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mercoledì 20 Ottobre 2021

Una primavera vaticana?

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Così un vaticanista Usa da noi contattato definisce la scelta di Bergoglio. Abbiamo raccolto alcune testimonianze da Buenos Aires per raccontare chi è il nuovo Papa Francesco, che in Argentina ha avuto un rapporto controverso con i Kirchner. Ecco cosa ci hanno raccontato

 

 

LA NOVITA’ DI FRANCESCO – Il titolo di questo pezzo nasce da una frase di un vaticanista americano, che al telefono ci dice: “Forse è una definizione molto forte, ma questo può essere un inizio di primavera vaticana”, con riferimento agli eventi di Maghreb e Medio Oriente. Eppure pensando allo storico passo indietro di Benedetto XVI e alle sfide che attendono la Chiesa universale, qualcosa di vero in questo termine ci può essere. Il nuovo Papa è dunque l’argentino Jorge Mario Bergoglio, ex arcivescovo di Buenos Aires e primo Pontefice sudamericano. Un uomo che è arrivato a Roma da solo, senza accompagnatori, che non ha lasciato che qualcuno gli portasse la valigia nel cammino verso San Pietro. Un Papa che si è affacciato con il semplice abito bianco, la croce che ha sempre usato a Buenos Aires e nient’altro, salutato da tutti con grande gioia. Nell’articolo che vi abbiamo proposto martedì sottolineavamo come l’America Latina potesse giocare un ruolo importante in sede di Conclave, e così è stato, nonostante il “favorito” sudamericano dei vaticanisti (che alla pari dei sondaggisti, non ci avevano capito molto) fosse il brasiliano Odilo Scherer.

Questa elezione è dunque un chiaro segnale di novità che la Chiesa ha voluto dare, e che Bergoglio conferma già dalla scelta del nome, Francesco. Nome che rimanda a San Francesco Saverio,uno dei primi gesuiti, e che in particolare a tutti rimanda al Santo di Assisi al quale il crocifisso della diroccata chiesa di San Damiano disse: “Va’ e ripara la mia casa”.

 

LE NOSTRE FONTI ARGENTINE – Una testimonianza da noi raccolta arriva direttamente da Buenos Aires. Una voce che non vuole essere citata ma che dà un’idea di chi è il nuovo Papa Francesco. “Bergoglio è colui che ha affrontato il presidente argentino Cristina Kirchner sulla sua superbia, lusso e distanza dai poveri, al punto che dopo un Te Deum il cui sermone fu molto forte, la Kirchner non presenziò più a questa cerimonia nella cattedrale di Buenos Aires”. La fonte racconta che chi ha ascoltato le prediche di Papa Francesco le descrive come “incredibili, sempre rivolte alla gente, e soprattutto ai poveri. Basta descrivere il bastone di arcivescovo che era solito usare: la punta era di acciaio inossidabile, non certo d’oro”. Il pastorale di Bergoglio (il bastone dall’estremità ricurva di vescovi e cardinali) rappresenta dunque l’umiltà da gesuita di quest’uomo dall’accento “rioplatense”, di origini piemontesi e con padre ferroviere, “un lavoratore che ispira pace e fiducia”.

Tanti consensi intorno a questo Papa, a cui fanno eco anche alcune critiche. “Qui a Buenos Aires i pareri sono discordanti – ci racconta un funzionario dalla capitale argentina – c’è chi lo accusa di connivenza con il governo, e chi invece dice sia un sant’uomo”.

Un’altra fonte sottolinea però che “non era solito accettare inviti al ristorante, mangiava spesso da solo, molto austero nella sua vita quotidiana”.

 

Jorge Bergoglio e Cristina Kirchner: un rapporto non semplice
Jorge Bergoglio e Cristina Kirchner: un rapporto non semplice

CON CRISTINA UN RAPPORTO DIFFICILE – Il cardinale Bergoglio, di fatto, è stato protagonista di un rapporto conflittuale con i Kirchner, che da dieci anni ormai governano incontrastati l’Argentina. Se nel 2007 il nuovo pontefice aveva criticato le politiche economiche e sociali messe in atto dal leader peronista Néstor – che a suo avviso avrebbero contribuito ad aggravare le disuguaglianze anziché ridurle, non portando ad un’effettiva inclusione sociale dei poveri e degli emarginati – è però con Cristina Fernández che ci sono stati i maggiori attriti. Bergoglio criticò infatti aspramente la legge che nel 2010 istituì le nozze tra omosessuali e si oppose anche alle distribuzioni gratuite di contraccettivi da parte del Governo. Critiche che gli valsero la nomea ufficiale di “oppositore” da parte dei coniugi Kirchner.

