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lunedì 28 Novembre 2022

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La nuova strategia di Pechino: incursioni aeree per logorare la risposta di Taiwan

In breve

  • Da oramai diversi mesi, la Cina invade con i suoi velivoli militari la ADIZ (Areal Identification Defense Zone) di Taiwan.
  • Queste incursioni non hanno solo come scopo quello di mostrare i muscoli alla piccola ma ben difesa Taiwan, ma anche quello di logorare mentalmente ed economicamente l’aviazione di Taiwan.
  • Alcuni analisti militari ritengono che il peso di queste manovre già si faccia vedere dopo alcuni incidenti aerei imp.utabili allo stress

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Caffè lungoPechino non ha mai fatto mistero, soprattutto durante la presidenza di Xi Jinping, di voler completare l’unificazione della Cina annettendo Taiwan, con la forza o con mezzi pacifici. Certamente tra gli episodi che periodicamente rinnovano l’attenzione sulla delicata questione dell’isola ci sono le periodiche incursioni di velivoli cinesi all’interno del suo spazio aereo.

IN COSA CONSISTONO LE INCURSIONI

Lo scorso  2 ottobre, Ansa ha riportato un’incursione “record” di forze dell’aviazione di Pechino, con ben 38 aerei (di cui due capaci di trasportare ordigni nucleari) sopra lo spazio aereo di Taiwan. Una prova di muscoli che sembrava presagire un’imminente invasione, fortunatamente mai avvenuta.

Tuttavia, il fenomeno di queste incursioni è ben più di una semplice prova di forza politica e militare ma invece cela un grado di complessità. L’intento di queste operazioni infatti è soprattutto quello di logorare i nervi dei piloti dell’aviazione di Taiwan nonché di aumentare oltremodo le spese militari di Taipei.

In primo luogo, gli aerei cinesi non sorvolano lo spazio aereo direttamente sopra Taiwan. Piuttosto, entrano nella cosiddetta ADIZ (Areal Identification Defense Zone), che rappresenta quella zona di cielo in cui i velivoli devono per forza identificarsi quando vi entrano. In caso contrario, parte la procedura di ingaggio verso un potenziale velivolo ostile.

Prendiamo per esempio le rotte riportate dall’articolo di Taiwan News riguardo al famoso sorvolo di 38 aerei militari in un solo giorno. Gli aerei non sorvolano direttamente Taiwan: alcuni volano in mezzo allo stretto di Formosa da nord-est a sud-ovest, altri entrano nella porzione sud-occidentale dell’ADIZ di Taiwan e compiono un’inversione a u verso la Cina continentale. In alcuni casi, come nel caso della seconda ondata di incursioni qui schematizzata da Taiwan News, un aereo da guerra elettronica Shaanxi KJ-500 ha solo oltrepassato una minuscola porzione di ADIZ taiwanese e ha compiuto subito dietrofront

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Fig. 1 – Un caccia esposto al Museo dell’Aeronautica dell’Esercito Popolare di Liberazione di Pechino

PERCHE’ QUESTE INCURSIONI

Per capire la motivazione strategica nel lungo periodo delle incursioni è necessario puntualizzare un aspetto fondamentale, ovvero lo stato dell’aviazione taiwanese. Taiwan infatti può vantare, a livello tecnico e di numeri assoluti, una delle aviazioni più forti di tutta l’Asia. Stando al World Directory of Modern Military Aircraft, il grosso dell’aviazione taiwanese è composto da ben 103 caccia ad alte prestazioni AIDC F-CK-1 Ching-Kuo interamente sviluppati e prodotti in patria, 115 F-16, 46 caccia multiruolo Desassault Mirage 2000 e 25 F/RF-5E. Per fare un breve paragone con altri Paesi all’avanguardia nel campo della difesa, il Giappone ha una flotta di aerei da caccia composta in totale da 279 caccia contro i 289 complessivi di Taiwan. La Francia “solo” 232. Ovviamente questa mera analisi numerica non basta a quantificare le reali capacità difensive di una nazione dato che la sola aeronautica militare di un Paese è composta da diverse tipologie di velivoli, ognuno con un utilizzo tattico determinato.

