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mercoledì 25 Maggio 2022

Associazione di Promozione Sociale | Rivista di politica internazionale

L’India al centro della diplomazia mondiale

In breve

  • L’India è al centro del fronte diplomatico della guerra in Ucraina. La neutralità indiana lascia infatti spazio ai due schieramenti per provare a spingere Delhi dalla loro parte.
  • L’Occidente non vuole abbandonare l’India alla Russia. Le visite di Johnson e von der Leyen a Delhi vanno lette nel quadro della strategia che mira a isolare Mosca.
  • Investimenti e tecnologia sono le chiavi per provare a spostare il baricentro indiano a ovest. Anche Varsavia e Vilnius partecipano allo sforzo diplomatico europeo in funzione anti-Russia.

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Analisi L’India è al centro delle attività diplomatiche legate alla guerra in Ucraina. Per l’Occidente isolare Mosca è una priorità. I viaggi a Delhi di Johnson e von der Leyen segnalano la volontà di rilanciare le relazioni puntando su interessi comuni. Anche Varsavia e Vilnius partecipano allo sforzo diplomatico.

IL MONDO GUARDA A DELHI

La guerra in Ucraina non si combatte solo sul terreno. Parallelamente alla dimensione militare, infatti, si sta sviluppando uno scontro di portata più ampia che vede protagoniste le diplomazie mondiali. Da questo secondo fronte emergeranno i futuri assetti internazionali e la tenuta della pace che verrà. Centro nevralgico del “fronte diplomatico” della guerra è l’India di Modi. La neutralità di Delhi sul conflitto, infatti, lascia spazio di manovra ai molti Stati interessati a spostare il subcontinente dalla loro parte. Sesta economia del mondo avviata a diventare la terza potenza importatrice entro il 2050, l’India è attore rilevante al punto che la sua adesione a uno degli schieramenti in lotta sguarnirebbe il campo opposto. Se la Russia non può permettersi di perdere l’India, pena isolamento e abbandono totale all’abbraccio mortifero della Cina, allo stesso modo l’Occidente senza India sarebbe più debole e insicuro. Tale consapevolezza ha innescato una vera e propria “corsa a Delhi”, con politici e diplomatici di mezzo mondo volati in India in queste settimane. Dal canto suo, Delhi si compiace della criticabile ma efficace strategia adottata che sta regalando rinnovata centralità al Paese. La prima a corteggiare l’India è stata la Russia. Ma la visita di Lavrov, utile a garantire sconti sulle materie prime energetiche, è stata subito bilanciata dall’(iper)attivismo diplomatico occidentale. Il più rapido a rispondere alla mossa di Mosca è stato Biden, che ha organizzato un meeting virtuale con Modi. Successivamente è toccato all’Europa, con le visite di Johnson e della Presidente della Commissione von der Leyen. Delhi ha poi accolto altri Ministri degli Esteri europei, tra cui quelli di Polonia e Lituania, Stati in prima linea nella crisi Ucraina. L’azione diplomatica occidentale, nonostante appaia scarsamente coordinata, va letta nel quadro di una più ampia strategia che mira a isolare internazionalmente la Russia e riscrivere gli equilibri post-conflitto. La posta in gioco è dunque alta e per questo l’attenzione nei confronti dell’India è destinata a durare.

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Fig. 1 – Il Primo Ministro indiano Modi incontra la Presidente della Commissione Europea von der Leyen a Delhi, 25 aprile 2022

L’UE PUNTA L’INDIA

Ursula von der Leyen nel discorso di apertura dei Raisina Dialogue a Delhi, adottando un approccio che ricorda il “principled pragmatism” descritto nella EU Global Strategy del 2016, ha sapientemente alternato richiami ai valori democratici e descrizione degli interessi condivisi da India e UE. In particolare Delhi e Bruxelles promuovono la stessa visione di Indo-Pacifico “libero e aperto” come garanzia di sicurezza delle rotte commerciali e di supply chains resilienti. In perfetta continuità con la strategia europea per l’Indo-Pacifico von der Leyen ha ribadito l’importanza delle relazioni India-UE, nonostante le divergenze sulla guerra in corso. D’altronde le relazioni bilaterali tra India e Unione sono da sempre caratterizzate da grandi contraddizioni. Basti pensare che i negoziati per la realizzazione di un accordo di libero scambio sono stati fermi per circa 10 anni. Più di recente India e UE si sono scontrate anche sulla questione dei brevetti dei vaccini e sulle sanzioni alla Russia. Su questo ultimo aspetto, in particolare, Delhi ha lamentato il mancato coinvolgimento da parte dei partner europei in fase di definizione delle sanzioni che rischiano di avere un impatto enorme sull’economia indiana. In questo contesto von der Leyen ha scelto di non concentrarsi sulla guerra in corso, ma di puntare piuttosto sul rilancio del ruolo dell’UE in India e in Asia meridionale. Nell’incontro con Modi si è quindi parlato dell’ambizioso Global Gateway, il piano dell’Unione che si contrappone alla Belt and Road cinese e che piace molto a Delhi. UE e India hanno anche mostrato interesse nella ripresa dei negoziati commerciali e nel proseguimento della cooperazione nei settori dell’energia pulita e della Difesa, questi ultimi da sviluppare nel quadro del Maritime Security Dialogue. In sostanza la visita di von der Leyen è stata un esempio di come la leader intenda la nuova “Commissione geopolitica”, un mix di valori e interessi in cui i primi contano, ma i secondi dettano l’agenda.

