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lunedì 20 Settembre 2021

Corea del Nord: la crisi alimentare spaventa più della pandemia

In breve

  • La Corea del Nord non registra formalmente alcun contagio da Covid-19, ma crescono le preoccupazioni sulla veridicità dei suoi dati sanitari.
  • Il Paese sembra essere sull’orlo di una grave crisi alimentare, paragonabile alla carestia degli anni Novanta.
  • Crolla il commercio con la Cina e gli aiuti umanitari, principalmente dagli Stati Uniti, destano diffidenze.

 

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In 3 sorsiIn Corea del Nord la Covid-19 sembrerebbe non aver ancora varcato i confini, ma si diffonde la preoccupazione di una imminente carestia. La chiusura indistinta delle frontiere del Paese ha avuto pesanti ripercussioni sull’import di prodotti alimentari, alle quali si aggiungono tensioni sul fronte aiuti umanitari.

1. LA SITUAZIONE DEI CONTAGI IN COREA DEL NORD 

In Corea del Nord sono tuttora in vigore le rigide restrizioni governative per contenere la pandemia da Covid-19, che dallo scorso anno ha sigillato le frontiere del Paese. Secondo le ultime stime dell’OMS sono più di 32mila i nordcoreani sottoposti al test per il virus, dei quali nessuno è mai risultato positivo. Sebbene il virus sembri apparentemente non aver oltrepassato la frontiera, il Governo non accenna ad alcun allentamento delle misure imposte. Al contrario è stata resa nota la notizia di un “grave incidente” che secondo un rapporto dell’agenzia di stampa KCNA potrebbe mettere a repentaglio la sicurezza del Paese e dei suoi cittadini. Non c’è alcuna informazione sulla natura o l’entità dell’incidente, a causa del quale sono stati sollevati dall’incarico alcuni funzionari di alto livello. Crescono quindi le preoccupazioni all’interno della comunità internazionale, avvalorate dalle prime indiscrezioni attribuite a una fonte locale, la quale denuncia la crescita del tasso di mortalità tra persone con sintomi riconducibili al coronavirus. A causa dei rigidi protocolli imposti -afferma la fonte – non è possibile constatare la causa di morte di coloro che sono stati collocati nelle strutture di quarantena statali, per cui dilaga la credenza che la colpevole sia proprio la Covid-19.

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Fig. 1 – Controllo della temperatura all’ingresso di una scuola di Pyongyang, 22 giugno 2021

2. LA PEGGIORE CARESTIA DA OLTRE UN DECENNIO

Il rigoroso isolamento in cui versa il Paese e il perdurare delle sanzioni internazionali imposte per aver effettuato test per armi nucleari hanno peggiorato notevolmente la situazione economica, in aggiunta a una sempre più incombente scarsità di cibo. Il leader nordcoreano Kim Jong-un ha formalmente ammesso una situazione alimentare problematica, paragonandola alla carestia che tra il 1993 e il 2000 causò la morte di oltre 500mila persone. Negli ultimi mesi la Corea del Nord ha evidenziato l’insoddisfazione del settore agricolo, il quale, a causa di “disastri naturali e debole resilienza, materiali agricoli insufficienti e un basso livello di meccanizzazione“, non ha raggiunto gli obiettivi di raccolta di grano prefissati per l’anno corrente. La crisi del sistema agricolo ha comportato la crescita del prezzo dei generi alimentari (basti pensare che per un chilo di banane sarebbero necessari $45) e il conseguente deterioramento delle condizioni di salute dei locali. Se il Paese non sopperirà alla scarsa produzione ricorrendo ad aiuti esteri e incrementando le importazioni, entro la fine dell’anno la situazione potrebbe aggravarsi a livelli mai visti.

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Fig. 2 – Alcuni abitanti di Pyongyang partecipano alle commemorazioni ufficiali per il ventisettesimo anniversario della morte di Kim Il-sung, 8 luglio 2021

3. AIUTI UMANITARI O TENTATIVI DI INFILTRAZIONE?

Dall’inizio della pandemia il commercio con la Cina, storico alleato della Corea del Nord, è crollato e a subirne il danno maggiore è stato l’import di medicine e generi alimentari. Si stima, infatti, un calo del commercio tra i due Paesi dell’85% rispetto all’anno precedente, causato dal raddoppiamento dei controlli anti-Covid19 alle frontiere nordcoreane. La situazione alimentare in cui versa la Corea del Nord, già complessa prima della pandemia, ha mobilitato diversi Paesi in tema di assistenza umanitaria, destando non poche diffidenze tra le file del partito. Tra tutti gli Stati Uniti, sotto la guida del Presidente Joe Biden, hanno segnalato la volontà di estendere anche alla Corea del Nord gli aiuti, nonostante la permanenza delle sanzioni internazionali. Secondo Kang Hyon Chol, ricercatore presso l’associazione affiliata al Ministero per la Promozione dello scambio economico e tecnologico internazionale della Corea del Nord, infatti, gli aiuti umanitari sarebbero uno “schema politico sinistro”, un tentativo da parte degli Stati Uniti di interferire negli affari interni nordcoreani e contestare le politiche del Governo di Pyongyang. Kim Jong-un avrebbe quindi respinto le richieste di Washington di riprendere i negoziati sulla denuclearizzazione, sebbene ciò potesse sollevare alcune sanzioni e dare respiro a un’economia ormai in ginocchio.

Alessia Sauda

North Korea — Pyongyang” by (stephan) is licensed under CC BY-SA

Alessia Sauda
Alessia Sauda

Classe 1995, laureata in Lingue Orientali a Ca’ Foscari e International Studies and Diplomacy alla School of Oriental and African Studies, Londra. Da sempre appassionata di geopolitica e Asia, ho trascorso parte dei miei studi universitari in Corea del Sud. Al momento studio Relazioni Internazionali e collaboro con una ONG che si occupa di tutela dei diritti dell’infanzia nelle Filippine e in India.

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