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    Il viaggio di Modi culminato a Ufa segna l’ingresso dell’India nel sistema di interessi e alleanze in Asia Centrale e la nascita di nuovi equilibri nella regione tra India, Cina, Russia e paesi caucasici 

    IN PRIMO PIANO – Dal 6 all’11 Luglio il Primo Ministro Modi è stato impegnato in un viaggio di una settimana in Turkmenistan, Uzbekistan, Tajikistan, Kyrgyzstan e Kazakhstan, che è culminato nella partecipazione a Ufa, in Russia, al summit BRICS e al summit della Shanghai Cooperation Organization. Più di una semplice visita da parte di un Primo ministro che in un solo anno ha dato nuovo slancio, dinamismo e coerenza a una politica estera indiana prima assopita, questo viaggio rivela molto circa le aspirazioni dell’India, il delicato rapporto tra Cina e Russia nella regione caucasica, e l’approccio dei Paesi dell’Asia centrale ai rapporti con questi giganti asiatici.

    NUOVI ORIZZONTI PER L’INDIA – Il viaggio di Modi nei cinque Paesi dell’Asia centrale è uno dei più significativi esempi del nuovo indirizzo che questo ha scelto per la politica estera dell’India: abbandonare la passività propria dei precedenti Governi e rendere la politica estera riflesso delle aspirazioni globali del Paese. Non più indolenza e timidezza, ma attivismo e sicurezza; non più rapporti economici limitati al vicinato indiano, ma relazioni economiche e politico-strategiche che si estendono all’intero continente, dall’Est asiatico fino, in tempi recenti, all’Asia centrale. Quest’ultima regione ha tradizionalmente avuto scarso rilievo nella politica estera indiana, da sempre più orientata verso Est. Ma con Modi l’estensione delle relazioni bilaterali e multilaterali di cui l’India si sta rivelando capace non conosce limiti geografici, e l’Asia Centrale è entrata a tutti gli effetti nei progetti esteri del nuovo Governo indiano.

    TROPPI INTERESSI PER STARE IN DISPARTE – Per l’India, che con i Paesi visitati da Modi già intrattiene modeste relazioni economiche, il fulcro dei propri interessi, attorno al quale delineare l’approccio alla regione, è dato da gas ed energia: per un mercato energetico in continua crescita come quello indiano, dove lotta alla povertà e fabbisogno energetico crescono di pari passo, l’accesso all’Asia Centrale e alle sue ricche risorse, soprattutto di idrocarburi, diventa fondamentale. In un’area in cui la Cina, già dal 2013, ha iniziato a investire milioni di dollari nella costruzione di strade, reti ferroviarie e oleodotti, l’India non può più permettersi di rimanere in disparte. Un primo segno di questo nuovo attivismo è il finanziamento, da parte di New Delhi, del porto di Chabahar (Iran), che faciliterà il collegamento con Uzbekistan (ricco di petrolio e uranio) e Turkmenistan (quarto Paese al mondo per idrocarburi). Se già alcune imprese indiane, dalla farmaceutica all’ingegneria, operano nella regione, si tratta però di una presenza che va accresciuta, e il viaggio di Modi è finalizzato a questo: intensificare attraverso nuovi investimenti i legami economici bilaterali che l’India ha avviato con questi Paesi, e dare a essi un supporto che sia anche politico. Geograficamente vicine, i collegamenti in termini di infrastrutture tra Asia Centrale e India sono però sempre stati limitati rispetto a quello che potrebbe essere il loro potenziale, e Modi ha riconosciuto come maggiori investimenti dovranno essere il punto di partenza per garantire all’India una fetta maggiore delle risorse offerte dalla regione.

    Fig.1-Il Turkmenistan, quarto paese al mondo per la produzione di idrocarburi, è stato uno dei paesi visitati da Modi durante il suo viaggio in Asia Centrale
    Fig.1 – Il Turkmenistan, quarto paese al mondo per la produzione di idrocarburi, è stato uno dei paesi visitati da Modi durante il suo viaggio in Asia Centrale

    OLTRE LA DIPENDENZA DA MOSCA E PECHINO – Per i Paesi caucasici l’interesse a tessere nuovi e più approfonditi legami con l’India nasce da un triplice calcolo, che coinvolge non solo i rapporti bilaterali con New Delhi, ma anche le loro relazioni con i due giganti più attivamente presenti nella regione, ossia Russia e Cina. Innanzitutto, per questi Paesi l’India rappresenta un mercato energetico in continua espansione che offre enormi potenzialità di vendita. Ma è soprattutto guardando al rapporto con Cina e Russia che si comprende l’importanza che per questi Stati ha un maggior ruolo indipendente dell’India nella regione: usciti dall’orbita sovietica, i Paesi caucasici sono coinvolti in continui sforzi per mantenere la propria autonomia strategica ed evitare di ricadere nuovamente nella trappola della dipendenza dalla Russia. Interessati ai rapporti economici con la Cina, che è diventata partner fondamentale, vogliono però evitare di vedere l’egemonia russa nella regione sostituita da quella cinese. Vedono allora nell’India un nuovo partner economico che possa limitare la dipendenza dal cliente cinese, e un nuovo attore che possa portare nuovi equilibri nella regione e controbilanciare il gioco tra Cina e Russia per l’affermazione del controllo su essa.

