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lunedì 24 Gennaio 2022

Associazione di Promozione Sociale | Rivista di politica internazionale

Verso le elezioni presidenziali francesi: il candidato dei Repubblicani

In breve

  • Dopo due turni di elezioni interne aperte agli iscritti i Repubblicani francesi hanno scelto Valérie Pécresse come candidato alle presidenziali.
  • Pécresse potrebbe erodere voti a Zemmour e Le Pen, arrivando al secondo turno.
  • Emmanuel Macron, favorito per la vittoria finale, non ha ancora annunciato ufficialmente la propria (ri)candidatura per la corsa all’Eliseo.

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In 3 sorsiLo scorso 4 dicembre il Partito repubblicano francese (Les Républicains) ha ufficializzato Valérie Pécresse come candidata per le prossime presidenziali.

1. LA SCELTA DEL PARTITO

Dopo due mesi di campagna elettorale interna il centrodestra francese ha scelto il candidato per la corsa all’Eliseo. Si tratta di Valérie Pécresse, 54 anni, attuale Presidente della Regione Île-de-France, già Ministra dell’Istruzione dal 2007 al 2011 e Ministra del Budget e dei Conti pubblici dal 2011 al 2012.
Le votazioni, aperte solo ai regolari iscritti, si sono tenute online sul sito del partito e nei circoli repubblicani dislocati sul territorio. In una prima fase, dal 1° al 2 dicembre, la contesa ha riguardato 5 candidati: Valérie Pécresse, Philippe Juvin, Eric Ciotti, Michel Barnier e – il favorito – Xavier Bertrand.
Il primo turno si è chiuso con l’affermazione di Ciotti e Pecrésse, che si sono fronteggiati per stabilire il vincitore finale. Sabato 4 dicembre il Presidente del partito, Christian Jacob, ha annunciato i risultati: con il 61% dei consensi Valérie Pécresse ha staccato il rivale Ciotti (39% dei voti).
Pécresse, prima candidata donna nella storia dello schieramento, avrà quindi il difficile compito di rilanciare il partito che nel 2017, per la prima volta nella sua storia, rimase fuori dal secondo turno elettorale.
Un partito in crisi d’identità che si trova ad affrontare un forte calo di consenso, oltre ad aver “perso” diversi elementi di spicco, come l’attuale Ministro dell’Economia Bruno Le Mairie, confluito nel partito di Emmanuel Macron La République en Marche. Partito che con la sua nascita ha sconvolto il tradizionale scenario politico francese basato sul dualismo tra repubblicani e socialisti.

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Fig. 1 – Emmanuel Macron, 43 anni, dal 2017 ricopre la carica di Presidente della Repubblica francese

2. CHI È VALERIE PECRESSE?

Laureata in economia e diplomata all’ENA – École nationale d’administration (scuola di eccellenza amministrativa francese ), Valérie Pécresse fa parte del Partito repubblicano (ex UMP) dal 2002.
Tradizionalmente moderata, negli ultimi tempi alcune sue posizioni politiche si sono spostate sempre più verso destra. Ad esempio sostiene l’introduzione di quote fisse annuali per l’ingresso nel territorio francese di immigrati e l’invio dell’esercito in certi quartieri. Oltre a promettere misure per frenare il processo di globalizzazione in atto e incrementare le dimensioni delle carceri francesi.
Pugno duro in materia di immigrazione e sicurezza, ma anche attenzione all’ambito sociale e ambientale. Pécresse afferma infatti la necessità di maggiore attenzione all’ambiente con politiche adeguate e un incremento degli investimenti nel settore sanitario, specie nelle zone meno popolate del Paese.
Nel corso delle sue uscite pubbliche ha espresso l’obiettivo di aumentare l’età pensionabile dagli attuali 62 a 65 anni e promesso di tagliare 150mila posti di lavoro all’interno della pubblica amministrazione francese.

