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La Serbia in chiaroscuro (III): il ruolo dei media e i rapporti con la criminalità

Caffè LungoTerzo articolo della serie di Christian Eccher sulla crisi interna della Serbia. Dopo aver analizzato il sistema di potere creato dal Presidente Vučić, si guarda ora al ruolo influente di TV private e gruppi criminali nella vita politica del Paese.

Il primo articolo della serie, sui principali motivi dietro all’attuale crisi politica a Belgrado, è qui.

Il secondo articolo sul sistema di potere di Vučić è invece qui.

PINK E HAPPY

A garantire il serbatoio dei voti al partito di Governo, l’SNS, e al Presidente Vučić sono soprattutto i media, in particolare due televisioni private, Pink e Happy. Il giornalista e politologo Boris Varga osserva che in Serbia il ruolo della tv di Stato, RTS, non è mai stato fondamentale per l’ottenimento e la riproduzione del consenso. Il modello delle TV private come motori principali della propaganda era stato già promosso da Milošević e permette di evitare critiche da parte delle opposizioni e delle organizzazioni internazionali: la TV di Stato è relativamente libera e ciò non infastidisce la classe dominante dato che la popolazione guarda principalmente le altre emittenti, che attirano la massa grazie a programmi di largo consumo, come i reality (non a caso, una delle richieste da parte di chi protesta in questi giorni è il ritiro delle licenze di frequenza nazionale ad alcuni canali televisivi). Le principali tv private sono Pink, di proprietà del magnate Željko Mitrović (cantante, industriale, produttore di droni, inventore, cocainomane) e Happy, una tv per bambini che è illegalmente diventata uno strumento di propaganda politica potentissimo. Il direttore di Happy è il giornalista Milomir Marić e l’ospite e commentatore fisso nelle sue trasmissioni è Vojslav Šešelj, criminale di guerra e parlamentare. La compagine governativa utilizza Happy e Pink per i propri monologhi e dagli studi belgradesi di queste due emittentiVučić attacca di continuo i pochi media di opposizione e discredita gli avversari politici. Happy e Pink sono le televisioni più seguite nei paesi e in provincia, ma ci sono una miriade di emittenti private controllate da Telekom Srbija, l’azienda statale delle comunicazioni che ha lentamente esteso il proprio controllo su tutto l’etere.

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Fig. 1 – L’arresto di Veljko Belivuk (al centro), temuto capo dei tifosi del Partizan, nel febbraio 2021. Belivuk ha dichiarato di avere avuto rapporti stretti con il Presidente Vučić

LA CAMPAGNA, SERBATOIO DI VOTI PER L’SNS

Le differenze fra città e campagna sono in Serbia drammatiche, sia da un punto di vista economico sia da un punto di vista culturale. Queste televisioni fanno breccia lì dove c’è miseria, e, di conseguenza, ignoranza. Il 6,9 % della popolazione serba vive in condizioni di povertà assoluta, il 29,8%  versa in una situazione definita di difficoltà e rischia la povertà e l’emarginazione sociale (vale a dire che riesce appena a sfamarsi). Sono cifre altissime, soprattutto se si considera che la paga media (a febbraio del 2023) è di circa 600 euro al mese mentre il tasso di inflazione è al 16%. La Serbia è uno dei Paesi più poveri d’Europa e i suoi abitanti spendono quasi tutto ciò che guadagnano in cibo. Un ceto medio vero e proprio esiste solo a Novi Sad e a Belgrado. L’opposizione dispone di due canali televisivi, N1 e Nova S, di proprietà del gruppo americano “United Media”, che trasmette esclusivamente sulla piattaforma online SBB: ciò significa che i televisori della maggior parte della popolazione non captano queste frequenze.