    IL GIOCO TRA MOSCA E PECHINO – Tuttavia è da notare che anche Cina e Russia hanno interesse a un intervento indiano nella regione. La Russia, deteriorati i rapporti con l’Unione Europea e gli Stati Uniti in seguito alla crisi ucraina, si è sempre più avvicinata a Pechino, ma cerca di limitare l’influenza cinese in una regione che ancora tende a considerare nella propria sfera, e vede l’intervento indiano come promotore di un multilateralismo che può contenere l’espansionismo della Cina. Nuovi rapporti con l’India, inoltre, rafforzerebbero l’immagine che Putin sta cercando di trasmettere all’esterno, quella di una Russia non isolata nell’arena internazionale. La Cina vede nell’India una crescente potenza economica con la quale poter istituire importanti legami economico-finanziari e commerciali in più regioni, delle quali l’Asia Centrale rappresenta la più recente. Questo non solo per interessi economici, ma anche per usare tali legami allo scopo di limitare le frizioni politiche esistenti tra i due Paesi in questioni come quella relativa ai loro confini.

    Fig.2- Modi e Xi hanno avuto l'occasione in Russia per un incontro bilatrale, sostanziato dalla reciproca volontà di maggiori legami economici
    Fig.2 – Modi e Xi hanno avuto l’occasione in Russia per un incontro bilaterale, sostanziato dalla reciproca volontà di maggiori legami economici

    LÀ DOVE GLI INTERESSI CONVERGONO – La volontà di Modi di dare all’India un nuovo ruolo in Asia Centrale, la volontà dei Paesi caucasici che l’India assuma un nuovo ruolo  nel quadro economico e strategico della regione capace di controbilanciare Russia e Cina, la volontà della Russia di frenare l’influenza cinese, e la volontà della Cina di mantenere approfonditi legami economici con l’India hanno quindi trovato un punto di equilibrio.

    NUOVO EQUILIBRIO ATTRAVERSO LA SCO – E’ alla luce di questi molteplici interessi che bisogna allora leggere l’annuncio dell’ingresso dell’India come membro a tutti gli effetti nella Shanghai Cooperation Organization (SCO), della quale è stata finora solo membro osservatore. È questa un’organizzazione fondata nel 1996 per aumentare risolvere le dispute di confine tra i membri e, successivamente, coordinare i loro sforzi nella lotta al terrorismo così come nel settore energetico, e accrescere il commercio. Si tratta di un’organizzazione di importanza fondamentale per il fatto che include il 60% della massa euroasiatica e alcune delle zone energeticamente più ricche al mondo. L’ingresso dell’India non potrà che aumentarne la rilevanza internazionale e le capacità in termini di sicurezza e crescita economica. Nelle parole del Primo ministro Modi l’ingresso dell’India «è naturale estensione delle relazioni che l’India ha con i Paesi membri e riflette la rilevanza della regione nel futuro dell’India, ed è l’inizio di una nuova era nei rapporti tra l’India e l’Asia centrale, che riconnetterà e integrerà le diverse regioni dell’Eurasia». L’ingresso dell’India, che verrà finalizzato nel 2016 al prossimo summit SCO, segna indubbiamente l’inizio di un nuovo equilibrio di alleanze nell’Asia centrale e un importante approfondimento delle relazioni economico-politiche tra India, Russia e Cina nel teatro regionale.

    Marta Furlan

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    Un chicco in più

    Durante il summit SCO a Ufa è stato annunciato l’ingresso nell’organizzazione anche del Pakistan e ai margini del summit si è avuto un incontro bilaterale (il secondo da maggio 2014) tra Modi e Sharif, in seguito al quale è stata annunciata la visita di Modi a Islamabad nel 2016 per il summit SAARC (South Asian Association for Regional Cooperation). Non sembra però che l’incontro abbia prodotto significativi sviluppi nello stallo che continua a caratterizzare il dialogo India -Pakistan [/box]

    Foto: narendramodiofficial

    Foto: MEAphotogallery

    Marta Furlan

    Sono nata a Milano nel 1993, e mi sono laureata in Lingue straniere per le Relazioni Internazionali all’Università Cattolica con una tesi sullo sviluppo del terrorismo jihadista da Al Qaeda ad ISIS. Attualmente sto frequentando un Master in European and International Studies presso l’Univeristà di Trento. Le mie aree di interesse principali sono la politica del Medio Oriente e il terrorismo islamico, e la mia grande passione è viaggiare.

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