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mercoledì 17 Agosto 2022

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Lituania-Taiwan, un asse tecnologico tra Bruxelles e Pechino

In breve

  • Seppur legate commercialmente dai primi anni Novanta, Lituania e Taiwan hanno rilanciato nettamente le proprie relazioni nell’ottobre 2021.
  • Vilnius ha infatti inaugurato una cooperazione commerciale sui semiconduttori con Taiwan, leader mondiale nel settore, staccandosi contemporaneamente dalla Cina.
  • Per Taiwan il supporto a Vilnius è minimo ed è strategico per garantirsi la possibilità di entrare con forza nel mercato europeo, dove competenze su larga scala sui semiconduttori mancano.

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Caffè lungoLituania e Taiwan hanno gettato le basi per quella che potrebbe diventare una cooperazione estremamente solida in campo tecnologico, in particolare per quanto riguarda i semiconduttori. Nel novembre scorso la Cina ha di fatto imposto un embargo informale sui prodotti lituani a seguito dell’apertura a Vilnius dell’ufficio diplomatico di Taiwan. Taipei ha preso la palla al balzo, rafforzando i rapporti con la Lituania e mettendola in prima fila nella corsa europea ai microchip.

ALLONTANARSI DALLA CINA

Taiwan ha avuto rapporti commerciali con la Lituania da quando quest’ultima ha ottenuto l’indipendenza nel 1990, ma la vera spinta all’avvicinamento tra i due Paesi è avvenuta a ottobre 2021. Il Governo di Vilnius ha dato infatti il permesso a Taiwan di aprire il proprio ufficio diplomatico informale (di fatto relegato a funzioni di natura meramente commerciale) nella capitale lituana. Di solito una mossa del genere basta a scatenare le ire di Pechino, ma in questo caso ad aggravare la cosa c’è stata anche la scelta del nome: Ufficio diplomatico di Taiwan, opposto alla nomenclatura più “diplomatica” come Taipei Cinese. 
Non è il primo segnale di una presa di distanza abbastanza radicale da Pechino: già nel 2020 la Lituania aveva supportato la partecipazione di Taiwan all’assemblea OMS (dove Taiwan è esclusa per il veto cinese dal 2016) e nel marzo 2021 il Ministro degli Esteri lituano Gabrielius Landsbergis aveva espresso la propria insoddisfazione per l’inclusione lituana nel sistema cinese di investimenti in Europa Centrale “17 più 1”, apparentemente priva di benefici per Vilnius. L’abbandono lituano della convenzione 17+1 era coinciso quindi pressappoco con il benestare a Taiwan riguardo all’apertura della sede diplomatica.  
Pechino ha fatto seguire a questa decisione il ritiro dell’ambasciatore cinese dalla Lituania e l’espulsione di quello lituano dalla Cina, imponendo poi un embargo dei prodotti lituani (soprattutto carne, grano e alcolici) sul proprio mercato, ufficialmente per ragioni sanitarie. In realtà la mossa è parsa subito una forma di coercizione economica che ha a sua volta provocato una disputa formale all’Organizzazione Mondiale del Commercio, supportata dall’Unione Europea
Nell’immediato la prima mossa simbolica di Taiwan è stata quella di acquistare le partite di rum lituano inizialmente destinato al mercato cinese. Ma per la Lituania la chiusura a Pechino e l’apertura a Taipei è stata soprattutto l’occasione per inserirsi in un settore ben più redditizio e strategico: i semiconduttori.

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Fig. 1 – La reception del nuovo Ufficio diplomatico di Taiwan a Vilnius, novembre 2021

