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    Katyn ancora tragica. Polonia decapitata

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    Un incidente aereo ha provocato una strage senza precedenti ai vertici di un Paese europeo. Muoiono il Presidente polacco, alcuni ministri, il Capo di Stato Maggiore e il Presidente della Banca Centrale. Erano in volo per commemorare la strage di Katyn.

    E’ accaduto stamattina, nei pressi dell’aeroporto di Smolensk, nella Russia occidentale. E’ precipitato il Tupolev-154 che avrebbe dovuto portare il presidente Lech Kaczynski (nella foto in basso) e la folta delegazione polacca, all’appuntamento diplomatico di commemorazione – a Katyn – per rendere omaggio alle vittime dell'eccidio di 22mila ufficiali e soldati polacchi durante la Seconda Guerra Mondiale, ad opera dei militari sovietici. Quei 22 mila ufficiali erano la classe dirigente polacca che fu dunque sterminata, perché al tempo i giovani rampolli dell’aristocrazia polacca venivano tutti introdotti alla carriera militare. L’ironia macabra della storia, che mezzo secolo dopo vede una nuova decapitazione dell’elite polacca proprio nel sessantesimo anno dall’eccidio e la morte dei familiari degli ufficiali sterminati, anch’essi sull’aereo.

    Nel volo erano presenti –oltre al presidente polacco – numerosi membri dell’esecutivo, il presidente della Banca Centrale polacca, Slawomir Skrzypek, il capo di stato maggiore dell'esercito polacco, l'ex presidente Ryszard Kaczorowski, alcuni deputati, il vice-ministro degli esteri, il candidato conservatore alle prossime presidenziali, persino il vescovo cappellano dell'esercito. L’alta dirigenza polacca è insomma decapitata. Sembrerebbe un incidente: la fitta nebbia avrebbe indotto un errore umano e l’aereo avrebbe urtato le cime di alcuni alberi prima di schiantarsi al suolo. Ciononostante il presidente russo, Dimitri Medvedev, ha immediatamente avviato una commissione d’inchiesta per accertare le cause dell’incidente e fugare ogni possibile dubbio.

    Ricordiamo che i rapporti tra Polonia e Federazione Russa erano in ripresa e la commemorazione delle vittime di Katyn ne era la dimostrazione. Per la prima volta in Russia, si era parlato apertamente dei crimini commessi dall’Armata Rossa e la scorsa settimana – dopo molto tempo dall’uscita – era stato trasmesso alla televisione russa il film sulla strage, che non dispensa certo i russi dalle loro responsabilità; e si sa quanto non sia semplice per l’orgoglio russo, accettare tante atrocità ad opera dei figli della madre patria. Successivamente Putin e il suo omologo polacco Tusk avevano commemorato l’evento e nelle parole del premier russo, “polacchi e russi erano stati egualmente vittime dei crimini di Stalin”. A margine dell’incontro i due leader avevano annunciato il raggiungimento di un accordo sulla fornitura di gas fino al 2037. Insomma, un’armonia ritrovata che i due Paesi sperano possa sopravvivere alla terribile tragedia che ha trasformato il 10 Aprile in un nuovo giorno di lutto nazionale, per lo sfortunato popolo polacco.

    Fabio Mineo (anche per Lo Spazio della Politica)

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