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lunedì 2 Agosto 2021

Gli abusi al confine Colombia-Venezuela

In breve

  • I rapporti fra Venezuela e Colombia continuano a inasprirsi.
  • Migliaia di venezuelani sono fuggiti in Colombia in seguito ai duri scontri della scorsa settimana lungo la frontiera.
  • La presenza di gruppi armati irregolari in Venezuela ha causato negli ultimi anni un forte aumento delle uccisioni tra i civili.

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In 3 sorsiMigliaia di venezuelani in fuga oltre la frontiera hanno denunciato i soldati per aver commesso abusi e uccisioni ai danni di civili, in seguito a scontri avvenuti al confine con la Colombia.

1. UNA TENSIONE CHE DURA DA ANNI

I rapporti fra Colombia e Venezuela sono tesi da anni, ma negli ultimi mesi hanno subito un ulteriore peggioramento, soprattutto da quando il Presidente colombiano Ivan Duque ha smesso di sostenere Maduro come capo di Stato del Venezuela, legittimando invece la sua controparte: Juan Guaidó. Inoltre Duque continua ad affermare apertamente che Maduro offra rifugio ai leader del gruppo di dissidenti delle estinte Forze Armate Rivoluzionarie Colombiane (FARC), i quali nel 2016 non hanno accettato lo storico accordo di pace sancito col Governo di Bogotà. Il Governo di Caracas, in risposta, ha ribadito che Ivan Duque, nel corso della sua presidenza, abbia contribuito a rendere la Colombia un narco-Stato.

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Fig. 1 – Il Presidente colombiano Ivan Duque e il leader dell’opposizione venezuelana, Juan Guaidó

2. I SOLDATI VENEZUELANI SOTTO ACCUSA

In seguito a scontri armati verificatosi domenica 21 marzo fra le Forze Armate del Venezuela e gruppi armati irregolari nel settore di Coromoto, nello Stato di Apure, migliaia di venezuelani sono fuggiti in Colombia in cerca di protezione, temendo per la propria incolumità. Nel conflitto due ufficiali venezuelani hanno perso la vita contro quelli che il Ministro della Difesa Vladimir Padrino Lopez ha definito, nel corso di una conferenza stampa, un gruppo di terroristi. A questa operazione è succeduto un ulteriore conflitto martedì 23 marzo intorno alla cittadina venezuelana La Victoria, nella quale diversi cittadini hanno testimoniato comportamenti illeciti commessi dagli stessi soldati venezuelani ai loro danni. Il Governo venezuelano sostiene che investigherà sulle accuse rivolte ai propri militari, riguardanti la detenzione e l’uccisione di civili, oltre alla distruzione delle loro abitazioni, date alle fiamme, aggiungendo che il compito delle Forze Armate sia quello di proteggere il proprio Stato da gruppi armati stranieri, tutelando allo stesso tempo i diritti della propria popolazione.

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Fig. 2 – Cittadini venezuelani che per sfuggire agli abusi attraversano il fiume Arauca (Stato di Apure) per raggiungere Araquita, Colombia

3. NELLO SCONTRO TRA MILIZIE LE VITTIME SONO I CIVILI

Il Governo colombiano ha dichiarato di essere a conoscenza della presenza di dissidenti delle FARC in territorio venezuelano, insieme all’Esercito di Liberazione Nazionale (ELN). Un report stilato da Human Rights Watch nel 2020 ha riportato proprio come nelle città venezuelane al confine con la Colombia gruppi armati irregolari esercitino il controllo sulla popolazione attraverso l’uso di minacce, violenze sessuali, reclutamento e uccisioni. Negli ultimi anni questo avrebbe determinato un forte aumento degli omicidi perpetrati nelle sei città venezuelane al confine con la Colombia, fra cui la stessa area di Apure, dove si sono verificati gli scontri di domenica scorsa. Come se ciò non bastasse, ONG che lavorano nella zona hanno reso noto che la morte di uno dei due ufficiali venezuelani uccisi la scorsa domenica si è verificata a causa di una mina antiuomo. Un fatto ancor più grave se consideriamo che il Venezuela si è dichiarato Paese libero dalle mine antiuomo dal 2013, dopo aver sottoscritto le obbligazioni previste dalla Convenzione di Ottawa.

Giulia Esposito

Photo by Denniz Futalan is licensed under CC0

Giulia Esposito
Giulia Esposito

Giulia Esposito, ho 29 anni e sono laureata in Relazioni Internazionali presso l’università di Bologna. Dopo il diploma in “Emergenze e azioni umanitarie” preso all’ISPI School di Milano, attualmente sto frequentando il master in “Comunicazione e lobbying nelle Relazioni Internazionali” press la SIOI a Roma.
Amante di geopolitica almeno quanto del caffè, e dopo aver vissuto due mesi in Ecuador posso dire che quello italiano non lo batte nessuno!

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