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venerdì 23 Luglio 2021

El Frente Oriental: dove ancora si combatte in Colombia

In breve

  • Nonostante gli accordi di pace siglati all’Avana, la Colombia è ancora sotto il fuoco incrociato dei gruppi guerriglieri delle FARC e dell’ELN.
  • La Cuba dei Castro e il Venezuela di Maduro sono i principali alleati della guerriglia colombiana, che non sembra intenzionata a intraprendere un vero dialogo di pace con il Governo di Bogotà.
  • Da questo punto di vista la scomparsa dell’ex leader delle FARC Jesús Santrich getta una nuova ombra sul futuro del conflitto colombiano.

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In 3 sorsiLa frontiera venezuelana è ancora teatro di violenti scontri tra l’Esercito di Liberazione Nazionale (ELN) e il Clan del Golfo, però il Paese di Maduro potrebbe non essere più un posto sicuro per la Marquetalia di Ivan Márquez.

1. LA GUERRA SENZA TREGUA

Dopo la firma degli accordi dell’Avana in pochi credevano che le pallottole sarebbero cessate. E così è stato. Anche oggi, come in passato, in molti dipartimenti della Colombia si continua a combattere. Le Forze Armate Rivoluzionarie della Colombia (FARC), l’Esercito di Liberazione Nazionale (ELN) e il Clan del Golfo sono i tre gruppi in lotta per il controllo dei principali business illegali del Paese: il traffico di droga e di metalli preziosi. Ad oggi le FARC sono l’organizzazione che controlla il maggior numero di piantagioni di cocaina nel territorio colombiano, sebbene, grazie alla pace stretta con il Governo di Bogotà, molti suoi battaglioni siano stati smobilitati. Allo stesso tempo il dissenso contro la pace accordata si è sparso in varie aree del Paese, in particolare nella frontiera ecuadoregna, dove i dissidenti si sono alleati con i paramilitari del Comando de la Frontera. Ed è qui che sono avvenuti negli ultimi mesi nuovi scontri con l’ELN, l’organizzazione di guerriglieri interessata a controllare il narcotraffico in Colombia ed Ecuador. Tuttavia è sulla frontiera venezuelana che si gioca la partita decisiva. Qui, infatti, l’ELN sta fronteggiando il Clan del Golfo, un gruppo di ex paramilitari delle Autodifese Unite della Colombia (AUC), che aspira a diventare monopolista nel mercato colombiano della coca.

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Fig. 1 – I dissidenti delle FARC hanno intensificato la loro presenza sulla frontiera venezuelana e su quella ecuadoregna

2. IL RUOLO DI CUBA E DEL VENEZUELA

La forza di questi tre gruppi è data dai forti appoggi su cui possono contare. Difatti i membri del Comando Centrale dell’ELN (COCE) hanno trovato asilo politico a Cuba, come Pablo Beltrán, oppure in Venezuela, come il leader maximo alias Pablito. Il Paese dei fratelli Castro è anche il luogo in cui l’ELN sta proseguendo le trattative di pace con lo Stato colombiano. Un eventuale accordo con Bogotà potrebbe però frantumare ancora di più l’organizzazione. Difatti il Fronte Domingo Laín, attivo soprattutto nel Paese di Maduro, non ha alcuna intenzione di sospendere la strategia terroristica attuata in Colombia. Dalla frontiera venezuelana giungono notizie di nuovi attentati contro gli oleodotti, come quello di Caño Limón-Coveñas, nei quali è possibile intravedere la firma di Pablito. I combattenti dell’ELN pretendono tangenti milionarie dalle compagnie straniere che hanno in gestione questi impianti e in cambio garantiscono la protezione degli oleodotti. In caso contrario decidono di farli saltare in aria. Ed è così che il Fronte di Pablito sta finanziando la guerra contro lo Stato colombiano. C’è lui, ad esempio, dietro alla bomba contro la caserma militare di Bogotà, oppure all’attentato a Plaza de la Macarena o al quartiere Modelo di Barranquilla. La polizia nazionale è sulle sue tracce da parecchio tempo, ma la base di Pablito si trova tra Guasdualito ed El Perolin nello Stato Apure del Venezuela, a due passi dal confine con Arauca (che nel 2020 ha registrato la cifra record di 4 tonnellate di marijuana sequestrate dalle Autorità). Il Fronte Domingo Laín è diventato uno dei gruppi guerriglieri maggiormente invischiati nel controllo del narcotraffico in Colombia. Proprio per questo non ha alcuna intenzione di concludere un vero accordo di pace con Bogotà.

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Fig. 2 – Il Fronte Domingo Lain di Pablito continua nella propria campagna di attentati contro lo Stato colombiano

3. QUALE FUTURO PER LA GUERRIGLIA?

La guerriglia colombiana ormai è solo una questione di denaro. Basti pensare che anche i gruppi dissidenti delle FARC (come El Primer Frente e la Segunda Marquetalia) sono diventati dei cartelli del narcotraffico, strategicamente alleati con il regime di Nicolas Maduro. Difatti proprio in Venezuela è scomparso in circostanze misteriose Jesús Santrich, numero due della Marquetalia: sarebbe caduto durante un’operazione segreta compiuta dall’esercito colombiano. Secondo altre fonti invece sarebbe stata la stessa Guardia Bolivariana ad averlo fatto fuori. 

Mattia Fossati

ELN guerrilla poster” by Julián Ortega Martínez is licensed under CC BY-SA

Mattia Fossati
Mattia Fossati

Friulano di nascita, bolognese per meriti accademici. Mi sono laureato in Scienze Politiche per poi specializzarmi in Giornalismo. Mi occupo di mafia, corruzione e narcotraffico. Ho svolto un tirocinio in Brasile effettuando svariati video-reportage delle manifestazioni studentesche contro i tagli del Governo Bolsonaro.  In seguito sono partito per un viaggio dal Cile alla Colombia per scrivere un libro sulle nuove rotte dei narcos. Follemente innamorato delle mie due case: Venezia e l’America Latina. Non potrei mai rinunciare a un buon caffè o a bere il mate in compagnia.

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