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La visita di Macron in Asia Centrale: interessi economici, energetici e geopolitici

In 3 sorsiSempre più Paesi occidentali mostrano interesse verso l’Asia Centrale, regione ricca di risorse in cui l’influenza russa si sta indebolendo dopo l’invasione dell’Ucraina. Tra loro anche la Francia di Emmanuel Macron, che ha visitato Kazakistan e Uzbekistan a inizio novembre.

1. GLI INTERESSI ECONOMICI IN ASIA CENTRALE

Emmanuel Macron ha visitato il Kazakistan e l’Uzbekistan il 1° e il 2 novembre per creare nuovi collegamenti commerciali e favorire la cooperazione. Non è la prima volta che un Paese occidentale mostra interesse verso la regione centroasiatica, dove, sin dalla guerra in Ucraina, l’influenza russa sta iniziando a vacillare: nell’ultimo anno, infatti, molte potenze europee tentano di spingere alcuni Paesi locali a volgere lo sguardo verso occidente. Allo stesso tempo la Cina ha interessi e legami economici nella regione, soprattutto in vista della “Nuova Via della Seta”, che collegherebbe la Cina all’Europa bypassando la Russia. Come afferma l’analista politico kazako Dosym Satpayev, dall’invasione in Ucraina “c’è meno cooperazione militare [con Mosca], la percezione della Russia dalla guerra è peggiorata. I Governi dell’Asia Centrale non ne stanno parlando apertamente, ma sta succedendo”. Il Kazakistan, ad esempio, riconosce e aderisce alle sanzioni imposte dall’Occidente alla Russia e si è sempre rifiutato di riconoscere le Repubbliche separatiste in Ucraina. In questa situazione di cambiamento per l’Asia Centrale, Parigi cerca di inserirsi nella competizione internazionale per portare avanti iniziative economiche e accaparrarsi le ricche risorse della regione. Durante entrambe le visite, Macron ha riconosciuto le pressioni geopolitiche che i Paesi centroasiatici stanno subendo da parte di vari attori che cercano di mantenere il controllo della regione, sottolineando l’importanza di un impegno comune verso i principi di integrità territoriale e sovranità nazionale sanciti nello Statuto delle Nazioni Unite.

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Fig. 1 – Le bandiere della Francia sventolano insieme a quelle dell’Uzbekistan a Samarcanda per celebrare la visita di Emmanuel Macron, 2 novembre 2023

2. KAZAKISTAN: INTERESSI ECONOMICI E STRATEGICI

Il Kazakistan è un Paese ricco di risorse vitali per l’industria francese, soprattutto per quanto riguarda l’energia nucleare, che serve a generare più del 60% dell’elettricità totale di Parigi. Come osservato dalla BBC, la fornitura di uranio e altri combustibili nucleari e fossili verso la Francia rischia di essere messa a repentaglio dal recente colpo di Stato militare in Niger, il secondo fornitore del Paese dopo il Kazakistan. Quest’ultimo è infatti il maggior produttore di uranio al mondo e, come afferma il Presidente Kassym-Jomart Tokayev, “contribuisce a più di un quarto del combustibile nucleare consumato in Europa”. Il Kazakistan esporta anche petrolio verso i Paesi europei, e sin dalla guerra in Ucraina è diventato il terzo fornitore dopo Norvegia e Stati Uniti. In compenso, Astana è attenta alle conoscenze francesi per sviluppare la propria industria a energia nucleare. Gli interessi economici reciproci, come affermano i leader dei due Paesi, rendono possibile l’approfondimento e la diversificazione della partnership economica e strategica bilaterale, considerando anche che la Francia è il quinto più grande investitore in Kazakistan. Le consolidate relazioni economiche tra i due Paesi includono ad esempio il campo petrolifero offshore di Kashagan, convenzionato con la compagnia francese TotalEnergies, e la miniera di uranio gestita dalla compagnia francese Orano. Emmanuel Macron ha incontrato il proprio corrispettivo kazako Tokayev mercoledì 1° novembre, tenendo dei colloqui per “accelerare la cooperazione”, al termine dei quali è stata firmata una serie di accordi riguardo alla fornitura di minerali essenziali per le tecnologie energetiche pulite e la collaborazione nel settore farmaceutico, agroalimentare e aerospaziale. Macron ha anche annunciato che Parigi fornirà dei sistemi radar Ground Master 400 per la difesa aerea al Kazakistan per promuovere la sovranità del Paese.