 

LE PROSPETTIVE – Se il popolo argentino – quantomeno quello di fede cattolica – ha accolto l’elezione di Bergoglio con uno stupore gioioso misto al suo tradizionale orgoglio nazionalista, il Governo è stato decisamente più “tiepido” con Papa Francesco. Cristina Kirchner si è infatti limitata ad augurare “buon lavoro” al nuovo Vescovo di Roma, con una nota che stride con il fatto che l’argentino Bergoglio è il primo Papa latinoamericano. Da oggi in poi il gesuita diventerà un capo di Stato, alla pari di tanti altri, e sulla base di questa considerazione l’Argentina della Kirchner instaurerà i suoi rapporti con la Santa Sede.

 

I NUMERI DEL SUDAMERICA – Nel 1910 la distribuzione dei cattolici nel mondo era la seguente: Europa 65%, America Latina 24%, Africa 1%. Un secolo dopo, l’Europa è al 24%, l’America Latina al 39%, l’Africa al 16%. Questo cambiamento demografico non ha sinora avuto una corresponsione con le provenienze dei cardinali (52% nel Vecchio Continente, 16% nel Sud America e 9% in Africa). L’elezione di Papa Francesco punta così una forte attenzione su un continente già cruciale nello scenario globale della Chiesa cattolica. Le sfide del nuovo Pontefice sono ovviamente a tutti i livelli, e non certo solo su aspetti di natura geopolitica. Tra queste, ne citiamo solamente una, per continuare su tematiche “demografiche”: il coinvolgimenti dei giovani, anche per quanto riguarda le nuove vocazioni. Nel 1970, l’età media dei preti nel mondo era di 35 anni. Nel 2009, si è passati a 63. La fede sembra giocare nelle giovani generazioni moderne un ruolo meno centrale che in passato. Potrà Papa Francesco invertire la rotta? In questo difficile compito, il suo sorriso, che infonde fiducia e speranza e che ricorda Papa Luciani, fa ben sperare.

 

Mariangela Pira

(Ha collaborato al testo Davide Tentori, che è anche autore della foto di Piazza San Pietro)

Mariangela Pira
Mariangela Pira

Sono giornalista professionista. Prima ancora, Interista. Su Class CNBC conduco, su Sky 507 e TGCOM24, gli approfondimenti sui mercati finanziari. Curo il Desk China di Class Editori, con una trasmissione tv, una rubrica quotidiana su MF, e una pagina sul sito internet www.milanofinanza.it/desk_china. Amo i noodles e i ravioli di carne al vapore. Per il Ministero degli Affari Esteri ho condotto Esteri News Dossier, notiziario della diplomazia italiana, in onda sul sito www.esteri.it e su Class CNBC. Per questo progetto ho viaggiato in Afghanistan, Iraq, Libano, Israele, Palestina e nei paesi dove è presente la Cooperazione Italiana allo Sviluppo. Ho iniziato all’Ansa di New York, seguendo alcuni processi e la prima Inauguration Week del Presidente George Bush. In realtà uno dei miei primi pezzi, anzi il primo, è stato sul cuoco messicano di George Bush! Mentre lavoravo a Class ho vinto, nel  2004, una borsa di studio per la Cina. In Cina ho collaborato con MF, Panorama e Il Venerdì di Repubblica. Modero per vari gruppi e istituzioni tra cui The European House Ambrosetti, Ubs, Euronics, Unesco, Ambasciata Rep. Popolare Cinese in Italia, Fondazione Italia Cina, Fondazione Cassa Risparmio Trento e Rovereto, Forum della Comunicazione. Ho scritto per Hoepli La nuova rivoluzione cinese. Sì, lo so non è in cima alle classifiche ma è comunque utile!

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