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Madagascar, elezioni presidenziali tra manipolazione, opacità e totale mancanza di integrità

AnalisiLo studio di Transparency International – Initiative Madagascar mette in luce la mancanza di trasparenza e il livello di corruzione della campagna elettorale nel Paese africano.

UN DUELLO IN MADAGASCAR

A una settimana dalle elezioni presidenziali in Madagascar, fissate per il 16 novembre, dopo la decisione della Corte Costituzionale di rinviarle di una settimana a causa delle tensioni e del ferimento di un candidato durante una manifestazione, sembra profilarsi un duello tra Andry Rajoelina, Presidente uscente, e Siteny Randrianasoloniaiko.
Andry Rajoelina, 49 anni, ha preso il potere in Madagascar nel 2009, dopo il colpo di Stato che costrinse alle dimissioni l’allora Presidente, governando poi fino al 2014 e venendo rieletto nel 2018.
Siteny Randrianasoloniaiko si è staccato dal Collettivo di candidati, che si era formato a inizio campagna elettorale, per correre da solo e, per farlo, ha noleggiato un elicottero con cui ha iniziato il tour elettorale. Una sorpresa potrebbe essere riservata da Marc Ravalomanana, leader del movimento Collettivo dei candidati, che ha deciso di non fare campagna elettorale, ma gode di una buona base di elettori. Il Presidente uscente si dice sicuro della vittoria, ma su di lui pesano le pesanti accuse delle opposizioni che nei mesi scorsi lo hanno accusato di aver manipolato le Istituzioni per favorire la propria rielezione. Inoltre, a fine giugno, alcuni giornali avevano rivelato che il Presidente si era, di nascosto, naturalizzato francese nel 2014, perdendo, in base alla legge, il diritto di mantenere la nazionalità malgascia e quindi di poter essere candidato, con l’aggiunta dell’accusa di avere come complici alcuni membri della Corte Costituzionale.

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Fig. 1 – Il Presidente del Madagascar in carica Andry Rajoelina

IL MONITORAGGIO DELL’INTEGRITÀ POLITICA

In attesa del responso delle urne sono interessanti la lettura e l’analisi della campagna elettorale fatta da Transparency International – Initiative Madagascar (TI-MG, www.transparency.mg), che dal 2018 attua un programma dedicato alla promozione e al monitoraggio dell’integrità politica nella Grande Isola. Combinando ricerca, inchieste giornalistiche, advocacy e mobilitazione dei cittadini e delle comunità, TI-MG ha prodotto uno studio sull’opacità del finanziamento politico e un’analisi della legge n. 2018-008 del 10 aprile 2018 sul sistema generale per le elezioni e i referendum, insieme a una proposta di miglioramento di questa legge, tra cui il tetto massimo e la trasparenza obbligatoria dei fondi per le campagne elettorali.
TI-MG ha pubblicato a fine ottobre le prime analisi del lavoro della propria Unità di monitoraggio elettorale (CSE), che si concentra su due temi specifici: le spese per le campagne elettorali e le manifestazioni di corruzione elettorale.

QUADRO E METODOLOGIA

Secondo il calendario stabilito ufficialmente dalla Commissione Elettorale Nazionale Indipendente (CENI), la campagna elettorale è stata avviata il 10 ottobre 2023 per trenta (30) giorni, prorogati di una settimana in seguito al rinvio della data del primo turno al 16 novembre da parte della Corte Costituzionale (invariata invece la data dell’eventuale ballottaggio, il 20 dicembre). Durante le prime due settimane di questo periodo, solo due candidati hanno iniziato la campagna elettorale: Andry Rajoelina (candidato n. 3) e Sendrinson Daniela Raderanirina (candidato n. 11). A loro si è aggiunto, il 22 ottobre, il candidato n. 13, Siteny Randrianasoloniaiko, che in precedenza faceva parte del Collettivo di candidati che avevano deciso di non fare campagna elettorale per far valere le proprie ragioni.
TI-MG ha elaborato un quadro di monitoraggio delle spese per candidato basato sulle migliori pratiche internazionali. Vengono valutate le spese mediatiche legate alla pubblicità politica (televisione, radio, stampa scritta) e le spese non mediatiche legate principalmente ai viaggi sul campo e agli incontri con i candidati. Le spese per la campagna elettorale sono stimate sulla base di osservazioni dirette (ad esempio partecipazioni a incontri) e secondarie (come esame di fotografie), e poi per estrapolazione, dato che il team di TI-MG è limitato in numero e risorse e non può seguire i candidati in tutti i loro spostamenti. I listini dei mezzi di comunicazione osservati, così come i cataloghi dei prezzi dei materiali, sono stati utilizzati per la valutazione dei costi.
I risultati presentati sono il frutto del monitoraggio effettuato dal 10 al 28 ottobre 2023 e si tratta di stime delle spese e dei casi sospetti di corruzione elettorale.

