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    L’Europa non sembra ancora trovare accordo sulle misure da adottare nei confronti della Grecia, in relazione alla sua grave crisi economica. La Germania si mostra dura, e la strada per la soluzione del problema si complica. Le situazioni di crisi segnano però questa settimana: dal Kirghizistan al Venezuela, passando per la Thailandia e per le delicate elezioni in Sudan.

    Non sembrano appianarsi le divergenze sulle modalità di aiuto da parte dell’Unione Europea alla Grecia. Nelle scorse settimane i Paesi dell’Eurozona sembravano aver trovato accordo su diverse possibili soluzioni, che avrebbero consentito alla Grecia di avvalersi di cospicue agevolazioni economiche a spese degli altri Paesi Membri. La Germania però sembra adesso tornare su posizioni più intransigenti, accennando addirittura ad una possibile uscita della Grecia dalla moneta unica. Sebbene tale ipotesi sia estremamente remota, questa settimana potrebbe comunque essere fondamentale nel delineare i contorni di una trattativa che procede troppo lentamente rispetto alle necessità. Sarà anzitutto importante osservare se si riuscirà ad individuare soluzioni politiche, che potranno forse contribuire a definire meglio una leadership all’interno dell’Europa.

    La crisi politica in Kirghizistan comincia a preoccupare i Paesi vicini, su tutti Uzbekistan e Kazakhstan che guardano con preoccupazione alle precarie condizioni di sicurezza del turbolento vicino. Intanto la Russia si muove con circospezione e, dopo gli accordi più o meno conclusi con la nuova leadership kirgiza, sarà importante capire se Mosca cercherà di adottare una strategia ampia per “riconquistare” il Paese o se continuerà ad adottare soluzioni opportunistiche e di attesa, soprattutto con riguardo al “gioco” con gli Americani per accrescere l’influenza sull’area.

    Il Venezuela è duramente colpito da una crisi degli approvvigionamenti di energia elettrica: oramai da mesi Chavez si trova ad affrontare una situazione per la quale non sembra avere soluzioni efficaci. Sebbene la leadership del Presidente non sia in discussione, le serie difficoltà economiche causate dal problema energetico rischiano di rendere gli equilibri interni meno stabili.

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     Altri spunti della settimana.

    • Omar al-Bashir è stato dichiarato vincitore delle elezioni in Sudan: nel sud del Paese sono però in corso delle violenze e, qualora i risultati dovessero essere contestati, il Sudan potrebbe trovarsi in una nuova spirale di violenza interna.

    • Vladimir Putin in visita in Austria ed in Italia dove incontrerà il Premier Silvio Berlusconi presso la sua nuova villa a Lesmo, in un incontro a metà tra l'ufficiale ed il privato che potrebbe scatenare ancora polemiche tra le parti politiche italiane.

    • Possibili tensioni in Ucraina, dove è sorta una forte contrapposizione politica rispetto alla ratifica degli accordi con la Russia per la permanenza della flotta russa nel Mar Nero.

    • In Thailandia non si placano le proteste delle “Camicie Rosse”: poichè nessun accordo tra le parti pare essere in vista, l'esercito, sinora cauto nell'affrontare le folle, potrebbe intervenire per disperdere i manifestanti che oramai paralizzano il Paese. Intanto la Corte Costituzionale sarà chiamata a deliberare sulla legittimità dello scioglimento del Partito Democratico da parte della Commissione Elettorale. Anche questa decisione inciderà sulla crisi attuale.

    • Inizia l'1 maggio il World Expo di Shanghai, Cina.

     

    La Redazione

     

    26 Aprile 2010

    Redazione
    Redazionehttps://ilcaffegeopolitico.net

    Il Caffè Geopolitico è una Associazione di Promozione Sociale. Dal 2009 parliamo di politica internazionale, per diffondere una conoscenza accessibile e aggiornata delle dinamiche geopolitiche che segnano il mondo che ci circonda.

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