Tuttavia, ciò è utile per ricordare che Taiwan ha investito enormi quantità di denaro nel settore difesa, investendo soprattutto nella produzione domestica di armamenti. La Presidente Tsai Ing-wen ha recentemente annunciato che verrà iniziata una produzione domestica di droni militari a medio raggio. Una guerra di Pechino contro l’isola sarebbe quindi difficilissima da portare a termine.

Le incursioni rappresentano perciò un modo indiretto per aumentare la pressione su Taiwan da un punto di vista economico e mentale. Il consumo economico si presenta ogni volta che un aereo si mobilita dopo l’entrata di un aereo cinese nell’ADIZ, consumando molto carburante. Il Ministero della Difesa ha dichiarato che le incursioni cinesi sono costate finora 25 milioni di dollari in più tra spese extra di carburante e manutenzione.

Inoltre, sembra oramai chiaro che le incursioni cinesi abbiano lo scopo di logorare i piloti di Taiwan, sottoponendoli a una fonte di stress continuo. L’aviazione di Taiwan è di fatto chiamata a rispondere quotidianamente a potenziali minacce da parte di velivoli ostili e ciò, aggiunto alle esercitazioni di routine, sta creando diversi errori umani che sono sfociati in incidenti. Inoltre, per compensare al numero crescente di jet comprati e prodotti da Taiwan, i piloti più giovani e più inesperti vengono messi al comando di aerei ad altissima tecnologia e prestazioni, esacerbando il rischi di incidenti. Recentemente, un pilota è morto dopo essersi schiantato in mare con il suo F-16 e in questo caso pare che la causa sia stata proprio l’inesperienza e l’efficacia dell’addestramento e della preparazione dell’aviazione di Taiwan è stata messa sotto accusa da ex membri di alto rango dell’esercito.

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Fig. 2 – Una squadriglia di caccia F-16 dell’Aviazione di Taiwan pronta al decollo

LA SITUAZIONE ATTUALE

Nel 2021 sono state registrate ben 961 incursioni nell’ADIZ di Taiwan, marcando un cospicuo aumento rispetto alle 380 dell’anno precedente. Al momento della scrittura di questo pezzo (26 aprile), nel solo mese di aprile 2022 si sono registrate incursioni da ben 61 aerei militari cinesi. Non è chiaro se e quando Pechino si deciderà a lanciare un attacco militare nei confronti di Taiwan: da un lato, le dichiarazioni minacciose dei diplomatici e media cinesi nei confronti di Taiwan e sulla sua appartenenza alla Cina lasciano trapelare una precisa intenzione. D’altro canto, il Governo di Taiwan ritiene che Xi Jinping sia troppo in difficoltà sul fronte interno per potersi lanciare in una guerra contro l’isola, ipotesi che trova riscontro anche dalle dichiarazioni del capo dei servizi segreti di Taipei. Guerra che potrebbe concludersi malamente considerando non solo l’alto livello della difesa di Taiwan ma anche un potenziale soccorso da parte di Giappone e Stati Uniti. Tuttavia, per la Cina queste incursionie su base giornaliera rappresentano un buon modo per tenere sul chi vive Taiwan, una sorta di guerra a bassissima intensità che può essere portata avanti senza sforzo e con minimi rischi nel lungo periodo e che permette a Pechino di continuare a mostrare i muscoli e di dimostrare il suo ruolo di potenza militare per dissuadere le velleità “indipendentiste” della piccola, ma ben armata, Taiwan.

Enrico Breveglieri

01.07 總統專機升空後,空軍派遣4架F-16及2架IDF戰機護航” by Taiwan Presidential Office is licensed under CC BY

Enrico Breveglieri
Enrico Breveglieri

Nato a Ferrara, ho studiato a Bologna Lingue, Mercati e Culture dell’Asia e a Torino, dove ho conseguito la laurea magistrale in Area and Global Studies for International Cooperation. Inizialmente mi ha spinto verso il Giappone la cultura contemporanea ma durante lo scambio Erasmus a Edimburgo una professoressa bravissima mi ha fatto appassionare alle relazioni internazionali e da allora seguo con entusiasmo la politica estera giapponese, a cui ho dedicato la tesi magistrale, e tutto ciò che è a tema Asia. Durante il corso di due tirocini presso altrettanti think tanks specializzati in relazioni internazionali mi sono interessato a Taiwan e ho fondato il “Bollettino giornaliero sulla politica estera di Taiwan” su Facebook.

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