Fig. 2 – Gli studi della TV di Stato serba RTS / Foto: Christian Eccher

I RAPPORTI CON LA CRIMINALITA’

A garantire l’ordine all’interno dell’SNS e della società, c’è la criminalità, con cui Vučić ha rapporti molto stretti. Nella notte fra il 24 e il 25 aprile 2016, un gruppo di uomini mascherati ha illegalmente raso al suolo con ruspe e martelli il quartiere Savamala a Belgrado, su cui sarebbe dovuta sorgere “Belgrado sull’acqua“, una nuova zona d’èlite della capitale. I ragazzi mascherati erano membri della tifoseria della squadra Stella Rossa, da sempre legati ai fratelli Vučić, Aleksandar – l’attuale Presidente – e Andrej. In una conferenza stampa tenuta a fine aprile 2023, Vučić ha finalmente ammesso di essere il mandante della spedizione demolitrice (in cui ha perso la vita il guardiano di uno degli oggetti distrutti) e di avero commesso un solo errore: quello di aver affidato un compito così delicato a degli “idioti“ invece di essere salito personalmente sulla ruspa. Il legame con le tifoserie risale già agli anni ’90 e non riguarda solo quelle della Stella: i tifosi del Partizan, la seconda squadra di Belgrado, guidati dal temibile Veljko Belivuk, hanno garantito l’ordine pubblico davanti al Parlamento durante l’inaugurazione del nuovo mandato di Vučić nel 2017, in un momento in cui si temevano proteste da parte dell’opposizione. Lo stesso Belivuk, diventato troppo ingombrante per via della sua enorme influenza politica e forse anche per aver commesso qualche sgarro, è stato arrestato con un’operazione spettacolare di polizia nel 2021. L’allora Ministro dell’Interno Aleksandar Vulin, ora capo dei servizi segreti e uomo fidato di Mosca, ha mostrato sulla TV Pink in diretta e in prima serata le fotografie con i corpi ammazzati e torturati delle vittime di Belivuk, il quale, durante l’interrogatorio, ha più volte sostenuto di aver lavorato per Vučić. Il Presidente ha negato, ma ci sono fotografie che mostrano il figlio di Vučić, Danilo, in compagnia di Vidojević, uomo di fiducia di Belivuk. Anche nel nord del Kosovo, Vučić tiene sotto controllo la popolazione grazie al criminale Zvonko Veselinović, legato a doppio filo alla famiglia del Presidente. In Voivodina è stata trovata una piantagione di marijuana nella ditta Jovanjica, che dovrebbe occuparsi di cibo organico. Il padrone dell’azienda agricola, al momento dell’arresto, per cercare di evitare le manette ha telefonato al fratello del Presidente, Andrej Vučić, che sarebbe implicato non solo nella coltivazione dello stupefacente, ma anche nello smercio della cannabis sui mercati occidentali.

Fig. 3 – Protesta contro la violenza fra i palazzi in costruzione di Belgrado, 11 maggio 2023 / Foto: Christian Eccher

Tutti questi scandali, che la magistratura ha messo finora a tacere, sono tornati all’ordine del giorno dopo la strage di Belgrado del 3 maggio scorso. Il malcontento popolare cresce di giorno in giorno. Quali saranno le contromosse di Vučić e quali quelle dell’opposizione?

Christian Eccher

Il quarto articolo della serie è qui.

Foto di copertina: Christian Eccher

Dove si trova

Perchè è importante

  • Il ruolo delle televisioni private Pink e Happy è fondamentale per garantire al Presidente Vučić e alla compagine di Governo l’appoggio della popolazione, soprattutto di quella povera e rurale.
  • Letifoserie e la criminalità garantiscono a Vučić i voti e l’ordine pubblico.
  • Numerosi sono gli scandali che legano il Presidente e il Governo alla criminalità organizzata serba: droga, rapimenti nel Nord del Kosovo, demolizioni notturne di interi quartieri di Belgrado sono solo alcuni degli scandali mai del tutto chiariti che agitano la Serbia.

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Christian Eccher
Christian Eccher

Sono nato a Basilea nel 1977. Mi sono laureato in Letteratura italiana moderna e contemporanea all’Università degli Studi di Roma “La Sapienza”, dove ho anche conseguito il dottorato di ricerca con una tesi sulla letteratura degli italiani dell’Istria e di Fiume, dal 1945 a oggi. Sono professore di Lingua e cultura italiana all’Università di Novi Sad, in Serbia, e nel tempo libero mi dedico al giornalismo. Mi occupo principalmente di geopoetica e i miei reportage sono raccolti nei libri “Vento di Terra – Miniature geopoetiche” ed “Esimdé”.

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