utenti ip tracking
domenica 27 Novembre 2022

Associazione di Promozione Sociale | Rivista di politica internazionale

Presidenziali francesi: Emmanuel Macron rieletto Presidente

In breve

  • Come previsto dai sondaggi, Emmanuel Macron è stato rieletto Presidente con uno scarto di oltre 15 punti sulla rivale Marine Le Pen.
  • Il Presidente francese dovrà realizzare un’azione di governo orientata su temi economici e sociali per dare risposta ai tanti francesi che hanno scelto candidati anti sistema.
  • A giugno avranno luogo le elezioni legislative per designare i membri dell’Assemblea Nazionale francese.

Dove si trova

Ascolta l'articolo

Analisi Come previsto dai sondaggi precedenti al voto, Emmanuel Macron è stato rieletto al ballottaggio del 24 aprile con il 58,5 % dei consensi. L’attuale Capo di Stato francese supera la leader del Rassemblement National Marine Le Pen che si ferma al 41,5%, e diventa il terzo Presidente francese a svolgere due mandati consecutivi dopo François Mitterand e Jacques Chirac.

LO SCENARIO POLITICO ALL’INDOMANI DELLA VITTORIA DI MACRON

Rispetto al voto del 2017, nel quale Macron aveva staccato Le Pen di oltre 30 punti percentuali, in questo secondo turno si registra un calo del consenso dell’attuale Presidente e una crescita del Rassemblement National, che ottiene il suo massimo storico con oltre 13 milioni di voti.
La differenza, come previsto, l’hanno fatta i quasi 8 milioni di elettori di Jean Luc Mélénchon. Secondo un sondaggio realizzato da BMF TV, infatti, il 38% degli elettori di France Insoumise ha scelto Macron al ballottaggio. Mentre il 18%, contrariamente a quanto auspicato dal leader Mélenchon, ha votato per Marine Le Pen.
I repubblicani, invece, seguendo l’invito della loro candidata alla presidenza Valérie Pécresse hanno scelto per il 51% l’attuale inquilino dell’Eliseo. Stessa scelta per socialisti e verdi, mentre come immaginabile l’elettorato di Eric Zémmour ha votato in massa per la leader del Rassemblement National.
Emmanuel Macron vince, oltre che nelle grandi città francesi, anche nelle periferie. Nelle “banlieus” di Parigi ottiene più del 70% del consenso. Marine Le Pen avanza nella Francia rurale e agricola e nelle aree interne industriali come il Nord Est. La figlia di Jean Marie ottiene inoltre un enorme consenso nei possedimenti francesi d’Oltremare. I francesi più istruiti e con più alti livelli di reddito hanno scelto Macron, mentre i ceti meno abbienti si sono orientati verso la Le Pen.
Stravince Macron tra i francesi che vivono all’estero. In Italia l’85% dei transalpini residenti nel nostro Paese ha scelto il Presidente uscente.
Da sottolineare il dato dell’astensione del 28,3%. Un record che non si raggiungeva dal 1969. Astensione che si registra soprattutto nella fascia dei più giovani dai 18 ai 35 anni.
Su un totale di 48 milioni di elettori, i francesi che non hanno votato o che hanno lasciato scheda bianca o nulla sono 17 milioni (35% dell’elettorato). Un dato sul quale Macron dovrà riflettere e che testimonia un Paese profondamente diviso e lontano dalle Istituzioni e dalla politica.

Fig. 1 – Emmanuel Macron e Marine Le Pen durante il faccia a faccia del 20 aprile durato quasi tre ore

LA NUOVA AGENDA DEL PRESIDENTE FRANCESE

Uno degli aspetti più importanti per la vittoria di Macron è stata la sua maggiore credibilità sul piano economico rispetto alla rivale. Credibilità che è emersa anche durante il faccia a faccia dello scorso 20 aprile, in cui il capo di Stato francese si è mostrato più tecnico in merito ai dossier economici.
La prima mossa del suo nuovo mandato dovrebbe essere quella di una legge estiva in merito al potere d’acquisto. Un argomento molto sentito dai francesi e sul quale Marine Le Pen ha insistito durante la campagna elettorale.
Altro punto sul quale Macron lavorerà è quello delle pensioni. Come annunciato nel suo programma, infatti, le pensioni minime francesi dovrebbero essere aumentate dagli attuali 980 euro a 1.100 euro.
In ambito economico ha promesso di ridurre la disoccupazione entro il 2027 di altri 2 punti percentuali (attualmente è al 7,5%). Altri obiettivi riguardano la riduzione del debito pubblico – aumentato a causa dei ristori stanziati per limitare gli effetti della pandemia da coronavirus – e la riduzione dell’inflazione, che si attesta attualmente intorno al 3%.
Dal punto di vista energetico, al pari di Le Pen, anche per Macron occorre investire sull’energia nucleare. Rispetto al 2017, quando Macron riteneva l’energia nucleare un capitolo chiuso, questa volta il Presidente francese ha promesso che durante il suo mandato verranno poste le basi per la realizzazione di 6 nuovi reattori nucleari.
Il Capo dell’Eliseo ha annunciato – per soddisfare quell’ampia fetta di elettorato francese sensibile al tema ambientale – che punterà forte sulle energie rinnovabili, per rendere la Francia nel suo quinquennio una super potenza ecologica.
In ambito internazionale la vittoria di Macron è stata accolta con grande entusiasmo dalle principali cancellerie europee. Il Presidente francese cercherà di rilanciare il ruolo di Parigi all’interno dell’Unione Europea, proposito già avviato con la Presidenza francese del Consiglio dell’Unione Europea.
Con il “protagonismo” nel dialogo con Putin per cercare un accordo in merito al conflitto ucraino e il ruolo “meno forte” della Germania – complice il ritiro dalla vita politica di Angela Merkel – le premesse sembrano andare in questa direzione.
Nella sua visione europeista, uno dei capisaldi resterà l’asse franco-tedesco come traino dell’Unione. Un binomio che verrà rinsaldato dalla sua prima visita ufficiale, come nuovo Presidente, prevista nelle prossime settimane proprio a Berlino dal Cancelliere federale Olaf Scholz.