I NUOVI RAPPORTI DIPLOMATICI TRA LITUANIA E TAIWAN

Nel 2022 si è assistito a un fitto scambio di delegazioni: sono arrivate in Lituania ben due delegazioni taiwanesi a marzo e a maggio, composte da membri dei Ministeri di Economia e Innovazione Tecnologica e aziende hi-tech, mentre poi è arrivata a giugno la visita a Taiwan da parte di una delegazione lituana guidata dalla viceministra alle Tecnologie e all’Innovazione. L’obiettivo è dichiaratamente quello di aiutare la piccola Lituania a creare una produzione domestica di semiconduttori. Nel Paese la delegazione taiwanese sembra aver trovato le condizioni ideali per poter installare delle basi di produzione. La volontà di Taiwan è tale da essere disposto a offrire investimenti in campo tecnologico per 200 milioni di dollari per bilanciare le perdite dovute al blocco commerciale della Cina. Si tratta solo di un primo passo, ma è un primo passo fondamentale per Eric Huang, capo dell’Ufficio Diplomatico di Taiwan a Vilnius: l’auspicio di Taiwan è infatti che la Lituania diventi la porta d’ingresso all’Europa per le aziende di Taipei.
L’Unione Europea del resto ha un vuoto da colmare nel settore dei semiconduttori rispetto a giganti della produzione mondiale come Taiwan e soprattutto rispetto alla Cina. Anche per questo la Commissione Europea, con il suo EU Chips Act, mira a far diventare il continente europeo un polo alternativo per la produzione di microchip.
La curiosa trattativa tra Lituania e Taiwan è indice della strategia astuta da parte di quest’ultima per riuscire a creare situazioni win-win con il minimo sforzo. Infatti, per quanto 200 milioni di investimenti nel campo dei semiconduttori siano tanti per un Paese come la Lituania, si tratta di cifre quasi irrisorie per il mercato dei semiconduttori di Taiwan. Il prossimo giga-impianto del colosso taiwanese Taiwan Semiconductor Manifacturing Company (TSMC), che aprirà nel 2024 in Arizona, ad esempio, avrà da solo un costo di ben 12 miliardi di dollari. E si tratta di uno stabilimento di importanza quasi secondaria, dove verranno prodotti solo i semiconduttori da 5 nanometri, mentre nello stabilimento di Tainan, a sud di Taiwan, già si deve cominciare la produzione di massa di quelli più piccoli e all’ultimo grido da 3 nanometri. Sembra inoltre che ancora non sia stata avanzata la richiesta di ricevere sussidi al Governo lituano, condizione che in genere è richiesta da TSMC per i propri investimenti all’estero. Il Governo giapponese ha infatti sborsato 2 miliardi e mezzo di dollari per supportare la creazione di un nuovo stabilimento in Giappone. Va inoltre osservato che la Commissione Europea con il Chips Act mira ad attirare la produzione di chip ad alta tecnologia per far diventare l’Unione leader nella produzione. Ma al momento sembra che TSMC voglia tenere a Taiwan le produzioni più tecnologicamente avanzate.

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Fig. 2 – Ting Yen-che, Presidente della Taiwan Tobacco and Liquor Corporation, mostra alcune bottiglie di rum lituano acquistate per sostenere Vilnius contro l’embargo commerciale di Pechino, gennaio 2022

UNA COOPERAZIONE VANTAGGIOSA

Si tratta tuttavia, almeno per la coppia Taiwan-Lituania, di una situazione in cui entrambe le parti guadagnano qualcosa. La Lituania ha guadagnato un partner commerciale che è in grado di portare una conoscenza tecnica estremamente rara e richiestissima, che potrebbe mettere il piccolo Paese baltico in una situazione di grande vantaggio nel contesto europeo. Invece per Taiwan le trattative sul commercio con la Lituania rappresentano la prova che Taipei è uno Stato sovrano in grado di intrattenere trattative da Stato con altri Stati e se la cooperazione sui semiconduttori con Vilnius dovesse andare in porto, aprirebbe la strada ad altre partnership con altre nazioni europee. Già Paesi come Repubblica Ceca e Slovacchia hanno intensificato il proprio supporto a Taiwan, soprattutto per quanto riguarda la sua partecipazione all’assemblea OMS. Se Taiwan riuscisse a usare la sua industria leader nel settore dei semiconduttori per costruire rapporti commerciali solidi con l’Europa sarebbe un colpo duro per Pechino. Se da un lato è improbabile che l’Europa decida di non riconoscere più la One-China Policy, Taiwan sarebbe in ogni caso molto più forte a livello internazionale con l’Europa a supportarlo. 

Enrico Breveglieri

Microchip e microciop” by Un ragazzo chiamato Bi is licensed under CC BY-SA

Enrico Breveglieri
Enrico Breveglieri

Nato a Ferrara, ho studiato a Bologna Lingue, Mercati e Culture dell’Asia e a Torino, dove ho conseguito la laurea magistrale in Area and Global Studies for International Cooperation. Inizialmente mi ha spinto verso il Giappone la cultura contemporanea ma durante lo scambio Erasmus a Edimburgo una professoressa bravissima mi ha fatto appassionare alle relazioni internazionali e da allora seguo con entusiasmo la politica estera giapponese, a cui ho dedicato la tesi magistrale, e tutto ciò che è a tema Asia. Durante il corso di due tirocini presso altrettanti think tanks specializzati in relazioni internazionali mi sono interessato a Taiwan e ho fondato il “Bollettino giornaliero sulla politica estera di Taiwan” su Facebook.

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