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domenica 1 Agosto 2021

Tokyo 2020: annullare i Giochi non è mai stata un’opzione

In breve

  • Le Olimpiadi di Tokyo 2020, che si svolgeranno dal 23 luglio all’8 agosto, si terranno a porte chiuse in quasi tutte le sedi, dato il crescente numero di nuovi casi in Giappone e il nuovo stato di emergenza.
  • Nessuna delle parti coinvolte ha mai espresso l’intenzione di annullare i Giochi per evitare potenziali perdite economiche
  • La maggioranza del pubblico giapponese è contraria all’organizzazione delle Olimpiadi e questo potrebbe riflettersi sulle elezioni nazionali del prossimo autunno

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In 3 sorsi – Dopo il rinvio dello scorso anno, questa volta niente impedirà l’avvio delle Olimpiadi. Nonostante il forte malcontento dell’opinione pubblica giapponese (e non solo), è in partenza un’inedita versione dei Giochi senza spettatori.

1. “CHE I GIOCHI ABBIANO INIZIO!”

Per l’arrivo della torcia olimpica a Tokyo si è tenuta una cerimonia di basso profilo, non pubblicizzata e avvenuta in uno stadio completamente vuoto, preludio dell’atmosfera del più grande evento sportivo dall’inizio della pandemia. Tokyo 2020 sarà la prima olimpiade a svolgersi in gran parte a porte chiuse, a eccezione delle poche competizioni che saranno tenute fuori dalla capitale. Lo scorso 12 luglio, infatti, a Tokyo è entrato in vigore il quarto stato di emergenza Covid-19 da inizio pandemia, volto a frenare un atteso rimbalzo e arginare la più infettiva variante Delta. Il provvedimento durerà fino al 22 agosto, per tutta la durata dei Giochi (nonché il periodo delle vacanze estive), con il chiaro intento di rallentare la circolazione delle persone durante la competizione.
Il Comitato Olimpico Internazionale (CIO) e il Governo giapponese hanno concordato che le Olimpiadi si terranno senza spettatori in tutte le sedi all’interno e intorno alla capitale giapponese. La decisione, sebbene inattesa, avviene dopo l’introduzione di precedenti misure contenitive, che avevano dapprima bloccato l’afflusso di tutti gli spettatori provenienti dall’estero, poi consentito l’accesso a un massimo di 10mila persone per evento.

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Fig. 1 – La cerimonia per l’arrivo della torcia olimpica allo Stadio Olimpico Komazawa di Tokyo, 9 luglio 2021. Hanno partecipato all’evento la governatrice di Tokyo Yuriko Koike, un ristretto numero di funzionari e la stampa

2. OLIMPIADI MAI IN DISCUSSIONE

Esperti e opinione pubblica continuano a esprimersi contrariariamente, ma l’ipotesi di annullare i Giochi non è mai stata considerata dal Governo giapponese, sebbene non siano mancate critiche verso il CIO. Kaori Yamaguchi, membro del Comitato olimpico giapponese, ha infatti accusato tale organizzazione di ignorare le preoccupazioni sulla sicurezza dei giapponesi e di mettere il Paese alle strette sostenendo che la manifestazione sarebbe andata avanti anche in stato di emergenza.
È infatti il CIO a detenere la proprietà esclusiva dell’evento. Il contratto tra le parti stabilisce che la risoluzione ha natura unilaterale e soltanto il CIO può esercitarla (sez. 66). Unica via d’uscita per Tokyo sarebbe stata rifiutarsi di ospitare i Giochi e violare il contratto, per poi essere citata a giudizio dal CIO per le perdite, comprese eventuali richieste che il CIO riceve da emittenti tv e sponsor. In termini finanziari l’annullamento sarebbe in ogni caso la decisione peggiore per tutte le parti coinvolte. I diritti televisivi dei Giochi da soli rappresentano circa il 73% dei fondi del CIO. Anche considerando i rimborsi assicurativi, l’effetto a catena su reti televisive, sponsor e atleti sarebbe devastante, prima in termini economici poi di reputazione. Gli assicuratori dovrebbero far fronte al più grande sinistro mai registrato nel mercato globale delle cancellazioni di eventi, sborsando un indennizzo di 2-3 miliardi di dollari. Il Nomura Research Institute stima che il costo dell’annullamento per il Giappone sarebbe stato di circa ¥1.800 miliardi (€13 miliardi), cifra che si ridurrà a ¥146,8 miliardi (€1,1 miliardi) con Giochi a porte chiuse. La perdita economica derivante sarebbe in ogni caso inferiore a quella di un singolo stato di emergenza. Alla luce delle nuove misure restrittive il danno economico combinato “no spettatori-stato di emergenza” è destinato ad aumentare notevolmente rispetto alla stima.
Chiaro però come nessuno spinga veramente per la cancellazione, anche se solo per “limitare le perdite”.

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Fig. 2 – Manifestazione a Tokyo contro la visita del Presidente del CIO Thomas Bach in Giappone, 16 luglio 2021. La maggior parte dell’opinione pubblica giapponese è contraria alle Olimpiadi che si svolgeranno in stato di emergenza durante la pandemia

3. IL DESTINO DI UN PREMIER

I Giochi assumono un’importanza ancora maggiore in chiave politica in vista delle elezioni generali previste il prossimo ottobre. Alle prese con una nuova ondata di Covid-19 e Olimpiadi profondamente impopolari, cresce la pressione sul premier Yoshihide Suga. Il Primo Ministro aveva puntato tutto sullo svolgimento con successo (e in sicurezza) delle Olimpiadi e sul contenimento della pandemia. La situazione è invece capovolta: i casi di nuove infezioni salgono, tornando ai livelli record degli ultimi 6 mesi, con solo il 5% di giapponesi completamente vaccinati. Oltre il 70% della popolazione non vuole che le Olimpiadi si svolgano.
Le recenti elezioni amministrative di Tokyo, test chiave in vista di quella nazionali, riflettono il calo del consenso per il partito del premier. Il Partito Liberal Democratico (LDP) non ha raggiunto la maggioranza assoluta, obiettivo prefissato, e la popolarità di Suga è al 30%, tradizionalmente limite per i leader giapponesi. Il dilagare di una quinta ondata di Covid-19 rafforzata dall’effetto Olimpiadi potrebbe spingere l’LPD a rivedere la leadership del Partito, anche se l’assenza di un successore lo rende più difficile.

Jacopo Genovese

Tokyo 2020 Olympic Games: Monument of Olympic Rings” by Dick Thomas Johnson is licensed under CC BY

Jacopo Genovese
Jacopo Genovese

Romano, laureato in scienze economiche per poi scoprire di essere appassionato di geopolitica, che ora studio nel tempo libero. Durante il mio percorso accademico ho sviluppato un marcato interesse per il mercato asiatico studiando l’inesorabile ascesa delle Quattro Tigri Asiatiche e gli aspetti macroeconomici su cui è stato costruito il miracolo asiatico.

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