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    I termometri Usa della minaccia coreana

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    Puoi leggerlo in 4 min.

    Quanto è credibile la minaccia coreana, quanto prendere sul serio le continue schermaglie di Kim Jong-Un? Tra tanti aspetti da considerare, non possiamo dimenticare due elementi che mostrano ufficialmente i livelli di preoccupazione di Usa e Corea del Sud: l’indice Defcon e l’indicatore Watchcon. Vediamo insieme come

     

     

    LE PROVOCAZIONI NORDCOREANE – Le continue provocazioni della Corea del Nord nei confronti degli USA e della Corea del Sud continuano a preoccupare seriamente la comunità internazionale. Il segretario generale dell’ONU, il sudcoreano Ban Kim-Moon, ha più volte chiesto al regime di Pyongyang di normalizzare le relazioni diplomatiche e di porre fine alle continue minacce di guerra che includono il ricorso ad armi nucleari. All’appello dell’alto rappresentante delle Nazioni Unite hanno fatto seguito quelle del presidente della Russia Vladimir Putin e del regime cinese, ma l’escalation militare sembra non avere fine. Il leader della Corea del Nord Kim Jong-Un dalla fine del mese scorso ad oggi ha assunto alcune decisioni che mettono a dura prova l’attuale armistizio (non è mai stato firmato un trattato di pace dopo la guerra degli anni ’50) tra i due Stati della penisola coreana.

    L’ordine di produrre più munizioni di artiglieria, il dispiegamento di forze militari vicino alla fascia demilitarizzata al confine, il trasferimento di piattaforme di lancio mobili dotate tra l’altro di due missili a medio raggio “Musudan” – in grado di colpire la base USA di Guam – sono solo alcuni dei segnali principali di questa crisi difficile da decifrare.

    Non è semplice capire se si tratti di un mero bluff di Pyongyang per ottenere un allentamento dell’embargo oppure se effettivamente si sia di fronte ai preparativi di un conflitto che potrebbe minacciare anche  l’integrità territoriale degli Stati Uniti, essendo stato più volte annunciato il ricorso ad armi nucleari.

    Come è percepita dagli USA la minaccia nucleare? Al di là della propaganda di Kim Jong-Un e dei toni decisi dell’amministrazione Obama, è credibile il ricorso a queste armi di distruzione di massa? A queste domande è possibile provare a rispondere considerando l’indice dello stato di allarme utilizzato dalle forze armate USA, noto come DEFense readiness CONdition – DEFCON (condizione di prontezza difensiva).

     

    LE ORIGINI E I LIVELLI DEFCON – Sviluppato dopo la seconda guerra mondiale dal Joint Chiefs of Staff (Stato Maggiore Congiunto) e dal Unified Combatant Command (UCC – Comando Combattenti Unificato, vedi la sezione un chicco in più) questo sistema prevede cinque livelli di prontezza operativa delle forze armate, strettamente legati a minacce al territorio americano, che in ordine decrescente indicano il peggioramento di una crisi.

    DEFCON 5: utilizzato insieme ai successivi tre livelli in tempo di pace, indica l’assenza di un pericolo immediato, i servizi segreti e le forze militari svolgono i propri compiti regolarmente.

    DEFCON 4: segnala un aumento delle attività dei servizi di sicurezza e delle forze armate in una area geografica “sensibile”, in assenza di minacce immediate.

    DEFCON 3: indica l’esistenza di una minaccia concreta e attuale, impone l’aumento delle forze militari nell’area di interesse.

    DEFCON 2: prelude allo stato di guerra, i dispositivi di difesa strategica sono ai massimi livelli. In questo caso sono avviate le procedure difensive dai singoli Combatant Command e generalmente è previsto il discorso alla Nazione del Presidente che annuncia l’imminente inizio della guerra, ultimo monito per il nemico.

    DEFCON 1: stato di guerra, si decide se difendere o attaccare eseguendo gli ordini per raggiungere gli obiettivi assegnati, ricorrendo a tutte le risorse militari disponibili.

     

    obama-soldatiDA CUBA ALLE TORRI GEMELLE – Fino ad oggi gli Stati Uniti hanno abbassato il livello DEFCON a 2 solo nel caso della crisi cubana del 1962. In quell’occasione, l’Unione Sovietica aveva iniziato la costruzione di rampe per il lancio di missili nucleari nell’isola caraibica mettendo a repentaglio la sicurezza del territorio statunitense, visto che le testate avrebbero potuto raggiungere i propri obiettivi in pochi minuti.

    In risposta alla costruzione delle piattaforme di lancio, l’amministrazione del Presidente democratico John Fitzgerald Kennedy dispose il blocco navale nei confronti di Cuba per impedire il passaggio di navi sovietiche con il materiale per continuare la costruzione delle basi missilistiche. Con un discorso alla Nazione, il Presidente annunciò la riduzione del livello DEFCON a 2, pronto a dichiarare guerra all’URSS nel caso in cui le navi sovietiche avessero forzato il blocco navale. Prossimi alla guerra nucleare, il leader sovietico Nikita Chruščёv decise di interrompere la costruzione delle rampe lanciamissili a Cuba ottenendo in cambio lo smantellamento delle omologhe postazioni NATO presenti in Turchia e Italia.

    Di recente, invece, dopo il tragico attacco alle Torri gemelle dell’11 settembre 2001, l’amministrazione Bush portò il livello DEFCON a 3, concentrando le operazioni militari in Asia e avviando l’operazione Enduring Freedom in Afghanistan contro il regime talebano sostenitore di Al Quaeda.

     

    LA COREA E L’INDICATORE WATCHCON  – L’amministrazione Obama non ha modificato l’attuale livello DEFCON 4 a seguito del comportamento nordcoreano, perché la minaccia nucleare contro il territorio statunitense non è considerata credibile.

    Tuttavia la possibilità di una guerra convenzionale con il regime di Pyongyang non è da escludere, visto che Seoul e Washington hanno abbassato il livello dell’indicatore congiunto Watch Condition (WATCHCON). Quest’ultimo, simile al DEFCON in uso solo negli USA, prevede 4 livelli decrescenti dalla minaccia minima alla guerra. Il 10 aprile il South Korea-US Combined Forces Command ha deciso di abbassare il livello  WATCHCON a 2 – che indica una minaccia vitale per la Corea del Sud – mentre il Giappone ha posizionato delle batterie antimissile Patriot nel centro di Tokyo dopo le ultime dichiarazioni bellicose del regime di Pyongyang.

    Infine gli analisti di Washington ritengono ormai prossimo un test missilistico della Corea del Nord – privo di un annuncio ufficiale che costituirebbe un avvertimento standard rivolto ad aerei commerciali e navi, per invitarli a stare lontano dalla traiettoria – come ultima provocazione per spingere gli USA e la Corea del Sud a una reazione contro un presunto atto di guerra, le cui conseguenze potrebbero essere molto pericolose.

     

    Francesco Tucci

    Francesco Tucci
    Francesco Tucci

    Sono un giornalista professionista laureato in Scienze politiche. Specializzato in diritto parlamentare, ho lavorato alla Camera dei deputati dopo essere approdato ad alcune agenzie stampa. Da sempre interessato alle dinamiche geopolitiche e militari estranee “all’orticello di casa”, ho collaborato con il Centro Studi Internazionali (Ce.S.I) e con il Caffe’ Geopolitico per cercare di svelare le strategie dei principali attori internazionali.

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