giovedì, 2 Febbraio 2023

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Anwar Ibrahim: il nuovo volto riformista della Malesia

In breve

  • Al termine di cinque giorni di consultazioni Anwar Ibrahim diventa il nuovo Primo Ministro della Malesia.
  • Personaggio dalla storia complessa Anwar riesce ad ottenere il potere dopo decenni di lotte interne che lo hanno portato per due lunghi periodi in carcere.
  • La sua vittoria è un cambio di rotta nella politica malese. Oltre ad essere il leader dell’opposizione, Anwar è l’unico ad aver fondato una coalizione multietnica capace di rappresentare le esigenze dell’intera popolazione.

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In 3 sorsiIl 24 novembre Anwar Ibrahim è diventato il nuovo Primo Ministro della Malesia. Personaggio dalla storia complessa, dovrà affrontare molte sfide, prima fra tutte garantire una coalizione tra le varie forze politiche in grado di costruire un’armonia popolare e superare decenni di divisioni etniche.

1. DALLE ELEZIONI ALLA VITTORIA DEL PAKATAN HARAPAN

“Nessun malese, indipendentemente dall’etnia, o dal credo religioso, dovrebbe sentirsi ignorato o emarginato sotto la mia amministrazione”. Con queste parole Anwar Ibrahim ha dato inizio al suo mandato come nuovo Primo Ministro.
Lo scorso 19 novembre in Malesia si sono svolte le quindicesime elezioni generali. All’indomani del voto nessuna delle coalizioni ha raggiunto la maggioranza sufficiente per poter formare un nuovo Governo. La coalizione riformista, la Pakatan Harapan (PH) guidata da Anwar, ha ottenuto un totale di 82 seggi su 220, mentre la nazionalista Perikatan Nasional (PN) ne ha ottenuti 73. Sono stati necessari cinque giorni di colloqui e trattative, in cui decisivo è stato il voto di fiducia del Barisan Nasional (BN). Il 24 novembre Anwar è stato ufficialmente eletto Primo Ministro dal sultano Abdullah Sultan Ahmad Shah, con la garanzia di formare un Governo di unità nazionale. Nel nuovo gabinetto, presentato lo scorso 2 dicembre,  Anwar ricoprirà il ruolo, oltre che di Primo Ministro, anche di Ministro delle Finanze, e sarà in tutto composto da 28 membri appartenenti alle coalizioni Pakatan Harapan (PH), Barisan Nasional (BN), Gabungan Parti Sarawak (GPS) e Gabungan Rakyat Sabah (GRS).

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Fig. 1 – Un cittadino malese mostra il dito indice marchiato di inchiostro dopo aver votato nelle elezioni generali dello scorso 19 novembre

2. LE REAZIONI INTERNAZIONALI

Appena eletto Anwar ha ricevuto numerosi messaggi di congratulazioni. Primo fra tutti quello del Presidente indonesiano Joko Widodo, seguito dal Presidente turco Recep Tayyip Erdogan. A queste si sono uniti i messaggi del Segretario di Stato degli Stati Uniti Antony Blinken, e del premier cinese Li Keqiang. Entrambi hanno espresso la volontà di continuare a rafforzare l’amicizia e la cooperazione con la Malesia. In particolare, Blinken ha posto l’accento sulla questione dei diritti umani e la volontà di contribuire a rendere la Malesia un Paese “libero, aperto, prospero, sicuro e resiliente”, mentre il premier cinese si è soffermato sulla necessità di “rafforzare i rapporti tra i due Paesi per costruire una comunità sino-malese sempre più forte.

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Fig. 2 – Anwar Ibrahim poco dopo essere stato nominato Primo Ministro, 24 novembre 2022

3. UN CAMBIO DI ROTTA

Il risultato delle elezioni ha segnato uno spartiacque nella storia politica della Malesia. In primo luogo, il nuovo premier è riuscito a conquistare il potere dopo decenni di scontri, lotte e resistenza.
Anwar inizia la sua carriera politica molto giovane, a capo dei movimenti studenteschi. Negli anni Ottanta entra a far parte del partito nazionalista guidato da Mahathir Mohamad, lo United Malays National Organisation (UMNO), dove ricopre diverse cariche. Nel 1997, con l’arrivo della catastrofica crisi finanziaria in Asia, i rapporti tra Anwar e Mahathir peggiorano. Le divergenze sulla gestione della crisi, e sulla guida del partito, non trovano una soluzione e Anwar viene espulso nel 1998. Nello stesso anno fonda un movimento riformista e democratico, e guida le proteste contro Mahathir. Diventato un personaggio sempre più scomodo, viene imprigionato con false accuse di sodomia e corruzione, per cui sarà costretto a trascorrere due lunghi periodi in carcere, fino al suo definitivo ritorno in politica nel 2018.
Oltre che per la sua carriera da riformista e sostenitore della democrazia, la vittoria di Anwar è un’occasione cruciale per risolvere anni di divisioni politiche e sociali. Anwar è ad oggi l’unico leader che è riuscito a creare una coalizione multietnica, formata da ministri indiani e cinesi, che ha ricevuto il supporto della popolazione malese. Storicamente le coalizioni hanno favorito la popolazione di etnia malese, prevalentemente di religione musulmana, incrementando una forte divisione con minoranze cinesi e indiane, che ancora oggi non godono degli stessi diritti.
Come sostenuto durante la prima conferenza stampa, insieme al fronteggiare l’inflazione e il possibile rallentamento economico, il principale compito di Anwar sarà dunque quello di riuscire a mantenere un equilibrio fra le fazioni, garantire per la prima volta una rappresentanza equa a tutta la popolazione, e sanare decenni di disuguaglianze che ancora affliggono il Paese.

Maria Sorrentino

Photo by Engin_Akyurt is licensed under CC BY-NC-SA

Maria Sorrentino
Maria Sorrentino

Laureata in Lingue e Civiltà Orientali all’Università di Roma La Sapienza, ho trascorso diversi periodi di studio in Cina, dove ho scoperto la passione per la geopolitica, i diritti umani, e la questione femminile nei paesi asiatici. Insieme agli studi sulla Cina, attualmente mi occupo in particolare di India, Nepal e Myanmar.

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