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domenica 25 Settembre 2022

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Crisi Ucraina: capire la neutralità dell’India

In breve

  • L’India sta applicando il tradizionale approccio neutrale e realista alla guerra in Ucraina. Partner strategico della Russia, il Paese è più preoccupato delle ripercussioni che guerra e sanzioni hanno sulla propria economia che dall’evolversi del conflitto.
  • Dopo aver organizzato l’evacuazione dei propri cittadini, Delhi ha cercato di bilanciare la propria azione diplomatica. L’India mira a non scontentare Russia e Occidente poiché considera entrambi funzionali al perseguimento dei propri interessi nazionali
  • L’India non può e non vuole fare a meno della Russia. Se anche l’Occidente provasse a rimpiazzare forniture tecnologiche e armamenti russi, perdere Mosca significherebbe per Delhi ritrovarsi più isolata nel complesso e instabile scacchiere asiatico.

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Analisi – L’India sta applicando il tradizionale approccio neutrale e realista anche alla guerra in Ucraina. Preoccupata dall’impatto che la guerra e le sanzioni hanno sulla sua economia, Delhi chiede il cessate il fuoco, ma non sceglie da che parte stare, consapevole del fatto che sia la Russia che l’Occidente sono funzionali al perseguimento dei propri interessi nazionali

REALISMO INDIANO

Trascorso oltre un mese dall’inizio dell’invasione russa dell’Ucraina, in Occidente ci si interroga sulla neutralità dell’India. Un simile dibattito è invece assente nella comunità strategica indiana per almeno due ragioni. La prima è che la posizione assunta dal Governo Modi, espressa attraverso l’astensione su tutte le risoluzioni di condanna presentate in sede ONU, appare in linea con gli interessi nazionali indiani. La seconda riguarda il fatto che l’attenzione di Delhi è tutta incentrata sulla fine del conflitto piuttosto che sulla sua evoluzione. L’India, infatti, è spaventata dalle ripercussioni che la guerra e le sanzioni alla Russia avranno sulla sua economia e per questo invoca da subito il cessate il fuoco. Per comprendere la posizione indiana occorre far buon uso di geografia e storia. Un primo sguardo alla cartina del mondo ci suggerisce che la guerra è per l’India lontana rispetto, per esempio, al colpo di Stato in Myanmar o alla crisi economica in Sri Lanka. Tale prospettiva ci aiuta a comprendere perché la reazione indiana non sia stata emotiva. Uno sguardo più attento ci consente poi di cogliere quali siano le priorità strategiche dell’India e come si leghino alla guerra. Il rischio di accerchiamento posto dall’asse Cina-Pakistan è al centro di ogni scelta strategica dell’India. La necessità di bilanciare Pechino, i complessi rapporti con la popolazione islamica e il mancato appoggio occidentale spinsero Delhi in piena Guerra Fredda a “tradire” il non-allineamento e ad avvicinarsi all’Unione Sovietica. Da parte sua Mosca ha spesso sostenuto e supportato Delhi contro l’Occidente. Basti pensare che, tra il 1957 e il 1971, per ben sei volte il veto sovietico all’ONU ha salvato l’India. Basate su tali legami storici, le relazioni russo-indiane si sono evolute in una Partnership Strategica Privilegiata che oggi condiziona le scelte dell’India.

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Fig. 1 – Cittadini indiani, per lo più studenti, appena evacuati dall’Ucraina attraverso l’Operazione Ganga, 3 marzo 2022

INDIA FIRST

Dal primo giorno di guerra l’attenzione di Delhi si è concentrata sulle sorti dei circa 22.500 cittadini indiani, perlopiù studenti, presenti in Ucraina. Nonostante l’ampio sforzo diplomatico e logistico profuso, l’India non è riuscita a evitare la morte di uno studente indiano colpito durante i bombardamenti russi su Kharkiv. L’apertura di corridoi umanitari è stata al centro dei colloqui avuti da Modi con Putin, il primo giorno di guerra, e con Zelensky, due giorni più tardi. Terminate le operazioni di evacuazione, il Governo nazionalista indù ha proseguito la propria azione di mediazione evitando di schierarsi e insistendo sulla necessità di un cessate il fuoco. L’approccio indiano, definito come “silent diplomacy“, non è certamente una novità e richiama alla memoria le posizioni assunte sul Myanmar e, almeno fino alla nomina del Governo talebano, sull’Afghanistan. Tuttavia, la guerra in Ucraina ha messo l’India in una posizione ancora più scomoda. Lo scontro in corso vede contrapposti due mondi, quello russo e quello che semplificando definiamo “occidentale”, con cui l’India intrattiene buone relazioni. Entrambi i fronti sono considerati funzionali al perseguimento degli interessi nazionali indiani e per questo Delhi cerca un equilibrio che non scontenti nessuno. Non a caso rispetto al 2014, quando l’India riconobbe i legittimi interessi russi in Ucraina, questa volta la diplomazia indiana si è esposta meno. Cogliendo l’importanza che questa guerra ricopre per UE e USA, l’India sta provando a riequilibrare le astensioni all’ONU con richiami al principio dell’integrità territoriale e al rispetto del diritto internazionale. Seppur attenta alle reazioni di Mosca, Delhi invia aiuti umanitari in Ucraina. Trovandosi di fronte a un conflitto incerto, tanto sul campo quanto per le conseguenze che produrrà, l’India sa che prendere una posizione netta oggi potrebbe pregiudicare le scelte di domani.

