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Ritorno al futuro: il piano degli Emirati Arabi Uniti per il 2031

In 3 sorsiLo scorso novembre gli Emirati Arabi Uniti hanno stilato il nuovo piano decennale “We the UAE 2031” volto a rafforzare la crescita del Paese in diversi settori con un atteggiamento attivo e proattivo. Tuttavia, vi sono molteplici zone d’ombra rispetto ai conflitti e al rispetto dei diritti umani.

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1. IL PIANO STRATEGICO: DAL 2021…

Il 22 novembre 2022, in occasione degli appuntamenti annuali del governo degli Emirati Arabi Uniti, è stato stilato il nuovo piano decennale “We the UAE” con scadenza per l’anno 2031. Il Piano Strategico del 2031 è figlio del medesimo piano del 2021. Quest’ultimo venne lanciato nel 2010 stabilendo una serie di obiettivi per il paese. Gli Emirati Arabi Uniti si sono concentrati principalmente sugli Sustainable Development Goals (SDGs), che comprendono l’accesso a energia pulita, cibo sufficiente a prezzi ragionevoli, istruzione e assistenza sanitaria di qualità, crescita economica sostenibile e una sfruttabilità più intelligente delle risorse. Dal 2021 il Ministero dell’Industria e delle Tecnologie Avanzate (MoIAT) degli EAU sta collaborando con le autorità federali e locali competenti per realizzare tali obiettivi sulla base di una risoluzione delle Nazioni Unite chiamata Agenda 2030. Si può affermare che il piano, conclusosi recentemente, abbia avuto successo, almeno in termini di crescita, infatti gli Emirati Arabi Uniti hanno registrato una rapida crescita economica: il prodotto interno lordo degli EAU è cresciuto del 7,6% nel 2022, dopo un aumento del 3,9% nel 2021, con un tasso medio annuo del 4,5% tra il 2010 e il 2019.

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Fig. 1 – Lo sceicco Mohammed Bin Rashid al-Maktum, sovrano dell’emirato di Dubai, vicepresidente e primo ministro degli Emirati Arabi Uniti, interviene durante la sessione intitolata “Leadership e istruzione nel mondo arabo”, al World Economic Forum (WEF).

2. … AL 2031: I NUOVI OBIETTIVI

Il piano per il 2031, reso pubblico dallo sceicco Mohammed Bin Rashid Al Maktoum, Vice Presidente degli Emirati Arabi Uniti e Sovrano di Dubai, presenta una visione ambiziosa. In particolare gli impegni in cui il Paese porrà il focus nei prossimi anni riguardano la diversificazione dell’economia, volta a ridurre la dipendenza dal petrolio puntando in settori quali il turismo, la tecnologia, la salute e l’istruzione, nonché la sostenibilità ambientale con l’obiettivo di integrare l’uso di fonti di energia rinnovabile. A tal proposito, il governo degli EAU ha annunciato un piano di investimenti di 10 miliardi di dollari per sviluppare l’industria dell’energia solare nel paese, con l’obiettivo di aumentare la produzione di energia pulita fino al 50% entro il 2050.
Per raggiungere questi obiettivi, gli EAU stanno investendo ingenti risorse finanziarie e attuando riforme in diversi settori, allo scopo di ottenere nel 2031 il raddoppio del Prodotto Interno Lordo. Infatti, nell’ambito del pilastro Forward Economy, saranno sviluppate politiche per spingere gli Emirati Arabi Uniti a diventare tra i primi 10 paesi al mondo per talento globale (in prosperità economica, benessere sociale e sviluppo del capitale umano), così come confermato dalle parole dello stesso Sultano: “il piano plasmerà il progresso del paese verso un futuro più completo e sviluppato”.
Una porzione di investimenti sarà destinata al settore dell’istruzione: l’obiettivo ultimo è quello di alzare il livello di istruzione generale della popolazione, investendo in metodi moderni e tecnologici di insegnamento. Il piano prevede una serie di iniziative anche nel settore sanitario, già negli ultimi anni vi sono stati sforzi per la costruzione di nuovi ospedali e la modernizzazione delle strutture esistenti. Così come dichiarato, il piano attuale vede gli Emirati Arabi Uniti come la migliore destinazione per le cure mediche nella regione, portandola a uno dei primi 10 paesi al mondo per la qualità dell’assistenza sanitaria. Infine, il Governo ha sottolineato il proprio impegno nel perfezionamento dei servizi governativi per garantire un altro livello di sicurezza nel Paese.

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Fig. 2 – UAE-CLIMATE-COP28

3. ASPETTI D’OMBRA

Il We the UAE 2031 prevede anche il Forward Diplomacy: quest’ultimo è uno dei pilastri principali del piano nazionale che vuole sottolineare l’impegno del Paese a rafforzare le proprie relazioni con gli Stati vicini e coltivare il coinvolgimento internazionale con le alleanze strategiche di cui già è parte.
Tuttavia, tale coinvolgimento nasconde un altro lato della medaglia.
Il Paese presenta molte lacune riguardo i diritti umani. Una delle questioni più gravi riguarda la limitazione della libertà di espressione e la repressione nei confronti dei dissidenti. Un esempio è il caso di Ahmed Mansoor,  celebre attivista per i diritti umani, il quale sta scontando una condanna a 10 anni di carcere per il reato di “offesa allo status e al prestigio degli Emirati Arabi Uniti e dei suoi simboli, compresi i suoi leader”. Un’analisi più ampia evidenza, quindi, che in questo piano di proficuità per il 2031 vi è un forte impegno per la crescita economica, ma disattenzione per la tutela dei diritti umani. A fronte di ciò possiamo parlare davvero di sviluppo di un Paese? Per la riflessione possiamo iniziare con il pensiero di Amartya Sen, premio Nobel 1998 per l’economia, il quale sostiene: “lo sviluppo deve essere inteso come un processo di espansione delle libertà delle persone di cui godono gli esseri umani, nella sfera privata come in quella sociale e politica” (Development as Freedom, 1999).

Erika Russo

Immagine di copertina: “Abu Dhabi – Emirati Arabi Uniti” by Viaggia e Scopri is licensed under CC BY-ND

Dove si trova

Perchè è importante

  • A seguito dell’ultimo piano decennale, scaduto lo scorso 2021, gli EAU hanno registrato una crescita media del Prodotto Interno Lordo annuo del 4,5% tra il 2010 e il 2019.
  • La nuova scadenza è ora per il 2031, il nuovo piano decennale prevede un programma di investimenti in diversi settori. Lo scopo è raddoppiare il PIL nei prossimi 10 anni.
  • Nonostante la prosperità economica del Paese, gli EAU lasciano nell’ombra aspetti fondamentali, quali la tutela dei diritti umani e il perpetuo coinvolgimento in conflitti che affliggono la regione.

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Erika Russo
Erika Russo

Nata a Milano nel 1997. Mi laureo in Relazioni internazionali e Istituzioni europee con tesi sulla guerra in Yemen e il relativo commercio delle armi. Attualmente studentessa del Master presso l’Università di Bologna in  I.R. – Crime, Justice and Security, con un progetto di tesi riguardo la logica strategica dietro gli attacchi terroristici suicidi verso le democrazie liberali. Amo viaggiare, i libri di D’Annunzio, il mare, i cani, pratico mua thai, sono una persona estremamente curiosa e in tutti questi anni all’estero mi è sempre mancato il buon caffè italiano.

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