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    Trump: la nomination repubblicana sorpassa Clinton

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    Puoi leggerlo in 3 min.

    Caffè Americano – Donald Trump è il candidato repubblicano. Il magnate ha superato la soglia di delegati necessari per arrivare alle presidenziali di novembre, ma la lotta non è ancora finita. A colpi di sondaggi e indiscrezioni, la battaglia tra Trump e la probabile vincitrice della nomination democratica, Hillary Clinton, imperversa negli Stati Uniti. Oggi più agguerrita che mai

    TRUMP SORPASSA CLINTON – Per la prima volta in questa campagna elettorale, il magnate è riuscito a superare Hillary Clinton nei sondaggi nazionali. Questo grazie, in particolar modo, alla decisione del partito repubblicano di spalleggiare la sua nomination nonostante ci siano ancora importanti oppositori interni, tra cui Mitt Romney. Secondo il Washington Post sembra che l’85% dei repubblicani abbia deciso di votare Trump a novembre. Non solo elettori, ma anche organizzazioni: la National Rifle Association (l’ente che difende il diritto di detenere armi da fuoco negli Usa) ha dichiarato di sostenere Trump, donandogli il suo endorsement. Alcuni sostenitori del tycoon arrivano perfino dalle file democratiche. Il 15% degli elettori di Sanders, secondo un sondaggio dell’Economist, ha affermato che voterebbe Trump pur di non vedere Hillary all’interno dello Studio Ovale. Sembra quindi che il magnate abbia affascinato tutti con i suoi progetti border-line e la sua forte opposizione ai democratici, riuscendo a riunire non solo le preferenze degli uomini bianchi dai 50 anni in su e con un basso livello di istruzione, ma radunando intorno a sé anche le minoranze e i giovani laureati. Questo sia perché Donald rappresenta l’ultima speranza repubblicana per arrivare alla Casa Bianca, sia perché, come abbiamo già constatato, il suo fascino politico sembra difficile da ignorare. Trump supera così la soglia necessaria per ottenere la nomination repubblicana (1239 delegati, per vincere ne bastava uno in meno), avvicinandosi sempre di più alla poltrona di Obama.

    Embed from Getty Images

    Fig. 1 – Si preannuncia un periodo da brividi per Hillary

    GLI ATTACCHI A CLINTON – Dopo essere stata accusata di aver usato un indirizzo di posta elettronica privato per lo scambio di informazioni classificate durante lo svolgimento della sua carica di ex Segretario di Stato, ora è il turno del marito. Sul suo account Instagram, Trump ha fatto trapelare un video in cui alcune donne accusano Bill Clinton di averle molestate, diventando gli strumenti del tycoon nella lotta contro casa Clinton. Il portavoce dei coniugi ha dichiarato come questo tentativo non sia altro che una mossa disperata per distrarre gli elettori dal vero dibattito, quello in cui Hillary sottolinea la poca preparazione politica di Trump e la sua aggressività deleteria per il Paese. Ma non finisce qui: il candidato repubblicano ha anche dichiarato di essere a conoscenza della differenza di compensi che esiste tra gli uomini e le donne dello staff di Hillary, andando a minare uno dei pilastri della campagna elettorale di Clinton, ovvero l’uguaglianza di genere. In aggiunta a queste accuse, non potevano mancare quelle che da tempo, ormai, vengono usare per denigrare Hillary: i fallimenti delle missioni in Iraq e in Libia.

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    Fig. 2 – Bill e Hillary sembrano una coppia unita… lo sono veramente o è solo un “cartello” elettorale?

    TRA I DUE LITIGANTI… – E mentre i coniugi Clinton e Donald Trump si sfidano apertamente, Bernie Sanders ne approfitta. È di pochi giorni fa la notizia che il senatore del Vermont parteciperà a un dibattito live con Trump alla vigilia delle primarie del 7 giugno in cinque Stati, tra cui la California. La mossa di Sanders è un incubo per Clinton, la quale aveva rifiutato categoricamente un possibile incontro televisivo con il magnate. Bernie ha trovato quindi l’occasione per dare una spinta nuova alla sua campagna elettorale e per mettere in ombra la sua avversaria, dimostrando che, mentre i due candidati litigano e si insultano, c’è ancora qualcuno che prova a fare della buona politica.

    Giulia Mizzon

    [box type=”shadow” align=”aligncenter” class=”” width=””]Un chicco in più

    Sono numerosi i sondaggi che danno Trump in vantaggio rispetto a Clinton; tra questi troviamo quelli del Washington Post (Clinton 44%-Trump 46%), di Fox News (Clinton 42%-Trump 45%) e di Rasmussen (Clinton 37%-Trump 42%). Queste cifre, però, sono da prendere con la dovuta cautela. Nelle elezioni passate, molte volte è stato dato per favorito un candidato che qualche mese dopo ha perso le elezioni. È il caso di McCain, sconfitto da Obama nel 2008 nonostante fosse stato dato per favorito, o di Mitt Romney, sconfitto dall’odierno Presidente nel 2012.

    Per vedere il video caricato da Trump sul suo account Instagram, questo è il link. [/box]

    Foto: Michael Vadon

    Giulia Mizzon
    Giulia Mizzon

    Nata a Imperia nel 1992, laurea magistrale in Politiche Europee e Internazionali all’Università Cattolica di Milano. Affascinata dalle dinamiche della politica internazionale, frequento un Master in International Relations all’Alta Scuola di Economia e Relazioni Internazionali. Confesso di essere un’amante degli States, sempre presenti nei miei programmi futuri, e una lettrice accanita di qualsiasi cosa mi capiti sottomano.

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    2 Commenti

    1. Speriamo che almeno Trump sia solo un rappresentante dell’incazzatura dell’americano medio
      e non un fantoccio imbelle della mafie economiche o peggio come “muppet” obama.
      Quanto alla Clinton, fa il paio con rosy bindi.

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