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Fig. 2 – Militari indiani marciano nella Piazza Rossa durante la parata militare per il 75esimo l’anniversario della vittoria russa nella II Guerra Mondiale, 24 giugno 2020

PERDERE LA RUSSIA

La relazione tra India e Russia, seppur caratterizzata da un basso interscambio commerciale, è profondamente strategica perché concentrata su tre settori chiave: armamenti, tecnologia ed energia. Se quindi la guerra ha un impatto dirompente per l’India, le conseguenze a lungo termine delle sanzioni spaventano anche di più. Delhi, infatti, non ha avuto modo di studiare contromisure perché non coinvolta dai partner occidentali al momento della scelta delle sanzioni da applicare. Mosca è il primo fornitore di armamenti per Delhi, al punto che almeno il 50% dei sistemi d’arma indiani è russo o utilizza componentistica russa. La prima conseguenza della guerra per l’India è stata il blocco dell’export di ricambi trattenuti dai russi per necessità. Ora le sanzioni potrebbero prolungare il blocco per un tempo indefinito. Ciò non solo rende l’India vulnerabile, ma ne pregiudica lo sviluppo dell’industria bellica e anche l’export militare. In particolare, a causa delle sanzioni rischia di saltare il contratto con le Filippine per la fornitura di missili BrahMos. Anche sul fronte energetico la Russia è partner cruciale per l’India, non per la fornitura di gas e petrolio, ma per lo sviluppo infrastrutturale e tecnologico. In questo ambito le sanzioni e il rialzo dei prezzi potrebbero produrre un effetto paradossale avvicinando Mosca e Delhi. Quest’ultima, infatti, potrebbe approfittare del processo di diversificazione degli acquirenti in atto in Russia per garantirsi sconti sulle forniture come avvenuto nei giorni scorsi. In questo modo il Governo Modi potrebbe mitigare le conseguenze che la guerra produrrà sulla crescita del Paese.

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Fig. 3 – Il premier indiano Narendra Modi partecipa al Quad Leaders Summit organizzato dalla Casa Bianca nel settembre 2021

L’OCCIDENTE COME ALTERNATIVA

È sbagliato parlare di alleanza tra India e Russia. Come sempre accade tra grandi potenze, o Stati che si percepiscono tali, anche Delhi e Mosca perseguono diversi obiettivi e hanno una visione strumentale delle loro relazioni. Nell’Indo-Pacifico, per esempio, mentre l’India conduce esercitazioni militari in funzione anticinese nell’ambito del Quad, la Russia ha interessi diversi. Mosca, come Pechino, rifiuta addirittura la definizione di “Indo-Pacifico” e si riferisce alla regione con il termine Asia-Pacifico, considerato più inclusivo. Per tacere poi delle tensioni Russia-Giappone sulle isole Curili. In questo contesto, poco importa che l’India condivida o meno l’azione russa in Ucraina, anche perché non ha il peso necessario per fermarla. Ciò che conta per l’India è cosa abbia da offrire il blocco occidentale per convincerla a spostare il baricentro a ovest. Ben consapevoli di ciò sono gli USA. Non a caso il Sottosegretario di Stato Nuland, intervistata da NDTV, ha di recente parlato della possibilità di rimpiazzare tecnologia e armi russe con quelle occidentali. Lo schema proposto dagli americani ricalca il “modello Ucraina” e prevede l’invio di tecnologia USA e di armamenti ex-sovietici dall’UE. Il progetto americano punta a spostare l’India totalmente nel campo occidentale puntando sui comuni interessi nell’Indo-Pacifico. Tuttavia al momento l’India non può e non vuole fare a meno della Russia. Anzi, la comunità strategica indiana teme l’eccessivo indebolimento russo. Oltre a spingere Mosca nelle braccia di Pechino, infatti, una Russia debole destabilizzerebbe l’Asia Centrale cui Delhi guarda per aggirare Cina e Pakistan. Tutto ciò lascia pensare che nel breve non esista alternativa alla Russia per l’India.

Tiziano Marino

Meeting President Putin and discussing India-Russia ties.” by narendramodiofficial is licensed under CC BY-SA

Tiziano Marino
Tiziano Marino

Analista politico e ricercatore, dopo la laurea magistrale in Relazioni Internazionali all’Università Roma Tre con specializzazione in “Pace, Guerra e Sicurezza”, ho conseguito un master in Studi Europei al College of Europe di Varsavia con una tesi sulla politica di vicinato dell’UE in Medioriente. Appassionato di sicurezza internazionale e geoeconomia, scrivo di UE, area MENA e Asia meridionale. Ho lavorato per i quotidiani HuffPost Italia e l’Indro, sono stato ricercatore per l’Istituto Affari Internazionali (IAI), e attualmente collaboro con Eastwest.eu e New Eastern Europe. Nella mia vita precedente ho viaggiato e vissuto in India e in Australia dove per sopravvivere ho lavato piatti e raccolto fragole.

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