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Fig. 2 – Macron insieme al Presidente kazako Tokayev, 1° novembre 2023

3. UZBEKISTAN: PROSPETTIVE DI COOPERAZIONE

Il giorno successivo Macron si è recato in Uzbekistan, a Samarcanda, dove si sono svolti colloqui con il corrispettivo uzbeko Mirziyoyev e successivamente si è tenuto un forum imprenditoriale. Si tratta della prima visita da parte francese dal 1994: nell’arco della precedente presidenza di Islom Karimov (1991-2016), infatti, l’Uzbekistan ha attraversato un periodo di chiusura, che l’attuale capo di Stato Shavkat Mirziyoyev sta cercando di superare con importanti riforme. Durante i colloqui il Presidente uzbeko ha assicurato che “il Presidente e il Governo dell’Uzbekistan vi danno garanzie” in termini di apertura economica: come affermato da Mirziyoyev, “non c’è modo di tornare indietro, solo di andare avanti. Continueremo [la politica di] un’economia aperta con tutte le opportunità e condizioni. Lo abbiamo promesso alla nostra gente, lo abbiamo promesso ai nostri imprenditori. Lo rispetteremo sicuramente”. Durante i negoziati si sono discusse questioni relative all’ulteriore sviluppo delle relazioni economiche tra i due Paesi, soprattutto rispetto a quattro aspetti chiave: l’economia verde, la fornitura di uranio, la gestione delle risorse idriche e delle infrastrutture, e la competitività nel settore agricolo. Molte compagnie francesi, tra cui i giganti Orano, EDF, Voltalia e TotalEnergy, stanno già collaborando con il Paese per portare avanti svariati progetti e iniziative in questi settori. Le parti hanno concordato di aumentare notevolmente il volume di commercio, di moltiplicare i progetti di investimento, di introdurre meccanismi per finanziare le iniziative comuni e di creare nuove opportunità per le imprese sostenendo varie iniziative economiche. Infine, i Capi di Stato intendono approfondire la cooperazione dal punto di vista culturale: da un lato, si sta lavorando per diffondere l’insegnamento della lingua francese in Uzbekistan, e dall’altro la Francia intende adoperarsi per la formazione degli insegnanti organizzando forum educativi.

Irene Quaglia

Ouzbekistan – Boukhara – uzbekistan” by Jeanne Menjoulet is licensed under CC BY

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  • Sempre più Paesi occidentali mostrano interesse verso l’Asia Centrale, regione ricca di risorse in cui l’influenza russa si sta indebolendo. Sin dall’invasione dell’Ucraina, infatti, sembra che stiano cambiando le carte in tavola dal punto di vista della cooperazione economica e i Paesi centroasiatici mostrano una crescente apertura.
  • In Kazakistan, Emmanuel Macron ha incontrato il proprio corrispettivo kazako, Tokayev, con il quale sono state discusse varie iniziative di carattere economico, soprattutto in materia di energia, da portare avanti in collaborazione tra i due Paesi.
  • In seguito il Presidente francese si è recato in Uzbekistan, dove sono state discusse prospettive di cooperazione economica e culturale tra i due Paesi. È stata sottolineata l’importanza delle riforme economiche messe in atto da Tashkent, che si sta aprendo sempre di più verso occidente.

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Irene Quaglia
Irene Quaglia

Bolognese, classe ’99. Laureata in “International Relations and Diplomatic Affairs” presso l’Università di Bologna. Da allora mi sono appassionata di lingua e storia russa, in particolare dell’Unione Sovietica. Attualmente sto frequentando la laurea magistrale in “Development and International Cooperation Sciences” presso l’università La Sapienza di Roma e sto collaborando con una Onlus che si occupa dei Paesi in via di sviluppo.

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