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martedì 9 Agosto 2022

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Tra Russia e Cina: le minacce per la NATO

In breve

  • Dopo 12 anni la NATO approva un nuovo Strategic Concept per ridefinire la propria traiettoria.
  • La Russia, dopo l’attacco in Ucraina, diventa “la più significativa e diretta minaccia verso la sicurezza”.
  • La NATO descrive la Cina come una potenziale minaccia futura, coinvolgendo quindi gli Stati partner nell’Indo-Pacifico.

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In 3 sorsi Il summit del G7 in Germania e il nuovo Strategic Concept della NATO approvato al vertice di Madrid mostrano un cambio nelle relazioni tra gli Stati Uniti e l’Europa, e danno il via a una nuova NATO globale.

1. DAL TERRORISMO ALLA RUSSIA

L’ultimo Strategic Concept (documento con il quale la NATO stabilisce le strategie da seguire nel futuro) risale al 2010, a seguito del summit di Lisbona che aveva avuto il compito di traghettare la NATO verso le nuove sfide del 21esimo secolo. Innanzitutto si evidenziava il cambiamento radicale nell’ambito della sicurezza rispetto al 1999 (anno del precedente Strategic Concept), con i nuovi rischi del terrorismo e dagli attacchi cibernetici. Tuttavia il documento non indicava nessuno Stato come una minaccia. Addirittura la Russia veniva indicata come potenziale partner, con la creazione di piani di collaborazione riguardanti la difesa missilistica. Il concetto strategico del 2010 si basava su tre punti chiave, alcuni dei quali riconfermati nel nuovo documento: il rafforzamento della difesa collettiva prevista dall’Articolo 5, l’adozione di un approccio comune alla gestione delle crisi e la cooperazione con Stati e istituzioni esterne alla NATO, come l’UE. Inoltre, specificava l’importanza di ridurre le armi nucleari presenti nel mondo. La rapidità e il cambiamento dell’ambiente strategico dal 2010 è tuttavia stato importante, tanto da richiedere la definizione di un nuovo Strategic Concept.

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Fig. 1 – Il Presidente degli Stati Uniti Biden durante il Summit NATO di Madrid

2. IL NUOVO CONCETTO STRATEGICO

Lo Strategic Concept approvato a Madrid, benché mantenga gli stessi tre punti focali, sottolinea da subito come la Russia sia “la più significativa e diretta minaccia verso la sicurezza” dell’Alleanza per i prossimi anni. Per questo motivo è stato deciso un massiccio riposizionamento di soldati nel fianco orientale della NATO, con il contingente di reazione rapida che passerà da 30mila a 400mila unità, e viene specificato che la missione dell’Alleanza è difendere il territorio di ogni Stato membro in caso di attacco. Oltre alla Russia il documento descrive le ulteriori sfide che vedranno impegnati i Paesi euro-atlantici: fra tutte la Cina, con le sue “dimostrate ambizioni e politiche coercitive” e il timore che rafforzi i legami con Mosca per sovvertire l’ordine internazionale verso uno basato sull’autoritarismo. In ogni caso, a differenza dei rapporti con Mosca, l’Alleanza rimane aperta a un dialogo con Pechino. Vengono nominate anche nuove minacce, con impatti persino al di là della NATO, come l’intensificarsi del cambiamento climatico, l’impossibilità di controllare gli armamenti e raggiungere il disarmo nucleare, l’emergere dei conflitti ibridi e cibernetici. Riguardo all’ultimo punto gli Stati avranno facoltà di invocare l’Articolo 5 del Trattato anche in caso di attacchi cyber che abbiano effetti simili ad attacchi militari armati. La risposta della NATO a queste minacce si basa perciò sui tre punti fondamentali già presenti negli Strategic Concept precedenti, ammodernati secondo le nuove sfide globali che obbligano l’Alleanza a utilizzare un approccio a 360 gradi, così da essere in grado di rispondere a eventuali minacce provenienti da ogni parte. In ultima analisi viene ribadito come “l’allargamento della NATO sia stato un successo storico”, riaffermando la politica della “porta aperta” e la volontà di cooperare con tutti gli Stati che abbiano il desiderio e l’intenzione di diventare membri dell’Alleanza. Tale affermazione vuole sfatare le accuse della Russia sull’enlargement.

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Fig. 2 – I leader della NATO presenti al Summit del 28 giugno a Madrid

3. LA NATO GLOBALE

La descrizione della Cina e di altre sfide di carattere generale (cambiamento climatico in testa) come potenziali minacce della NATO trasformano di fatto l’Alleanza in un’Organizzazione non più solo incentrata sull’area europea e nordatlantica, ma con una visione globale, a cominciare dall’Indo-Pacifico. Tale svolta in parte dimostra la volontà degli USA, che hanno come obiettivo principale il contrasto alla crescita della potenza cinese testimoniata dall’invito al summit di Madrid di Stati partner quali Australia, Giappone, Nuova Zelanda e Corea del Sud. L’Organizzazione, in sostanza, sembra voler fissare la rotta sulla minaccia cinese, senza tuttavia abbandonare l’Europa a se stessa, e anzi potenziando il proprio fronte orientale con l’ammissione rapida di Svezia e Finlandia e con l’invio di nuove truppe. Il contesto globale descritto dallo Strategic Concept impone quindi alla NATO di concentrarsi non più sulle sole relazioni euro-atlantiche, ma di confrontarsi con numerosi e molteplici attori, sia in Asia che nel mondo cyber.

Saverio Rotella

NATO Grunge Flag” by Grunge Love is licensed under CC BY

Saverio Rotella
Saverio Rotella

Attualmente sono uno studente di laurea in Scienze Politiche e Relazioni Internazionali all’Università degli Studi di Perugia. Scrivo di Nord America ed Europa, con particolare interesse per gli sviluppi di politica estera, geopolitica e sicurezza internazionale. Sono inoltre un accanito lettore e amo viaggiare e scrivere.

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