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martedì 9 Agosto 2022

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Conflitto armato colombiano: cosa succede nelle FARC dopo la morte di Ivan Marquez

In breve

  • Il Presidente colombiano Ivan Duque ha affermato che il leader delle FARC Ivan Marquez sarebbe stato ucciso durante un combattimento in Venezuela.
  • Marquez è un pezzo da novanta della dissidenza delle FARC, gruppo nato dopo la firma dell’accordo di pace tra la guerriglia e il Governo colombiano.
  • Nell’ultimo anno, sette leader delle FARC hanno perso la vita e questo potrebbe indebolire l’organizzazione sulla frontiera venezuelana a discapito dell’ELN.
  • Se vuoi saperne di più sulla storia del conflitto armato in Colombia, ascolta il nostro podcast “La Guerra del Maldito”. 

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In 3 sorsiDopo la presunta morte in Venezuela di Ivan Marquez, la dissidenza delle FARC potrebbe cadere in una fase di crisi. Ciò potrà agevolare il consolidamento dell’ELN sulla frontiera colombiana.

1. LA PRESUNTA MORTE

Ivan Marquez, capo indiscusso della guerriglia colombiana, sarebbe stato ucciso in Venezuela. Ad affermarlo è stato Ivan Duque, Presidente uscente della Colombia durante una dichiarazione alla stampa. Le notizie sono frammentarie, ma in base alla prima ricostruzione Marquez avrebbe perso la vita durante uno scontro a fuoco con un gruppo di narcotrafficanti sulla frontiera colombiana. L’esatta posizione del leader della Segunda Marquetalia, in base alle notizie di prima mano ottenute dal giornale El Tiempo, sarebbe stata rivelata da un gruppo di soldati della Guardia Bolivariana. Altri giornali, però, riportano che Marquez sarebbe stato ucciso dagli stessi guerriglieri delle FARC, motivo per cui l’intelligence colombiana sta lavorando in queste ore per accertare la dinamica dei fatti. Nessuna collaborazione è stata garantita da Caracas, che ha affermato di “non avere informazioni a riguardo”.
La possibile morte di Ivan Marquez sarebbe un colpo devastante per le FARC, che dopo l’accordo di pace del 2016 si sono divise in tre gruppi: l’ala dialogante ha scelto di fondare il partito Comunes, mentre gli irriducibili si sono schierati dalla parte del comandante Gentil Duarte oppure di Ivan Marquez.

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Fig. 1 – Secondo le informazioni divulgate dal Governo colombiano, il leader della Segunda Marquetalia Ivan Marquez sarebbe stato ucciso durante un combattimento con un gruppo di narcos nella frontiera tra Colombia e Venezuela

2. L’ULTIMO GUERRIGLIERO

L’intera vita di Ivan Marquez è legata alla guerriglia. Entrato nelle FARC nel 1977, dieci anni più tardi divenne comandante del gruppo di armate sudoccidentale. Dopo essersi fatto un nome combattendo lo strapotere dei paramilitari nell’Urabà, è stato promosso nel comando centrale dell’organizzazione, tanto che nel 2012 venne scelto come rappresentante delle FARC nel tavolo aperto con il Governo colombiano all’Avana. Dopo la firma dell’accordo di pace e l’arresto di Jesus Santrich (accusato dagli Stati Uniti di essere un narcotrafficante), Marquez decise di riprendere la lotta armata formando il primo gruppo di dissidenti delle FARC, composto da tutti coloro che erano contrari alla scelta della guerriglia di deporre le armi. La Segunda Marquetalia, come venne definita dai giornali colombiani, iniziò a effettuare incursioni nella frontiera venezuelana, in particolare tra lo Stato Arauca e Apure. Il narcotraffico è stato il principale motore che ha permesso di continuare a finanziare le attività del gruppo. Tanto che lo stesso Marquez sarebbe stato intercettato dalle Autorità americane mentre era al telefono con un presunto intermediario del cartello di Sinaloa. Nel 2020 il Dipartimento di Stato statunitense ha anche offerto dieci milioni di dollari per chiunque fornisse informazioni che contribuissero alla sua cattura.

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Fig. 2 – Ivan Marquez e Jesus Santrich (anche lui ucciso a maggio del 2021) sono stati i principali capi della Segunda Marquetalia, l’ala dissidente delle FARC nata dopo l’accordo di pace concluso nel 2016 con il Governo colombiano

3. LE FARC OGGI

La morte di Marquez potrebbe rappresentare la fine delle FARC. Nell’ultimo anno sono stati uccisi i sette principali esponenti della dissidenza della guerriglia tra Venezuela e Colombia. Il primo a cadere era stato Jesus Santrich nel maggio del 2021, freddato nello Stato Zulia del Venezuela da un commando di soldati colombiani. Poi a dicembre è stato il turno di “El Paisa“, eliminato per mano del Frente Decimo delle FARC. Il 4 maggio 2022, invece, è stato ucciso anche “Gentil Duarte“, capo indiscusso della seconda ala più forte della dissidenza delle FARC. Anche dietro a quest’ultimo delitto si nasconderebbe un nuovo gruppo di ex guerriglieri delle FARC desiderosi di prendere il controllo dei corridoi della cocaina tra Venezuela e Colombia. Privata dei propri leader la Segunda Marquetalia è allo sbando più completo. Un momento di debolezza testimoniato anche dalla proposta lanciata al neopresidente colombiano Gustavo Petro nelle scorse settimane di intavolare un nuovo negoziato di pace. In queste ore si è fatto spesso il nome di “Walter Mendoza“, storico membro delle FARC, come possibile sostituto di Marquez alla guida della guerriglia. Nulla è certo, tranne che la crisi della Segunda Marquetalia potrebbe agevolare l’avanzata sulla frontiera venezuelana dell’ala dell’ELN fedele a “Pablito”.

Mattia Fossati

UN Security Council Field Mission: Colombia” by UKUnitedNations is licensed under CC BY-SA

Mattia Fossati
Mattia Fossati

Friulano di nascita, bolognese per meriti accademici. Mi sono laureato in Scienze Politiche per poi specializzarmi in Giornalismo. Mi occupo di mafia, corruzione e narcotraffico. Ho svolto un tirocinio in Brasile effettuando svariati video-reportage delle manifestazioni studentesche contro i tagli del Governo Bolsonaro.  In seguito sono partito per un viaggio dal Cile alla Colombia per scrivere un libro sulle nuove rotte dei narcos. Follemente innamorato delle mie due case: Venezia e l’America Latina. Non potrei mai rinunciare a un buon caffè o a bere il mate in compagnia.

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