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mercoledì 25 Maggio 2022

Associazione di Promozione Sociale | Rivista di politica internazionale

Quanto sono efficaci le sanzioni alla Corea del Nord?

In breve

  • La Corea del Nord è uno dei Paesi più sanzionati al mondo, soprattutto a causa del suo controverso programma nucleare.
  • Ci sono molti dubbi sull’efficacia di tali sanzioni, vista la non uniformità della loro applicazione e la difficoltà a ottenere dati precisi sul loro impatto sull’economia nordcoreana.
  • Lo stallo diplomatico con Pyongyang ha spinto gli Stati Uniti a chiedere nuove sanzioni in sede ONU, ma tale manovra è stata bloccata da Russia e Cina, che chiedono invece una sostanziale revisione delle misure verso la Corea del Nord.

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In 3 sorsi La Corea del Nord è stata per anni sommersa dalle più svariate sanzioni, provenienti da singole nazioni e da organismi internazionali, ma sembra essere arrivato il momento di cambiare approccio. Cina e Russia si sono recentemente opposte alle nuove misure sanzionatorie proposte dagli Stati Uniti, esortando a una revisione della strategia.

1. LA COREA DEL NORD: UNO DEI PAESI PIÙ SANZIONATI

Le sanzioni sono uno strumento di politica estera che mira a sottoporre il Paese destinatario a una ingente pressione economica e finanziaria. In tal senso possono considerarsi delle vere e proprie azioni punitive e deterrenti intraprese da Governi o da organismi multilaterali. Attualmente la Corea del Nord è gravata da numerose sanzioni: essa figura infatti tra i 5 Paesi con a carico più sanzioni da parte degli Stati Uniti, che sin dalla guerra di Corea del 1950 hanno cessato ogni tipo di relazione diplomatica con Pyongyang. Anche le Nazioni Unite (ONU), passando per l’unanimità del Consiglio di sicurezza, hanno approvato diverse risoluzioni e imposto sanzioni a Pyongyang con lo scopo di condannare le sue ricerche sul nucleare. Infatti la maggior parte delle sanzioni è legata al programma di sviluppo di armi nucleari, ma non mancano quelle adottate per le accuse di attacchi informatici, riciclaggio di denaro e violazioni dei diritti umani.

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Fig. 1 – Una nave nel Mar Giallo viene sottoposta ad ispezione per certificare il rispetto delle sanzioni internazionali contro la Corea del Nord, novembre 2021

2. L’EFFICACIA DELLE SANZIONI

Tra la fine del 2002 e l’inizio del 2003 la Corea del Nord ha ripreso a investire nella ricerca nucleare, scelta che al contempo ha portato il Paese a ritirarsi dal Trattato di Non Proliferazione Nucleare (TNP). Per anni Stati Uniti e ONU hanno perseguito l’obiettivo di far abbandonare a Pyongyang lo sviluppo di armi nucleari, ma con scarsi risultati. Talvolta le sanzioni imposte sono state sostanzialmente ignorate, non essendo applicate in modo rigoroso e universale da tutti gli Stati membri dell’ONU. I due principali problemi riguardanti l’efficacia delle sanzioni sono infatti la non uniformità della loro applicazione e la difficoltà di ottenere dati precisi sui loro effetti sul Paese colpito. Nel caso nordcoreano il rapporto annuale al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite del 2020 ha denunciato la violazione dei divieti di commercio di carbone e petrolio da parte della Cina, storico alleato politico ed economico di Pyongyang. Per quanto riguarda le sanzioni che riescono a entrare in funzione, queste hanno spesso effettive ripercussioni esclusivamente sui civili piuttosto che sul Governo centrale, come nel caso delle sanzioni tessili statunitensi, che colpiscono prettamente la fascia dei lavoratori ordinari e la loro capacità di guadagnarsi da vivere. Analogamente una delle principali critiche alle sanzioni ONU è quella di avere come target la distribuzione di aiuti umanitari, in contrasto con i valori dell’Organizzazione, e di essere inefficaci contro le attività illecite.

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Fig. 2 – Il leader nordcoreano Kim Jong-un insieme al rappresentante diplomatico cinese Li Zhanshu nel settembre 2018

3. LO STALLO DI CINA E RUSSIA

La Corea del Nord non accenna ad accantonare né il programma nucleare, né i test missilistici, questi ultimi documentati dallo stesso Governo nordcoreano il 31 gennaio scorso. Recentemente gli Stati Uniti hanno portato al Consiglio di Sicurezza dell’ONU la questione, sollecitando ulteriori sanzioni. Tuttavia Cina e Russia hanno imposto il veto, mettendo in stallo il processo di adozioneDato che le relazioni di Washington con Pechino e Mosca si sono inasprite, è improbabile che i due Paesi appoggino le proposte statunitensi: il viceambasciatore russo alle Nazioni Unite, Dmitry Polyanskiy, ha criticato questo tipo di approccio basato su misure unilaterali che ostacolano il dialogo e interferiscono con gli sforzi di pace e la sovranità nazionale, mentre l’ambasciatore cinese alle Nazioni Unite, Zhang Jun, ha affermato che le sanzioni non dovrebbero essere applicate “in modo eccessivo” e rischiano di avere gravi conseguenze umanitarie. Similarmente l’inviato speciale cinese in Corea, Liu Xiaoming, ritiene le preoccupazioni in materia di sicurezza della Corea del Nord “legittime” e ha esortato a un allentamento delle sanzioni. Considerando anche le dichiarazioni di altri esponenti politici, la Cina sembra essere compatta nel suo sostegno ai vicini nordcoreani. Al momento quindi gli Stati Uniti, già impegnati sul fronte della crisi ucraina, dovranno forse abbandonare la propria posizione per smorzare la crescente tensione nella penisola coreana.

Alessia Sauda

Pyongyang DPR Korea” by Clay Gilliland is licensed under CC BY-SA

Alessia Sauda
Alessia Sauda

Classe 1995, laureata in Lingue Orientali a Ca’ Foscari e International Studies and Diplomacy alla School of Oriental and African Studies, Londra. Da sempre appassionata di geopolitica e Asia, ho trascorso parte dei miei studi universitari in Corea del Sud. Al momento studio Relazioni Internazionali e collaboro con una ONG che si occupa di tutela dei diritti dell’infanzia nelle Filippine e in India.

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