Fig. 2 – Jean Luc Mélenchon, leader del partito di sinistra France Insoumise, ha ottenuto al primo turno il 22% dei consensi

I PROSSIMI APPUNTAMENTI POLITICI

Gli appuntamenti elettorali per la Francia non sono finiti con la rielezione di Macron. Infatti il 12 giugno si svolgerà il primo turno delle elezioni politiche, che servirà per eleggere i 577 membri dell’Assemblea Nazionale. Una settimana dopo avrà invece luogo il secondo turno di queste elezioni. In Francia, infatti, per scegliere i membri dell’Assemblea Nazionale vige un sistema maggioritario a doppio turno con collegi uninominali. Se un candidato non ottiene la maggioranza assoluta al primo turno, accedono al secondo turno tutti i candidati che hanno ottenuto il 12,5% dei voti.
Le elezioni legislative, chiamate anche nel gergo giornalistico “terzo turno”, assumono un ruolo importante per la definizione dello scenario politico francese. All’indomani del voto presidenziale sono cominciate le trattative tra forze politiche per la definizione della loro strategia in vista di questo appuntamento. La sinistra francese, che presentandosi divisa al primo turno ha fallito l’accesso al secondo turno, cercherà di arrivare a un accordo per giugno. Jean-Luc Mélenchon si è rivolto ai francesi chiedendo di “essere eletto” come Primo Ministro. In Francia è prevista la possibilità di avere una “cohabitation”, ovvero un Presidente della Repubblica di un partito e un Primo ministro di un altro colore politico.
In realtà l’invito di Mélenchon non sembra essere di facile realizzazione. Se è vero da un lato che Macron ha promesso che il prossimo Primo ministro avrà un’importante delega sulla transizione ecologica, è altrettanto vero che verrà nominato dal Presidente tenendo conto dell’esito elettorale. Non è da escludere quindi che Macron affidi questo incarico a un membro del suo Partito (Republique En Marche). Al momento i favoriti sono Julien Denormandie (attuale Ministro dell’Agricoltura) e Elisabeth Borne (Ministro del Lavoro e dell’Occupazione). Quest’ultima favorita in quanto donna. Aspetto che permetterebbe a Macron di svincolarsi dalla critica di avere uno staff composto da “troppe” quote blu.
Macron quindi può decidere di scegliere il Primo Ministro del proprio Governo prima delle elezioni legislative di metà giugno oppure aspettare l’esito elettorale.
Sul fronte della destra francese, Eric Zemmour ha invitato tutte le forze ostili a Macron e Mélenchon a unirsi a lui. Dal canto suo Marine Le Pen, dopo il lavoro fatto in questi anni per assumere un’immagine di partito meno estremista non sembra avere l’intenzione di accogliere l’invito dello scrittore francese. Inoltre sono ore di riflessione all’interno del Rassemblement National. Non è infatti da escludere che Marine Le Pen possa decidere di cedere la presidenza del partito. Dopo aver raggiunto il risultato più alto della sua storia, la figlia di Jean Marie riflette sulla strategia migliore da adottare per arrivare all’Eliseo.
Il “terzo turno” del prossimo giugno sarà molto importante per la definizione del quadro politico francese dei prossimi anni. Una vittoria forte di Macron e delle forze politiche che lo sostengono permetterebbe al Presidente rieletto di rilanciare la sua azione di governo e adottare quelle misure sociali che i cittadini transalpini con la loro astensione e con il loro voto per forze anti sistema chiedono di avere. Dall’altro lato una forte affermazione della sinistra radicale di Mélenchon o della destra nazionalista contribuirebbe a rendere ancora più lacerata la società francese.

Luca Rosati

Immagine in evidenza: File:Macron & Le Pen.jpg” by 1. Copyleft, 2. Foto-AG Gymnasium Melle is marked with CC BY-SA 4.0.

Luca Rosati
Luca Rosati

Laureato in scienze politiche e relazioni internazionali con specializzazione in affari europei. Attualmente frequento l’International Master in European Studies a Bruxelles.

Appassionato di Unione Europea, processi elettorali degli Stati membri e comunicazione politica.

 

 

 

Ti potrebbe interessare
Letture suggerite