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mercoledì 25 Maggio 2022

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La Colombia svolta a sinistra: Petro stravince le elezioni

In breve

  • Il trionfo alle primarie e la vittoria del suo partito alle elezioni parlamentari hanno spianato la strada di Gustavo Petro verso la Casa de Nariño.
  • Petro ha un passato nella guerriglia dell’M-19 e oggi è considerato il candidato più vicino alle istanze dei campesinos e delle comunità indigene.
  • La sua corsa verso la presidenza, però, potrebbe essere ostacolato dall’eccessiva apertura dimostrata nei confronti dei gruppi armati che continuano a terrorizzare la Colombia.

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In 3 SorsiLe ultime elezioni parlamentari rappresentano una svolta nella storia della Colombia. Gustavo Petro, ex guerrigliero e leader della sinistra, ha vinto e ora prepara la sua corsa alla Presidenza, mentre crollano i consensi della destra.

1. LA COLOMBIA STA CON PETRO

Le urne hanno confermato ciò che era nell’aria già da qualche giorno. Gustavo Petro è il favorito per la vittoria delle presidenziali di maggio. Alle elezioni legislative di domenica scors ha ottenuto oltre 4,4 milioni di preferenze alle primarie e il suo partito, Pacto Histórico, è diventata la prima forza politica al Congresso colombiano, attestandosi al 14,14%. Altra sicura vincitrice di questa tornata elettorale è stata Francia Márquez, leader sociale delle comunità del Cauca che ha denunciato i gruppi armati che gestiscono il traffico di droga e le miniere clandestine in quel dipartimento, la quale ha ricevuto ben 783 mila voti nelle liste del centrosinistra e ora ha le carte in regola per diventare la futura vicepresidente di Petro. Vittoria dal sapore agrodolce è stata quella di Comunes, il partito delle Farc votato da appena lo 0,19% degli elettori. Nonostante il magrissimo risultato, grazie all’accordo di pace concluso con lo Stato nel 2016, potrà conservare i suoi cinque rappresentanti alla Camera e al Senato. L’ultimo grande sconfitto è stato Centro Democratico, la forza politica creata dall’ex Presidente Alvaro Uribe Velez che è passata dal 18% al 11% dei consensi. Per questo motivo Oscar Zuluaga ha annunciato che non correrà per la Presidenza e che appoggerà Federico Gutiérrez, candidato della coalizione di centro Equipo por Colombia, un personaggio che è stato subito bollato come “l’uomo di Uribe”. Nonostante il trionfo di Petro, la sua coalizione non ha raggiunto la maggioranza nelle due Camere, configurando così un Congresso di chiara impronta progressista ma con molte forze di sinistra in contrasto fra loro.

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Fig. 1 – Dopo aver trionfato alle primarie nel suo Partito ed aver vinto le elezioni legislative, Gustavo Petro è il candidato che ha più chance di diventare il prossimo Presidente della Repubblica colombiana

2. DALLA GUERRIGLIA ALLA PRESIDENZA?

Petro era entrato a far parte nel M-19, il quarto movimento guerrigliero in Colombia che voleva conquistare il potere attraverso attentati e azioni dimostrative, attorno al 1977. Venne arrestato nel 1985 e dopo due anni di carcere per porto illegale d’armi tornò tra le file della guerriglia fino all’accordo di pace raggiunto con lo Stato nel 1990. L’anno seguente partecipò alla fondazione di Alianza Democratica M-19, partito politico che prese parte alla costituente del 1991 e che contribuì all’elezione di Petro al Congresso. Divenne poi diplomatico a Bruxelles sotto il governo liberale di Ernesto Samper e nel 2002 denunciò la presenza dei paramilitari negli organi di vertice della Fiscalia, il principale organo di indagine presente in Colombia. La denuncia degli scandali della parapolitica e dei falsos positivos portarono Petro ad essere eletto Sindaco di Bogotà nel 2011, aumentando la sua notorietà. Alle elezioni del 2018 è stato il candidato più votato dopo il Presidente Ivan Duque e oggi, a distanza di quattro anni, è il super favorito ad occupare la poltrona più importante della Casa de Nariño. Tra le sue proposte c’è lo stop al super sfruttamento delle risorse di petrolio colombiane in favore di un’economia agraria con sgravi fiscali per le aziende che investono nell’energia pulita. Il suo programma di Governo è la chiave del solido consenso ottenuto nei sondaggi, i quali lo confermano al primo posto con il 44% delle preferenze.

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Fig. 2 – La green economy sarà al centro del programma di governo di Gustavo Petro, il quale vuole porre fine all’estrazione del petrolio attraverso la pratica del fracking

3. IL PESO DELLA GUERRIGLIA

A maggio si deciderà il futuro della Colombia, che oggi sembra ad un passo dalla nascita del primo Governo socialista della sua storia. Non solo green economy, pensioni e lotta alla COVID-19, la campagna elettorale sarà condizionata anche dalla visione dei candidati sul problema del conflitto armato e le accuse contro Petro di essere vicino alle istanze della guerriglia potrebbero ostacolare la sua corsa alla presidenza. Parte dei suoi voti potrebbero essere rosicchiati da Ingrid Betancourt, rimasta sei anni ostaggio delle FARC e ora candidata per le forze di centro. La linea intransigente del Centro Democratico sul contrasto ai gruppi guerriglieri sarà il punto di forza della coalizione di centrodestra anche alla luce dei dieci seggi conservati da Comunes (nonostante la debacle elettorale) e gli attentati compiuti dall’ELN a ridosso dall’apertura delle urne.

Mattia Fossati

Photo by Nicolas Garzón is licensed under CC0Photo by Carlos Escobar is licensed under CC0

Mattia Fossati
Mattia Fossati

Friulano di nascita, bolognese per meriti accademici. Mi sono laureato in Scienze Politiche per poi specializzarmi in Giornalismo. Mi occupo di mafia, corruzione e narcotraffico. Ho svolto un tirocinio in Brasile effettuando svariati video-reportage delle manifestazioni studentesche contro i tagli del Governo Bolsonaro.  In seguito sono partito per un viaggio dal Cile alla Colombia per scrivere un libro sulle nuove rotte dei narcos. Follemente innamorato delle mie due case: Venezia e l’America Latina. Non potrei mai rinunciare a un buon caffè o a bere il mate in compagnia.

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