lunedì, 4 Marzo 2024

APS | Rivista di politica internazionale

lunedì, 4 Marzo 2024

"L'imparzialità è un sogno, la probità è un dovere"

Associazione di Promozione Sociale | Rivista di politica internazionale

La sfida di Prigozhin

Aggiorniamo e monitoriamo con questo articolo quanto sta accadendo in Russia in seguito alla dichiarazione di venerdì 23 giugno del leader della Compagnia Wagner di voler sostituire il Ministro della Difesa Shoigu e il Capo di Stato Maggiore Gerasimov.

Sabato 24 giugno, Ore 19.55

La ribellione di Prigozhin contro lo Stato russo potrebbe essere terminata, almeno per il momento. Proprio mentre la colonna armata di Wagner era quasi alle porte di Mosca, è arrivata infatti la notizia di un accordo raggiunto tra il Cremlino e il capo del gruppo militare privato mediato dal Presidente bielorusso Alexander Lukashenko. Agendo in coordinamento con Putin, Lukashenko avrebbe convinto Prigozhin a fermare la marcia dei suoi uomini su Mosca e a mettere in atto altre misure di de-escalation.

Poco dopo Prigozhin ha confermato lo stop dell’avanzata e avrebbe anche ordinato un ritorno alle basi di partenza delle unità impiegate. Il boss del Wagner dice di voler evitare uno spargimento di sangue e di avere ottenuto rassicurazioni importanti per il futuro della sua organizzazione. Non ci sono per adesso dettagli su quali siano tali “rassicurazioni”, anche se riguarderebbero quasi certamente lo stato del Ministero della Difesa e la condotta della guerra in Ucraina. Forse il licenziamento degli odiati rivali Shoigu e Gerasimov, chiesto ripetutamente da Prigozhin nelle scorse settimane, e una sorta di esclusiva sulle operazioni militari russe in Siria e in Africa.

I prossimi giorni chiariranno se la crisi è davvero chiusa e quanto ha ottenuto Prigozhin per fermare la sua prova di forza contro Mosca. Intanto però non si può non registrare l’incredibile dimostrazione di debolezza del regime di Putin, incapace di riaffermare la propria autorità nei confronti di Wagner e costretto a mercanteggiare con esso per evitare il rischio di una guerra civile. Il disastroso conflitto in Ucraina continua ad erodere i pilastri del sistema di potere messo in piedi dal Presidente russo nei decenni scorsi, con conseguenze imprevedibili e potenzialmente pericolose non solo per la Russia.

Sabato 24 giugno, Ore 16.45

Quali sono state finora le reazioni internazionali agli eventi in corso in Russia? Per ora prevale la prudenza in attesa di vedere l’evolversi della situazione.

Il Segretario di Stato USA Antony Blinken ha affermato via Twitter di avere parlato con i Ministri degli Esteri dei Paesi del G7 e con l’Alto rappresentate per la politica estera UE Josep Borrell. Gli USA puntano a coordinarsi con i propri partner e alleati per affrontare la crisi aperta dalla ribellione armata di Prigozhin contro il Cremlino.

Nel Regno Unito è in corso una riunione del comitato governativo delle emergenze (Cobra) alla presenza del Primo Ministro Rishi Sunak per fare il punto della situazione. Sunak ha detto di essersi messo in contatto con i Governi dei Paesi alleati e ha invitato le parti coinvolte nel conflitto in Russia a non colpire la popolazione civile.

La Polonia avrebbe messo in stato d’allerta le proprie forze armate, mentre la Lettonia ha chiuso il confine con la Russia e bloccato il rilascio di visti a cittadini russi. Anche l’Estonia ha rafforzato i controlli al confine russo e invitato i propri cittadini a non recarsi nel Paese vicino.

Nelle scorse ore Putin ha avuto conversazioni telefoniche con i Presidenti di Uzbekistan, Kazakistan e Bielorussia. Non è chiaro se abbia chiesto aiuto per fronteggiare la ribellione; il Presidente kazako Tokayev ha definito la questione come un “affare interno” alla Russia, indicando quindi la volontà di Astana di restare neutrale nel conflitto.

Sembra che Putin abbia parlato anche con il Presidente della Turchia Erdogan, che avrebbe espresso supporto per la linea adottata dal Presidente russo e invitato ad usare il “buon senso” per risolvere la crisi.

Infine va notato il silenzio ufficiale della Cina. Sono passati appena tre mesi dalla visita di Xi Jinping a Mosca ma è chiaro che la situazione in corso rappresenta un grosso problema per quella “partnership senza limiti” annunciata dal Presidente cinese durante il suo summit con Putin. Se il Governo tace, la crisi in Russia è oggetto di intense discussioni sui social, con diversi utenti che accusano gli USA di essere dietro la destabilizzazione del Paese vicino.

Sabato 24 giugno, Ore 13:40

Rostov e Voronezh sembrano entrambe sotto il controllo della Wagner. Ci sono notizie di abbattimenti di elicotteri e forse anche un aereo, ma per ora non di combattimenti terrestri. Le forze fedeli alla Wagner inoltre sembrano impiegare segni di riconoscimento rossi su armi e veicoli.

