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L’India, il G20 e la guerra in Ucraina

In 3 sorsiL’argomento principale del G20 in India è stato uno: la guerra in Ucraina scatenata dall’invasione russa del febbraio 2022. Grandi protagonisti infatti della riunione sono stati la Russia, la Cina e il Presidente di turno nonché Paese ospite, l’India.

1. IL G20 DELLA GUERRA IN UCRAINA

Nonostante l’India desiderasse che quest’anno il G20 si concentrasse sulla lotta alla povertà dilagante e ai problemi sul clima l’unico argomento di cui si è parlato è l’invasione russa dell’Ucraina. E ciò specialmente dopo che la mancata dichiarazione comune alla fine della riunione dei Ministri delle Finanze a Bangalore e quella dei Ministri degli Esteri a Nuova Delhi, frutto del rifiuto di Russia e Cina di firmare il documento che richiedeva il ritiro “completo e incondizionato delle truppe russe dall’Ucraina”.
A margine della riunione dei Ministri degli Esteri è avvenuto l’atteso incontro tra Antony Blinken, Segretario di Stato degli Stati Uniti d’America, e Sergej Lavrov, Ministro degli Esteri della Federazione Russa.
L’incontro bilaterale è terminato dopo 10 minuti. Successivamente Blinken ha dichiarato in conferenza stampa di aver “chiesto a Lavrov di porre fine a questa guerra e impegnarsi in un confronto diplomatico per arrivare a una pace stabile e duratura”. Oltre a questo Blinken ha insistito per il rilascio del prigioniero americano Paul Whelan e ha chiesto alla Russia “di invertire la sua decisione irresponsabile di sospendere New Start e di rientrare nell’accordo”.
Da parte sua Lavrov, prima dell’incontro con gli altri Ministri e con Blinken, ha incolpato l’Occidente di ostacolare l’accordo sul grano ucraino affermando che “ci sono evidenti ostacoli all’esportazione di prodotti agricoli russi in tutto il mondo, indipendentemente da come l’Unione Europea cerchi di convincere tutti del contrario”.
Il viceministro degli Esteri russo Sergey Ryabkov ha aggiunto che la NATO sta “fomentando ulteriormente il conflitto in Ucraina” e che ciò aumenta il rischio di «uno scontro militare diretto tra potenze nucleari con conseguenze catastrofiche”.

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Fig. 1 – Il Primo Ministro indiano Modi e il Presidente russo Putin durante l’ultimo vertice della SCO a Samarcanda, settembre 2022

2. L’INDIA E LA DIPLOMAZIA

Questa situazione ha creato grande difficoltà al Paese ospitante, l’India. Da una parte sempre in conflitto con la Cina, dall’altra uno dei più grandi importatori di armi e petrolio russo. L’India non ha mai condannato pubblicamente l’invasione e proprio recentemente si è astenuta dal votare la risoluzione ONU di condanna del Cremlino per il primo anniversario del conflitto. Nonostante ciò ricordiamo le parole pronunciate lo scorso anno dal Primo Ministro Modi a Samarcanda (“non era il momento della guerra”) e che il Paese asiatico si è unito, al G20 di Bali dello scorso anno, all’appello promosso dai Paesi occidentali per il ritiro delle truppe russe e al sostegno all’Ucraina.
Prima dell’inizio della riunione dei Ministri degli Esteri dei Paesi del G20 l’Alto rappresentante dell’Unione Europea per gli affari esteri e la politica di sicurezza, Josep Borrell, si è detto fiducioso che l’India utilizzerà l’incontro per “far capire alla Russia che questa guerra deve finire”.

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Fig. 2 – Il Segretario di Stato USA Blinken cammina dietro al Ministro degli Esteri russo Lavrov durante il G20 in India, 2 marzo 2023

3. I MINISTRI DEGLI ESTERI E LE SPERANZE DELL’INDIA

L’India, per voce del suo Ministro degli Esteri Subrahmanyam Jaishankar, ha affermato che sulla questione che riguardava il conflitto in Ucraina ci sono state divergenze, differenze che non siamo riusciti a conciliare tra le varie parti”. Questo ha portato Jaishankar a presentare un riassunto della presidenza dopo la riunione di giovedì 2 marzo, ovvero il documento stipulato dal Paese Presidente in carica quando non si è in grado di raggiungere una dichiarazione condivisa.
Il Primo Ministro Modi ha provato, invece, a riportare l’attenzione su povertà e cambiamento climatico aprendo la sessione dichiarando che “molti Paesi in via di sviluppo stanno lottando con debiti insostenibili mentre cercano di garantire la sicurezza alimentare ed energetica” e ricordando anche che questi ultimi sono anche i più colpiti dal riscaldamento globale causato dai Paesi più ricchi. I Paesi in via di sviluppo sarebbero vittime anche di terrorismo e guerre, argomenti sui quali, secondo Modi, la governance globale ha fallito.
Sulla guerra in Ucraina, Modi ha dichiarato che il conflitto sta causando “profonde divisioni globali” e ha invitato i Ministri degli Esteri a mettere da parte le divergenze per il bene di tutti.

Michela Grieco

President Jacob Zuma visits China to attend the G20 Summit, 3-5 Sep 2016” by GovernmentZA is licensed under CC BY-ND

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Perchè è importante

  • Il G20 in India è stato dominato da discussioni e polemiche sull’invasione russa dell’Ucraina.
  • Questa situazione ha creato grande difficoltà al Paese ospitante. Da una parte sempre in conflitto con la Cina, dall’altra uno dei più grandi importatori di armi e petrolio russo. Recentemente Delhi si è comunque unita all’appello promosso dai Paesi occidentali per il ritiro delle truppe russe e al sostegno all’Ucraina.
  • Il Primo Ministro Modi ha provato a riportare l’attenzione su povertà e cambiamento climatico, ricordando che i Paesi in via di sviluppo sono tra i più colpiti da tali fenomeni.

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Michela Grieco
Michela Grieco

Nata a Roma nel 1998, laureanda in scienze politiche e relazioni internazionali all’Università degli Studi di Roma “La Sapienza”. Da sempre appassionata di scrittura di tutti i tipi, di lettura di ogni genere ed affascinata di tutto ciò che riguarda le relazioni tra i diversi paesi del mondo e la loro politica, con particolare attenzione all’estremo Oriente, la Cina ed il suo percorso di ascesa a potenza globale, le due Coree e la loro guerra a volte troppo silenziosa, ed il Giappone che fino a pochi decenni fa era l’unica potenza asiatica ed oggi non più.

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