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    Oltre i confini del mondo

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    Economia internazionale e venti di guerra orientali, questo sembra essere il ritornello della settimana che ci attende tra meeting internazionali e tensioni di frontiera in tutto il mondo. La vecchia Europa continua a fare i conti con se stessa e con la crisi che attanaglia l’unità politica mentre due rush elettorali tengono le Americhe sul filo di lana. Nemmeno l’autunno sembra in grado di mitigare le fiamme di un panorama internazionale che brucia ormai da tempo

     

    EUROPA

    Lunedì 8-Martedì 9 – In un evento tanto unico quanto raro, la Federal Bank e la Banca Centrale Europea si ritrovano nell’atmosfera formale di Francoforte in una conferenza stampa congiunta a proposito delle risposte al perdurare della crisi globale. I “governatori” dei destini economici delle due sponde dell’Atlantico saranno incalzati non solo dalla folla mediatica ma anche dalle numerose multinazionali della finanza invitate ufficialmente al meeting, che si promette di connettere il mondo chiuso e asettico dell’economia mondiale e le condizioni drammatiche dell’economia reale.

    Martedì 9 – Il Consiglio Europeo in formazione Economia e Finanza si riunisce nella quieta Lussemburgo per adottare delle importanti modifiche al pacchetto d’aiuti destinato al governo di Lisbona. Il nuovo accordo conterrà misure improntate alla riduzione del deficit portoghese al di sotto dellla soglia del 3% del PIL medio europeo. Il Consiglio sarà inoltre informato dell’introduzione progressiva in alcuni stati membri della tassazione sulle transazioni finanziarie, la tanto anelata “Tobin Tax” che Bruxelles non è mai riuscita imporre in maniera comunitaria. Infine ci sarà spazio per introdurre il G-20 dei Ministri delle Finanze e dei Governatori delle Banche Centrali che si terrà il 4-5 Novembre a Città del Messico.

    Mercoledì 10 – L’Unione Europea si prepara definitivamente ad ampliare i suoi confini con l’adozione del pacchetto 2012 della politica di allargamento, incentrata sulla nuova “stella” croata ormai prossima allo stadio finale della trafila. Spazio anche per la “patata bollente” kosovara, Bruxelles è infatti pronta a firmare con Pristina un accordo di stabilizzazione per l’associazione in via formale al sistema di difesa e sicurezza europea. Restano in stallo le posizioni degli altri concorrenti per la corsa verso Bruxelles, ovvero Turchia, Serbia e Islanda, nessuno dei tre paesi sembra aver mosso passi decisivi verso l’accessione ufficiale all’UE.

     

    AMERICHE

    Lunedì 8 – La popolazione venezuelana e il mondo intero si stringono attorno all’ultima della serie di urne elettorali che decideranno il futuro del paese e della figura sempre più mediaticamente ingombrante di Hugo Chávez, sfidato all’ultimo voto da Henrique Capriles. In ballo c’è un prezioso mandato di 6 anni, dal 2013 al 2019 che influenzerà decisamente la politica delle altre nazioni legate strettamente a Caracas, come Cuba e l’Ecuador. Impossibile o quasi scommettere sull’esito della competizione, anche se in tali occasioni difficilmente il risultato è dettato da un esiguo numero di voti. Sia che la popolazione di votanti abbia mantenuto un’alta fedeltà nei confronti dell’erede di Bolivar, sia che sia stata relegata per anni al silenzio nonostante il dissenso, il dopo elezioni dovrà necessariamente portare il Venezuela su una nuova rotta.

    CUBA – “Ho resistito e l’ho pagata cara”, con queste parole la celeberrima blogger cubana Yoani Sanchez ha descritto quello che probabilmente passerà alla storia come “el dia de twitter” nella Cuba della dinastia Castro. Grazie alla reazione di massa del popolo cibernetico della piccola isola le autorità cubane sono infatti state costrette a rilasciare la Sanchez, arrestata prima che potesse raggiungere il tribunale in cui veniva celebrato un processo contro un altro oppositore. Reinaldo Escobar, marito della blogger anch’egli detenuto per 24 ore, ha riconosciuto di essere stato trattato con il massimo rispetto dalle autorità cubane che si opponevano alla presenza della coppia pressoil tribunale locale. Rilasciati nel massimo dell’oscurità nella tarda serata di sabato, i protagonisti di questa vittoria di Pirro contro il governo cubano sono ora forti del sostegno di gran parte della popolazione.

    STATI UNITI – Un po’ di umanità è quello di cui ogni candidato alle presidenziali americane ha bisogno per conquistare il cuore di un popolo ancora legatissimo alle radici d’appartenenza e alla famiglia. Proprio per questo, dopo aver vinto senza alcuna previsione favorevole il dibattito televisivo con l’uscente Obama, Mitt Romney sta iniziando, forse un po’ troppo in ritardo sulla tabella di marcia, a parlare al cuore dell’average Joe e non al suo consulente fiscale. La parabola del pastore mormone alla guida della campagna elettorale repubblicana ha comunque dell’incredibile, visto che il business man è riuscito in pochi mesi a passare dal candidato meno apprezzato dalla platea della destra americana fino a toccare con mano la vetta di consensi che Barack Obama mantiene ancora per qualche punto percentuale.

