utenti ip tracking
martedì 7 Dicembre 2021

Il Kazakistan e il nuovo Afghanistan: il revival delle relazioni economiche

In breve

  • L’evacuazione occidentale dall’Afghanistan ha generato preoccupazioni e tensioni in Asia Centrale. Il Kazakistan ha da subito monitorato la situazione con grande attenzione.
  • Il Presidente Tokayev, dopo un primo periodo di silenzio, ha confermato di essere pronto a stabilire contatti commerciali con il nuovo regime talebano.
  • I rapporti commerciali tra Kazakistan e Afghanistan possono beneficiare entrambi i Paesi: il Kazakistan può avvalorare la sua visione kazaka, mentre l’Afghanistan può risanare la propria economia grazie all’import di prodotti kazaki.

 

Dove si trova

Ascolta l'articolo

In 3 sorsi Dopo un primo periodo di stallo e indecisione, il Kazakistan ha deciso di intraprendere un dialogo economico con l’Afghanistan dei talebani che potrebbe avere risultati positivi per entrambi i Paesi.

1. IL CAMBIO DI POTERE A KABUL E LA REAZIONE KAZAKA

L’evacuazione occidentale dall’Afghanistan ha determinato un vuoto di potere che si pensava poter essere colmato immediatamente dalla Cina, tramite l’inglobamento dell’Afghanistan nella propria sfera geopolitica e nel grande progetto della Belt and Road Initiative (BRI). Tuttavia il Kazakistan sembra avere il potenziale per essere uno dei giocatori più importanti all’interno di questo cambio di potere. La ex Repubblica sovietica ha fin da subito monitorato attentamente la situazione afghanapoiché temeva che gli effetti della crisi a Kabul potessero espandersi anche in Asia Centrale. Inoltre il Kazakistan si è dimostrato un valido collaboratore internazionale, fornendo assistenza per la ricollocazione del personale UNAMA presso Almaty, nella speranza di contribuire nell’espansione di una forza cooperativa internazionale che aiuti l’Afghanistan nel processo di nation building.

Embed from Getty Images

Fig. 1 – Il Presidente kazako Tokayev durante il recente vertice della CSTO in Tagikistan, 16 settembre 2021

2. LA VISIONE KAZAKA

Nonostante nessun membro della comunità internazionale abbia avviato la procedura per il riconoscimento ufficiale dell’Emirato islamico dell’Afghanistan, il Presidente kazako Kassym-Jomart Tokayev ha annunciato agli inizi di settembre di essere pronto a stabilire contatti commerciali preliminari con l’Afghanistan. Successivamente il 22 settembre, in occasione della 76esima sessione dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, Tokayev ha illustrato il punto di vista kazako sulla crisi afghana. Il Kazakistan vede l’Afghanistan come una nazione indipendente e sovrana, che rispetta gli obblighi internazionali e garantisce una totale eradicazione di gruppi terroristici e organizzazioni criminali dal proprio territorio. In particolare Tokayev ha sottolineato l’importanza di concentrarsi sulla crisi umanitaria che sta affliggendo la popolazione afghana e che quest’ultima dovrebbe essere la priorità per tutti gli Stati, come lo è per il Kazakistan. Il Presidente kazako ha quindi annunciato la proposta di stabilire ad Almaty una piattaforma logistica delle Nazioni Unite che possa fungere da perno per l’invio di aiuti umanitari in Afghanistan.

Embed from Getty Images

Fig. 2 – Discorso del Presidente Tokayev all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, 22 settembre 2021

3. I RAPPORTI COMMERCIALI

Un messaggio molto chiaro quello del Presidente Tokayev, seguito, il 26 settembre, dall’incontro tra l’ambasciatore kazako a Kabul, Esengeldiev, e il Ministro degli Esteri del Governo talebano in Afghanistan, Muttaqi. Durante l’incontro entrambi gli esponenti hanno ribadito l’importanza di sviluppare relazioni bilaterali efficaci tra i due Paesi. Infatti, dopo la presa di potere da parte dei Talebani, l’Afghanistan ha subito ripercussioni finanziarie dovute soprattutto al blocco degli aiuti esteri, che hanno causato la diminuzione di approvvigionamenti alimentari per la popolazione afghana. Il Kazakistan è uno dei maggiori esportatori di grano, farina e carburante in Afghanistan ed è, quindi, l’unico Stato che potrebbe aiutare a stabilizzare l’economia afghana, rilanciando il commercio. D’altra parte il Kazakistan dipende dall’Afghanistan per metà delle sue esportazioni totali di grano ed è consapevole che l’Afghanistan si trova in una posizione strategica che facilita l’accesso ai mercati globali, dato che per la maggior parte avvengono via oceano e il Kazakistan è situato a nord dell’Asia Centrale, senza sbocchi su vie d’acqua. L’idea è quella di includere l’Afghanistan nel gruppo delle cinque ex Repubbliche sovietiche dell’area, con lo scopo di connettere l’Asia meridionale con quella centrale per ampliare la prosperità economica. I progetti principali sono due: la costruzione di una ferrovia che colleghi l’Asia Centrale con quella del Sud e la realizzazione di un gasdotto verso l’India. Entrambi i progetti risalgono agli anni Novanta, ma al tempo avevano riscosso poco successo. Tuttavia ad oggi appare che i progetti possano essere riconsiderati, specialmente dopo i pareri positivi del nuovo regime talebano. La reazione kazaka agli avvenimenti in Afghanistan viene vista secondo la visione kazaka in cui lo Stato mira a fungere da modello di successo della globalizzazione per i Paesi meno sviluppati e, allo stesso tempo, ha l’obiettivo di riuscire a fortificare e diversificare la propria economia. La visione kazaka è frutto degli obiettivi che il Kazakistan è riuscito a raggiungere nei primi 30 anni di indipendenza: traguardi interni a livello di società e un’autonomia strategica nei rapporti con gli altri Stati, creando e mantenendo rapporti cordiali con chiunque.

Alessia Scarmin

K.-J. Tokayev, Director-General of the United Nations Office at Geneva” by US Mission Geneva is licensed under CC BY-ND

Alessia Scarmin
Alessia Scarmin

Classe 1995, laureata in Philosophy, International and Economic Studies a Ca’ Foscari, grazie al quale mi sono appassionata al Centro Asia, arrivando così a scrivere la tesi triennale sulla politica estera attuata dal Kazakistan dopo aver ottenuto l’indipendenza dall’URSS. Successivamente ho deciso di studiare International Relations and International Organisations che mi ha permesso di avere un quadro più completo di geopolitica. Attualmente collaboro con una ONG che si occupa di tutela dei diritti dell’infanzia nelle Filippine e in India come Social Media Assistant.

Ti potrebbe interessare
Letture suggerite