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venerdì 19 Agosto 2022

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Xiomara Castro a un passo dalla Presidenza dell’Honduras

In breve

  • Xiomara Castro sarà la prossima Presidente dell’Honduras per il periodo 2022-2026, nonché la prima donna ad assumere tale incarico in 200 anni di storia del Paese.
  • Ampia partecipazione alle urne e assenza di incidenti durante le votazioni, sebbene l’intera campagna elettorale si sia svolta in un clima di alta polarizzazione e violenza politica.
  • Nella lotta alla corruzione saranno cruciali il ruolo e la composizione del Congresso Nazionale.

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In 3 sorsiLa candidata di LIBRE Xiomara Castro sarà la prossima Presidente dell’Honduras. Il rivale del Partito Nazionale ha accettato la sconfitta e la parentesi autoritaria di Juan Orlando Hernández si avvicina alla fine.

1. VITTORIA INDISCUSSA

I risultati preliminari del Consejo Nacional Electoral de Honduras (CNE) sono chiari: Xiomara Castro sarà la prossima Presidente dell’Honduras per il periodo 2022-2026, nonché la prima donna ad assumere tale incarico in 200 anni di storia del Paese. Gli ultimi dati a una settimana dalle elezioni segnalano Castro in testa con il 50% delle preferenze, mentre Nasry Asfura, candidato del Partito Nazionale, ha ottenuto intorno al 36% dei voti. Al terzo posto con il 9,7% il Partito Liberale di Yani Rosenthal. Nei prossimi giorni il CNE annuncerà l’esito finale del suffragio, ma dato che l’85% dei seggi è stato scrutinato, la vittoria del partito Libertad y Refundación (LIBRE) appare irreversibile. Nella giornata di martedì 30 novembre Nasry Asfura si è recato di persona nella casa di Xiomara Castro per congratularsi pubblicamente della sua vittoria, scambiandosi un abbraccio. Lo stesso giorno il Segretario di Stato USA Antony Blinken ha riconosciuto il trionfo di Castro. Entrambi gli eventi trasmettono un importante messaggio di distensione e allontanano la possibilità di violenze post-elettorali. Il successo di LIBRE mette fine all’egemonia del Partito Nazionale, ininterrottamente al potere dal colpo di Stato del 2009, e segna la rottura del bipartitismo in Honduras, che per oltre un secolo ha visto l’alternanza al potere dei Partiti Liberale e Nazionale. L’ampio margine di vittoria di Castro è stato possibile grazie all’alleanza con il partito Salvador de Honduras (PSH) guidato da Salvador Nasralla, coalizzato a sua volta con il partito Innovación Unidad Social Demócrata (Pinu-SD) di Doris Gutiérrez.

Fig. 1 – Dati preliminari delle preferenze al 6 dicembre, CNE | Infografica realizzata dall’autore dell’articolo

2. ELEZIONI SOFFERTE

La missione degli osservatori elettorali dell’Unione europea (MOE UE), con la dichiarazione preliminare del 30 novembre, ha evidenziato l’ampia partecipazione alle urne del popolo honduregno (69% circa) e l’assenza di incidenti durante le votazioni, sebbene l’intera campagna elettorale si sia svolta in un clima di alta polarizzazione e violenza politica che è costata la vita a oltre 33 persone tra candidati e collaboratori di partito. La rappresentante della MOE UE Željana Zovko ha sottolineato le irregolarità commesse nelle scorse settimane dal Governo di Juan Orlando Hernández, che ha fatto uso dei mezzi di comunicazione pubblici per promuovere il proprio candidato di partito e ha elargito, a scopo elettorale, numerosi aiuti sociali in favore della popolazione. A ciò si aggiungono i problemi legati all’emissione del nuovo documento d’identità, che da un lato ha contribuito a evitare falsificazioni e voti di deceduti (come accaduto in passato), ma dall’altro è stato accompagnato da ritardi nella consegna che hanno impedito a oltre 400mila persone di esercitare il proprio diritto di voto. Anche la “diaspora” honduregna è stata penalizzata nelle ultime elezioni. Di oltre un milione di residenti negli Stati Uniti, le Autorità honduregne hanno registrato solo 12mila persone e appena 1.090 hanno ricevuto il nuovo documento di identificazione.

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Fig. 2 – Uomo sfoglia giornale con vittoria di Xiomara Castro in copertina, Tegucigalpa

3. BASTA AL ‘NARCO-STATO’

La futura Presidente punta a realizzare importanti riforme per far uscire il Paese dalla profonda crisi istituzionale degli ultimi dodici anni. Tra le promesse elettorali di LIBRE, oltre alla convocazione dell’assemblea costituente, c’è la creazione di una commissione internazionale contro la corruzione dotata di ampi poteri e dell’appoggio delle Nazioni Unite, sulla scia dell’esperienza guatemalteca. L’obiettivo sarà porre fine a un problema strutturale nel Paese, che la Castro ha più volte definito un “narco-Stato”, e superare l’esperimento fallito della scorsa missione anticorruzione promossa dall’OSA nel 2016. Nella lotta alla corruzione sarà cruciale il ruolo e la composizione del Congresso Nazionale. Nel 2023, infatti, i deputati dovranno eleggere il prossimo procuratore generale a capo del Pubblico Ministero e i nuovi giudici della Corte suprema di giustizia. Il futuro del Presidente uscente è incerto. Il suo nome è apparso varie volte nelle aule dei tribunali statunitensi durante i processi contro i narcotrafficanti honduregni, come in quello contro suo fratello Tony, da poco condannato all’ergastolo. Il mandato presidenziale scadrà il 27 gennaio del 2022 e una volta persa l’immunità Hernández potrebbe essere processato in Honduras oppure negli USA. A ridosso delle elezioni il Presidente aveva visitato Taiwan e Nicaragua, c’è chi pensa per valutare un’eventuale richiesta di asilo politico.

Alberto Mazzuca

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Alberto Mazzuca
Alberto Mazzuca

Alberto Mazzuca è laureato in Storia e in Scienze politiche presso l’Università di Roma Tre e si è specializzato sui temi del commercio internazionale e dello sviluppo all’Università di Tor Vergata (Roma) e presso l’Universidad de Chile (Santiago). Per Il Caffè Geopolitico scrive di America Indo-Latina.

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