     

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    ASIA

    Lunedì 8 – “Soffia in direzione opposta all’America e otterrai un grande fuoco” con queste parole si potrebbe riassumere lo scopo della due giorni di sciopero in Pakistan, indetta dal rampollo e parvenu della politica Imra Khan. L’ex campione di cricket, alla guida di un convoglio di jeep verso il Waziristan del sud si era ripromesso di aizzare la protesta contro i droni statunitensi proprio nella patria dei trageted killings. “Mentre il governo di Islamabad sta conducendo proteste pro forma, Imra Khan ha mostrato al mondo che farà qualcosa di serio per fermare la mattanza”, così ha commentato l’accaduto un ex segretario di stato.

    Venerdì 12-Sabato 13 – Là dove la crescita economica degli anni ’70-’80 sembra ormai una dispettosa chimera, il Giappone è pronto ad accogliere il meeting annuale del Fondo Monetario Internazionale e della Banca Mondiale. Inutile ricordare ai lettori come le tematiche d’integrazione regionale asiatica e le recenti vicissitudini relative alle dispute marittime nel Pacifico condizioneranno senza alcun dubbio il dibattito. Alla Direttrice IMF Christine Lagarde il compito di ricordare ai due giganti dell’economia dell’est il loro compito: “Cina e Giappone devono condurre il continente asiatico verso il benessere e lo sviluppo e non possono essere distratti da divisioni territoriali”.

    COREA DEL SUD – Sembra l’eterno ritorno delle relazioni internazionali in Asia Orientale, ma per l’ennesima volta la tensione tra le due Coree è tornata ai massimi livelli d’attenzione. Non solo la notizia della storica quanto rara defezione di un soldato del nord verso il prospero sud a scuotere la vita quotidiana dei due governi, ma persino un nuovo accordo missilistico tra Seoul e Washington che permetterebbe al potenziale balistico coreano gittate mai permesse prima d’ora. Per quanto riguarda il fuggitivo di Pyongyang fonti governative riportano di una raffica di 6 colpi presso un posto di guardia nemico e l’insolita vista di un attraversamento della frontiera da parte di un soldato.

     

    MEDIO ORIENTE

    IRAN – Dopo il record ngativo storico di Martedì scorso, quando per un dollaro si potevano ottenere 37500 rial, il governo di Tehran ha imposto ora un tasso di cambio fisso a 25970 rial per USD nel tentativo di rafforzare la valuta domestica letteralmente crollata sotto il peso delle sanzioni. In realtà la reazione naturale degli uffici di cambio è stata quella di congelare qualsiasi transazione con l’intenzione di non accettare un tasso innaturale e non corrispondente alla situazione dell’economia reale. Il prezzo dei sogni di proliferazione nucleare branditi da Ahmadinejad come scopo principale dei suoi mandati presidenziali si sta rivelando più caro del previsto per l’economia locale, chissà che proprio dal mondo economico non venga l’impulso decisivo per tornare con decisione al tavolo dei negoziati.

    SIRIA – La partita che il governo di Damasco sta giocando sul fronte nord-occidentale è un gioco al massacro che potrebbe rivelarsi fatale per la propria sopravvivenza, le continue violazioni della sovranità turca tramite lanci di razzi e invasioni di territorio hanno portato al limite la pazienza di Ankara che richiede con forza l’intervento Nato. La sensazione è che la polveriera al confine con la guerra civile che da troppo tempo infesta la Siria sia sul punto di investire tutto il vicinato mediorientale. Con i ribelli lasciati senza rifornimenti e aiuti dal mondo occidentale e a ruota da quello arabo e il governo di Damasco a godersi il dominio incontrastato dell’aria, il coinvolgimento della Turchia diventa ora per i ribelli la speranza più vicina, nonostante il rischio di accendere una miccia collegata a chissà quanti ordigni.

    ISRAELE – Che cosa ci fa un drone non indentificato sopra i cieli del torrido deserto del Negev? Forse è proprio questa la domanda retorica che non si è posto l’autore dell’abbattimento di un UAV che violava lo spazio aereo israeliano in un’area poco lontana dal famigereato centro di ricerca nucleare in cui Gerusalemme è sospettata di nascondere il suo arsenale anti-Armageddon. Secondo il Generale dell’esercito libanese Hisham Jaber ai microfoni di Al Arabiya “l’unica soluzione dell’enigma è che il drone sia effettivamente partito da una base americana in Arabia Saudita o da una delle portaerei nel Golfo o nel Mediterraneo”. Gli alti e bassi tra Washington e Israele sul fascicolo Iran potrebbero anche confermare una storia già sospetta in partenza, risolta pero in maniera pulita ed efficace dal Minsitro della Difesa Ehud Barak:“Abbiamo visto la minaccia al nostro spazio aereo e abbiamo bilanciato la nostra risposta a tale minaccia”.

     

    Fabio Stella

    Fabio Stella
    Fabio Stella

    Fresco di laurea in relazioni internazionali, con il sogno della carriera diplomatica nel cassetto, la voglia di nuovo e la curiosità l’hanno spinto per fare le valigie per l’estremo Oriente, da dove non sembra voler più tornare. Autore del “7 giorni in un ristretto” redige per voi il calendario della Comunità Internazionale ogni lunedì anticipandovi curiosità, scandali, intrighi e retroscena della geopolitica in ogni angolo del pianeta. Citazioni altisonanti e frasi ad effetto le sue armi “preferite” insieme all’ambizione di rimanere perennemente in equilibrio sul filo del rasoio delle previsioni “da sfera di cristallo”, con una tazzina di “caffè” rigorosamente “espresso” in mano.

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