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Fig. 2 – Siteny Randrianasoloniaiko, avversario del Presidente Andry Rajoelina, al meeting dei candidati dell’opposizione di Antananarivo, 21 ottobre 2023

MONITORAGGIO DELLE SPESE ELETTORALI

Al termine delle tre settimane di osservazione, TI-MG ha valutato le spese minime sostenute da ciascun candidato in campagna elettoral. Sebbene il Collettivo dei candidati non faccia campagna elettorale, TI-MG ha ritenuto utile stimare le spese sostenute dal movimento a fini comparativi.

Le disparità di mezzi e fondi impegnati sono evidenti. Il candidato n. 3, Andry Rajoelina, ha speso circa 665.946 euro nelle tre settimane di campagna, contro i 5.834 euro nello stesso periodo del candidato n. 11, Sendrinson Daniela Raderanirina, e i 235.700 euro del Collettivo dei 10 candidati. Il fatto che il candidato n. 13 abbia speso quasi 603.142 euro in una sola settimana di campagna è ancora più sorprendente.
I candidati 3 e 13 spiccano in termini di flussi finanziari. TI-MG sottoporrà a tutti i candidati un questionario sui bilanci della campagna elettorale e sulle fonti di finanziamento e i risultati saranno analizzati in seguito. Nel frattempo, ci si pone una serie di domande: queste spese sono dignitose, data la povertà del popolo malgascio? Soprattutto, da dove provengono questi fondi? Sono legali? Quali sono i potenziali affari che si celano dietro questi ingenti finanziamenti?
È probabile che almeno una parte di questi fondi provenga da aziende del settore privato. Tuttavia, come promemoria, la Carta dell’Integrità del settore privato per le elezioni del 2023, lanciata da TI-MG nel dicembre 2022, che incoraggia i potenziali sponsor dei candidati a rivelare pubblicamente le loro “donazioni” e contributi elettorali, non ha ancora avuto alcun firmatario.

Su un altro piano, TI-MG è giunta alla conclusione che le esorbitanti tariffe per gli “speciali elezioni” applicate dalla maggior parte dei media (soprattutto i canali televisivi) aggiungono un ulteriore ostacolo alla parità di opportunità tra i candidati. Quando si devono pagare 3 milioni di ariary malgasci (circa 600 euro) per 5 minuti in un notiziario televisivo, i candidati con mezzi limitati sono destinati a essere svantaggiati.

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Fig. 3 – L’ex Presidente Marc Ravalomanana (il secondo da sinistra), di nuovo candidato, durante un comizio ad Antananarivo, 21 ottobre 2023

SOSPETTI DI CORRUZIONE ELETTORALE

Secondo una ricerca condotta da Transparency International, ci sono tre modi fondamentali in cui l’integrità elettorale può essere minata: acquisto di voti, abuso di risorse statali e brogli elettorali. La corruzione elettorale legata a queste pratiche può verificarsi prima, durante e dopo il giorno delle elezioni.

TI-MG ha identificato una serie di casi preoccupanti sulla base delle sue diverse osservazioni. Le testimonianze riportano, ad esempio, la distribuzione di somme di denaro nel quartier generale del candidato n. 3, in cambio della consegna di una tessera del suo partito, la fornitura di materiale elettorale e la presegnalazione delle schede elettorali (attualmente in fase di controllo incrociato).
Nel distretto di Taolagnaro, alcuni testimoni hanno riferito della registrazione dei numeri di tessera elettorale delle persone in una lista, in cambio della promessa di una donazione, una volta che il candidato n. 3 fosse stato eletto.
Nella regione di Atsimo Andrefana, gli insegnanti sono stati massicciamente reclutati dal capo del settore educativo per fare campagna elettorale a favore del candidato n. 3.
Ad Antananarivo, Roland Ratsiraka, un politico malgascio, ha dichiarato pubblicamente di essere stato vittima di un tentativo di corruzione da parte dell’équipe del candidato n. 3, che lo aveva incitato a entrare nella campagna per legittimare il processo elettorale, in cambio della promessa di finanziare la campagna.
Sebbene spetti alle Istituzioni anticorruzione indagare su questi casi, i sospetti di corruzione sono numerosi e sollevano interrogativi sul modus operandi del candidato n. 3, il cui nome è stato finora maggiormente associato a queste pratiche.

