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Unione Europea: Macron e Draghi chiedono un cambiamento radicale

In 3 sorsiI recenti discorsi di leader europei di prim’ordine come Mario Draghi ed Emmanuel Macron hanno evidenziato l’urgenza di rinnovare le fondamenta politiche, economiche ed istituzionali dell’UE. A essere a rischio è il futuro di intere generazioni di cittadini europei, spesso inermi e disillusi di fronte alla portata degli avvenimenti internazionali.

1. ‘L’EUROPA PUÒ MORIRE’: MACRON CHIEDE UNA SVOLTA ALL’UE

Con l’avvicinarsi delle prossime elezioni europee e con l’inasprimento delle tensioni internazionali, l’Unione Europea e i suoi leader riflettono sui prossimi passi che l’organizzazione deve compiere per mantenere, o secondo alcuni riconquistare, il proprio ruolo di attore globale. Il Presidente francese Emmanuel Macron, nel corso di un intervento all’Università della Sorbona lo scorso 25 aprile, ha dichiarato che l’attuale Europa “rischia di morire” e che necessita dunque di una svolta urgente dal punto di vista politico, economico e istituzionale. Secondo Macron l’UE ha bisogno di riforme che la trasformino in un sistema efficiente in grado di assicurare un futuro ai propri cittadini, in particolare alle generazioni più giovani. In un mondo in continua evoluzione, sottolinea Macron, l’UE deve essere in grado di evolversi e adattarsi alle regole del gioco, che sarebbero troppo spesso modificate o aggirate da numerosi attori extraeuropei. A circa un mese dalle elezioni europee, con i partiti liberali minacciati dalla crescita delle forze conservatrici ed euroscettiche, secondo il Presidente francese è tempo per l’UE di ripensare al proprio funzionamento ispirandosi a principi guida di “potenza, prosperità e umanesimo”.

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Fig. 1 – Il discorso di Emmanuel Macron

2. DRAGHI: IL FUTURO DELL’UE PASSA DALLA SUA COMPETITIVITÀ E REPUTAZIONE

Il Presidente francese Macron non è l’unico leader europeo ad essersi espresso di recente riguardo il presente e il futuro dell’UE. Mario Draghi, ex Governatore della Banca Centrale Europea ed ex Presidente del Consiglio italiano, ha anch’egli sottolineato la necessità per l’Europa di intraprendere un processo di rinnovamento, che parta dalle riforme economiche per poi includere altri settori cruciali quali istruzione, lavoro e mercato unico. In attesa della pubblicazione del proprio rapporto sulla competitività europea prevista dopo le elezioni europee di giugno, Draghi ha dichiarato, anticipando persino Macron, che l’UE deve rinnovarsi per poter tenere il passo delle super potenze come Cina e Stati Uniti e delle economie emergenti come quelle del gruppo BRICS+ e del G20. La strada da seguire è dunque chiara: dopo le elezioni europee l’UE dovrà affrontare un “cambiamento radicale”, ristrutturando nel concreto le proprie politiche fiscali e commerciali in modo da aumentare la propria competitività internazionale ed il benessere dei propri cittadini.

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Fig. 2 – L’ex Presidente del Consiglio italiano Mario Draghi

3. L’AGENDA EUROPEA 2024-2029

I discorsi di Macron e Draghi presentano differenze sostanziali pur partendo da un assunto comune: “l’Unione Europea è a un punto di svolta”. La sovrapposizione tra le elezioni europee, i conflitti internazionali e le proteste civili e ambientaliste richiede all’UE uno sforzo straordinario per dimostrare la propria capacità di far fronte a una molteplicità di sfide di portata epocale. Tale capacità di risposta europea, spesso assente o troppo debole, è da sempre al centro dei discorsi anche della Presidente uscente della Commissione Europea Ursula von der Leyen. Dopo aver affrontato una pandemia globale, una fase di stagnazione economica e due conflitti su larga scala, la Presidente von der Leyen si ritrova ora al centro del dibattito sul futuro dell’Europa. Tanto i cittadini quanto gli stessi legislatori europei si interrogano su cosa sia meglio per l’UE. Puntare sulla continuità di un “Governo” europeo che ha già affrontato emergenze epocali o cambiare paradigma in nome di un mutamento radicale? Dalle prossime elezioni europee emergerà la risposta a questa domanda e con essa la nuova Agenda Europea 2024-2029.

Giorgio Fioravanti

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  • Mai come oggi il destino dell’Unione Europea è messo in discussione dalle tensioni interne e dagli avvenimenti internazionali.
  • L’Unione Europea si appresta ad affrontare una tornata elettorale senza precedenti per delicatezza dei temi discussi e asprezza dei toni utilizzati. Nel frattempo i leader europei auspicano un cambiamento radicale, senza però concordare sulle modalità e sulla guida di tale processo.

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Giorgio Fioravanti
Giorgio Fioravanti

Classe 1997, aspirante diplomatico, nato e cresciuto a Rieti dove ho frequentato il Liceo Classico. La mia carriera universitaria si è svolta interamente a Trento, dove mi sono laureato in European and International Studies. Dopo la laurea ho frequentato con successo un Master in Studi Diplomatici presso la sede di Roma della SIOI. Il posto più curioso in cui ho vissuto è senza dubbio Gibilterra, dove ho anche svolto un periodo di ricerca tesi all’estero. Tra le mie passioni più grandi, naturalmente, la geopolitica ed il caffè.

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