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    La rassegna del Caffè 29 settembre 2017

    In breve

    Dove si trova

    Puoi leggerlo in 4 min.

    La rassegna del Caffè – Cosa abbiamo letto e vi consigliamo questa settimana

    Tutte le mattine, ovunque nel mondo, un nerd geopolitico si sveglia e controlla twitter. Sa che dovrà scrollare la bacheca rischiando la morte per infarto a causa dell’ultimo tweet targato The Donald. Tutte le mattine, negli Stati Uniti d’America, un miliardario si sveglia. Sa che dovrà scrivere un tweet per cercare di far svenire più analisti geopolitici possibili. Quando il sole nasce, non importa se sei un presidente degli Stati Uniti o un nerdone geopolitico: è meglio che fai attenzione a Twitter.

    Cosa ha combinato il nostro imprenditore preferito questa settimana? Beh oltre alla consueta amministrazione, tra un tweet passivo-aggressivo sull’accordo nucleare Iraniano e uno aggressivo-aggressivo diretto al compagno Kim, The Donald ha deciso di entrare a gamba tesa sulla questione degli atleti che si inginocchiano durante l’inno. Chiaramente, come suo solito, è entrato in scivolata mancando completamente il pallone. Se ancora non aveste chiara la questione (che in realtà parte ben prima di Trump), il pezzo che vi consigliamo è qui ed è di un blogger, Antonio Corsa, che di solito scrive (molto bene) e parla di Juventus su Ateralbus, ma a questo giro racconta perfettamente tutta l’evoluzione della vicenda degli atleti che boicottano l’inno, dai suoi albori fino al recente intervento del presidente.

    Ringraziamo Haaretz per questa azzeccatissima vignetta.

     

    NORD AMERICA

    1. Come dovrebbe essere strutturata la relazione Stati Uniti – Europa? Cinque sono le priorità che l’Europa dovrebbe rispettare per costruire una valida strategia transatlantica. Terrorismo, Russia, NATO, difesa, Asia. Ne parla A. Michta in questo articolo per The American Interest.

    2. Ashraf Haidari, funzionario governativo afghano, spiega su The Hill i motivi per cui è un errore utilizzare la “lezione del Vietnam” quando si parla di Afghanistan. Ricorda non solo la diversità geopolitica, temporale e ideologica tra i due Paesi, ma sottolinea anche come nel caso afghano NATO e Stati Uniti siano invitati dal Governo di Kabul e dalla maggioranza degli afghani che vogliono il supporto occidentale per combattere il terrorismo.

    3. Storie da Mission Impossible: quando la CIA “prese in prestito” una sonda lunare sovietica per studiarla….da War is Boring.

    AMERICA LATINA

    1. Il Perù si appresta ad analizzare una delle pagine più dolorose della propria storia, i rapporti tra il narcotraffico e l’organizzazione terroristica di stampo maoista Sendero Luminoso. Ce ne parla El Comèrcio.

    2. Si mette male per il vice presidente dell’Ecuador, Jorge Glas, indagato per associazione a delinquere nel caso Odebrecht, secondo El Comercio. 

    RUSSIA

    1. In Italia pochi ne hanno parlato, ma a inizio settembre ci sono state delle importanti elezioni regionali e comunali in Russia che hanno visto una discreta affermazione dell’opposizione anti-Putin. Il Carnegie Moscow Center analizza le dinamiche di questa interessante tornata elettorale e le sue possibili implicazioni per le presidenziali dell’anno prossimo.

    2. Un duro attacco di Leonid Bershidsky su Bloomberg alla degenerazione dei discorsi pubblici americani sulla Russia. Questi discorsi sono monopolizzati da persone che conoscono poco o nulla del mondo russo, mentre i veri esperti dell’argomento sono spesso ignorati da media e politici. Ciò alimenta reazioni isteriche e impedisce di sviluppare adeguate risposte alle sfide lanciate dal Cremlino.

    ASIA

    1. Per l’Indonesia la tragedia dei Rohingya rappresenta una scottante questione politica, tra strumentalizzazioni islamiste e imbarazzi governativi. Asia Times valuta le opzioni limitate di Giacarta per intervenire nella crisi in Myanmar e i possibili rischi di tale crisi per la rielezione del Presidente Widodo nel 2019.