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Fig. 2 – Conferenza stampa congiunta del premier britannico Boris Johnson con Modi alla Hyderabad House di Delhi, 22 aprile 2022

LA STRATEGIA BRITANNICA PASSA PER DELHI

Altrettanto rilevante è stata la visita a Delhi del premier britannico Johnson. Con questo viaggio, che segue quello recente del Ministro degli Esteri Truss, il Regno Unito ha voluto mostrare tutta la determinazione nel rilanciare le delicate relazioni con l’ex colonia. Anche Londra, piuttosto che cercare un vano riallineamento con Delhi sulla guerra, ha preferito discutere di commercio e investimenti. La chiave per spostare Delhi nel proprio campo è la tecnologia e la disponibilità russa a cedere conoscenze e materiali strategici all’India è una delle ragioni per cui le Forze Armate e il settore nucleare indiani oggi parlano russo. L’approccio mostrato da Johnson, così come quello di von der Leyen, sembra in questo senso innovativo rispetto al passato. Anche Londra, infatti, dopo aver annunciato il proprio interesse per la definizione di un accordo di libero scambio, ha proposto un rafforzamento della cooperazione nei settori strategici. A oggi Londra, pur essendo tra i primi 5 Paesi al mondo per spese militari, non compare tra i principali partner di Delhi in questo settore. Negli anni il Regno Unito ha preferito offrire all’India expertise, soprattutto cyber, piuttosto che tecnologia e sistemi d’arma. La strada è quindi lunga e ci vorrà tempo prima che Londra riesca a ritagliarsi uno spazio, magari a spese di Mosca, nel settore militare indiano. Tuttavia la strategia di Londra sembra andare in questa direzione e il suo sforzo, se inserito nel più ampio quadro della strategia occidentale intesa a spostare il baricentro dell’India a ovest, potrebbe pagare.

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Fig. 3 – Il Ministro degli Esteri polacco Rau (al centro) parla con l’omologo lituano Landsbergis (a destra) durante una riunione del Consiglio Europeo a Bruxelles, 21 marzo 2022

IL SENSO DEGLI INCONTRI CON POLONIA E LITUANIA

Sfruttando la vetrina offerta dai Raisina Dialogue, la diplomazia indiana ha invitato numerosi Ministri degli Esteri europei a Delhi. Tra i tanti spiccano quelli di Polonia e Lituania, attori centrali nel conflitto in corso e nella storia dell’Ucraina in generale. Durante l’incontro con l’omologo polacco Rau, il Ministro degli Esteri Jaishankar ha ribadito la gratitudine del proprio Paese per il sostegno di Varsavia alle operazioni di evacuazione degli studenti indiani dall’Ucraina. Le relazioni tra India e Polonia, seppur caratterizzate da un basso interscambio commerciale, sono buone e si sono consolidate in piena guerra mondiale. L’India, infatti, fu tra i primi Stati nel 1942 a offrire riparo a migliaia di bambini polacchi in fuga dalla Polonia. Oggi Varsavia è uno dei principali fornitori di carbone per l’India, che soffre il rialzo dei prezzi di una risorsa tanto importante per il Paese. Altro incontro passato sottotraccia, ma dal grande valore strategico, è stato quello tra Jaishankar e l’omologo lituano Landsbergis. Vilnius, infatti, si è distinta negli ultimi mesi per una serie di iniziative forti in campo internazionale, tra cui l’apertura di un ufficio diplomatico a Taiwan e la posizione intransigente nei confronti della Russia. A seguito dell’incontro l’India ha annunciato l’apertura di una nuova missione diplomatica proprio a Vilnius. Decisione simbolica quella di Delhi, che promette di impattare anche sulle dinamiche securitarie dell’Indo-Pacifico e, soprattutto, segnala come la strategia nazionale sia in via di ridefinizione. Principale artefice di questo cambio di passo è proprio Jaishankar, che nel suo libro “The Indian Way” aveva descritto alla perfezione la necessità di una politica estera indiana proattiva per contrastare l’ascesa della Cina. Ora proprio la crisi Ucraina sembra aver offerto all’India l’occasione che stava aspettando.

Tiziano Marino

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Tiziano Marino
Tiziano Marino

Analista politico e ricercatore, dopo la laurea magistrale in Relazioni Internazionali all’Università Roma Tre con specializzazione in “Pace, Guerra e Sicurezza”, ho conseguito un master in Studi Europei al College of Europe di Varsavia con una tesi sulla politica di vicinato dell’UE in Medioriente. Appassionato di sicurezza internazionale e geoeconomia, scrivo di UE, area MENA e Asia meridionale. Ho lavorato per i quotidiani HuffPost Italia e l’Indro, sono stato ricercatore per l’Istituto Affari Internazionali (IAI), e attualmente collaboro con Eastwest.eu e New Eastern Europe. Nella mia vita precedente ho viaggiato e vissuto in India e in Australia dove per sopravvivere ho lavato piatti e raccolto fragole.

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