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Fig. 2 – Eric Zemmour, giornalista e scrittore, dopo l’annuncio della sua candidatura punta ad arrivare al secondo turno

3. LA SITUAZIONE POLITICA A 4 MESI DAL VOTO

Al momento attuale i Repubblicani dovrebbero comunque restare fuori dalla contesa finale per l’Eliseo. Gli ultimi sondaggi propendono, infatti, per un secondo turno tra la candidata del Rassemblement National, Marine Le Pen, ed Emmanuel Macron. Nonostante quest’ultimo non abbia (ancora) annunciato la propria candidatura alle presidenziali.
La sinistra francese, molta divisa all’interno, vede come principali esponenti la socialista Anne Hidalgo al 4%-6% e Jean Luc Melenchon di La France Insoumise, che oscilla al 10%. All’orizzonte non sembrano esserci, per il momento, le condizioni per un’alleanza tra le forze della gauche francese con un unico candidato.
Alleanza improbabile anche all’interno della destra nazionalista transalpina. Marine Le Pen, che mesi fa veniva data per scontata al secondo turno, si trova a dover fronteggiare l’ascesa di Éric Zemmour. Nelle ultime settimane il giornalista parigino ha ufficializzato la candidatura per le presidenziali della prossima primavera. I sondaggi di qualche mese fa vedevano Zemmour davanti a Le Pen. Uno scenario che nelle ultime settimane è in fase di modifica, con il controsorpasso di Le Pen. Una situazione comunque, quella della destra nazionalista francese, in continua evoluzione e che potrebbe riservare nuovi colpi di scena nei prossimi mesi.
In questa situazione politica i Repubblicani puntano a erodere i voti dell’estrema destra sfruttando la rivalità Zemmour-Le Pen. I nazionalisti francesi, infatti, potrebbero pagare questa “guerra interna” tra due esponenti politici molto vicini tra di loro.
Dal canto suo il centrodestra francese sembra avere una maggiore compattezza intorno alla figura di Pécresse, con tutti i suoi “rivali” delle primarie che hanno assicurato massimo sostegno. Inoltre l’attuale Presidente dell’Île-de-France con alcune posizioni intransigenti in materia di sicurezza e immigrazione potrebbe assorbire diversi voti dagli elettori di Le Pen.
In ultimo non è da sottovalutare anche il possibile sostegno che Pécresse potrebbe incassare dall’elettorato femminista francese, tradizionalmente sensibile a questo tema. Proprio per tale motivo Valérie Pécresse, nonostante non fosse data per favorita, era la candidata più temuta da Macron. I Repubblicani, durante la loro storia politica, non hanno mai presentato una candidata. Un aspetto che diversi analisti politici non escludono possa rappresentare una fattore di sorpresa nelle votazioni.
Con un panorama politico così affollato e con rivalità all’interno della stessa area, lo scenario in vista delle elezioni presidenziali potrebbe modificarsi ulteriormente nelle prossime settimane. Al netto dell’ufficializzazione della sua candidatura, Macron sembra essere il favorito numero uno per la corsa all’Eliseo. Una contesa che comunque vista la complessità e la presenza di tanti candidati potrebbe riservare nuove sorprese.

Luca Rosati

Immagine in evidenza: “Elysee Palace” by SSShupe is licensed under CC BY-NC-ND 2.0

Luca Rosati
Luca Rosati

Appassionato al processo di integrazione europea e al rapporto tra gli Stati membri, sono laureato in scienze politiche e relazioni internazionali presso l’Università degli Studi di Torino. Ho svolto un periodo di studio presso la facoltà di Scienze Sociali di Parigi nell’ambito del programma Erasmus.

Dopo la laurea, ho lavorato due anni presso la pubblica amministrazione francese a Lione dove mi sono occupato della gestione di programmi e fondi europei.

Attualmente sono impiegato presso il dipartimento Affari Europei della Regione Valle d’Aosta dove mi occupo di progettazione europea e di comunicazione sulle attività dell’Unione Europea.

Frequento inoltre il Diploma in Affari Europei dell’ISPI (Istituto Superiore di Politica Internazionale) di Milano.

 

 

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