utenti ip tracking
lunedì 3 Ottobre 2022

Associazione di Promozione Sociale | Rivista di politica internazionale

Stop alle agevolazioni ai visti russi: l’Europa sospende l’accordo

In breve

  • Il 31 agosto i Ministri degli Esteri dei 27 Paesi membri dell’UE hanno deciso di sospendere l’accordo tra Russia e Unione Europea sulla facilitazione del rilascio dei visti di breve durata ai cittadini russi, che ora risulterà più lungo e dispendioso.
  • La misura sulla sospensione delle facilitazioni è entrata in vigore il 12 settembre, ma i Paesi Baltici e la Polonia si sono già accordati per bloccare completamente il riconoscimento dei visti per turismo.
  • Al momento, nonostante le pressioni di alcuni Stati confinanti con la Russia, la maggioranza dei Paesi dell’Unione si è espressa a sfavore di un blocco totale della concessione di visti per non interrompere i contatti con la società civile russa e per tutelare eventuali dissidenti.

Dove si trova

Ascolta l'articolo

In 3 sorsi Il 31 agosto l’Alto Rappresentante per la Politica estera dell’Unione Europea,
Josep Borrell, ha annunciato la sospensione dell’accordo di facilitazione alla concessione di
visti fra UE e Russia, firmato nel 2007. Le reazioni da Mosca non sono tardate ad arrivare: il
Cremlino ha definito la decisione come “assurda”, affermando che non passerà senza
conseguenze. Rimangono aperte eventuali ulteriori restrizioni ai visti su base nazionale,
purché siano nel rispetto delle misure dell’Area Schengen.

1. IL DIBATTITO EUROPEO

La decisione di sospendere l’accordo risalente al 2007 sulla facilitazione della concessione
di visti di breve durata fra Unione Europea e Russia è arrivata dopo un lungo dibattito a
livello europeo, sollecitato dall’appello del Presidente ucraino Volodymyr Zelensky a negare
l’ingresso dei cittadini russi in Europa. Le posizioni dei Paesi membri dell’UE in relazione a
questa richiesta si sono divise: Finlandia, Polonia, Repubblica Ceca e Paesi Baltici si sono
espressi a favore di misure più dure
, ricordando che visitare l’Europa per turismo nel
contesto di una guerra sia un privilegio e che il flusso indiscriminato di cittadini russi verso il
territorio europeo potrebbe compromettere la sicurezza interna dell’Unione. Hanno preso
una posizione diversa, invece, Germania, Francia, Portogallo e Spagna, affermando di non
voler penalizzare la società civile russa
e di voler evitare di escludere dalla tutela europea tutti
quei cittadini russi che cercano rifugio in Europa. Conforme a questa linea si è espresso lo
stesso Josep Borrell, sostenendo che, nonostante l’afflusso di cittadini russi in Europa in
estate abbia costituito un rischio per la sicurezza dell’Unione, risulterebbe controproducente
aumentare la distanza dell’UE dalla società civile russa. I Paesi europei, comunque,
potranno applicare a loro discrezione ulteriori restrizioni, purché siano in linea con le
disposizioni comunitarie e che non neghino le domande di rilascio di “familiari di cittadini
dell’UE, giornalisti, dissidenti e rappresentanti della società civile”.

Embed from Getty Images

Fig. 1 – Manifestazione a Bruxelles a sostegno dell’Ucraina, luglio 2022

2. COSA CAMBIERÀ PER I CITTADINI RUSSI

In seguito all’applicazione della sospensione degli accordi di facilitazione al rilascio dei visti di breve durata in Area Schengen, i cittadini russi andranno incontro a: 1) un costo maggiorato per la concessione del visto, che passerà da 35€ a €80; 2) tempi di vaglio allungati, con  i consolati che dovranno rilasciare o negare il visto entro 15 giorni; 3) le norme sui visti per ingressi multipli nello spazio Schengen saranno più severe, rendendone più difficoltoso il rilascio; 4) i richiedenti russi dovranno presentare un numero maggiore di documenti giustificativi rispetto all’elenco semplificato sufficiente secondo il precedente accordo. La Commissione europea, inoltre, si è impegnata a non riconoscere i passaporti russi rilasciati in regioni straniere occupate, quali ad esempio Kherson e Zaporizhzhia.

Embed from Getty Images

Fig. 2 – L’Alto rappresentante per la Politica estera UE Josep Borrell, contrario a un blocco completo dei visti di breve durata ai cittadini russi

3. LE NUOVE DISPOSIZIONI ALLE FRONTIERE DELL’EUROPA ORIENTALE

In un comunicato congiunto dell’8 settembre Estonia, Lettonia, Lituania e Polonia hanno
affermato la volontà di limitare ulteriormente il rilascio di visti turistici per ridurre l’accesso
all’UE di cittadini russi “che viaggiano per turismo, sport, cultura e affari”. La misura entrerà
in vigore il 19 settembre e sarà volta alla tutela della sicurezza dell’Area Schengen, che
secondo i leader di questi Paesi sarebbe minacciata dal transito di persone che
entrerebbero in Europa con l’obiettivo di minarne la stabilità. Non si tratterà, tuttavia, di un
blocco integrale
, come hanno poi sottolineato, poiché continueranno a rimanere valide le
eccezioni per il rilascio di visti a “dissidenti, i casi umanitari, i familiari, i titolari di permessi di
soggiorno, le missioni diplomatiche, il transito agevolato di persone a Kaliningrad”.

Arianna Minonzio

Photo by QuinceCreative is licensed under CC BY-NC-SA

Arianna Minonzio
Arianna Minonzio

Mi sono laureata in lingue e culture moderne e poi in lingue per la cooperazione internazionale, mantenendo sempre il focus dei miei interessi soprattutto sugli spazi post-sovietici e sulla storia internazionale contemporanea. Ho sempre il naso nei libri e nei paesi altrui, e una totale infatuazione per la storia sovietica. Mi bastano un samovar e un borsch per essere felice.

Ti potrebbe interessare
Letture suggerite