    2. In India il Governo Modi sta preparando un massiccio pacchetto di stimoli fiscali per sostenere la crescita del PIL nazionale. Ma basterà per superare l’attuale fase di rallentamento dell’economia indiana? The Wire è scettico sulle proposte governative e spiega in dettaglio perché le ritiene insufficienti per una reale risoluzione dei tanti problemi economici del Paese.

    3. A inizio settimana il Premier giapponese Shinzo Abe ha annunciato la sua decisione di sciogliere la Dieta e di indire elezioni anticipate per fine ottobre. Nippon.com analizza in modo esaustivo le ragioni che hanno spinto Abe a tale scelta e le sue possibilità di vittoria nelle nuove elezioni, che saranno influenzate sia dalla crisi nordcoreana che dalle difficoltà dei principali partiti di opposizione.

    EUROPA

    1. Angela Merkel ha vinto, ma non troppo. Cosa significa questo per il futuro delle relazioni con la Francia? Project Syndicate ci offre una raccolta di autorevoli commenti per analizzare le prospettive dell’asse Parigi-Berlino, da cui dipenderà in buona parte anche l’avvenire dell’integrazione europea.

    2. Vai Jeremy, credici! Sembrava un marxista bollito e ormai superato dal corso degli eventi; e invece Jeremy Corbin, leader del Partito Laburista britannico, sta scalando i sondaggi ed è ormai più popolare di Theresa “Lady Brexit” May. Che cosa accadrebbe se in Regno Unito si tornasse a votare? Ce lo spiega Politico.

    3. Sapevate che c’è un altro Paese europeo che sta pensando di entrare nella NATO? Ce lo racconta l’Economist, spiegandoci anche il perché.

    Chiudiamo anche questa settimana con una chicca catalana: la situazione a Barcellona è talmente critica che il governo centrale non è più in grado di potersi fidare della polizia locale e si è trovato costretto a trasferire un imponente numero di forze dell’ordine direttamente da Madrid. I poliziotti sono arrivati a Barcellona noleggiando una crociera turistica dell’italianissima MOBY che hanno trasformato in quartier generale. Avete presente no? Si tratta di quella linea di crociere caratterizzate dallo scafo decorato con le immagini dei Looney Tunes (Qui trovate un paio di video dello sbarco). Una sorta di remake di Space Jam in cui sono gli indipendentisti catalani a giocare il ruolo dei perfidi alieni. Ed è subito meme.

    A cura di Alberto Assouad

     

    [box type=”shadow” align=”” class=”” width=””]Un chicco in più

    Le nostre precedenti rassegne

    Rassegna 100% Arabica

    La rassegna del Caffè 22 settembre 2017

    La rassegna del Caffè 15 settembre 2017

    La rassegna del Caffè 8 settembre 2017

    La rassegna del Caffè 1 settembre 2017

    La rassegna del Caffè 11 agosto 2017

    La rassegna del Caffè 4 agosto 2017

    La rassegna del Caffè 28 luglio 2017

    La rassegna del Caffè 21 luglio 2017

    La rassegna del Caffè 14 luglio 2017

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    Alberto Assouad
    Alberto Assouad

    Nato a Roma nel 1993 ma vivo a Milano da sempre. Mio padre è un romano acquisito ma nato a Aleppo. Sarà a causa di questa eredità siriana che oggi mi interesso particolarmente di studi mediorientali e terrorismo. Ho una personalità particolarmente ossessiva che nel tempo mi ha portato ad approfondire e dedicarmi a materie e attività estremamente diverse tra loro. Sono laureato in Architettura al Politecnico di Milano ma in questo momento sto concludendo un master in Relazioni Internazionali e tra poco incomincerò la magistrale di Politiche Europee ed Internazionali presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore. Ho un oscuro passato da cinefilo accanito, particolarmente attento al cinema etnografico e documentaristico, mentre una delle mie più grandi passioni attuali è la fotografia, meglio se analogica. Sono anche un giocoliere! Il filo rosso che in qualche modo collega da sempre tutti i miei interessi è il viaggio: a fatica riesco a rimanere fermo a Milano per più di un mese di fila. Non è difficile capire perché Hemingway sia il mio scrittore preferito.

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