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Fig. 4 – Sostenitori dell’ex Presidente Marc Ravalomanana protestano nella capitale contro il carovita e la crisi economica, 23 luglio 2022

VIOLAZIONI DEI DIRITTI FONDAMENTALI

Merita di essere sottolineato un caso particolarmente grave, che unisce corruzione elettorale e violazione dei diritti fondamentali. Il 14 ottobre 2023, il candidato n. 3 ha organizzato distribuzioni di cibo in un sottoquartiere della capitale. Un buono pasto con il nome, la foto e l’indirizzo di ciascun beneficiario è stato stampato con i colori del candidato e consegnato dagli agenti nelle case dei destinatari (profilo identificato: persone con redditi modesti). Dopo un’indagine sul campo, è stato dimostrato che questi dati personali erano stati estratti direttamente dai registri della municipalità e stampati senza il consenso dei proprietari. Tuttavia il diritto alla protezione dei dati personali è riconosciuto a tutti. Si tratta di un diritto autonomo che è parte integrante dei diritti umani. La legge n. 2014-038 del 09 gennaio 2015 sulla protezione dei dati personali copre la materia in Madagascar e istituisce la Commission Malagasy de l’Informatique et des Libertés (CMIL), che dovrebbe proteggere i dati personali. Tuttavia, la CMIL non è ancora pienamente operativa e questo vuoto favorisce le violazioni di questo tipo.
Solo il 14 ottobre si presume che il partito TGV (Giovani Malgasci Determinati), del Presidente uscente, abbia organizzato queste distribuzioni di “donazioni” nei 192 sottoquartieri dei sei arrondissement del Comune urbano di Antananarivo – e che le “donazioni” distribuite a ogni persona sono stimate in 10mila ariary. Supponendo che siano state individuate mille persone per ogni zona, questo ammonterebbe già a 1.920.000.000 di ariary, ovvero quasi 399.491 euro.

L’APPELLO DI TI-MG

A seguito dell’analisi effettuata, TI lancia un appello a una serie di soggetti coinvolti nel processo elettorale:

  • I proprietari dei media devono essere consapevoli delle loro responsabilità di cittadini: fermare l’eccessiva ricerca del profitto, che incoraggia un processo ineguale;
  • Le Istituzioni anticorruzione si assumano immediatamente la responsabilità di indagare sui fatti sopra riportati e di imporre sanzioni adeguate, se necessario;
  • Il rigoroso rispetto della legge per quanto riguarda la neutralità e l’indipendenza dell’Amministrazione e dei servizi pubblici, e l’imposizione di sanzioni adeguate in caso di violazione di questi principi;
  • L’avvio di indagini serie sulle violazioni dei diritti fondamentali sopra menzionati e l’immediata operatività della Commission Malagasy de l’Informatique et des Libertés (CMIL), responsabile della protezione dei dati personali;
  • Vigilanza da parte dei cittadini e intelligenza degli elettori: è importante non lasciarsi ingannare da procedure dubbie che non rispettano i diritti e le libertà fondamentali.

La situazione è più che tesa. TI-MG spera che questa prima analisi faccia luce sul contesto e incoraggi tutti a svolgere un ruolo attivo nel ripulire e correggere questo processo elettorale imperfetto. La manipolazione delle Istituzioni e le molteplici violazioni della Costituzione perpetrate da pochi individui devono cessare a favore degli interessi superiori della nazione. Il popolo malgascio merita di meglio.

Milena Nebbia

Photo by David_Peterson is licensed under CC BY-NC-SA

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Perchè è importante

  • Il Madagascar andrà al voto il 16 novembre, ma gli osservatori internazionali sollevano forti perplessità sui processi elettorali e sul contesto politico nel Paese.

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Milena Nebbia
Milena Nebbia

Milanese di nascita, vicentina d’adozione, sono una docente e una giornalista freelance, da sempre impegnata nel volontariato sociale, nel movimento nonviolento e nella cooperazione internazionale. Ho studiato Lettere a Padova e mi sono specializzata, presso la Facoltà di Scienze Politiche, sempre dell’ateneo patavino, nel Processo di capacity building nei paesi in via di sviluppo, e in Peacekeeping e Peacebuilding alla Scuola Superiore di Perfezionamento S. Anna di Pisa. Ho fatto l’osservatrice elettorale in Salvador, Cisgiordania, Tunisia, Turchia, sono stata componente della Commissione territoriale per il riconoscimento della protezione internazionale dei rifugiati della Prefettura di Vicenza. Nella mia vita ho cercato di coniugare la professione di giornalista con la mia vocazione solidale, il che spesso non è risultato semplice. Attualmente mi trovo in Madagascar per un periodo di volontariato e sto cercando di comprendere la complessità della Gande Isola.

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