologico, aerospaziale ed energetico.  
Nel suo intervento preliminare di martedì 23 marzo il Ministro cinese Wang Yi ha aggiunto che il Trattato sarà prorogato di altri cinque anni, continuando a integrarvi nuovi contenuti.
Così vent’anni dopo l’unicità delle relazioni sino-russe sembra minacciare il rituale assetto occidentalcentrico a favore di un nuovo policentrismo. Lavrov ha rimarcato i profondi cambiamenti che stanno portando la scena internazionale ad assumere un assetto multipolare e non egemonico, dove le relazioni sino-russe acquisiscono rilevanza come “fattore stabilizzante” secondo Wang Yi.
Curiosa è l’esortazione di quest’ultimo a tornare agli obiettivi e ai principi della Carta delle Nazioni Unite e, mutatis mutandis, del diritto internazionale per attuare il multilateralismo e la democratizzazione delle relazioni internazionali.

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Fig. 2 – Lavrov e Wang Yi durante la conferenza stampa finale del loro vertice, 23 marzo 2021

3. DISTENSIONE LONTANA CON L’OCCIDENTE: NUOVE TENSIONI CON UE E USA

Contrariamente alla caratteristica pace stazionaria fra Russia e Cina, non sembrano concretizzarsi accenni di disgelo con l’Europa e gli Stati Uniti.
L’intera infrastruttura delle relazioni con l’Unione Europea è stata distrutta dai passi unilaterali compiuti da Bruxelles”, ha detto il 23 marzo Lavrov, citato dall’agenzia russa Tass, in merito alle relazioni con l’Unione Europea all’indomani di nuove sanzioni contro Russia e Cina.
Specificatamente la dichiarazione si riferisce alle sanzioni imposte contro quattro alti funzionari russi circa i procedimenti giudiziari che coinvolgono l’oppositore russo Alexei Navalny e alle nuove sanzioni unilaterali imposte alla Cina il 22 marzo per presunte violazioni dei diritti umani nella regione autonoma uigura dello Xinjiang. In merito a quest’ultima il Ministro degli Esteri cinese Wang Yi ha convocato l’ambasciatore dell’UE Nicholas Chapuis, proprio per protestare contro le misure prese verso la Repubblica Popolare Cinese.
Un j’accuse che coinvolge anche gli Stati Uniti, che secondo Russia e Cina minacciano l’architettura multipolare affidandosi ad “alleanze da Guerra Fredda”.

Elisa Del Sordo

Sergueï Lavrov, painted portrait DDC_8602” by Abode of Chaos is licensed under CC BY

Elisa Del Sordo
Elisa Del Sordo

Classe 1996, Ph.D. Candidate in Management presso l’Università LUISS Guido Carli.

Ho conseguito una Laurea Magistrale in Economics and Development presso l’Università di Firenze e un Bachelor in Philosophy, Politics, Economics presso la LUISS Guido Carli. Dal 2018 collaboro nel team di ricerca di Luiss Labgov dove ci occupiamo di rigenerazione urbana, beni comuni e sistemi di co-governance.

 

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