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giovedì 29 Luglio 2021

Il lancio dello Sputnik V in America Latina: si parte dall’Argentina

In breve

  • Il Presidente argentino Fernandez ha ringraziato pubblicamente la controparte russa per aver permesso l’inizio della produzione del vaccino Sputnik V in Argentina.
  • L’Argentina è il secondo Paese al mondo e il primo in America Latina ad aver approvato il vaccino russo.
  • La consolidata collaborazione tra i due Paesi e la crescente influenza russa nel continente latinoamericano potrebbero produrre cambiamenti geopolitici duraturi a livello globale.

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In 3 Sorsi – Il Presidente Fernandez ha ringraziato Putin per aver permesso la produzione dello Sputnik V in Argentina. L’influenza della Russia in America Latina in un momento così delicato potrebbe avere ripercussioni durature per gli equilibri geopolitici globali.

1. ARRIVA LO SPUTNIK VIDA

Venerdì 4 giugno il Presidente argentino Fernandez ha ringraziato pubblicamente, durante una videoconferenza dalla propria residenza di Olivos, l’omologo russo Vladimir Putin per aver reso possibile l’atteso inizio della produzione dello Sputnik Vida – nome assegnato alla variante argentina del vaccino russo – e “aver contribuito a salvare la vita di molti argentini”. La notizia era già stata ufficializzata in conferenza stampa il 2 giugno dalla ministra della Salute argentina Carla Vizzotti. Oltre ai due Presidenti erano presenti Kirill Dmitriev, CEO del Fondo russo per gli Investimenti Diretti (RDIF), i rappresentanti dell’Istituto russo Gamaleya, che ha progettato il vaccino, e gli esponenti del laboratorio argentino Richmond, incaricato della produzione della variante locale.
Nelle settimane precedenti sono stati inviati presso il laboratorio Richmond tre lotti consecutivi del componente 1 e tre lotti consecutivi del componente 2 del siero. I campioni di vaccino argentino sono poi stati spediti a Gamaleya per il controllo di qualità, che ha avuto esito positivo. L’inizio del processo di produzione locale è previsto per la metà di giugno, con l’arrivo dalla Russia del carico contenente i principi attivi necessari per creare il vaccino. La notizia giunge dopo un periodo di avvicinamento tra i due Paesi, la cui collaborazione si è definitivamente consolidata con l’inizio della pandemia.

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Fig. 1 – I carichi da spedire contenenti 300 litri del primo lotto di principi attivi per produrre i vaccini Sputnik V presso l’aereoporto internazionale Ezeiza nella provincia di Buenos Aires, giugno 2021

2. LE PREROGATIVE DI FERNANDEZ

Fernandez spera, con la propria azione mediatrice in tema di vaccini, di acquisire il ruolo di leader nella regione e creare un asse progressista in grado di fronteggiare l’avanzata della ola conservadora che ha caratterizzato i Governi latinoamericani degli ultimi anni. Per questo motivo negli scorsi mesi si è concentrato ad accelerare le trattative con la Russia e promuovere la validità del vaccino nel resto del Continente. Fernandez ha inoltre acconsentito a testarlo su di sé, tramite la somministrazione di due dosi di Sputnik.
Il Governo argentino ha recentemente dovuto posticipare di qualche mese le elezioni legislative a causa di un aumento di casi positivi all’interno del Paese. Con l’inizio della produzione dello Sputnik Vida si cercherà di vaccinare più persone possibili per arrivare alle urne con una percentuale sufficiente di immunizzati, in modo da garantire una buona affluenza elettorale.
L’Argentina è il primo Paese latinoamericano e il secondo al mondo ad aver approvato lo scorso dicembre il vaccino russo tra lo scetticismo generale della comunità scientifica internazionale. La conferma dell’efficacia dello Sputnik V è arrivata nei primi mesi del 2021 da uno studio pubblicato dalla rivista scientifica The Lancet, che ne ha attestato la validità al 91,6%. Ad oggi i Paesi ad averlo approvato e averne ordinato le dosi sono più di 60, tra cui, oltre all’Argentina, figurano Brasile, Bolivia, Paraguay, Messico, Venezuela, Guatemala e Nicaragua. Nessun Paese europeo né gli Stati Uniti hanno riconosciuto il vaccino.

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Fig. 2 – Il Presidente argentino Alberto Fernandez durante una conferenza stampa dalla Residencia de Olivos sul tema dei vaccini, agosto 2020

3. LA DIPLOMAZIA DEI VACCINI DI PUTIN

Sin dall’inizio la Russia ha stretto accordi di produzione con i Paesi trascurati dai principali fornitori di vaccini, che hanno continuato a privilegiare gli Stati più ricchi. L’obiettivo di Putin è consolidare la propria presenza in nuove aree strategiche, quali l’America Latina, da sempre considerate sotto l’influenza delle potenze europee e degli Stati Uniti, che negli ultimi mesi hanno però preferito concentrarsi sulle dinamiche interne, ritirando il sostegno a questi territori nella lotta contro la pandemia. La mossa può costare loro cara, in quanto così facendo lasciano campo libero ad attori quali Russia e Cina, che invece stanno mettendo a disposizione numerose risorse a supporto dei Paesi più poveri per aiutarli a fronteggiare la crisi sanitaria. La diplomazia dei vaccini si sta rivelando, in particolare per la Russia, lo strumento più efficace per guadagnare influenza su nuove aree strategiche. In un momento così delicato, privilegiare le alleanze con Paesi in crescita come quelli latinoamericani può portare a cambiamenti duraturi negli assetti geopolitici dell’intero Continente. Sarà interessante monitorare come l’Europa e gli Stati Uniti risponderanno alla minaccia di un possibile sconvolgimento dello status quo.

Sara Ferrari

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Sara Ferrari
Sara Ferrari

Classe 1997, nata nella colorata Salvador de Bahia, ma cresciuta nella tranquilla Mantova.

Ho conseguito una laurea triennale in Scienze Internazionali e delle Istituzioni Europee presso La Statale di Milano. Attualmente sto frequentando master in International Security presso l’Università di Westminster nel Regno Unito dove mi sono trasferita. I miei interessi riguardano sicurezza internazionale, geopolitica, ambiente e America Latina.

Ho i piedi per terra ma spesso la testa per aria, amo le lunghe passeggiate, i film francesi e il click della mia film camera.

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