Prigozhin continua a dichiarare di essere non contro Putin (che comunque l’ha “condannato”) ma contro Shoigu e Gerasimov, presentandosi quindi come “vero patriota che difende la patria dai traditori”. Cosa che, nelle sue intenzioni, vorrebbe dargli legittimità.

Detto questo due considerazioni:

1) l’attenzione a quanto accade in Russia non deve farvi dimenticare che in Ucraina si combatte ancora e le FFAA russe in Ucraina sono efficienti quanto prima. La Wagner si era già sganciata e le prime linee continuano a combattere come prima. Nel breve non vedo differenze particolari.

2) Sia che Prigozhin vinca sia che perda, ci saranno purghe interne. L’effetto delle stesse è difficile da valutare.

3) Se Prigozhin perde, non cambierà molto, purghe a parte. Continuerà come prima ma con un regime ancora più paranoico. Può però anche essere la scusa per installare legge marziale e chiamare a mobilitazione generale.

Questo thread di Kamil Galeev offre alcune indicazioni interessanti:

https://twitter.com/kamilka…/status/1672399934471954433…

4) Se Prigozhin vince ci sono molti scenari possibili. Come kingmaker (che potrebbe o meno poi sostituire Putin nel tempo) quello che cambia è l’insieme degli equilibri interni. Qui qualche possibile scenario: https://twitter.com/samagreene/status/1672504585972338689…

Per quanto riguarda la guerra, la guerra potrebbe andare avanti oppure Prigozhin potrebbe provare a incolpare Shoigu e Gerasimov di aver portato la Russia in guerra e fermare tutto anche ritirandosi, sfruttando un Occidente che non vede l’ora che finisca e usando la successiva “pace” per rafforzare la sua posizione interna e guadagnare il massimo. Una parte consistente dell’élite vuole riprendere gli affari e chi si oppone può essere eliminato come traditore al pari di Shoigu & co. Ma, ripeto, è solo UNO degli scenari possibili.

Sabato 24 giugno, mattina

Putin ha dichiarato che quello di Prigozhin è tradimento, Prigozhin afferma di non essere contro il Presidente ma solo contro il Ministro della Difesa e i suoi uomini.

Venerdì 23 giugno, sera

Situazione MOLTO confusa e probabilmente sapremo qualcosa domani. Ma sembra che, secondo alcuni rapporti, truppe della Wagner stiano marciando su Mosca, mentre Prigozhin stesso sta prendendo il controllo della città di Rostov, dove ha sede il Comando Russo delle Forze Sud. Obiettivo non sarebbe Putin ma Shoigu e i suoi. Probabilmente Prigozhin vuole diventare preminente nel regime. Ci sono messaggi di reclutamento della Wagner un po’ ovunque ma è impossibile capire quanto sia serio o quanto un tentativo disperato.

Da tenere presente che la principale forza militare rimasta in Russia è la Rosgvardia (fedele a Putin, ma non armata pesantemente), la polizia antisommossa OMON, i Ceceni (che non sono il massimo dell’efficienza, come si è visto durante il conflitto) e qualche unità in addestramento. E le PMC private.

Non possiamo escludere sia solo un modo per distrarre attenzione dal fronte, ma la mossa di Prigozhin appare essere un tentativo di diventare “kingmaker”. Sostituisci Shoigu e i vertici delle FFAA, controlla Putin e controlli il Paese.

Però, se Putin lo accusa di tradimento non è detto abbia successo. Come reagiranno infatti le FFAA? Per ora Prigozhin sta giocando la parte del “buon patriota che vuole salvare lo stato”, cosa che gli dà una certa legittimità.

Il generale Surovikin invece sembra abbia scaricato Prigozhin, dicendogli che deve rispettare il Comandante in Capo (che è Putin comunque). Anche l’FSB, parte dei servizi segreti, accusa la Wagner (e questo non è un buon segno per Prigozhin)

L’articolo è cura della Redazione, con gli interventi di: Lorenzo Nannetti, Simone Pelizza …

Dove si trova

Perchè è importante

  • Il leader della Wagner Evgenij Prigozhin, con le sue dichiarazioni del 23 giugno, ha di fatto lanciato una rivolta armata per destituire il Ministro della Difesa Russa Sergej Shoigu e il Capo di Stato Maggiore Valerij Gerasimov
  • Il Presidente Russo Vladimir Putin ha condannato l’azione, definendola tradimento
  • Prigozhin dichiara di essere un patriota che vuole liberare il Paese dai veri traditori (Shoigu e Gerasimov appunto)

Vuoi di più? Iscriviti!

Scopri che cosa puoi avere in più iscrivendoti

Redazione
Redazionehttps://ilcaffegeopolitico.net

Il Caffè Geopolitico è una Associazione di Promozione Sociale. Dal 2009 parliamo di politica internazionale, per diffondere una conoscenza accessibile e aggiornata delle dinamiche geopolitiche che segnano il mondo che ci circonda.

Ti potrebbe interessare